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Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 113 c.p.c. – Pronuncia secondo diritto
Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)
Nel pronunciare sulla causa il giudice deve seguire le norme del diritto, salvo che la legge gli attribuisca il potere di decidere secondo equità.
Il giudice di pace decide secondo equità le cause il cui valore non eccede duemilacinquecento euro, salvo quelle derivanti da rapporti giuridici relativi a contratti conclusi secondo le modalità di cui all’articolo 1342 del codice civile.
Vedi anche
→Cod. proc. civ. art. 112 - Art. 112 c.p.c.: Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato→Cod. proc. civ. art. 114 - Art. 114 c.p.c.: Pronuncia secondo equità a richiesta di parte→Cod. civ. art. 1 - Art. 1 Codice Civile Capacità giuridica→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Art. 111 c.p.c.: Successione a titolo particolare nel diritto co→Articolo 115 Codice di Procedura Civile: Disponibilità delle prove→Articolo 110 Codice di Procedura Civile: Successione nel processo→Articolo 116 Codice di Procedura Civile: Valutazione delle prove→Articolo 109 Codice di Procedura Civile: Estromissione dell’obbligato→Art. 117 c.p.c.: Interrogatorio non formale delle parti→Articolo 108 Codice di Procedura Civile: Estromissione del garantito
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il giudice decide secondo le norme di diritto; solo la legge può autorizzarlo a giudicare secondo equità.
Ratio della norma
L'art. 113 c.p.c. esprime il principio di legalità nella funzione giurisdizionale: il giudice non è arbitro libero di decidere secondo coscienza, ma è soggetto alla legge. Il vincolo al diritto positivo tutela la certezza del diritto e l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, impedendo decisioni imprevedibili o disomogenee. L'equità non è bandita in assoluto, ma è eccezionale e richiede un'esplicita abilitazione legislativa.
Analisi del testo
Il primo comma enuncia la regola generale: la pronuncia segue le norme del diritto. L'inciso «salvo che la legge gli attribuisca il potere di decidere secondo equità» chiarisce che l'equità giudiziale è una competenza attribuita, non implicita. Il secondo comma individua una delle principali ipotesi di equità abilitata: il giudice di pace decide secondo equità nelle cause di valore modesto. La soglia originaria di 1.100 euro è stata elevata a 2.500 euro per le controversie instaurate dopo il 31 ottobre 2021 dal D.L. 116/2017. Il legislatore ha però escluso da questo regime le cause relative a contratti conclusi per moduli o formulari (art. 1342 c.c.), dove la parte più debole merita la tutela piena delle norme di diritto.
Quando si applica
La regola del giudizio secondo diritto si applica a tutti i giudici e a ogni tipo di causa, salvo eccezioni di legge. L'equità del giudice di pace si applica automaticamente alle cause di valore contenuto rientranti nella soglia, senza bisogno di accordo tra le parti. L'equità per accordo delle parti (art. 114 c.p.c.) è invece una fattispecie distinta, che presuppone la volontà concorde dei litiganti.
Connessioni con altre norme
L'art. 113 c.p.c. si coordina con l'art. 114 c.p.c. (equità su accordo delle parti), con l'art. 1342 c.c. (contratti per adesione, esclusi dall'equità del giudice di pace) e con le norme sull'ordinamento del giudice di pace. Sul piano costituzionale, il vincolo al diritto riflette gli artt. 101 e 111 Cost., che subordinano i giudici alla legge e garantiscono il giusto processo.
Casi pratici
Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.
Tizio conviene Caio davanti al giudice di pace per il rimborso di 800 euro a titolo di danni da un litigio tra vicini. Il giudice di pace, applicando l'art. 113 comma 2 c.p.c., decide secondo equità, tenendo conto delle circostanze concrete senza essere vincolato alla rigida qualificazione giuridica della pretesa.
Sempronio ha sottoscritto un contratto di fornitura telefonica su modulo prestampato (art. 1342 c.c.) e chiede al giudice di pace il rimborso di 600 euro per addebiti non dovuti. Nonostante il valore contenuto, il giudice di pace non può decidere secondo equità: il contratto per adesione impone il giudizio secondo diritto, a tutela del contraente debole.
Domande frequenti
Cosa significa che il giudice decide «secondo diritto»?
Significa che il giudice è vincolato ad applicare le norme giuridiche vigenti, senza poter sostituire la propria valutazione personale al dettato della legge.
Quando il giudice può decidere secondo equità?
Solo quando una norma di legge lo prevede espressamente, come nel caso del giudice di pace per le cause di valore contenuto, oppure quando tutte le parti lo richiedono concordemente (art. 114 c.p.c.).
Qual è la soglia di valore per il giudizio secondo equità del giudice di pace?
La soglia originaria è di 1.100 euro. Per le controversie instaurate dopo il 31 ottobre 2021, il D.L. 116/2017 l'ha elevata a 2.500 euro.
I contratti per adesione sono esclusi dall'equità del giudice di pace?
Sì. Le cause su contratti conclusi secondo le modalità dell'art. 1342 c.c. (moduli o formulari predisposti da uno dei contraenti) rimangono soggette al giudizio secondo diritto, anche se il valore è inferiore alla soglia.
L'equità del giudice di pace è la stessa dell'equità su accordo delle parti?
No. L'equità dell'art. 113 comma 2 c.p.c. opera automaticamente per effetto della legge in base al valore della causa. L'equità dell'art. 114 c.p.c. richiede invece la richiesta concorde di tutte le parti e può riguardare cause di qualsiasi valore.
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