Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Contributi volontari e riscatto laurea: deduzione nel 730/2026

    In sintesi

    • Contributi obbligatori e volontari: tutti i contributi versati all’ente pensionistico di appartenenza sono deducibili dal reddito complessivo senza limite di importo (rigo E21).
    • Riscatto anni di laurea: i contributi versati per riscattare gli anni universitari sono deducibili nel rigo E21; se versati per un familiare a carico, danno diritto a una detrazione del 19% nel rigo E8-E10 (codice 32).
    • Fondi pensione complementare: i contributi ai fondi pensione integrativi sono deducibili fino a 5.164,57 euro annui (righi E27-E30).
    • Casse di assistenza sanitaria: i contributi ai fondi sanitari integrativi sono deducibili fino a 3.615,20 euro (rigo E26, codice 6).
    • Addetti domestici: i contributi INPS per colf e badanti (quota a carico del datore) sono deducibili fino a 1.549,37 euro (rigo E23).

    Cosa puoi dedurre: contributi previdenziali e pensionistici

    Ogni anno versi contributi all’INPS o ad altra cassa previdenziale: una parte viene trattenuta in busta paga, ma in alcuni casi puoi versarne ulteriori in modo volontario – ad esempio per coprire periodi di buco nella tua carriera, per proseguire la contribuzione quando sei senza lavoro, o per riscattare gli anni passati all’università. Tutte queste somme abbassano il reddito su cui calcoli le imposte.

    La regola generale è semplice: i contributi previdenziali e assistenziali versati al proprio ente pensionistico si deducono dal reddito complessivo. Questo vale sia per i contributi obbligatori (quelli in busta paga) sia per quelli versati volontariamente. Devi indicarli nel rigo E21 del quadro E del 730.

    Esistono poi altre voci correlate: i fondi pensione complementari (come i fondi negoziali o i PIP, i Piani Individuali Pensionistici) hanno un limite di deduzione di 5.164,57 euro; i contributi versati per riscattare la laurea di un familiare a carico danno diritto a una detrazione del 19%; i contributi per colf e badanti hanno un tetto di 1.549,37 euro. Conoscere la categoria giusta ti permette di non perdere nessuna agevolazione.

    Contributi deducibili: limiti e dove indicarli nel 730
    Tipo di contributo Limite di deduzione Dove nel 730
    Contributi previdenziali obbligatori e volontari (INPS, casse professionali, riscatto laurea propria) Nessun limite: deducibili per intero Rigo E21
    Fondi pensione complementari (fondi negoziali, PIP, sottoconti PEPP) 5.164,57 euro annui Righi E27, E28 o E29
    Riscatto laurea per familiare a carico (detrazione, non deduzione) 19% della spesa sostenuta Righi E8-E10, codice 32
    Fondi sanitari integrativi (es. fondo di categoria) 3.615,20 euro annui (sommare punto 441 CU) Rigo E26, codice 6
    Contributi per addetti domestici (colf, badanti) 1.549,37 euro annui Rigo E23

    Esempio pratico

    • Esempio: Sempronio, dipendente privato, nel 2025 ha versato 1.200 euro di contributi volontari all’INPS per proseguire la contribuzione durante un periodo di aspettativa, 4.000 euro al fondo pensione aziendale e 800 euro per il riscatto degli anni universitari di suo figlio (familiare a carico). Nel 730: indica 1.200 + 800 euro al rigo E21 (contributi volontari e riscatto propria posizione); indica 4.000 euro al rigo E27 (fondo pensione); per il riscatto del figlio usa il rigo E8-E10 con codice 32, che da diritto a una detrazione del 19% su 800 euro, cioè 152 euro di imposta in meno.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 (punto 411-413 per contributi a fondi pensione tramite datore; punto 431 per oneri già dedotti dal datore)
    • Ricevuta o quietanza di versamento dei contributi volontari all’INPS o alla cassa previdenziale
    • Documentazione del fondo pensione complementare (estratto conto con i versamenti effettuati nel 2025)
    • Ricevuta INPS per il versamento dei contributi da riscatto degli anni di laurea
    • Bollettini di versamento dei contributi INPS per addetti domestici (colf/badanti)

    Tizio: contributi volontari INPS e fondo pensione

    Scenario. Tizio ha lavorato in modo discontinuo nel 2025. Ha versato 900 euro di contributi volontari all’INPS per coprire i mesi senza lavoro e ha versato 3.500 euro al fondo pensione negoziale della sua categoria.

