Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 42 L. 633/1941

    Art. 42 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    L'autore dell'articolo o altra opera che sia stato riprodotto in un'opera collettiva ha diritto di riprodurlo in estratti separati o raccolti in volume, purché indichi l'opera collettiva dalla quale è tratto e la data di pubblicazione.

    Trattandosi di articoli apparsi in riviste o giornali, l'autore, salvo patto contrario, ha altresì il diritto di riprodurli in altre riviste o giornali.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 403 DPR 495/1992 – Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida

    Art. 403 DPR 495/1992 – Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. L'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, costituita presso la Direzione generale della M.C.T.C., ai sensi dell'articolo 226, commi da 10 a 12, del codice, contiene i dati relativi alle abilitazioni di cui all'articolo 116 del codice, è completamente informatizzata ed i suoi dati sono gestiti all'interno del sistema informatico della Direzione generale della M.C.T.C. in cinque distinte sezioni ad accesso diretto, tra loro strettamente interconnesse e capaci di fornire una visione selezionata o complessiva dei dati da cui risultano popolate.

    2. La sezione "abilitazioni" contiene, per ogni conducente e per ognuna delle abilitazioni conseguite, i dati relativi al procedimento di emissione del documento di guida, dalla richiesta dell'autorizzazione per esercitarsi alla guida agli esiti degli esami, ove ricorrano, nonché a tutti i procedimenti successivi quali il rilascio, il rinnovo, la revisione, la sospensione, la revoca; contiene inoltre i dati relativi ai certificati di abilitazione professionale.

    3. La sezione "anagrafica" contiene i dati anagrafici delle persone fisiche che risultano avere conseguito l'abilitazione alla guida.

    4. La sezione "infrazioni" contiene i dati relativi alle infrazioni commesse da ciascun abilitato alla guida, con l'indicazione del luogo, della data, del tipo di infrazione e dell'organo accertatore con menzione del verbale di contestazione e della targa del veicolo alla guida del quale l'infrazione stessa è stata commessa.

    5. La sezione "sanzioni" contiene i dati relativi alle sanzioni comminate sia che trattasi di sanzione amministrativa pecuniaria sia di sanzione amministrativa accessoria, sia di sanzione penale, sia di sanzione amministrativa accessoria alla sanzione penale, a seguito di infrazione alle norme della circolazione stradale.

    6. La sezione "incidenti" contiene, per ogni conducente, i dati relativi agli incidenti in cui il conducente stesso sia stato coinvolto, con l'indicazione, per ciascun incidente, dei dati del veicolo, delle modalità, del tempo e del luogo ove lo stesso si sia verificato, della natura e dell'entità dei danni, delle conseguenze che ne siano derivate, nonché i dati relativi allo stato dei procedimenti in corso fino alla applicazione delle sanzioni di cui al comma

    5. 7. Le sezioni di cui ai commi 2 e 3 verranno popolate automaticamente utilizzando i dati già disponibili nel sistema informatico della Direzione generale della M.C.T.C. e verranno continuamente aggiornate dagli uffici centrali e periferici della stessa Direzione generale della M.C.T.C. e del Ministero dell'interno, per il tramite del collegamento informatico integrato già esistente fra i sistemi informativi della Direzione generale della M.C.T.C. e della Direzione generale per l'amministrazione generale e per gli affari del personale del Ministero dell'interno. Le sezioni di cui ai commi 4 e 5 verranno popolate utilizzando i dati già disponibili nel sistema informatico della Direzione generale della M.C.T.C. e verranno continuamente aggiornate con i dati trasmessi, su supporto magnetico o per via telematica, dall'organo che ha accertato l'infrazione e dall'organo che ha erogato la sanzione. La sezione di cui al comma 6 verrà gradualmente popolata e in seguito continuamente aggiornata con i dati trasmessi per via telematica o su supporto magnetico, dall'autorità di polizia che ha rilevato l'incidente e dalla compagnia di assicurazione cui l'incidente stesso è stato denunciato. Il trasferimento dei dati necessari al popolamento ed all'aggiornamento delle sezioni di cui ai commi 4, 5 e 6 verrà eseguito secondo i tracciati record che verranno stabiliti con decreto del Ministro dei trasporti, nel termine di un mese decorrente, rispettivamente, dalla data di accertamento dell'infrazione, dalla data di irrogazione della sanzione, dalla data dell'incidente e, per le compagnie di assicurazione, dalla data di presentazione della denuncia dell'incidente.

    8. L'accesso e la consultazione dell'anagrafe avverrà con le modalità di cui all'articolo 402, comma

    8. 9. L'anagrafe degli abilitati alla guida è in contatto telematico con l'archivio delle strade e con l'archivio dei veicoli di cui agli articoli 401 e 402.

  • Assumo un giovane nel 2026: che esonero contributivo ottengo? esempio

    In sintesi

    • Esonero parziale contributivo a carico del datore di lavoro privato (escluso INAIL)
    • Durata massima dell’esonero: ventiquattro mesi
    • Assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni da determinato, entro il 31 dicembre 2026
    • Personale non dirigenziale: i dirigenti sono esclusi
    • Categorie e modalita’ definite da decreto attuativo non ancora pubblicato

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 153 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) autorizza la spesa per riconoscere ai datori di lavoro privati un esonero parziale dai contributi previdenziali (escluso INAIL) per assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni da tempo determinato, effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, di personale non dirigenziale. La durata massima e’ di ventiquattro mesi. Le categorie beneficiarie (giovani, lavoratrici svantaggiate, ZES unica) e le modalita’ attuative sono rinviate a decreto.

