← Torna a Codice Penale
Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 319 c.p. Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio

In vigore dal 1° luglio 1931

Il pubblico ufficiale che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da quattro a otto anni. (1)

Contenuto elaborato con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale e revisionato dalla Redazione di La Legge in Chiaro sotto la responsabilità editoriale del Dott. Andrea Marton, Tax Advisor — Consulente Fiscale. Fonti verificate: Normattiva, Italgiure, Corte Costituzionale, Agenzia delle Entrate.

In sintesi

  • Reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, non estorsione.
  • Il funzionario riceve o accetta la promessa di denaro o utilità.
  • Applicabile sia per omissione/ritardo sia per atto contrario ai doveri.
  • Pena: reclusione da quattro a otto anni.
  • Non richiede costrizione attiva, basta l'accordo corruttivo.

Pubblico ufficiale che accetta denaro per omettere un atto d'ufficio o compiere un atto contrario ai doveri.

Ratio

La corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio rappresenta l'accordo illecito tra il pubblico ufficiale e il privato finalizzato a compromettere l'imparzialità dell'amministrazione. A differenza della concussione, qui non c'è costrizione: il funzionario accetta attivamente un beneficio in cambio di comportamenti illegittimi. La norma tutela l'integrità della pubblica amministrazione e la fiducia nei confronti delle istituzioni pubbliche.

Analisi

L'art. 319 c.p. configura la corruzione quale reato bilaterale. Richiede: (a) la qualità di pubblico ufficiale; (b) la ricezione o l'accettazione di denaro o altra utilità per sé o per terzi; (c) lo scopo di omettere, ritardare o compiere un atto contrario ai doveri di ufficio. Non occorre il perseguimento di uno scopo lucroso personale ulteriore: la sola ricezione del beneficio è sufficiente. L'atto non deve essere stato necessariamente compiuto, bastando l'accordo (tentativo).

Quando si applica

Un sindaco riceve una tangente da un imprenditore in cambio della cancellazione di una violazione edilizia; un giudice accetta denaro da una parte per ritardare la sentenza favorevole all'altra; un dirigente scolastico riceve una somma per non indagare su comportamenti irregolari di un professore. In tutti questi scenari il pubblico ufficiale, dietro corrispettivo, trasgredisce volontariamente i propri doveri.

Connessioni

Si differenzia dalla concussione per l'assenza di coercizione e per la bilateralità dell'accordo. Correlata ai reati di abuso di autorità (art. 313 c.p.), malversazione (art. 314 c.p.), e inframmettenza (art. 347 c.p.). Nel processo, la prova della ricezione della tangente è cruciale. Criminalità organizzata spesso usa corruzione sistematica su più livelli amministrativi.

Domande frequenti

Se il funzionario riceve la tangente ma poi non compie l'atto, è comunque corruzione?

Sì. Il reato è perfezionato già con la ricezione e l'accordo. Anche se l'atto non viene compiuto, sussiste il tentativo di corruzione.

Il funzionario che ritarda volontariamente un atto per ottenere denaro commette corruzione?

Sì. Rientra nella fattispecie 'omettere o ritardare un atto del suo ufficio' in cambio di utilità.

Chi deve presentare la tangente per commettere il reato: solo il privato?

Tecnicamente, il reato sussiste se il funzionario accetta o riceve. Ma spesso è il privato a offrire. Entrambi possono essere puniti (nel privato come concorrente nel reato).

Un dipendente pubblico non dirigente può commettere questo reato?

Sì, purché sia qualificato come pubblico ufficiale. Dipendenti con poteri decisionali (responsabili di procedimenti, autorizzatori) rientrano nella nozione.

Qual è la pena massima per corruzione per atti contrari ai doveri?

Otto anni di reclusione. Per corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter) la pena può salire fino a venti anni se ne deriva un'ingiusta condanna.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Le informazioni in questa pagina hanno valore informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza legale. Per la tua situazione specifica consulta un avvocato.
A cura di
Redazione Legge in Chiaro
La Redazione pubblica articolo per articolo i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.) con linguaggio chiaro e fonti ufficiali aggiornate.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.