Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 117 c.p. Mutamento del titolo del reato per taluno dei concorrenti

In vigore dal 1° luglio 1931

Se, per le condizioni o le qualità personali del colpevole, o per i rapporti tra il colpevole e l’offeso, muta il titolo del reato per taluno di coloro che vi sono concorsi, anche gli altri rispondono dello stesso reato. Nondimeno, se questo è più grave, il giudice può, rispetto a coloro per i quali non sussistono le condizioni, le qualità o i rapporti predetti, diminuire la pena.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

In sintesi

  • Disciplina il mutamento del titolo del reato nel concorso di persone causato da condizioni personali, qualità o rapporti con l'offeso.
  • Tutti i concorrenti rispondono del reato più grave determinato dalle caratteristiche soggettive di uno solo di essi.
  • Il giudice può diminuire la pena per i concorrenti privi delle condizioni o qualità che hanno aggravato il titolo.
  • La norma opera come deroga al principio di personalità della responsabilità penale, bilanciato dal potere discrezionale del giudice.
  • Si applica anche nei rapporti tra il colpevole e la persona offesa (es. relazione di parentela o fiducia).
Indice dei contenuti

Se le qualità personali di un concorrente mutano il titolo del reato, tutti rispondono dello stesso reato, ma il giudice può ridurre la pena per gli altri.

Ratio

L'art. 117 c.p. risolve un problema strutturale del concorso di persone: quando il titolo del reato dipende da qualità soggettive (es. la qualifica di pubblico ufficiale) o da rapporti particolari tra autore e vittima, la norma estende a tutti i concorrenti la fattispecie più grave realizzata da uno solo di essi, evitando che la compartecipazione criminosa rimanga priva di risposta unitaria.

Analisi

La disposizione prevede due effetti distinti. In primo luogo, l'effetto espansivo: il reato più grave si comunica a tutti i concorrenti, anche a coloro che non possiedono le condizioni soggettive qualificanti. In secondo luogo, l'effetto mitigatore: il giudice può (non è quindi obbligato) diminuire la pena per i concorrenti che non rivestono le qualità o i rapporti determinanti. La diminuzione è facoltativa, rimessa alla valutazione discrezionale del giudice in relazione al grado di consapevolezza del concorrente comune circa le qualità dell'altro.

Quando si applica

La norma opera tipicamente nei reati propri, dove la qualifica soggettiva dell'autore (es. pubblico ufficiale, tutore, genitore) determina una fattispecie diversa rispetto a quella che realizzerebbe un qualunque privato cittadino. Un esempio ricorrente è il concorso di un extraneus con un pubblico ufficiale in un reato contro la pubblica amministrazione: l'extraneus risponderà del reato proprio, con possibile riduzione della pena. Rilevano anche i rapporti con l'offeso: ad esempio, la relazione di discendenza o la posizione di fiducia che trasformano un reato comune in reato aggravato.

Connessioni

L'art. 117 c.p. va letto in combinato disposto con l'art. 110 c.p. (concorso di persone nel reato), l'art. 111 c.p. (reato commesso per errore) e gli artt. 112-114 c.p. (circostanze aggravanti e attenuanti nel concorso). È strettamente collegato all'art. 116 c.p., che disciplina il concorso anomalo, e all'art. 118 c.p., che stabilisce come le circostanze soggettive non si comunicano agli altri concorrenti, principio in parte derogato proprio dall'art. 117 sul piano del titolo.

Casi pratici

Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.

Tizio, privo di qualifica pubblicistica, concorre con Caio, pubblico ufficiale, nella distrazione di fondi pubblici. Pur non essendo pubblico ufficiale, Tizio risponde del reato proprio commesso da Caio; il giudice valuta se applicargli la diminuzione di pena prevista dall'art. 117 c.p.

Sempronio, extraneus, aiuta il tutore Tizio a disporre del patrimonio del pupillo in modo illecito. Il rapporto di tutela muta il titolo del reato: Sempronio risponde della fattispecie qualificata dal rapporto fiduciario, con facoltà per il giudice di ridurne la pena in assenza del vincolo personale.

Domande frequenti

Cosa significa 'mutamento del titolo del reato' nell'art. 117 c.p.?

Significa che le qualità soggettive o i rapporti personali di uno dei concorrenti trasformano la fattispecie applicabile: il reato commesso non è quello comune, ma una figura di reato diversa (solitamente più grave), determinata appunto da quelle caratteristiche individuali.

L'art. 117 c.p. si applica solo ai reati dei pubblici ufficiali?

No. La norma si applica ogni volta che condizioni personali, qualità soggettive o rapporti con la vittima mutano il titolo del reato per uno dei concorrenti. Riguarda anche reati comuni aggravati da relazioni di parentela, tutela o fiducia, purché tale elemento modifichi il titolo e non solo la pena.

Il giudice è obbligato a ridurre la pena per il concorrente senza le qualità speciali?

No. La riduzione è facoltativa: il testo usa l'espressione 'il giudice può'. Il giudice valuterà in concreto, tra l'altro, se il concorrente era consapevole delle qualità dell'altro e in che misura abbia tratto vantaggio dalla fattispecie qualificata.

Qual è la differenza tra l'art. 117 e l'art. 116 c.p.?

L'art. 116 c.p. riguarda il concorso anomalo: uno dei concorrenti realizza un reato diverso da quello voluto dagli altri. L'art. 117 c.p. riguarda invece il mutamento del titolo per effetto di qualità soggettive: tutti vogliono lo stesso fatto, ma il titolo cambia per via delle caratteristiche personali di uno di loro.

L'art. 117 c.p. è diverso dall'art. 117 del codice di procedura penale?

Sì, sono norme del tutto distinte. L'art. 117 c.p. (codice penale) disciplina il mutamento del titolo del reato nel concorso di persone. L'art. 117 c.p.p. (codice di procedura penale) riguarda invece obblighi di comunicazione tra autorità giudiziarie nell'ambito della cooperazione processuale.

Ultimo aggiornamento redazionale: 8 maggio 2026
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.