    Approfondimento normativo completo: Comma 153 LB 2026: esonero contributivo giovani, donne, ZES unica.

    Come funziona l'esonero contributivo per le nuove assunzioni 2026

    Il comma 153 della legge di bilancio 2026 introduce uno strumento di incentivo all’occupazione stabile rivolto ai datori di lavoro privati. La norma prevede un esonero parziale dai contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro – con esclusione dei premi INAIL, che restano dovuti per intero – per le assunzioni effettuate nell’anno 2026. L’esonero si applica per una durata massima di ventiquattro mesi a partire dall’assunzione o dalla trasformazione.

    Le categorie di lavoratori destinatarie dell’esonero – giovani per l’occupazione stabile, lavoratrici svantaggiate per le pari opportunita’, lavoratori nella ZES unica del Mezzogiorno – sono indicate dalla norma ma il perimetro preciso, le procedure di accesso, i codici UNIEMENS e le regole di cumulo con altri esoneri sono rinviati a un decreto attuativo non ancora pubblicato. La norma fissa stanziamenti di spesa per il 2026, 2027 e 2028, che costituiscono limite di spesa: l’esonero e’ quindi contingentato.

    Per il datore di lavoro che intende assumere personale nel 2026, la misura e’ di potenziale interesse ma impone cautela nella pianificazione: senza il decreto attuativo non e’ possibile conoscere con certezza le categorie ammesse, la misura percentuale dell’esonero parziale e le modalita’ operative di fruizione. Attendere la pubblicazione del decreto prima di impostare le procedure di assunzione e’ la scelta piu’ prudente.

    Requisiti e adempimenti principali

    • Essere un datore di lavoro privato (la norma esclude il settore pubblico)
    • Assumere personale non dirigenziale a tempo indeterminato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026
    • In alternativa, trasformare un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato nello stesso periodo
    • Verificare che il lavoratore rientri nelle categorie destinatarie (da definire con decreto attuativo)
    • Attendere il decreto attuativo per procedure di domanda, codici UNIEMENS e regole di cumulo

    Caso 1: Tizio, titolare di un'impresa artigiana con tre dipendenti

    Scenario. Tizio gestisce un’officina meccanica con tre dipendenti. Nel giugno 2026 intende assumere un giovane operaio qualificato con contratto a tempo indeterminato, retribuzione lorda mensile di circa 1.800 euro. Tizio si interroga se l’assunzione possa beneficiare dell’esonero contributivo previsto dal comma 153 della legge di bilancio 2026 e per quanto tempo si applica.

    Come si legge in pratica. Se il decreto attuativo confermera’ l’inclusione della categoria ‘giovani’ nel senso definito dalla norma, e Tizio rispetta le condizioni di accesso, l’assunzione potrebbe beneficiare dell’esonero parziale per un massimo di ventiquattro mesi. La misura esatta dell’esonero parziale – percentuale o importo massimo mensile – dipende dal decreto attuativo. A titolo puramente illustrativo, i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sono ordinariamente pari a una quota della retribuzione lorda; l’esonero ne ridurrebbe una parte per la durata consentita. Tizio non puo’ pero’ determinare l’importo esatto prima della pubblicazione delle istruzioni operative.

    Riepilogo Caso 1

    • Retribuzione lorda mensile del neo-assunto: 1.800 euro (esempio)
    • Durata massima esonero: ventiquattro mesi dall’assunzione
    • Natura del beneficio: esonero parziale contributi datoriali (escluso INAIL)
    • Misura percentuale: da definire con decreto attuativo
    • Azione: verificare con consulente del lavoro dopo pubblicazione del decreto

    Caso 2: Caia, SRL che vuole trasformare un contratto a termine

    Scenario. Caia e’ responsabile HR di una SRL nel settore dei servizi. La societa’ ha in forza una dipendente con contratto a tempo determinato scadente nel luglio 2026, con retribuzione lorda mensile di 2.200 euro. Caia valuta se la trasformazione del contratto in tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2026 possa consentire alla SRL di beneficiare dell’esonero contributivo del comma 153 della legge di bilancio 2026.

    Come si legge in pratica. Il comma 153 prevede espressamente anche le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. La dipendente dovrebbe inoltre rientrare nelle categorie destinatarie (es. lavoratrice svantaggiata, secondo la definizione che fornira’ il decreto attuativo). Se entrambe le condizioni sono soddisfatte, la SRL potrebbe beneficiare dell’esonero parziale per un massimo di ventiquattro mesi dalla data di trasformazione. Caia deve monitorare la pubblicazione del decreto per conoscere la procedura di domanda e i codici da utilizzare nelle denunce UNIEMENS.

