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Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 320 c.p. Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio

In vigore dal 1° luglio 1931

Le disposizioni degli articoli 318 e 319 si applicano anche all’incaricato di un pubblico servizio. (1)

In ogni caso, le pene sono ridotte in misura non superiore a un terzo.

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In sintesi

  • Estende il reato di corruzione agli incaricati di pubblico servizio, non solo ai pubblici ufficiali
  • Mantiene la struttura bipartita: corruzione propria e impropria
  • Pene ridotte di un terzo rispetto agli articoli 318-319
  • Incaricati comprendono gestori di servizi pubblici, dipendenti di società partecipate, esercenti funzioni deleghe

La corruzione di incaricati di pubblico servizio segue le stesse regole dei pubblici ufficiali, ma con pene ridotte di un terzo.

Ratio

L'articolo 320 estende protezione penale a una categoria più ampia di soggetti: non solo pubblici ufficiali (iscritti nell'organico della pubblica amministrazione), ma chiunque eserciti funzioni di pubblico servizio. La riduzione di pena di un terzo riflette una responsabilità leggermente minore, data la natura meno direttamente statale della posizione.

Analisi

L'articolo rimanda esplicitamente agli artt. 318 e 319, mantenendone la struttura: corruzione propria (esercizio legittimo della funzione, riceve per il suo atto dovuto) e impropria (omissione di atto dovuto o atto contrario ai doveri). La riduzione di un terzo si applica «in ogni caso», rendendo le pene massime 4-5 anni anziché 6-8, e minime 1 anno anziché 1.5.

Quando si applica

Chiunque eserciti funzioni pubbliche senza essere formalmente pubblico ufficiale: dirigenti di ospedale pubblico, amministratori di società municipalizzate, custodi di beni pubblici, commissari di elezioni, revisori di conti, delegati di comuni per pratiche edilizie. L'elemento cruciale è l'esercizio concreto di funzione pubblica, non lo status formale.

Connessioni

Rimandi agli articoli 318-319 (corruzione propria e impropria), 319-quater (induzione indebita), articolo 321 (pene al corruttore privato), articolo 322 (istigazione). Collegato al concetto generale di «incaricato di pubblico servizio» che ricorre in altri delitti contro P.A. (peculato art. 314, concussione art. 317).

Domande frequenti

Chi è considerato 'incaricato di pubblico servizio' secondo il Codice Penale?

Chiunque eserciti funzioni o servizi pubblici senza essere formalmente dipendente dello Stato: amministratori di enti locali, dirigenti aziende pubbliche, commissari elettorali, notai (per atti pubblica fede), revisori di conti, custodi di beni pubblici.

Le pene sono davvero ridotte di un terzo?

Sì, sistematicamente. Se l'art. 318 comma 1 prevede 4-12 anni, per incaricato di servizio scatta 3-8 anni circa; il calcolo di un terzo si applica a tutte le ipotesi.

Cosa differenzia corruzione propria da impropria?

Propria: riceve compenso per esercitare legittimamente la funzione; impropria: riceve per omettere dovere o compiere atto contrario ai doveri. La pena è maggiore per l'impropria.

Se sono dipendente privato di una società pubblica (es. Poste Italiane), rientro in art. 320?

Sì, se svolgete funzioni riconducibili a pubblico servizio (es. gestione carte d'identità negli uffici postali). Se lavorate in settori puramente commerciali, applicazione è più discutibile.

Posso denunciare un dirigente di ospedale pubblico per tangente ricevuta?

Sì, con querela se privato parte lesa, o denuncia all'autorità giudiziaria. La denuncia è sempre possibile per delitti contro P.A. sia da parte della vittima sia da chiunque abbia contezza.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
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