Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Riforma fiscale 2024 – D.Lgs. 209/2023: Pillar Two e imposta minima domestica

D.Lgs. 209/2023 – Riforma fiscale 2024 (L. delega 111/2023)

Pillar Two. Il commento approfondisce contenuto, ambito di applicazione, novità rispetto alla previgente disciplina e impatto pratico per contribuenti e operatori.

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In sintesi

  • Pillar Two è la riforma OCSE sull’imposta minima globale del 15% per i grandi gruppi multinazionali.
  • Il D.Lgs. 209/2023 attua in Italia la Direttiva UE 2022/2523, introducendo IIR, UTPR e QDMTT.
  • L’imposta minima domestica (QDMTT) si applica direttamente alle entità italiane di gruppi multinazionali con aliquota effettiva sotto il 15%.
  • Garantisce che il gettito della top-up tax sulle entità italiane resti nel Paese, anziché essere recuperato all’estero.
  • Coordinamento con incentivi fiscali italiani (ZES, ricerca, crediti d’imposta): le agevolazioni si riducono di fatto se portano l’aliquota effettiva sotto il 15%.
Indice dei contenuti

Il Pillar Two rappresenta una delle riforme più ambiziose del diritto tributario internazionale degli ultimi decenni. L’imposta minima domestica (QDMTT) introdotta dal D.Lgs. 209/2023 è la componente italiana di questa riforma globale. L’obiettivo: garantire che le grandi multinazionali paghino almeno il 15% di imposte sui profitti, in qualunque Paese li realizzino. Riferimenti: TUIR (cat 2), articolo sulle international tax rules per il quadro generale.

Logica e contesto OCSE

Il Pillar Two nasce dalla constatazione che le grandi multinazionali hanno spesso aliquote effettive significativamente inferiori a quelle nominali, grazie a pianificazione fiscale aggressiva, sfruttamento di paradisi fiscali, agevolazioni territoriali. L’OCSE, con il consenso di oltre 140 Paesi, ha definito una aliquota minima globale del 15%. Se un gruppo multinazionale è tassato a meno del 15% in un Paese, la differenza viene recuperata da un altro Paese del gruppo. Si elimina così l’incentivo alla pianificazione fiscale aggressiva.

Struttura del sistema GloBE

Il sistema GloBE (Global anti-Base Erosion) si articola in tre componenti: IIR (Income Inclusion Rule) applicata dal Paese della casa-madre; UTPR (Undertaxed Profits Rule) come backup; QDMTT (Qualified Domestic Minimum Top-up Tax) come scelta strategica di ciascun Paese per trattenere il gettito sui propri territori. L’Italia, con il D.Lgs. 209/2023, ha scelto di introdurre la QDMTT per massimizzare il gettito interno.

Calcolo dell’aliquota effettiva

L’aliquota effettiva (Effective Tax Rate, ETR) si calcola come rapporto fra imposte coperte e reddito GloBE per ogni giurisdizione: ETR = Imposte coperte / Reddito GloBE. Le “imposte coperte” comprendono IRES, IRAP e altre imposte sui profitti (con alcuni adattamenti). Il “reddito GloBE” è il reddito contabile rettificato secondo le regole GloBE (non coincide con il reddito imponibile fiscale). Se l’ETR è inferiore al 15%, scatta la top-up tax.

Top-up tax: calcolo

La top-up tax si calcola come: (15% − ETR) × Profitti eccedenti. I “profitti eccedenti” sono il reddito GloBE al netto della substance-based income exclusion (SBIE): franchigia legata alla sostanza economica (5% del costo del personale + 5% del valore degli attivi materiali, con riduzioni transitorie). L’esclusione SBIE è prevista per evitare di tassare attività con sostanza economica genuina, riducendo l’effetto distorsivo sulla competitività.