    Riepilogo Caso 2

    • Operazione: trasformazione da tempo determinato a indeterminato entro 31/12/2026
    • Retribuzione lorda mensile: 2.200 euro (esempio)
    • Esonero applicabile: parziale, durata massima ventiquattro mesi
    • Esclusione: premi e contributi INAIL restano dovuti per intero
    • Verifica: la lavoratrice deve rientrare nelle categorie del decreto attuativo

    Caso 3: Sempronio, impresa nel Mezzogiorno all'interno della ZES unica

    Scenario. Sempronio e’ titolare di una societa’ di logistica con sede operativa in Calabria, territorio incluso nella ZES unica del Mezzogiorno. Nel settembre 2026 intende assumere due operatori di magazzino con contratto a tempo indeterminato, retribuzione lorda mensile di circa 1.700 euro ciascuno. Vuole capire se l’ubicazione nella ZES unica offra condizioni aggiuntive rispetto all’esonero ordinario.

    Come si legge in pratica. Il comma 153 della legge di bilancio 2026 menziona esplicitamente la ZES unica del Mezzogiorno tra le finalita’ dell’esonero, accanto all’occupazione giovanile e alle pari opportunita’. Questo suggerisce che il decreto attuativo potrebbe prevedere condizioni specifiche – o priorita’ nell’accesso alle risorse stanziate – per le assunzioni effettuate nella ZES. Tuttavia, senza il decreto non e’ possibile stabilire se l’esonero per la ZES abbia misura diversa da quello ordinario. Sempronio deve attendere le istruzioni operative, anche perche’ la componente ZES potrebbe essere soggetta ad autorizzazione europea in materia di aiuti di Stato.

    Riepilogo Caso 3

    • Localizzazione: ZES unica del Mezzogiorno (Calabria)
    • Assunzioni previste: due operatori con contratto a tempo indeterminato
    • ZES espressamente citata tra le finalita’ del comma 153
    • Misura e condizioni specifiche ZES: da definire con decreto attuativo
    • Possibile autorizzazione UE (aiuti di Stato) per la componente ZES

    Quando conviene una verifica

    Il decreto attuativo del comma 153 non e’ ancora pubblicato: pianifica le assunzioni 2026 con il supporto di un esperto. Parla con un consulente del lavoro.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Cosa prevede esattamente il comma 153 della legge di bilancio 2026 sull'esonero contributivo?

    Il comma 153 della legge di bilancio 2026 autorizza risorse – 154 milioni per il 2026, 400 milioni per il 2027, 271 milioni per il 2028 – per un esonero parziale dai contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione dei premi INAIL, della durata massima di ventiquattro mesi. Si rivolge alle assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 di personale non dirigenziale. Le categorie destinatarie e le modalita’ operative sono rinviate a decreto attuativo.

    Chi rientra tra i lavoratori 'giovani' per l'esonero contributivo 2026?

    Il comma 153 non definisce un’eta’ anagrafica precisa per la categoria ‘giovani’: la norma cita l’obiettivo di ‘incrementare l’occupazione giovanile stabile’ come finalita’ dell’esonero, ma la definizione operativa – inclusa l’eventuale soglia d’eta’ – e’ rinviata al decreto attuativo. Non e’ quindi possibile indicare con certezza se si tratti di lavoratori under 30, under 35 o altra fascia: attendere il decreto e confrontarsi con il consulente del lavoro e’ indispensabile.

    I premi INAIL sono compresi nell'esonero contributivo del comma 153?

    No. Il comma 153 esclude espressamente i premi e contributi dovuti all’INAIL: questi restano interamente a carico del datore di lavoro indipendentemente dall’esonero. L’agevolazione riguarda unicamente la quota dei contributi previdenziali di pertinenza del datore di lavoro, ovvero la componente destinata all’INPS o alle casse equivalenti.

    L'esonero si applica anche alle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato?

    Si’. Il comma 153 prevede espressamente l’esonero anche per la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato effettuata nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, laddove prevista. Anche in questo caso la durata massima e’ di ventiquattro mesi e le condizioni di ammissibilita’ dovranno essere verificate rispetto al decreto attuativo.

    L'esonero del comma 153 si puo' cumulare con altri incentivi all'assunzione vigenti?

    Il comma 153 non contiene una disciplina espressa del cumulo con altri esoneri contributivi. Le regole di compatibilita’ e cumulo con misure come gli incentivi per i percettori di NASpI, gli incentivi per l’assunzione di disabili o altri esoneri settoriali saranno definite dal decreto attuativo. In attesa della pubblicazione, il datore di lavoro non puo’ pianificare con certezza strategie di cumulo; il consulente del lavoro potra’ fornire orientamenti sulla base della prassi INPS sugli esoneri analoghi.

  • Detrazione premi assicurazione rischio calamità naturali su immobili

    In sintesi

    • Aliquota ordinaria: 19% sui premi pagati per assicurazioni contro eventi calamitosi su unità immobiliari ad uso abitativo
    • Aliquota speciale: 90% se il contratto assicurativo è stipulato contestualmente alla cessione del Sismabonus al 110% ad un’impresa di assicurazione
    • Codice 43: contratti stipulati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2024
    • Codice 54: contratti stipulati dal 1° gennaio 2025
    • Soggetto al riordino detrazioni: per redditi superiori a 75.000 euro si applicano i nuovi tetti complessivi introdotti dalla Legge di Bilancio 2025
    • Pagamento tracciabile: obbligatorio per fruire della detrazione del 19%

    Come funziona la detrazione per le assicurazioni contro le calamità

    Hai stipulato una polizza che copre la tua abitazione dai rischi di terremoto, alluvione o altri eventi calamitosi? Il premio che paghi ogni anno può darti diritto a una detrazione del 19% nel modello 730. Si tratta di un’agevolazione pensata per incentivare le famiglie a proteggersi dai rischi naturali, che in Italia sono particolarmente rilevanti.

