Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 100 TUEL – Articolo 100

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

1. Il segretario può essere revocato con provvedimento motivato del sindaco o del presidente della provincia, previa deliberazione della giunta, per violazione dei doveri d’ufficio.

In sintesi

  • La revoca del segretario è atto motivato del sindaco o del presidente della provincia.
  • Richiede la previa deliberazione della giunta.
  • Il presupposto è la violazione dei doveri d'ufficio.
  • Non si applica per ragioni di mera opportunità politica.
  • L'atto deve esplicitare le ragioni specifiche della revoca per consentire il sindacato giurisdizionale.
Indice dei contenuti

L'articolo 100 disciplina, con una norma sintetica ma di forte impatto pratico, l'unica ipotesi di interruzione anticipata del rapporto tra sindaco e segretario al di fuori della cessazione naturale del mandato. La sua brevità è ingannevole: dietro tre righe di testo si nascondono questioni complesse di confine tra fiducia politica e garanzia professionale.

Il rapporto con la nomina fiduciaria

Pur essendo nominato fiduciariamente dal sindaco, il segretario non è revocabile ad nutum. Il legislatore ha voluto evitare che la fiducia politica si trasformasse in arbitrio: la revoca richiede una giustificazione oggettiva (la violazione dei doveri d'ufficio) e un procedimento aggravato (la previa deliberazione della giunta). Questa scelta tutela il segretario nell'esercizio delle funzioni di legalità, che spesso lo pongono in posizione di freno rispetto a iniziative politiche affrettate.

I doveri d'ufficio come parametro

Il riferimento alla violazione dei doveri d'ufficio rinvia al codice di comportamento dei dipendenti pubblici, al contratto collettivo della dirigenza e ai compiti specifici del segretario indicati nel TUEL. Rientrano in tale categoria le condotte di grave negligenza nella verbalizzazione, l'omissione del controllo di legittimità sugli atti, il mancato rispetto del dovere di segnalazione di illegittimità, le condotte incompatibili con l'imparzialità. Non rientrano invece i dissensi di indirizzo o le valutazioni di efficienza che attengono alla discrezionalità del vertice politico.

Il procedimento aggravato

La previa deliberazione della giunta introduce un filtro collegiale: il sindaco non può procedere unilateralmente ma deve ottenere il sostegno dell'organo esecutivo. È una garanzia procedimentale che riduce il rischio di revoche personalistiche e impone una riflessione collegiale sulle ragioni dell'atto. La deliberazione deve essere motivata e successivamente recepita nel provvedimento sindacale.

Il sindacato giurisdizionale

La motivazione del provvedimento di revoca apre la porta al sindacato del giudice amministrativo, davanti al quale il segretario può impugnare l'atto per difetto di motivazione, eccesso di potere, sviamento o violazione di legge. La giurisprudenza amministrativa, in linea generale, ha annullato revoche fondate su motivazioni generiche o riconducibili a meri dissensi politici, riaffermando il principio di stretta interpretazione del presupposto normativo. Le linee guida ANCI e gli orientamenti della Funzione Pubblica raccomandano di redigere atti istruttori dettagliati e di formalizzare contestazioni preventive in contraddittorio con l'interessato.

Casi pratici

Caso 1: revoca motivata da violazioni reiterate

Tizio è sindaco di un comune e contesta al segretario una serie di omissioni nell'esercizio del controllo preventivo, documentate da specifici rilievi del collegio dei revisori. Dopo aver istruito un procedimento in contraddittorio, propone alla giunta la revoca motivata. La giunta delibera favorevolmente e il sindaco adotta il provvedimento, indicando puntualmente le condotte contestate. La motivazione analitica rende il provvedimento difendibile in sede giurisdizionale.

Caso 2: tentativo di revoca per ragioni politiche

Caio, sindaco di un altro comune, vorrebbe revocare il segretario semplicemente perché legato all'amministrazione precedente. La giunta esprime perplessità sull'assenza di una violazione dei doveri d'ufficio. In questo scenario il provvedimento, se adottato, sarebbe esposto al rischio di annullamento per difetto del presupposto normativo: la fiducia politica è tutelata dalla durata dell'incarico legata al mandato, non dalla revoca anticipata.

Domande frequenti

Su quali presupposti il sindaco può revocare il segretario?

Il presupposto unico è la violazione dei doveri d'ufficio. Non sono sufficienti ragioni di mera opportunità politica o di gradimento personale. La motivazione del provvedimento deve indicare in modo specifico le condotte contestate, idonee a integrare l'inadempimento dei doveri.

Il sindaco può revocare il segretario da solo?

No. La revoca richiede la previa deliberazione della giunta comunale o provinciale. È un filtro collegiale che impedisce decisioni unilaterali del vertice monocratico e impone una valutazione condivisa dell'organo esecutivo.

Il segretario revocato può impugnare il provvedimento?

Sì. Il provvedimento di revoca è atto amministrativo motivato impugnabile davanti al giudice amministrativo. Il sindacato verte tipicamente sul difetto di motivazione, sull'eccesso di potere e sulla sussistenza effettiva del presupposto della violazione dei doveri d'ufficio.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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