Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 94 TUEL – Articolo 94

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

1. Qualora ricorra alcuna delle condizioni di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del comma 1 dell’articolo 58, nonché alle lettere a), b) e c) del comma 1 dell’articolo 59 nei confronti del personale dipendente delle amministrazioni locali, compresi gli enti ivi indicati, si fa luogo alla immediata sospensione dell’interessato dalla funzione o dall’ufficio ricoperti. La sospensione è disposta dal responsabile dell’ufficio secondo la specifica competenza, con le modalità e procedure previste dai rispettivi ordinamenti. A tal fine i provvedimenti emanati dal giudice sono comunicati, a cura della cancelleria del tribunale o della segreteria del pubblico ministero, ai responsabili delle amministrazioni o enti locali indicati nelle predette disposizioni.

2. Al personale dipendente di cui al comma precedente si applicano altresì le disposizioni del comma 5 dell’articolo 58 e del comma 6 dell’articolo 59 previa attivazione del procedimento disciplinare.

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In sintesi

  • Il personale degli enti locali è sospeso dalle funzioni in presenza di provvedimenti penali specifici.
  • La sospensione è disposta dal responsabile dell'ufficio competente.
  • Riguarda misure cautelari e condanne per reati gravi.
  • Si attiva il procedimento disciplinare in relazione ai fatti.
  • La sospensione tutela l'amministrazione da fatti penalmente rilevanti.
Indice dei contenuti

L'articolo 94 disciplina la sospensione del personale degli enti locali a fronte di provvedimenti penali rilevanti. La norma si inserisce in un quadro più ampio di tutela della legalità nelle pubbliche amministrazioni, parificando il regime degli enti locali a quello degli altri enti pubblici.

Presupposti della sospensione

La sospensione opera in presenza di specifiche condizioni richiamate dall'art. 94: misure cautelari penali (custodia, divieto di dimora, interdittive), condanne per reati indicati dall'art. 58 (corruzione, concussione, peculato e altri reati contro la pubblica amministrazione). La sospensione è automatica e immediata.

Soggetto competente

La sospensione è disposta dal responsabile dell'ufficio secondo la specifica competenza, con le modalità e procedure previste dai rispettivi ordinamenti. Per i dirigenti è competente il segretario o il dirigente apicale; per i dipendenti, il dirigente del settore di appartenenza.

Procedimento disciplinare

La sospensione si accompagna all'avvio del procedimento disciplinare per i fatti penalmente rilevanti. Le due procedure operano su piani autonomi: il giudizio penale accerta i fatti, il procedimento disciplinare valuta le conseguenze sul rapporto di lavoro. Le tempistiche possono essere coordinate ma non sono vincolate.

Comunicazione della cancelleria

I provvedimenti del giudice sono comunicati ai responsabili delle amministrazioni dalla cancelleria del tribunale o dalla segreteria del pubblico ministero. Il sistema garantisce flussi informativi automatici, evitando che l'amministrazione resti all'oscuro di fatti rilevanti per il rapporto di lavoro.

Effetti della sospensione

La sospensione comporta l'allontanamento del dipendente dalle funzioni, con sospensione della retribuzione ordinaria e mantenimento dell'assegno alimentare. La durata segue le regole del procedimento penale: cessa se la misura cautelare è revocata o se il dipendente è prosciolto.

Reintegro e indennizzi

In caso di proscioglimento il dipendente è reintegrato nelle funzioni con corresponsione delle differenze retributive. Se la sospensione si è rivelata ingiustificata, può esserci diritto a indennizzi specifici, secondo le regole generali sui procedimenti disciplinari.

Casi pratici

Caso 1: misura cautelare per peculato

Tizio, dirigente, è sottoposto a misura cautelare per ipotesi di peculato. Il segretario dell'ente dispone immediatamente la sospensione dalle funzioni e avvia il procedimento disciplinare. La retribuzione ordinaria è sospesa, salvo l'assegno alimentare.

Caso 2: proscioglimento

Caia, dipendente sospesa per un'indagine penale, viene prosciolta. È reintegrata nelle funzioni con corresponsione delle differenze retributive. Il procedimento disciplinare si chiude senza addebiti, mantenendo intatta la posizione lavorativa.

Domande frequenti

La sospensione è automatica?

Sì, in presenza dei presupposti tipizzati. Il responsabile dell'ufficio è tenuto a disporla; non vi è valutazione discrezionale sul se, ma solo sui profili procedurali.

Si percepisce la retribuzione durante la sospensione?

No, la retribuzione ordinaria è sospesa. Spetta un assegno alimentare ridotto, secondo le regole generali sul personale pubblico sospeso da misure cautelari o disciplinari.

Cosa succede se vengo prosciolto?

Si è reintegrati nelle funzioni con corresponsione delle differenze retributive. Eventuali indennizzi per la sospensione ingiustificata seguono le regole generali sui procedimenti disciplinari.

Ultimo aggiornamento redazionale: 21 maggio 2026
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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