    La polizza deve riguardare unità immobiliari ad uso abitativo. Non è necessario che sia l’abitazione principale: anche una seconda casa o un appartamento affittato a uso residenziale rientrano, purché la destinazione d’uso sia abitativa. Il contratto deve essere stato stipulato a partire dal 1° gennaio 2018.

    Esiste poi un caso speciale: se hai ceduto il credito Sismabonus al 110% a un’impresa di assicurazione e contestualmente hai stipulato una polizza per il rischio sismico, la detrazione sui premi assicurativi sale al 90%. Questa aliquota più elevata si applica solo in quel preciso abbinamento (cessione del sismabonus + polizza calamità), e il credito corrispondente alla detrazione sui premi non può essere ulteriormente ceduto.

    Aliquote e codici per la detrazione assicurazioni calamità
    Situazione Aliquota Codice onere Rigo 730
    Polizza calamità stipulata dal 01/01/2018 al 31/12/2024 19% 43 da E8 a E10
    Polizza calamità stipulata dal 01/01/2025 19% 54 da E8 a E10
    Polizza calamità contestuale a cessione Sismabonus 110% 90% 81 da E8 a E10

    Esempio pratico

    • Esempio: Caio è proprietario di un appartamento in una zona a rischio sismico. Nel 2025 paga il premio annuale di una polizza multirischio (terremoto + alluvione) di 450 euro, contratto firmato nel 2023. Tratta il codice onere 43 (contratto fino al 31/12/2024): detrazione del 19% su 450 euro = 85,50 euro di imposta risparmiata. Se avesse stipulato la stessa polizza nel 2025, userebbe il codice 54 con la medesima aliquota del 19%.

    Documenti necessari

    • Contratto di assicurazione con data di stipula e indicazione del rischio coperto (eventi calamitosi)
    • Quietanza di pagamento del premio 2025 (deve attestare il pagamento tracciabile)
    • Per la polizza contestuale al sismabonus: atto di cessione del credito d’imposta e contratto assicurativo collegato
    • Documentazione attestante che l’immobile è ad uso abitativo (visura catastale o atto di proprietà)

    Proprietario con polizza calamità su prima casa stipulata nel 2022

    Scenario. Sempronia è proprietaria di un appartamento in zona sismica dove vive. Nel 2022 ha stipulato una polizza che copre il rischio di terremoto e alluvione. Nel 2025 paga il premio annuale di 600 euro con addebito diretto sul conto corrente.

    Come si applica. Il contratto è stato stipulato nel 2022, cioè tra il 2018 e il 2024: si usa il codice 43. La detrazione del 19% si applica sull’importo del premio pagato (600 euro): risparmio fiscale di 600 × 19% = 114 euro. Il pagamento con addebito bancario soddisfa il requisito della tracciabilità.

    In pratica

    • Indica il premio nel rigo da E8 a E10 del 730, codice 43 per contratti fino al 31/12/2024
    • Conserva la quietanza di pagamento e il contratto assicurativo
    • Se il reddito supera 75.000 euro, considera che questa spesa rientra nel nuovo ‘riordino delle detrazioni’ introdotto dalla Legge di Bilancio 2025

    Nuova polizza stipulata nel 2025 dopo interventi sismici

    Scenario. Tizio ha ristrutturato il proprio immobile nel 2024 con interventi antisismici. Nel 2025 decide di tutelare ulteriormente la casa stipulando una nuova polizza rischio calamità, pagando un premio di 520 euro.

    Come si applica. Il contratto è del 2025: si usa il codice 54. Il trattamento fiscale è identico al codice 43 (aliquota 19%), ma la spesa rientra nel ‘riordino delle detrazioni’ introdotto per i redditi sopra i 75.000 euro. Per redditi fino a 75.000 euro non cambia nulla rispetto al passato. Detrazione: 520 × 19% = 98,80 euro.

    In pratica

    • Usa il codice 54 per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 in poi
    • La detrazione del 19% spetta per intero fino a redditi di 120.000 euro, poi si riduce progressivamente azzerandosi a 240.000 euro
    • Per la speciale aliquota del 90% è necessario aver ceduto il Sismabonus al 110% a un’impresa di assicurazione contestualmente alla polizza

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    La polizza deve coprire solo il terremoto o anche altri rischi?

    Le istruzioni parlano di ‘rischio di eventi calamitosi’ senza specificare il tipo di calamità. Una polizza multirischio (terremoto, alluvione, frane, ecc.) che includa il rischio calamità su un immobile abitativo è ammessa. Verifica che il contratto menzioni espressamente la copertura di eventi calamitosi.

    Vale anche per la seconda casa o solo per l'abitazione principale?

    L’agevolazione riguarda le unità immobiliari ad uso abitativo in generale, non solo l’abitazione principale. Una seconda casa a uso residenziale è inclusa.

    Come si calcola la detrazione se il reddito supera i 75.000 euro?

    Per redditi sopra 75.000 euro, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un tetto complessivo sulle detrazioni (articolo 16-ter del TUIR). La spesa per premi calamità (contratti dal 2025) rientra in questo conteggio. La detrazione del 19% rimane però integra fino a 120.000 euro di reddito; decresce poi fino ad azzerarsi a 240.000 euro.