    Come si applica. Nel rigo E21 Tizio indica 900 euro (contributi volontari INPS, deducibili per intero senza limite). Nel rigo E27 indica 3.500 euro di contributi al fondo pensione, entro il limite di 5.164,57 euro. Chi presta l’assistenza fiscale dedurrà entrambi gli importi dal reddito complessivo, riducendo l’imposta dovuta.

    In pratica

    • I contributi volontari INPS si deducono per intero nel rigo E21, senza tetto massimo.
    • I contributi al fondo pensione si deducono nel rigo E27, con tetto di 5.164,57 euro annui.
    • Verificare nel punto 412 e 413 della CU i contributi già considerati dal datore di lavoro.

    Caio: riscatto laurea per se stesso e per il figlio a carico

    Scenario. Caio ha avviato nel 2025 il riscatto degli anni universitari presso l’INPS e ha pagato la prima rata di 2.000 euro. Anche il figlio (fiscalmente a carico, ancora senza redditi) ha iniziato il riscatto: Caio ha versato per lui 1.500 euro.

    Come si applica. I 2.000 euro versati per il riscatto della propria posizione INPS vanno nel rigo E21 (deduzione integrale). I 1.500 euro versati per il figlio a carico danno diritto a una detrazione del 19% nel rigo E8-E10 con codice 32 (non deduzione). Il figlio non deve avere un reddito per consentire la detraibilità da parte del genitore.

    In pratica

    • Riscatto per se stessi: rigo E21 (deduzione, nessun limite).
    • Riscatto per familiare a carico: righi E8-E10, codice 32 (detrazione del 19%).
    • Il riscatto per familiari a carico è possibile anche se il familiare non ha ancora iniziato a lavorare.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    I contributi INPS obbligatori in busta paga si deducono nel 730?

    Di solito no, perché il datore di lavoro li ha già dedotti prima di calcolare la tua busta paga. Se li ha già considerati, trovi l’importo nel punto 431 della Certificazione Unica e non devi ripeterli nel quadro E.

    Qual è il limite di deduzione per i fondi pensione?

    5.164,57 euro annui. Concorrono a questo limite sia i versamenti tuoi sia quelli del tuo datore di lavoro. Per i fondi in squilibrio finanziario non c’è limite: si deducono tutti i contributi versati.

    Posso dedurre i contributi al fondo pensione anche se li verso da solo, senza il datore di lavoro?

    Sì. Puoi versare contributi a un fondo pensione complementare (es. un PIP) anche autonomamente e dedurli nel rigo E27, sempre entro il limite di 5.164,57 euro.

    Il riscatto della laurea mi dà una detrazione o una deduzione?

    Dipende. Se riscatti anni di laurea per te stesso, hai una deduzione (rigo E21). Se li riscatti per un familiare fiscalmente a carico, hai una detrazione del 19% (rigo E8-E10, codice 32).

    Posso dedurre i contributi INPS per la colf che lavora a casa mia?

    Sì, ma solo la quota a tuo carico come datore di lavoro domestico, e fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Li indichi nel rigo E23 del quadro E.

    Vedi anche: Pensione di vecchiaia, Contributi colf e badanti, Contributi colf e badanti deducibili, Assegno ordinario di invalidita e pensione di inabilita INPS, Pensione ai superstiti e Pensione anticipata e Quota 103.

  • Art. 150-bis D.Lgs. 209/2005 – (Certificato di chiusa inchiesta)

    Art. 150-bis D.Lgs. 209/2005 – (Certificato di chiusa inchiesta)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. È fatto obbligo alla compagnia di assicurazione di risarcire il danno derivante da furto o incendio di autoveicolo, indipendentemente dalla richiesta del rilascio del certificato di chiusa inchiesta, fatto salvo quanto disposto dal comma 2.

