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Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 10 c.p.c. – Determinazione del valore

In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

Il valore della causa, ai fini della competenza, si determina dalla domanda a norma delle disposizioni seguenti.

A tale effetto le domande proposte nello stesso processo contro la medesima persona si sommano tra loro, e gli interessi scaduti, le spese e i danni, anteriori alla proposizione si sommano col capitale.

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In sintesi

  • Il valore della causa è determinante per attribuire competenza al giudice di pace o al tribunale
  • Si calcola dalla domanda dell'attore, sommando tutte le rivendicazioni contro la medesima persona
  • Comprende interessi scaduti, spese e danni anteriori alla proposizione della causa

Il valore della causa per fini di competenza si determina dalla domanda secondo le norme seguenti, sommando le domande e gli interessi scaduti.

Ratio

L'articolo stabilisce il criterio-chiave per attribuire la competenza per valore tra giudice di pace e tribunale. Senza una regola univoca di calcolo del valore, sarebbe impossibile determinare quale giudice sia competente, creando incertezza e contenzioso sulla competenza stessa.

La regola pone l'onere sulla domanda dell'attore: è lui che fissa il valore dicendo quanto chiede. Ciò garantisce trasparenza e semplicità nel calcolo, anche se comporta talora incongruenze tra il valore dichiarato e il valore reale della prestazione.

Analisi

L'articolo fornisce il criterio generale (la domanda) e alcuni integrativi: (1) sommare tutte le domande proposte nello stesso processo contro la medesima persona; (2) includere gli interessi scaduti, le spese e i danni anteriori alla proposizione. Questo significa che se chiedo A 5.000 euro di capitale, 500 di interessi scaduti e 200 di spese, il valore è 5.700 euro. Se nello stesso processo chiedo anche il pagamento di una multa (domanda distinta), il valore si somma.

Quando si applica

Si applica al momento della proposizione della domanda giudiziale, per determinare quale giudice sia competente. Se sorge lite sulla competenza (eccezione del convenuto), il giudice applica questo articolo per calcolare il valore.

Connessioni

Articoli collegati: Art. 7 c.p.c. (limiti di valore per il giudice di pace), Art. 9 c.p.c. (competenza del tribunale), Art. 11-12 c.p.c. (specifiche ipotesi di calcolo per quote di obbligazione, locazioni, divisioni).

Domande frequenti

Se dichiaro un valore falso nella domanda, cosa accade?

La competenza è comunque determinata dal valore reale, non da quello dichiarato. Se il valore reale è inferiore a quello dichiarato, il giudice può segnalare l'incongruenza e conteggiare la somma diversamente.

Posso 'spacchettare' una causa per farla restare al giudice di pace?

No. Se l'importo complessivo supera il limite di competenza del giudice di pace, non puoi dividerlo artificialmente in due cause. Violerebbe il principio di unità della controversia.

Come si calcola il valore se chiedo una prestazione di fare e non di pagare?

Si calcola il valore economico di ciò che chiedi. Ad es., se chiedi la riparazione di un bene, si valuta il costo di quella riparazione.

Se il valore della causa cambia durante il giudizio, la competenza cambia?

No. La competenza è fissata al momento della proposizione della domanda e non cambia successivamente, anche se il valore reale della controversia muta.

Gli interessi futuri (non ancora maturati) si sommano al valore della causa?

No. Si sommano solo gli interessi scaduti e i danni anteriori alla proposizione. Gli interessi futuri (es., quelli che matureranno durante il giudizio) non contano.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 1 fonte verificate
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