    Cosa cambia tra il codice 43 e il codice 54?

    Sostanzialmente nulla sul piano dell’aliquota (entrambi danno diritto al 19%). Cambia il periodo di stipula: codice 43 per contratti dal 01/01/2018 al 31/12/2024, codice 54 per contratti dal 01/01/2025. Ai fini del riordino delle detrazioni, le polizze con codice 54 (dal 2025) rientrano nel tetto complessivo per redditi sopra 75.000 euro.

    Il premio può essere pagato in contanti?

    No. La detrazione del 19% richiede il pagamento con strumenti tracciabili: bonifico, carta di debito, carta di credito, carta prepagata, assegno bancario o circolare. Il pagamento in contanti non dà diritto alla detrazione.

    La detrazione del 90% è cumulabile con quella del 19%?

    No. La detrazione del 90% (codice 81) si applica in un caso specifico: polizza stipulata contestualmente alla cessione del credito sismabonus al 110% a un’impresa di assicurazione. In quel caso si usa l’aliquota del 90% e non quella ordinaria del 19%. Sono due regimi alternativi, non cumulabili.

  • Art. 219 D.Lgs. 259/2003 – Disposizione finanziaria

    Art. 219 D.Lgs. 259/2003 – Disposizione finanziaria

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. Dall’attuazione del Codice non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 165 D.Lgs. 42/2004 – Violazione di disposizioni in materia di circolazione internazionale

    Art. 165 D.Lgs. 42/2004 – Violazione di disposizioni in materia di circolazione internazionale

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Fuori dei casi di concorso nel delitto previsto dall'articolo 174, comma 1, chiunque trasferisce all'estero le cose o i beni indicati nell'articolo 10, in violazione delle disposizioni di cui alle sezioni I e II del Capo V del Titolo I della Parte seconda, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 77,50 a euro 465.

  • Art. 3 L. 633/1941 – Opere collettive

    Testo della norma consultabile sul portale ufficiale Normattiva. Di seguito la lettura divulgativa a cura della redazione.

  • Valore doganale delle merci: come si determina

    In sintesi

    • Base del dazio: il valore doganale è la cifra su cui si applica l’aliquota della Tariffa Doganale Comune per calcolare quanto si paga all’importazione.
    • Valore di transazione: di norma coincide con il prezzo effettivamente pagato o da pagare per la merce al venditore estero.
    • Componente CIF: al prezzo della merce si aggiungono le spese di trasporto e assicurazione fino al punto di ingresso nel territorio doganale dell’UE.
    • Tariffa Doganale Comune: l’aliquota del dazio dipende dal codice di classificazione della merce (Nomenclatura Combinata a 8 cifre, estesa a 10 nel TARIC) e dall’origine del prodotto.
    • Origine preferenziale: se la merce proviene da un Paese con cui l’UE ha un accordo commerciale, il dazio può essere ridotto o azzerato, a condizione di documentare l’origine.
    • Franchigie per privati: le spedizioni da Paesi extra-UE sono esenti da dazi fino a 150 euro di valore intrinseco; i regali tra privati sono esenti fino a 45 euro.

    Cos'è il valore doganale e perché conta

    Quando un’azienda o un privato importa merci da un Paese fuori dall’Unione Europea, la dogana applica un dazio, cioè una tassa che spetta all’UE come ‘risorsa propria’. Questo dazio non si calcola su un importo stabilito arbitrariamente, ma su una base precisa: il valore doganale della merce.

    Capire come si forma il valore doganale è quindi il punto di partenza per stimare il costo reale di un’importazione. Un errore nel calcolo – o una dichiarazione incompleta – può portare a recuperi e sanzioni da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

    La regola generale dice che il valore doganale corrisponde al valore di transazione, cioè al prezzo che è stato pagato o che dovrà essere pagato per la merce, aumentato delle spese di trasporto e assicurazione sino al punto di ingresso nell’UE. Questo metodo di calcolo è noto come valore CIF (Cost, Insurance, Freight), dalla frontiera doganale europea.

    Non è detto però che il valore di fattura coincida sempre con il valore doganale. Ci sono casi in cui la dogana può contestare il prezzo dichiarato – per esempio se tra acquirente e venditore esiste un rapporto di collegamento che potrebbe aver influenzato il prezzo – e ricorre ad altri metodi di determinazione previsti dalla normativa.

    Elementi che compongono il valore doganale (metodo CIF)
    Componente Incluso nel valore doganale?
    Prezzo pagato al fornitore estero (valore di transazione) Sì – è la base di partenza
    Trasporto dalla sede del venditore fino alla frontiera UE Sì – si aggiunge al prezzo
    Assicurazione sul trasporto fino alla frontiera UE Sì – si aggiunge al prezzo
    Dazio doganale stesso No – è calcolato sul valore doganale
    IVA all'importazione No – è separata e calcolata su valore doganale + dazio
    Spese di sdoganamento interne al territorio UE No – successive all'importazione

    Esempio pratico

    • Alfa Srl importa dalla Cina 500 unità di un componente elettronico al prezzo di 10.000 euro. Il trasporto via mare fino al porto di Genova (frontiera doganale UE) costa 800 euro e l’assicurazione 120 euro. Il valore doganale è quindi 10.000 + 800 + 120 = 10.920 euro. Se il codice TARIC del prodotto prevede un’aliquota del 5%, il dazio ammonta a 10.920 × 5% = 546 euro. L’IVA all’importazione (22%) si calcola poi su 10.920 + 546 = 11.466 euro, pari a circa 2.522 euro.

