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Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 320 c.p. – Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio
Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Le disposizioni degli articoli 318 e 319 si applicano anche all’incaricato di un pubblico servizio.
In ogni caso, le pene sono ridotte in misura non superiore ad un terzo.
Vedi anche
→Cod. pen. art. 319-quater - quater c.p.: Induzione indebita a dare o promettere uti→Cod. pen. art. 321 - Articolo 321 Codice Penale: Pene per il corruttore→Cod. proc. pen. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Penale: Giurisdizione penale→Reati Tributari art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 74/2000 - Definizioni→D.Lgs. 231/2001 art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 231/2001 - Soggetti→Articolo 319-ter Codice Penale: Corruzione in atti giudiziari→Articolo 319-bis Codice Penale: Circostanze aggravanti→Art. 319 c.p.: Corruzione per un atto contrario ai doveri d’uffi→Art. 318 c.p.: Corruzione per l’esercizio della funzione.→Articolo 322 Codice Penale: Istigazione alla corruzione→Art. 322-bis c.p.: Peculato, concussione, corruzione e istigazio→Articolo 317-bis Codice Penale: Pene accessorie
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'art. 320 c.p. e' una norma di estensione: non descrive una condotta autonoma, ma applica le fattispecie corruttive degli artt. 318 e 319 c.p. anche a chi riveste la qualifica di incaricato di un pubblico servizio, prevedendo per costui una riduzione di pena. La sua lettura presuppone quindi la conoscenza delle figure di corruzione disegnate dal codice e della distinzione, fondamentale nei reati contro la pubblica amministrazione, tra pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio.
La tecnica del rinvio
La norma opera per rinvio: stabilisce che le disposizioni degli artt. 318 e 319 si applicano anche all'incaricato di un pubblico servizio. In tal modo il legislatore evita di duplicare le fattispecie e costruisce un sistema coerente, in cui la corruzione del soggetto pubblico e' punita a prescindere dalla precisa qualifica, ma con un trattamento sanzionatorio graduato. Il rinvio abbraccia sia la corruzione per l'esercizio delle funzioni (art. 318) sia la corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319).
La nozione di incaricato di pubblico servizio
Il perno della norma e' la qualifica soggettiva, definita dall'art. 358 c.p.: e' incaricato di un pubblico servizio chi presta, a qualunque titolo, un pubblico servizio, inteso come attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di quest'ultima e con esclusione delle mansioni di ordine e delle prestazioni meramente materiali. La distinzione rispetto al pubblico ufficiale (art. 357 c.p.) riposa sull'assenza dei poteri autoritativi, certificativi o deliberativi propri della funzione pubblica.
La ratio della riduzione di pena
La diminuzione, non superiore a un terzo, esprime una valutazione di minore disvalore. L'incaricato di pubblico servizio, pur operando nell'interesse pubblico, non esercita i poteri che caratterizzano la funzione pubblica in senso stretto. La compromissione del buon andamento e dell'imparzialita' dell'amministrazione, bene tutelato, e' ritenuta meno intensa rispetto a quella che si realizza quando a essere corrotto e' il pubblico ufficiale. La riduzione e' percio' coerente con il principio di proporzione.
Il rapporto con gli artt. 318 e 319
poiché la fattispecie si modella sugli artt. 318 e 319, ne mutua gli elementi costitutivi: l'accordo corruttivo, la dazione o promessa di denaro o altra utilita', il collegamento con l'esercizio delle funzioni o con un atto contrario ai doveri. Tutto ciò vale per l'incaricato di pubblico servizio, con il solo adattamento della cornice edittale tramite la diminuzione prevista. La struttura del reato resta quella della corruzione, sia nella variante "propria" sia in quella "impropria".
Corruzione attiva e passiva
L'art. 320 disciplina la posizione del soggetto pubblico corrotto. La posizione del privato corruttore e' regolata dall'art. 321 c.p., che a sua volta richiama le ipotesi rilevanti. Ne discende un sistema in cui la responsabilita' di chi corrompe e di chi e' corrotto si tiene insieme, con il coordinamento delle relative cornici sanzionatorie e l'applicazione della riduzione quando il soggetto pubblico e' un incaricato di pubblico servizio.
