Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 31 c.p.c. – Cause accessorie

Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

La domanda accessoria può essere proposta al giudice territorialmente competente per la domanda principale affinchè sia decisa nello stesso processo, osservata, quanto alla competenza per valore, la disposizione dell’art. 10 secondo comma.

COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 FEBBRAIO 1998, N. 51 .

In sintesi

  • Domanda accessoria può essere proposta al giudice competente per principale
  • Eccezione per competenza per valore anche se la domanda accessoria eccede
  • Articolo derogato dal D.L. 51/1998: disposizione attualmente in vigore modificata
Indice dei contenuti

Consente di proporre domanda accessoria al giudice competente per la domanda principale.

Ratio

L'articolo 31 del codice di procedura civile disciplina le cause accessorie, cioè quelle liti che dipendono da una causa principale e che le parti intendono decidere nello stesso procedimento. La ratio è quella di economicità processuale: anzichè scindere le controversie in più processi separati, è utile deciderle unitariamente se strettamente connesse. Questo principio evita contraddizioni fra sentenze su questioni interdipendenti e accelera la risoluzione delle controversie.

Analisi

Il primo comma afferma il principio: la domanda accessoria può essere proposta al giudice della domanda principale, osservando i limiti di competenza per valore. Il secondo comma, come abrogato dal decreto legge 51/1998, originariamente prevedeva un'eccezione: la domanda accessoria poteva eccedere la competenza per valore del giudice se la competenza della causa principale era per materia. Questo comma è stato abrogato, sicché attualmente le domande accessorie non possono eccedere le competenze per valore del giudice, salvo specifiche disposizioni.

Quando si applica

Si applica quando le parti vogliono cumulare nella stessa causa due o più controversie collegate. Ad esempio, in una causa di risoluzione di contratto di locazione, il locatario chiede contemporaneamente la restituzione della cauzione e il risarcimento danni per violazione degli obblighi. La controversia sulla cauzione è accessoria rispetto alla causa principale di risoluzione, e può essere decisa dal medesimo giudice.

Connessioni

L'articolo 31 si raccorda con l'articolo 10 sulla competenza per valore e con il principio di cumulazione delle domande nel codice di procedura civile. Rimanda all'articolo 180 sulla azione di compensazione, che è una forma speciale di domanda accessoria. È inoltre collegato agli articoli sulla riunione di cause (art. 274) e sulla gestione unitaria di controversie connesse.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio intenta contro Caio una causa di risoluzione di un contratto di locazione presso il giudice di competenza del luogo della cosa (l'immobile). Contemporaneamente, Tizio propone come domanda accessoria la richiesta di restituzione della cauzione versata all'inizio della locazione. Il giudice della causa principale può decidere su entrambe le questioni nello stesso processo, secondo l'articolo 31."

Caso 2: Caso 2

Sempronio propone contro Filano causa di pagamento di una fattura presso il giudice competente per valore. Filano contrappone una domanda accessoria di ritenzione per presunti difetti nella prestazione. Purché la domanda di ritenzione non ecceda la competenza per valore del giudice, la causa può essere decisa unitariamente, evitando processi paralleli su questioni interdipendenti.

Domande frequenti

La domanda accessoria può eccedere la competenza per valore del giudice della principale?

Secondo il testo vigente, la domanda accessoria non può eccedere significativamente la competenza per valore, salvo disposizioni speciali. Prima del 1998 era possibile, ma la abrogazione del secondo comma ha limitato questa facoltà.

Se la domanda accessoria è di competenza di giudice diverso per materia, quale giudice decide?

Se la domanda accessoria è assegnata a un giudice diverso per materia, rimane la questione di quale giudice decide. Normalmente la domanda accessoria cede il passo alla principale se entrambe possono coesistere.

La domanda accessoria deve essere proposta nella stessa memoria della principale?

No, la domanda accessoria può essere proposta anche in memoria successiva, purché il giudizio sia ancora in corso e non sia pregiudiziale al diritto di agire.

Quali sono esempi tipici di domande accessorie?

Esempi: richiesta di restituzione di cauzione accessoria a causa di risoluzione di contratto; domanda di compensazione; richiesta di interessi accessoria a domanda di pagamento; risarcimento danni per violazione di obblighi connessi.

Il convenuto può proporre domanda accessoria a sua volta?

Sì, il convenuto può proporre domande accessorie in via di controreclamo, se strettamente connesse alla domanda principale o alla sua difesa, secondo l'articolo 166.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 1 fonte verificate
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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