    Documenti necessari

    • Fattura commerciale del fornitore estero (con prezzo, quantità, descrizione merce)
    • Polizza di carico o lettera di vettura (Bill of Lading, CMR, AWB) con costi di trasporto
    • Polizza assicurativa o attestato del premio assicurativo
    • Lista di imballaggio (packing list)
    • Certificato di origine o dichiarazione di origine su fattura (per eventuale dazio preferenziale)
    • Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) se richiesta per la classificazione del prodotto

    Caso 1 – Tizio importa abbigliamento da un Paese senza accordo preferenziale

    Scenario. Tizio è titolare di un negozio di abbigliamento e acquista capi da un fornitore turco. Il valore della merce è 8.000 euro; il trasporto via autocarro fino alla frontiera italiana (Ventimiglia) costa 600 euro; l’assicurazione è 80 euro. La Turchia, per quella categoria merceologica, non beneficia di un accordo di preferenza tariffaria con l’UE.

    Come si applica. Il valore doganale è 8.000 + 600 + 80 = 8.680 euro. L’aliquota del dazio applicabile al codice TARIC dei capi (ipotizziamo 12%) produce un dazio di circa 1.042 euro. Tizio deve presentare la dichiarazione doganale di importazione con la fattura, il documento di trasporto e la polizza assicurativa. Non potendo esibire un certificato EUR.1 o dichiarazione di origine valida per la Turchia su quella merce, non ottiene riduzioni.

    In pratica

    • Il prezzo in fattura non è il valore doganale: occorre aggiungere trasporto e assicurazione fino alla frontiera UE.
    • Senza prova dell’origine preferenziale si paga il dazio ordinario previsto dal TARIC.
    • Conservare tutti i documenti di trasporto e assicurazione: sono obbligatori in caso di controllo.

    Caso 2 – Caio importa ricambi industriali con Informazione Tariffaria Vincolante

    Scenario. Caio gestisce un’impresa di manutenzione industriale e importa regolarmente ricambi meccanici dagli Stati Uniti. In passato ha avuto un rilievo doganale perché aveva classificato i pezzi sotto un codice TARIC con aliquota inferiore a quella corretta. Per evitare altri problemi, decide di richiedere un’Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli prima della prossima spedizione.

    Come si applica. L’ITV è un atto amministrativo che certifica il codice di classificazione TARIC applicabile a quel prodotto, valido in tutta l’UE per un periodo definito. Una volta ottenuta, Caio dichiara il codice ITV nelle successive importazioni: se la dogana contesta, l’ITV fa testo. Il valore doganale si calcola nel modo consueto (prezzo + trasporto + assicurazione fino alla frontiera UE). Grazie all’ITV, il codice è certo e Caio può calcolare in anticipo il costo esatto del dazio.

    In pratica

    • Se il prodotto è difficile da classificare, l’ITV è lo strumento ufficiale per avere certezza: vale in tutta l’UE.
    • Una classificazione errata espone a recupero del dazio non pagato e a sanzioni amministrative.
    • L’ITV si richiede all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli prima di effettuare l’importazione.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Cosa si intende per valore doganale?

    È la base imponibile su cui si calcola il dazio all’importazione. Di norma coincide con il prezzo pagato al fornitore estero, aumentato delle spese di trasporto e assicurazione fino alla frontiera doganale dell’UE (valore CIF).

    Il prezzo in fattura è sempre uguale al valore doganale?

    Non sempre. Al prezzo di fattura vanno aggiunte le spese di trasporto e assicurazione fino alla frontiera UE. Inoltre, se la dogana ritiene che il prezzo dichiarato non rispecchi il valore reale di mercato – per esempio perché acquirente e venditore sono collegati – può rettificarlo.

    Cosa sono i dazi antidumping?

    Sono dazi aggiuntivi applicati a specifiche merci provenienti da determinati Paesi quando la Commissione Europea accerta che vengono vendute a prezzi artificialmente bassi danneggiando i produttori UE. Si sommano al dazio ordinario previsto dal TARIC.

    Qual è la franchigia dai dazi per le spedizioni ricevute da privati?

    Le spedizioni da Paesi extra-UE sono esenti da dazi fino a un valore intrinseco di 150 euro. Se si tratta di un regalo tra privati, la franchigia scende a 45 euro. Sopra tali soglie si pagano i dazi previsti dal TARIC e, di norma, anche l’IVA all’importazione.

    Cos'è l'Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) e quando conviene richiederla?

    È un provvedimento ufficiale dell’Agenzia delle Dogane che certifica il codice di classificazione TARIC di un prodotto. È vincolante in tutta l’UE e tutela l’importatore in caso di contestazione. Conviene richiederla quando il prodotto è complesso o difficile da classificare, o quando si effettuano importazioni ripetute dello stesso articolo.

    Come si dimostra l'origine preferenziale per pagare meno dazi?

    Con documenti specifici: il certificato EUR.1 rilasciato dall’autorità doganale del Paese esportatore, la dichiarazione di origine su fattura oppure, per gli esportatori registrati, tramite il sistema REX. La documentazione deve accompagnare la dichiarazione doganale di importazione.