Il bene giuridico tutelato
Come per le altre fattispecie corruttive, il bene protetto e' il buon andamento e l'imparzialita' della pubblica amministrazione. La corruzione mina la fiducia nella correttezza dell'azione pubblica e altera il rapporto tra interesse generale e interessi privati. L'estensione all'incaricato di pubblico servizio conferma che la tutela penale copre l'intero spettro dei soggetti che operano per la realizzazione di finalita' pubbliche.
Profili applicativi
L'individuazione in concreto della qualifica e' spesso il punto decisivo. La giurisprudenza valorizza la natura dell'attività svolta più che la veste formale del soggetto o dell'ente di appartenenza: ciò che rileva e' se l'attività costituisca pubblico servizio nei termini dell'art. 358 c.p. Una corretta qualificazione e' essenziale, perché determina sia l'applicabilita' dell'art. 320 sia la misura della riduzione di pena.
L'individuazione concreta della qualifica
Nella prassi, il punto più delicato e' stabilire se il soggetto agente rivesta la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio, poiché da ciò dipende l'applicabilita' della riduzione. La valutazione si concentra sulla natura dell'attività in concreto svolta: l'esercizio di poteri autoritativi, certificativi o deliberativi orienta verso la pubblica funzione; la prestazione di un'attività priva di tali poteri, ma comunque pubblica, verso il pubblico servizio.
L'estensione ai privati esercenti pubblici servizi
La qualifica di incaricato di pubblico servizio prescinde dalla natura pubblica o privata dell'ente di appartenenza. Anche un soggetto formalmente privato può rivestirla, quando svolge in concreto un'attività qualificabile come pubblico servizio. Questo approccio sostanzialistico amplia l'ambito di applicazione dell'art. 320, includendo situazioni in cui l'attività pubblica e' affidata a soggetti operanti al di fuori dell'apparato amministrativo in senso stretto.
Il coordinamento con la confisca e le misure connesse
Le fattispecie corruttive sono accompagnate, nel sistema, da misure di carattere patrimoniale e da effetti accessori volti a privare il reo dei vantaggi conseguiti. L'applicazione dell'art. 320, in quanto richiama gli artt. 318 e 319, si inserisce in questo quadro: la riduzione di pena per l'incaricato di pubblico servizio non incide sulla logica complessiva di contrasto all'illecito arricchimento connesso ai fatti corruttivi.
La graduazione del disvalore nel sistema dei reati corruttivi
L'art. 320, con la riduzione di pena per l'incaricato di pubblico servizio, esprime una graduazione interna al sistema dei reati corruttivi. Il legislatore distingue le posizioni soggettive in ragione dei poteri esercitati: la corruzione del pubblico ufficiale, che dispone di poteri autoritativi, e' punita con maggior rigore rispetto a quella dell'incaricato di pubblico servizio. Questa modulazione attua il principio di proporzione, calibrando la risposta sanzionatoria sull'effettiva intensita' della lesione del buon andamento e dell'imparzialita' dell'amministrazione, beni protetti dall'intero apparato di norme.
Pronunce della Corte Costituzionale
Corte Cost., sent. n. 109/2014
Prassi dell'Agenzia delle Entrate
Ministero della Giustizia
Domande frequenti
Cosa stabilisce l'art. 320 c.p.?
Estende all'incaricato di un pubblico servizio le disposizioni sulla corruzione degli artt. 318 e 319 c.p., prevedendo una riduzione di pena non superiore a un terzo.
Chi e' l'incaricato di un pubblico servizio?
Secondo l'art. 358 c.p. e' chi presta, a qualunque titolo, un pubblico servizio, ossia un'attivita' disciplinata come la pubblica funzione ma priva dei relativi poteri autoritativi o certificativi.
Perche' la pena e' ridotta?
Perche' l'incaricato di pubblico servizio non esercita i poteri tipici della funzione pubblica; il minore disvalore giustifica una diminuzione non superiore a un terzo.
Quali forme di corruzione richiama la norma?
Sia la corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318) sia quella per atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319).
E il privato che corrompe?
La sua responsabilita' e' disciplinata dall'art. 321 c.p., che richiama le ipotesi rilevanti, coordinandosi con le previsioni sui soggetti pubblici corrotti.
Fonti consultate: 2 fontei verificate