Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 319 c.p. – Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Il pubblico ufficiale, che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da sei a dieci anni.

In sintesi

  • Reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, non estorsione.
  • Il funzionario riceve o accetta la promessa di denaro o utilità.
  • Applicabile sia per omissione/ritardo sia per atto contrario ai doveri.
  • Pena: reclusione da quattro a otto anni.
  • Non richiede costrizione attiva, basta l'accordo corruttivo.
Indice dei contenuti

Pubblico ufficiale che accetta denaro per omettere un atto d'ufficio o compiere un atto contrario ai doveri.

Ratio

La corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio rappresenta l'accordo illecito tra il pubblico ufficiale e il privato finalizzato a compromettere l'imparzialità dell'amministrazione. A differenza della concussione, qui non c'è costrizione: il funzionario accetta attivamente un beneficio in cambio di comportamenti illegittimi. La norma tutela l'integrità della pubblica amministrazione e la fiducia nei confronti delle istituzioni pubbliche.

Analisi

L'art. 319 c.p. configura la corruzione quale reato bilaterale. Richiede: (a) la qualità di pubblico ufficiale; (b) la ricezione o l'accettazione di denaro o altra utilità per sé o per terzi; (c) lo scopo di omettere, ritardare o compiere un atto contrario ai doveri di ufficio. Non occorre il perseguimento di uno scopo lucroso personale ulteriore: la sola ricezione del beneficio è sufficiente. L'atto non deve essere stato necessariamente compiuto, bastando l'accordo (tentativo).

Quando si applica

Un sindaco riceve una tangente da un imprenditore in cambio della cancellazione di una violazione edilizia; un giudice accetta denaro da una parte per ritardare la sentenza favorevole all'altra; un dirigente scolastico riceve una somma per non indagare su comportamenti irregolari di un professore. In tutti questi scenari il pubblico ufficiale, dietro corrispettivo, trasgredisce volontariamente i propri doveri.

Connessioni

Si differenzia dalla concussione per l'assenza di coercizione e per la bilateralità dell'accordo. Correlata ai reati di abuso di autorità (art. 313 c.p.), malversazione (art. 314 c.p.), e inframmettenza (art. 347 c.p.). Nel processo, la prova della ricezione della tangente è cruciale. Criminalità organizzata spesso usa corruzione sistematica su più livelli amministrativi.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, assessore ai lavori pubblici, riceve da Caio, imprenditore edile, una somma di centomila euro per assegnare direttamente a lui un appalto pubblico senza gara. Tizio viola così i doveri di trasparenza e legalità, accettando un beneficio privato. Configura corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio.

Caso 2: Caso 2

Sempronio, funzionario del catasto, accetta una promessa di denaro da Mevio affinché acceleri la pratica di successione di quest'ultimo, procedendo con priorità illegittima rispetto agli altri richiedenti. Sebbene Mevio non versi subito il denaro, l'accordo corruttivo sussiste. Sempronio è punibile per corruzione anche se l'atto non è ancora compiuto al momento dell'arresto.

Domande frequenti

Se il funzionario riceve la tangente ma poi non compie l'atto, è comunque corruzione?

Sì. Il reato è perfezionato già con la ricezione e l'accordo. Anche se l'atto non viene compiuto, sussiste il tentativo di corruzione.

Il funzionario che ritarda volontariamente un atto per ottenere denaro commette corruzione?

Sì. Rientra nella fattispecie 'omettere o ritardare un atto del suo ufficio' in cambio di utilità.

Chi deve presentare la tangente per commettere il reato: solo il privato?

Tecnicamente, il reato sussiste se il funzionario accetta o riceve. Ma spesso è il privato a offrire. Entrambi possono essere puniti (nel privato come concorrente nel reato).

Un dipendente pubblico non dirigente può commettere questo reato?

Sì, purché sia qualificato come pubblico ufficiale. Dipendenti con poteri decisionali (responsabili di procedimenti, autorizzatori) rientrano nella nozione.

Qual è la pena massima per corruzione per atti contrari ai doveri?

Otto anni di reclusione. Per corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter) la pena può salire fino a venti anni se ne deriva un'ingiusta condanna.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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