    Vedi anche: Classificazione doganale delle merci, Sdoganamento, Dichiarazione doganale, IVA all’importazione, Base imponibile IVA e Art. 5 IRAP.

  • Art. 49 TUPI: Interpretazione autentica dei contratti collettivi

    Art. 49 TUPI: Interpretazione autentica dei contratti collettivi

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    (Interpretazione autentica dei contratti collettivi).

    Quando insorgano controversie sull'interpretazione dei contratti collettivi, le parti che li hanno sottoscritti si incontrano per definire consensualmente il significato delle clausole controverse.

    L'eventuale accordo di interpretazione autentica, stipulato con le procedure di cui all'articolo 47, sostituisce la clausola in questione sin dall'inizio della vigenza del contratto.

    Qualora tale accordo non comporti oneri aggiuntivi e non vi sia divergenza sulla valutazione degli stessi, il parere del Presidente del Consiglio dei Ministri è espresso tramite il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 838 c.p.c.: articolo abrogato

    Art. 838 c.p.c.: articolo abrogato

    Testo vigente – articolo abrogato.

    ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 2 FEBBRAIO 2006, N. 40

    Fonte: Normattiva.it.

  • Detrazione 19% canoni di leasing abitazione principale: guida 2026

    In sintesi

    • Aliquota: 19% sui canoni di leasing e relativi oneri accessori pagati nel 2025
    • Contratti ammessi: contratti di locazione finanziaria stipulati dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2020
    • Limite di reddito per accedere: reddito complessivo non superiore a 55.000 euro alla data di stipula del contratto
    • Massimale canoni annui: 8.000 euro se under 35 anni alla data di stipula; 4.000 euro se 35 anni o più
    • Massimale prezzo di riscatto: 20.000 euro se under 35; 10.000 euro se 35 anni o più
    • Condizione: non essere titolari di diritti di proprietà su immobili a destinazione abitativa alla data della stipula

    Come funziona la detrazione per chi compra casa in leasing

    Il leasing immobiliare è un modo alternativo al mutuo per acquistare la propria abitazione: anziché prendere un finanziamento dalla banca, si stipula un contratto con una società finanziaria che acquista l’immobile e te lo ‘affitta’ a rate. Al termine del contratto puoi acquistare la proprietà pagando un prezzo di riscatto concordato.

    Per incentivare questa formula, la legge riconosce una detrazione del 19% sui canoni pagati ogni anno, con massimali diversi a seconda dell’età che avevi quando hai firmato il contratto. L’agevolazione riguarda i contratti stipulati tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2020: se il tuo contratto è in quella finestra temporale, puoi continuare a fruire della detrazione finché paghi i canoni.

    Attenzione: la detrazione si applica alle stesse condizioni previste per gli interessi sui mutui ipotecari per l’abitazione principale. L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro un anno dalla consegna e alla data della stipula non devi essere titolare di diritti di proprietà su altri immobili residenziali. Il reddito complessivo alla data di stipula non deve aver superato 55.000 euro.

    Massimali detrazione leasing abitazione principale
    Voce Under 35 anni 35 anni o più
    Aliquota detrazione 19% 19%
    Massimale canoni annui detraibili 8.000 euro 4.000 euro
    Massimale prezzo di riscatto detraibile 20.000 euro 10.000 euro
    Limite reddito alla stipula 55.000 euro 55.000 euro

    Esempio pratico

    • Esempio: Tizio ha firmato un contratto di leasing immobiliare nel 2018, quando aveva 32 anni e un reddito di 42.000 euro. Nel 2025 paga canoni per 7.500 euro. Essendo sotto i 35 anni alla stipula, il massimale è 8.000 euro: può detrarre l’intera somma di 7.500 euro. Detrazione: 7.500 × 19% = 1.425 euro di imposta in meno. Se nello stesso anno esercita il riscatto pagando 18.000 euro, può detrarre anche quella cifra (sotto il tetto di 20.000), ottenendo un ulteriore risparmio di 18.000 × 19% = 3.420 euro.

    Documenti necessari

    • Contratto di locazione finanziaria (leasing immobiliare) con data di stipula
    • Piano di ammortamento o prospetto canoni che attesti gli importi pagati nel 2025
    • Ricevute o estratto conto che documenti il pagamento effettivo dei canoni
    • Eventuale atto di riscatto con indicazione del prezzo pagato
    • Dichiarazione o autocertificazione di non titolarità di diritti proprietari su altri immobili residenziali alla data di stipula

    Under 35 con leasing ancora in corso

    Scenario. Caio ha stipulato un contratto di leasing per la sua prima casa nel marzo 2019, quando aveva 29 anni. Il suo reddito all’epoca era 38.000 euro. Nel 2025 paga canoni annui per 7.200 euro. Non è proprietario di altri immobili residenziali.

    Come si applica. Il contratto rientra nella finestra ammessa (2016-2020). Caio aveva meno di 35 anni alla stipula: il massimale è 8.000 euro. La spesa di 7.200 euro è sotto il tetto, quindi è interamente detraibile. Detrazione: 7.200 × 19% = 1.368 euro.