    2. Nei procedimenti giudiziari nei quali si procede per il reato di cui all' articolo 642 del codice penale, limitatamente all'ipotesi che il bene assicurato sia un autoveicolo, il risarcimento del danno derivante da furto o incendio dell'autoveicolo stesso è effettuato previo rilascio del certificato di chiusa inchiesta

  • Art. 271 D.P.R. 115/2002 – Diritti di copia per i processi dinanzi al giudice di pace

    Art. 271 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Nei processi dinanzi al giudice di pace tutti i diritti di copia sono ridotti alla metà.

  • Art. 270 D.P.R. 115/2002 – Copia urgente su supporto cartaceo

    Art. 270 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per il rilascio entro due giorni di copie su supporto cartaceo, senza e con certificazione di conformità, il diritto dovuto è triplicato.

  • Art. 149-bis D.Lgs. 209/2005 – (Trasparenza delle procedure di risarcimento)

    Art. 149-bis D.Lgs. 209/2005 – (Trasparenza delle procedure di risarcimento)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. In caso di cessione del credito derivante dal diritto al risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, la somma da corrispondere a titolo di rimborso delle spese di riparazione dei veicoli danneggiati è versata previa presentazione della fattura emessa dall'impresa di autoriparazione abilitata ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 122, che ha eseguito le riparazioni

  • Quota del TFR all’ex coniuge dopo il divorzio

    Tra gli effetti meno noti del divorzio c’è il diritto dell’ex coniuge a una quota del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato dall’altro. Lo prevede l’art. 12-bis della legge 898/1970, a determinate condizioni. Vediamo a chi spetta, come si calcola il famoso “40%” e quando il diritto è escluso.

    Il diritto alla quota di TFR

    Il coniuge titolare dell’assegno divorzile ha diritto, se l’altro cessa il rapporto di lavoro e percepisce il trattamento di fine rapporto, a una percentuale di tale indennità. Il diritto nasce con la cessazione del rapporto di lavoro dell’ex coniuge e riguarda anche il TFR maturato in costanza di matrimonio ma liquidato dopo il divorzio.

    Come si calcola: il 40% degli anni di matrimonio

    La quota spettante è pari al 40% dell’indennità di fine rapporto riferita agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio. Non si tratta quindi del 40% dell’intero TFR, ma solo della parte maturata durante il matrimonio. Esempio: se il rapporto di lavoro è durato venti anni e il matrimonio ne ha “coperti” dieci, si considera la metà del TFR, e su questa si calcola il 40%.

    I requisiti

    Il diritto spetta a precise condizioni:

    • l’ex coniuge deve essere titolare dell’assegno divorzile (non basta il divorzio senza assegno);
    • non deve essere passato a nuove nozze.

    Se mancano questi presupposti – per esempio perché non era stato riconosciuto alcun assegno, o perché il beneficiario si è risposato – la quota di TFR non è dovuta.

    Un diritto autonomo

    La quota di TFR è distinta sia dall’assegno divorzile periodico sia dalla pensione di reversibilità spettante, ad altre condizioni, all’ex coniuge dopo la morte dell’altro. Si tratta di tutele diverse, che possono concorrere: l’assegno durante la vita, la quota di TFR alla cessazione del lavoro, la reversibilità in caso di morte.

    Come si fa valere

    Il diritto si fa valere nei confronti dell’ex coniuge che ha percepito il TFR. In caso di mancato versamento, l’avente diritto può agire in giudizio. È quindi importante, per chi è titolare di assegno divorzile, conoscere questa possibilità e attivarsi al momento della cessazione del rapporto di lavoro dell’ex.

    Articoli di legge da consultare

    Domande frequenti

    A quanto ammonta la quota di TFR per l’ex coniuge?

    Al 40% dell’indennità di fine rapporto riferita ai soli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio, non dell’intero TFR.

    Chi ha diritto alla quota di TFR dopo il divorzio?

    Solo l’ex coniuge titolare dell’assegno divorzile che non sia passato a nuove nozze. Senza assegno o in caso di nuovo matrimonio il diritto non sussiste.

