Testo dell'articoloVigente
L’art. 111 c.p. punisce chi determina al reato una persona non imputabile o non punibile: risponde del reato commesso dall’esecutore, con pena aumentata (fino alla metà, o da un terzo a due terzi se si tratta di delitti per cui è previsto l’arresto in flagranza e il determinatore è il genitore esercente la responsabilità).
Art. 111 c.p. – Determinazione al reato di persona non imputabile o non punibile
Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Chi ha determinato a commettere un reato una persona non imputabile, ovvero non punibile a cagione di una condizione o qualità personale, risponde del reato da questa commesso; e la pena è aumentata. Se si tratta di delitti per i quali è previsto l’arresto in flagranza, la pena è aumentata da un terzo alla metà.
Se chi ha determinato altri a commettere il reato ne è il genitore esercente la responsabilità genitoriale , la pena è aumentata fino alla metà o, se si tratta di delitti per i quali è previsto l’arresto in flagranza, da un terzo a due terzi.
In sintesi
Indice dei contenuti
Chi strumentalizza una persona non imputabile per commettere un reato ne risponde direttamente, con pena aumentata.
Ratio
L'art. 111 c.p. chiude una potenziale lacuna punitiva: senza questa disposizione, chi si serve di un soggetto non imputabile, ad esempio un minore infradodicenne o una persona affetta da totale infermità mentale, potrebbe sfuggire alla sanzione penale, poiché l'esecutore materiale non è punibile. La norma attribuisce la responsabilità penale a chi ha determinato il fatto, rispecchiando il principio per cui l'autore mediato non può trarre vantaggio dalla condizione giuridica dell'esecutore.
Analisi
La disposizione disciplina due ipotesi distinte. La prima riguarda il caso generale: il determinatore risponde del reato commesso dall'esecutore non imputabile (ad es. minore degli anni quattordici, totalmente infermo di mente) o non punibile per una condizione o qualità personale (ad es. immunità funzionale). La pena è aumentata in misura indeterminata nel caso ordinario, e da un terzo alla metà se il reato è tra quelli per cui è previsto l'arresto in flagranza. La seconda ipotesi aggrava ulteriormente il trattamento sanzionatorio quando il determinatore è il genitore esercente la potestà genitoriale: l'aumento raggiunge fino alla metà, o da un terzo a due terzi per i reati con arresto in flagranza. Questo regime riflette il disvalore aggiuntivo dello sfruttamento del rapporto genitoriale di autorità e fiducia.
Quando si applica
La norma si applica ogni volta che un soggetto, con dolo, induce un'altra persona, che non può essere punita per ragioni intrinseche alla sua condizione giuridica o psichica, a porre in essere materialmente un reato. È necessario che il determinatore abbia agito consapevolmente, sfruttando la condizione di non punibilità dell'esecutore. Non rileva il tipo di reato, purché vi sia stata determinazione effettiva al suo compimento.
Connessioni
L'art. 111 c.p. va letto in combinato disposto con l'art. 85 c.p. (imputabilità), l'art. 97 c.p. (non imputabilità del minore degli anni quattordici) e l'art. 98 c.p. (minore tra i quattordici e i diciotto anni). È collegato anche all'art. 110 c.p. (concorso di persone nel reato), di cui costituisce una fattispecie speciale, e all'art. 112 c.p. (circostanze aggravanti del concorso). Sul versante processuale, non va confuso con l'art. 111 della Costituzione, che disciplina il giusto processo, né con l'art. 111 del codice di procedura penale, che riguarda la competenza per territorio.
Casi pratici
Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.
Tizio, consapevole che il figlio di undici anni non è imputabile, lo incarica di introdursi in un'abitazione e sottrarre denaro. Tizio risponde di furto in abitazione ai sensi dell'art. 111 c.p. con pena aumentata da un terzo a due terzi, trattandosi di reato per il quale è previsto l'arresto in flagranza, e con l'ulteriore aggravante del rapporto genitoriale.
Caio, approfittando dello stato di totale infermità mentale di Sempronio, lo convince a incendiare un fienile altrui. Sempronio non è punibile ex art. 88 c.p.; Caio risponde di incendio doloso con pena aumentata, poiché ha determinato al reato una persona non imputabile, strumentalizzandola come esecutore materiale.
Domande frequenti
Cosa significa che il determinatore 'risponde del reato commesso' dall'esecutore non imputabile?
Significa che il determinatore è considerato l'unico responsabile penale del fatto: poiché l'esecutore non può essere punito, la legge attribuisce per intero la responsabilità a chi ha istigato o indotto il compimento del reato, come se ne fosse l'autore diretto.
Qual è la differenza tra l'art. 111 c.p. e l'art. 110 c.p. sul concorso di persone?
L'art. 110 c.p. disciplina il concorso tra persone tutte imputabili e punibili. L'art. 111 c.p. si applica invece quando l'esecutore materiale non è imputabile o non è punibile: in quel caso non vi è concorso in senso tecnico, ma il determinatore risponde da solo del reato, con pena aggravata.
L'art. 111 c.p. è lo stesso dell'art. 111 del codice di procedura penale?
No, sono norme distinte. L'art. 111 c.p. riguarda la responsabilità penale di chi strumentalizza un soggetto non imputabile. L'art. 111 c.p.p. disciplina invece la competenza per territorio nel processo penale. Anche l'art. 111 della Costituzione è diverso: sancisce il principio del giusto processo.
La norma si applica anche se il genitore non esercita la potestà genitoriale?
No: l'aggravante specifica del secondo comma si applica solo al genitore che esercita la potestà. Se la potestà è stata sospesa o decaduta, si applica la disciplina ordinaria del primo comma, ferma restando la responsabilità del determinatore.
È sufficiente il semplice consiglio o serve una vera e propria pressione per integrare la 'determinazione'?
La giurisprudenza richiede che l'opera del determinatore sia stata causalmente decisiva: deve aver ingenerato o rafforzato in modo determinante la volontà dell'esecutore di commettere il reato. Un mero suggerimento non vincolante, privo di efficacia causale concreta, non è sufficiente ad integrare la fattispecie.
Fonti consultate: 1 fonte verificate