QDMTT italiana

La Qualified Domestic Minimum Top-up Tax (QDMTT) italiana si applica direttamente alle entità italiane di gruppi multinazionali con ETR italiana inferiore al 15%. Calcolo identico a quello GloBE, ma riferito al solo perimetro italiano. Il gettito resta in Italia. È misura difensiva: senza QDMTT, la stessa top-up sarebbe recuperata da un altro Paese tramite IIR (con perdita di gettito per l’erario italiano).

Effetti sugli incentivi fiscali

Una conseguenza importante riguarda gli incentivi fiscali italiani: ZES (Zone Economiche Speciali), credito d’imposta R&S, super-deduzione costi del personale, agevolazioni Sud. Se un’entità italiana di gruppo multinazionale gode di incentivi che riducono l’ETR sotto il 15%, la differenza è recuperata dalla QDMTT. L’effetto pratico è la neutralizzazione (parziale o totale) dei benefici per i soli gruppi soggetti a GloBE. Per i gruppi non soggetti (ricavi sotto 750 milioni), gli incentivi continuano a operare pienamente.

Adempimenti e tempistica

I gruppi soggetti devono: (i) calcolare l’ETR per ogni giurisdizione e per le entità italiane; (ii) determinare la top-up tax eventualmente dovuta; (iii) presentare la GloBE Information Return entro 15-18 mesi dalla chiusura dell’esercizio; (iv) versare l’imposta dovuta. La prima applicazione concreta è per il 2024 (esercizio iniziato dal 31 dicembre 2023). Per il 2024 sono previste semplificazioni transitorie (Transitional CbCR Safe Harbour).

Implicazioni strategiche

Per i grandi gruppi italiani e per le filiali italiane di gruppi esteri, Pillar Two impone una rivalutazione complessiva della pianificazione fiscale. Strutture societarie ottimizzate per ridurre l’aliquota effettiva non producono più i benefici attesi: la top-up tax recupera il differenziale. È prevedibile una riallocazione delle attività su basi più sostanziali (sede di direzione effettiva, attività reali). La fiscalità internazionale entra in una nuova fase di maggiore convergenza e di minore competizione fiscale aggressiva.

Casi pratici

Caso 1: entità italiana con ZES

Tizio è CFO di una filiale italiana al Sud (ZES Calabria) di un gruppo multinazionale tedesco. Grazie ai benefici ZES, l’aliquota effettiva italiana è del 9%. La QDMTT applica top-up del 6% (15-9) sui profitti eccedenti la SBIE. Il vantaggio competitivo della ZES, per il gruppo multinazionale, è significativamente ridotto. Per le PMI italiane non soggette a GloBE (sotto soglia), la ZES resta pienamente vantaggiosa.

Caso 2: prima applicazione 2024

Caia, fiscalista di un gruppo italiano (ricavi 1,2 miliardi), deve gestire la prima applicazione di Pillar Two per l’esercizio 2024. Implementa: (i) calcolo ETR per giurisdizione su 8 controllate; (ii) verifica safe harbour transitorio (semplificazione 2024-2026); (iii) preparazione GloBE Information Return entro giugno 2026 (18 mesi dal 31.12.2024). Per il primo anno il safe harbour CbCR riduce la complessità: le giurisdizioni che superano determinati test sono esonerate dal calcolo dettagliato.

Domande frequenti

Cosa è la QDMTT?

È l’Italian Qualified Domestic Minimum Top-up Tax: un’imposta nazionale che si applica direttamente alle entità italiane di gruppi multinazionali con aliquota effettiva sotto il 15%. Garantisce che il gettito resti in Italia.

Le PMI sono soggette a Pillar Two?

No, Pillar Two si applica solo ai gruppi multinazionali con ricavi consolidati superiori a 750 milioni di euro. Le PMI italiane non sono soggette e continuano a beneficiare di tutti gli incentivi fiscali.

Da quando si applica?

Dal 2024, per gli esercizi iniziati dal 31 dicembre 2023. La GloBE Information Return è dovuta entro 15-18 mesi dalla chiusura dell’esercizio (giugno 2026 per il primo anno). Sono previste semplificazioni transitorie.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-23
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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