    La quota di TFR è la stessa cosa della reversibilità?

    No. Sono diritti distinti: la quota di TFR spetta alla cessazione del rapporto di lavoro dell’ex; la reversibilità riguarda invece la pensione dopo la morte dell’ex coniuge.

    Risorse correlate

    I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

    Vedi anche: Mantenimento del coniuge nella separazione, Coniuge a carico, Assegno all’ex coniuge deducibile e Detrazioni per carichi di famiglia.

  • Art. 269-bis D.P.R. 115/2002 – (Diritto di trasmissione con modalità telematica di duplicati e copie informatiche nel procedimento penale)

    Art. 269-bis D.P.R. 115/2002 – (Diritto di trasmissione con modalità telematica di duplicati e copie informatiche nel procedimento penale)

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per la trasmissione da parte della segreteria o della cancelleria del duplicato o della copia informatica di atti e documenti del procedimento penale è dovuto il diritto forfetizzato nella misura stabilita dalla tabella contenuta nell'allegato n. 8 al presente testo unico .

  • Art. 149 D.Lgs. 209/2005 – Procedura di risarcimento diretto

    Art. 149 D.Lgs. 209/2005 – Procedura di risarcimento diretto

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. In caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria, dal quale siano derivati danni ai veicoli coinvolti o ai loro conducenti, i danneggiati devono rivolgere la richiesta di risarcimento all'impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato.

    2. La procedura di risarcimento diretto riguarda i danni al veicolo nonché i danni alle cose trasportate di proprietà dell'assicurato o del conducente. Essa si applica anche al danno alla persona subito dal conducente non responsabile se risulta contenuto nel limite previsto dall'articolo 139. La procedura non si applica ai sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all'estero ed al risarcimento del danno subito dal terzo trasportato come disciplinato dall'articolo 141.

    3. L'impresa, a seguito della presentazione della richiesta di risarcimento diretto, è obbligata a provvedere alla liquidazione dei danni per conto dell'impresa di assicurazione del veicolo responsabile, ferma la successiva regolazione dei rapporti fra le imprese medesime.

    4. Se il danneggiato dichiara di accettare la somma offerta, l'impresa di assicurazione provvede al pagamento entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione e il danneggiato è tenuto a rilasciare quietanza liberatoria valida anche nei confronti del responsabile del sinistro e della sua impresa di assicurazione.

    5. L'impresa di assicurazione, entro quindici giorni, corrisponde la somma offerta al danneggiato che abbia comunicato di non accettare l'offerta o che non abbia fatto pervenire alcuna risposta. La somma in tale modo corrisposta è imputata all'eventuale liquidazione definitiva del danno.

    6. In caso di comunicazione dei motivi che impediscono il risarcimento diretto ovvero nel caso di mancata comunicazione di offerta o di diniego di offerta entro i termini previsti dall'articolo 148 o di mancato accordo, il danneggiato può proporre l'azione diretta di cui all'articolo 145, comma 2, nei soli confronti della propria impresa di assicurazione. L'impresa di assicurazione del veicolo del responsabile può chiedere di intervenire nel giudizio e può estromettere l'altra impresa, riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato ferma restando, in ogni caso, la successiva regolazione dei rapporti tra le imprese medesime secondo quanto previsto nell'ambito del sistema di risarcimento diretto.

  • Art. 269 D.P.R. 115/2002 – Diritto di copia su supporto diverso da quello cartaceo

    Art. 269 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per il rilascio di copie di atti e documenti su supporto diverso da quello cartaceo è dovuto il diritto forfettizzato nella misura stabilita dalla tabella, contenuta nell'allegato n. 8 del presente testo unico.

    1-bis. Il diritto di copia senza certificazione di conformità non è dovuto quando la copia è estratta direttamente dal fascicolo informatico dai soggetti abilitati ad accedervi.

