Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 162 c.c. – Forma delle convenzioni matrimoniali

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Forma delle convenzioni matrimoniali.

Le convenzioni matrimoniali debbono essere stipulate per atto pubblico sotto pena di nullità.

La scelta del regime di separazione può anche essere dichiarata nell’atto di celebrazione del matrimonio.

Le convenzioni possono essere stipulate in ogni tempo, ferme restando le disposizioni dell’articolo 194 .

Le convenzioni matrimoniali non possono essere opposte ai terzi quando a margine dell’atto di matrimonio non risultano annotati la data del contratto, il notaio rogante e le generalità dei contraenti, ovvero la scelta di cui al secondo comma.

Spiegazione

Le convenzioni matrimoniali (gli accordi con cui i coniugi scelgono il regime patrimoniale) devono essere stipulate per atto pubblico, a pena di nullità. La scelta della separazione dei beni può anche essere dichiarata nell’atto di celebrazione del matrimonio. Le convenzioni sono opponibili ai terzi solo con l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio.

Come funziona e quando si applica

La forma solenne (notarile) garantisce certezza e ponderazione su scelte di rilievo patrimoniale. In mancanza di convenzione vige il regime legale della comunione dei beni (art. 159).

Esempio pratico

Per scegliere un regime diverso dalla comunione – ad esempio la separazione dei beni o un fondo patrimoniale – serve l’atto notarile; la separazione si può anche dichiarare davanti all’ufficiale al momento del matrimonio.

Domande frequenti

Come si cambia il regime patrimoniale tra coniugi?

Con una convenzione matrimoniale per atto pubblico notarile; la separazione dei beni può essere dichiarata anche nell’atto di matrimonio.

Cosa succede senza convenzione?

Si applica il regime legale della comunione dei beni (art. 159).

Norme collegate

Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

In sintesi

  • Convenzioni matrimoniali devono essere stipulate per atto pubblico, pena nullità
  • Eccezione: scelta della separazione può essere dichiarata nell'atto di celebrazione
  • Convenzioni non opponibili a terzi se non annotate in margine all'atto matrimoniale
Indice dei contenuti

Convenzioni matrimoniali: forma atto pubblico obbligatoria, pena nullità, salvo scelta separazione in atto celebrazione matrimonio.

Ratio

L'esigenza di forma pubblica per le convenzioni matrimoniali rispecchia l'importanza del regime patrimoniale coniugale e la necessità di garantire certezza, trasparenza e protezione dei terzi. La forma pubblica assicura l'autenticità del consenso, evita frodi e fornisce un documento ufficiale che può essere trascritto e opposto a terzi. La pena di nullità per difetto di forma costituisce una garanzia forte della serietà e legalità delle convenzioni.

Analisi

La norma prescrive che le convenzioni matrimoniali debbano essere stipulate per atto pubblico, pena la nullità. Ammette eccezione: la scelta del regime di separazione dei beni può essere dichiarata nell'atto stesso di celebrazione del matrimonio (senza necessità di atto pubblico separato). Le convenzioni possono essere stipulate in qualunque momento (prima o dopo il matrimonio), salvo il limite dell'art. 194 c.c. (divieto di modificare assetti successori se precedentemente stipulati). Elemento cruciale della pubblicità: le convenzioni non sono opponibili ai terzi se non annotate in margine all'atto di matrimonio con indicazione di data del contratto, notaio rogante e generalità dei contraenti.

Quando si applica

La norma si applica ogni qualvolta i coniugi intendano accordarsi su regime patrimoniale (comunione, separazione, fondo patrimoniale, donazioni, patti successori). Situazioni tipiche: convenzioni antecedenti il matrimonio (es. per escludere beni dalla comunione); stipulazioni successive (es. passaggio da comunione a separazione); scelta di regime nell'atto celebrativo. Requisiti formali: atto pubblico rogato da notaio; oppure dichiarazione nel certificato di matrimonio.

Connessioni

Articoli correlati: art. 163 c.c. (modifica convenzioni), art. 194 c.c. (limiti temporali), art. 177 c.c. (fondo patrimoniale), artt. 83-94 c.c. (capacità matrimoniale), artt. 2643 ss. c.c. (trascrizione immobiliare). Per il regime di comunione vedi artt. 177-229 c.c.; per la separazione, artt. 215-220 c.c.

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Circolare

n. 3/E del 22 gennaio 2008

L'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sull'imposta sulle successioni e donazioni, inclusi i vincoli di destinazione patrimoniale come il fondo patrimoniale costituito ai sensi degli artt. 167 e seguenti c.c. La circolare precisa l'inquadramento fiscale degli atti di destinazione e l'opponibilità ai terzi tramite annotazione a margine dell'atto di matrimonio richiesta dall'art. 162 c.c.

Casi pratici

Caso 1: Tizio e Caio si sposeranno tra due mesi

Vogliono regime di separazione. Sottoscrivono un atto pubblico notarile con questa scelta. L'atto è valido. Eventualmente, il regime può anche essere dichiarato direttamente nell'atto di celebrazione del matrimonio senza atto separato.

Caso 2: Caso 2

Sempronio e la fidanzata Mevio stipulano un accordo privato (non notarile) per escludere certi beni dalla futura comunione. L'accordo è nullo per violazione della forma (manca la forma pubblica). Se vogliono validare l'intesa, devono ricorrere a atto pubblico notarile.

Caso 3: Caso 3

Filano sottoscrive convenzione matrimoniale per atto pubblico, ma il notaio omette di annotare la data, il suo nome e le generalità dei contraenti in margine all'atto di matrimonio. La convenzione è valida fra i coniugi ma non è opponibile ai creditori e ai terzi.

Domande frequenti

In che forma vanno stipulate le convenzioni matrimoniali?

L'art. 162 c.c. impone la forma dell'atto pubblico notarile a pena di nullita': la convenzione redatta in scrittura privata, anche autenticata, e' radicalmente invalida e non produce alcun effetto patrimoniale tra coniugi e verso i terzi.

Si può scegliere la separazione dei beni senza atto notarile?

Si', solo in un caso: la scelta del regime di separazione dei beni può essere dichiarata direttamente nell'atto di celebrazione del matrimonio davanti all'ufficiale di stato civile, evitando il ricorso al notaio. È l'unica deroga alla regola dell'atto pubblico notarile.

Quando possono essere stipulate le convenzioni matrimoniali?

Possono essere stipulate in ogni tempo: prima del matrimonio, nell'atto di celebrazione o successivamente durante il matrimonio, fermo restando il limite dell'art. 194 c.c. per i diritti già maturati dai terzi sul patrimonio comune.

Le convenzioni matrimoniali sono opponibili ai terzi?

Sono opponibili ai terzi solo se a margine dell'atto di matrimonio sono annotate la data dell'atto, il notaio rogante e le generalita' dei contraenti, ovvero la scelta del regime di separazione effettuata in sede di celebrazione.

Cosa accade se manca l'annotazione a margine dell'atto di matrimonio?

La convenzione resta valida ed efficace tra i coniugi ma e' inopponibile ai terzi in buona fede: cio' significa che, in caso di azioni esecutive di creditori, la separazione dei beni o altre pattuizioni non possono essere fatte valere per sottrarre beni alle pretese creditorie.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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