  • Articolo 51 L. 184/1983: Revoca dell’adozione per indegnità dell’adottato

    Art. 51 L. 184/1983 – Revoca dell’adozione per indegnità dell’adottato

    Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

    La revoca dell'adozione può essere pronunciata dal tribunale su domanda dell'adottante, quando l'adottato maggiore di quattordici anni abbia attentato alla vita di lui o del suo coniuge, dei suoi discendenti o ascendenti, ovvero si sia reso colpevole verso di loro di delitto punibile con pena restrittiva della libertà personale non inferiore nel minimo a tre anni. Se l'adottante muore in conseguenza dell'attentato, la revoca dell'adozione può essere chiesta da coloro ai quali si devolverebbe l'eredità in mancanza dell'adottato e dei suoi discendenti. Il tribunale, assunte informazioni ed effettuato ogni opportuno accertamento e indagine, sentiti il pubblico ministero, l'adottante e l'adottato, pronuncia la sentenza. Il tribunale, sentito il pubblico ministero ed il minore, può emettere altresì i provvedimenti opportuni con decreto in camera di consiglio circa la cura della persona del minore, la rappresentanza e l'amministrazione dei beni. Si applicano gli articoli 330 e seguenti del codice civile. Nei casi in cui siano adottati i provvedimenti di cui al quarto comma, il tribunale li segnala al giudice tutelare ai fini della nomina di un tutore.

  • Art. 345 D.Lgs. 209/2005 – Istituzioni e enti esclusi

    Art. 345 D.Lgs. 209/2005 – Istituzioni e enti esclusi

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. 1. Sono esclusi dall'ambito di applicazione delle disposizioni di cui al presente codice: a) le Amministrazioni pubbliche, gli enti di previdenza amministrati per legge dal Ministero dell'economia e delle finanze, gli istituti, gli enti, le casse ed i fondi comunque denominati che gestiscono, in favore dei lavoratori o di singole categorie professionali, forme di previdenza e di assistenza comprese in un regime legale obbligatorio; b) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 12 MAGGIO 2015, N. 74 ; c) la SACE Servizi assicurativi per il commercio estero S.p.a., di cui alla legge 24 maggio 1977, n. 227 , e successive modificazioni, limitatamente alle attività che beneficiano della garanzia dello Stato e fatto salvo quanto previsto al comma 2; d) il Fondo di solidarietà nazionale per la riassicurazione dei rischi agricoli istituito presso l'ISMEA dall' articolo 127 delle legge 23 dicembre 2000, n. 388 , e disciplinato dagli articoli 2 e 4 del decreto-legge 13 settembre 2002 n. 200 , convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2002, n. 256 ; e) gli enti che garantiscono unicamente prestazioni in caso di decesso qualora le prestazioni siano erogate in natura o qualora l'importo della prestazione non superi il valore medio delle spese funerarie determinato nella misura di cui all'articolo 15, comma 1, lettera d), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 , e successive modificazioni; f) le società di mutuo soccorso costituite ai sensi della legge 15 aprile 1886, n. 3818 , che provvedano direttamente al pagamento a favore degli iscritti di capitali o rendite di qualsiasi importo fatto salvo quanto previsto al comma 3; g) le associazioni agrarie di mutua assicurazione, costituite ai sensi della legge 7 luglio 1907, n. 526 , e del regio decreto-legge 2 settembre 1919, n. 1759 , modificato dal regio decreto-legge 21 ottobre 1923, n. 2479 , entrambi convertiti dalla legge 17 aprile 1925, n. 473 , a sua volta modificata dall' articolo 9 del regio decreto-legge 12 luglio 1934, n. 1290 , convertito dalla legge 12 febbraio 1935, n. 303 .

    2. In deroga a quanto previsto al comma 1, la SACE S.p.a. è sottoposta alle disposizioni dei capi I, II e III del titolo VIII del presente codice per le attività che beneficiano della garanzia dello Stato. Restano integralmente soggette alle disposizioni del presente codice le attività della SACE S.p.a. che non beneficiano della garanzia dello Stato.

    3. Le società di mutuo soccorso di cui al comma 1, lettera f), se contraggono impegni al pagamento a favore degli iscritti di capitali o rendite complessivamente superiori a euro centomila per ciascun esercizio sono sottoposte alle disposizioni del titolo IV in quanto compatibili. Qualora le medesime società stipulino contratti di assicurazione per conto degli iscritti, ai soci sono comunque fornite le informazioni di cui al titolo IX, capo III, e XII in quanto compatibili.

    4. Le casse di assistenza sanitaria autogestite sono sottoposte alle disposizioni del titolo IV in quanto compatibili.

  • Art. 148 D.Lgs. 209/2005 – Procedura di risarcimento

    Art. 148 D.Lgs. 209/2005 – Procedura di risarcimento

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Per i sinistri con soli danni a cose, la richiesta di risarcimento deve recare l'indicazione degli aventi diritto al risarcimento e del luogo, dei giorni e delle ore in cui le cose danneggiate sono disponibili, per non meno di cinque giorni non festivi, per l'ispezione diretta ad accertare l'entità del danno. Entro sessanta giorni dalla ricezione di tale documentazione, l'impresa di assicurazione formula al danneggiato congrua e motivata offerta per il risarcimento, ovvero comunica specificatamente i motivi per i quali non ritiene di fare offerta. Il termine di sessanta giorni è ridotto a trenta quando il modulo di denuncia sia stato sottoscritto dai conducenti coinvolti nel sinistro. Il danneggiato può procedere alla riparazione delle cose danneggiate solo dopo lo spirare del termine indicato al periodo precedente, entro il quale devono essere comunque completate le operazioni di accertamento del danno da parte dell'assicuratore, ovvero dopo il completamento delle medesime operazioni, nel caso in cui esse si siano concluse prima della scadenza del predetto termine. Qualora le cose danneggiate non siano state messe a disposizione per l'ispezione nei termini previsti dal presente articolo, ovvero siano state riparate prima dell'ispezione stessa, l'impresa, ai fini dell'offerta risarcitoria, effettuerà le proprie valutazioni sull'entita` del danno solo previa presentazione di fattura che attesti gli interventi riparativi effettuati. Resta comunque fermo il diritto dell'assicurato al risarcimento anche qualora ritenga di non procedere alla riparazione. 62

    2. L'obbligo di proporre al danneggiato congrua e motivata offerta per il risarcimento del danno, ovvero di comunicare i motivi per cui non si ritiene di fare offerta, sussiste anche per i sinistri che abbiano causato lesioni personali o il decesso. La richiesta di risarcimento deve essere presentata dal danneggiato o dagli aventi diritto con le modalità indicate al comma 1. La richiesta deve contenere l'indicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento e la descrizione delle circostanze nelle quali si è verificato il sinistro ed essere accompagnata, ai fini dell'accertamento e della valutazione del danno da parte dell'impresa, dai dati relativi all'età, all'attività del danneggiato, al suo reddito, all'entità delle lesioni subite, da attestazione medica comprovante l'avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti, nonché dalla dichiarazione ai sensi dell'articolo 142, comma 2, o, in caso di decesso, dallo stato di famiglia della vittima. L'impresa di assicurazione è tenuta a provvedere all'adempimento del predetto obbligo entro novanta giorni dalla ricezione di tale documentazione. 62

    2-bis. Ai fini di prevenzione e contrasto dei fenomeni fraudolenti, l'impresa di assicurazione provvede alla consultazione dell'archivio informatico integrato di cui all' articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 , convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 , e successive modificazioni, e, qualora dal risultato della consultazione, avuto riguardo al codice fiscale dei soggetti coinvolti ovvero ai veicoli danneggiati, emergano gli indici di anomalia definiti dall'IVASS con apposito provvedimento, o qualora altri indicatori di frode siano segnalati dai dispositivi elettronici di cui all'articolo 132-ter, comma 1, del presente codice o siano emersi in sede di perizia da cui risulti documentata l'incongruenza del danno dichiarato dal richiedente, l'impresa può decidere, entro i termini di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, di non fare offerta di risarcimento, motivando tale decisione con la necessità di condurre ulteriori approfondimenti in relazione al sinistro. La relativa comunicazione e` trasmessa dall'impresa al danneggiato e all'IVASS, al quale e` anche trasmessa la documentazione relativa alle analisi condotte sul sinistro. Entro trenta giorni dalla comunicazione della predetta decisione, l'impresa deve comunicare al danneggiato le sue determinazioni conclusive in merito alla richiesta di risarcimento. All'esito degli approfondimenti condotti ai sensi del primo periodo, l'impresa può non formulare offerta di risarcimento, qualora, entro il termine di cui al terzo periodo, presenti querela, nelle ipotesi in cui e` prevista, informandone contestualmente l'assicurato nella comunicazione concernente le determinazioni conclusive in merito alla richiesta di risarcimento di cui al medesimo terzo periodo; in tal caso i termini di cui ai commi 1 e 2 sono sospesi e il termine per la presentazione della querela, di cui all' articolo 124, primo comma, del codice penale , decorre dallo spirare del termine di trenta giorni entro il quale l'impresa comunica al danneggiato le sue determinazioni conclusive. Nei predetti casi, l'azione in giudizio prevista dall'articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell'impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura. Rimane salvo il diritto del danneggiato di ottenere l'accesso agli atti nei termini previsti dall'articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia.

    3. Il danneggiato, in pendenza dei termini di cui ai commi 1 e 2 e fatto salvo quanto stabilito dal comma 5, non può rifiutare gli accertamenti strettamente necessari alla valutazione del danno alle cose, nei termini di cui al comma 1, o del danno alla persona, da parte dell'impresa. Qualora ciò accada, i termini per l'offerta risarcitoria o per la comunicazione dei motivi per i quali l'impresa non ritiene di fare offerta sono sospesi.

    4. L'impresa di assicurazione può richiedere ai competenti organi di polizia le informazioni acquisite relativamente alle modalità dell'incidente, alla residenza e al domicilio delle parti e alla targa di immatricolazione o altro analogo segno distintivo, ma è tenuta al rispetto dei termini stabiliti dai commi 1 e 2 anche in caso di sinistro che abbia determinato sia danni a cose che lesioni personali o il decesso.

    5. In caso di richiesta incompleta l'impresa di assicurazione richiede al danneggiato entro trenta giorni dalla ricezione della stessa le necessarie integrazioni; in tal caso i termini di cui ai commi 1 e 2 decorrono nuovamente dalla data di ricezione dei dati o dei documenti integrativi.

    6. Se il danneggiato dichiara di accettare la somma offertagli, l'impresa provvede al pagamento entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione.

    7. Entro ugual termine l'impresa corrisponde la somma offerta al danneggiato che abbia comunicato di non accettare l'offerta. La somma in tal modo corrisposta è imputata nella liquidazione definitiva del danno.

    8. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione senza che l'interessato abbia fatto pervenire alcuna risposta, l'impresa corrisponde al danneggiato la somma offerta con le stesse modalità, tempi ed effetti di cui al comma 7.

    9. Agli effetti dell'applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, l'impresa di assicurazione non può opporre al danneggiato l'eventuale inadempimento da parte dell'assicurato dell'obbligo di avviso del sinistro di cui all' articolo 1913 del codice civile .

    10. In caso di sentenza a favore del danneggiato, quando la somma offerta ai sensi dei commi 1 o 2 sia inferiore alla metà di quella liquidata, al netto di eventuale rivalutazione ed interessi, il giudice trasmette, contestualmente al deposito in cancelleria, copia della sentenza all'IVASS per gli accertamenti relativi all'osservanza delle disposizioni del presente capo.

    11. L'impresa, quando corrisponde compensi professionali per l'eventuale assistenza prestata da professionisti, è tenuta a richiedere la documentazione probatoria relativa alla prestazione stessa e ad indicarne il corrispettivo separatamente rispetto alle voci di danno nella quietanza di liquidazione. L'impresa, che abbia provveduto direttamente al pagamento dei compensi dovuti al professionista, ne dà comunicazione al danneggiato, indicando l'importo corrisposto.

    11-bis. Resta ferma per l'assicurato la facoltà di ottenere l'integrale risarcimento per la riparazione a regola d'arte del veicolo danneggiato avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria fiducia abilitate ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 122 . A tal fine, l'impresa di autoriparazione fornisce la documentazione fiscale e un'idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a due anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria.

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