    In pratica

    • Indica la data di stipula del contratto nella colonna 1 del rigo E14 del modello 730
    • Inserisci nella colonna 3 i canoni pagati nel 2025, nel limite di 8.000 euro
    • Conserva il piano di ammortamento e le ricevute di pagamento

    Over 35 con riscatto esercitato nello stesso anno

    Scenario. Sempronia ha stipulato il leasing nel 2018 a 38 anni. Nel 2025 paga gli ultimi canoni (3.000 euro) e acquista la proprietà dell’immobile esercitando il riscatto per 8.500 euro.

    Come si applica. Sempronia aveva 35 anni o più alla stipula: il massimale dei canoni è 4.000 euro (i 3.000 pagati rientrano per intero), quello del prezzo di riscatto è 10.000 euro (8.500 euro rientrano per intero). Può detrarre sia i canoni sia il riscatto: (3.000 + 8.500) × 19% = 2.185 euro di risparmio fiscale complessivo.

    In pratica

    • Compila sia la colonna 3 (canoni) sia la colonna 4 (prezzo di riscatto) del rigo E14
    • I due massimali – canoni e riscatto – si applicano separatamente, non si sommano tra loro
    • Ricorda che la condizione di ‘non proprietario di altri immobili’ si valuta alla data di stipula originaria, non al 2025

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quand'è stato stipulato il contratto conta davvero?

    Sì, è determinante. La detrazione riguarda solo i contratti di locazione finanziaria stipulati dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2020. Un contratto precedente o successivo non dà diritto a questa agevolazione.

    Cosa si intende per 'reddito complessivo alla data di stipula'?

    È il reddito complessivo che hai dichiarato nell’anno in cui hai firmato il contratto. Non si considera il reddito attuale, ma quello del momento della stipula.

    Posso detrarre i canoni se l'immobile non è ancora la mia abitazione principale?

    La detrazione spetta a condizione che l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale entro un anno dalla consegna da parte della società di leasing. Le stesse condizioni valgono per la detrazione degli interessi sui mutui ipotecari per l’acquisto della prima casa.

    I massimali di canoni e riscatto si sommano?

    No. I due tetti si applicano in modo separato: fino a 8.000 euro (o 4.000) di canoni e fino a 20.000 euro (o 10.000) di prezzo di riscatto. Si possono detrarre entrambi nello stesso anno se l’esercizio del riscatto avviene nel 2025.

    Cosa succede se il reddito attuale supera i 120.000 euro?

    La detrazione del 19% si riduce progressivamente per i redditi superiori a 120.000 euro e si azzera a 240.000 euro. Questa regola generale si applica anche alla detrazione per i canoni di leasing.

    Devo presentare documenti particolari al CAF?

    Devi conservare il contratto di leasing, il piano di ammortamento e le ricevute di pagamento. In caso di controllo, questi documenti dimostrano l’importo effettivamente pagato e la data di stipula del contratto.

    Vedi anche: Detrazioni canoni di locazione, IMU prima casa, Detrazione interessi mutuo costruzione, Abitazione principale, Diritto di abitazione coniuge superstite e Detrazione assicurazione calamita’ su casa.

  • Detrazioni inquilini nel 730/2026: guida ai contratti di locazione

    In sintesi

    • Quattro tipologie: contratto ordinario (codice 1), canone concordato (codice 2), giovani 20-31 anni (codice 4), lavoratori dipendenti trasferiti per lavoro (rigo E72).
    • Giovani under 31 (codice 4): detrazione del 20% del canone annuo, con un massimo di 2.000 euro e un minimo garantito di 991,60 euro; spetta per i primi 4 anni di contratto.
    • Abitazione principale: tutte le detrazioni richiedono che l’immobile locato sia adibito ad abitazione principale dell’inquilino.
    • Detrazioni non cumulabili: se un contribuente ha diritto a più tipologie, può scegliere quella più favorevole; più detrazioni sono possibili solo se nel corso dell’anno ricorrono situazioni diverse.
    • Credito rimborsabile: se la detrazione supera l’imposta lorda (diminuita delle altre detrazioni), il contribuente riceve il credito eccedente come rimborso.
    • Lavoratori dipendenti trasferiti (E72): detrazione per chi trasferisce la residenza nel comune di lavoro a non meno di 100 km dal precedente e fuori regione; spetta per i primi 3 anni dal trasferimento.

    Quali detrazioni spettano agli inquilini nel 730/2026

    La Sezione V del quadro E del modello 730/2026 – righi E71 ed E72 – raccoglie le detrazioni previste per gli inquilini che stipulano contratti di locazione di immobili adibiti ad abitazione principale. Le detrazioni sono graduate in relazione al reddito complessivo del contribuente (aumentato del reddito dei fabbricati locati assoggettati a cedolare secca) e sono calcolate automaticamente dal CAF, dal professionista o dal sostituto d’imposta sulla base degli importi indicati nella tabella 2 delle istruzioni AdE. Un elemento importante: se la detrazione supera l’imposta lorda diminuita delle detrazioni per carichi di famiglia e delle altre detrazioni per tipologia di reddito, il contribuente riceve in rimborso la parte eccedente.

    Le detrazioni per inquilini sono quattro e non sono cumulabili tra loro: il contribuente sceglie quella a lui più favorevole. L’unica eccezione è il caso in cui, nel corso dell’anno, il contribuente si trovi in situazioni diverse (ad esempio cambia contratto o trasferisce la residenza a metà anno): in quel caso può beneficiare di più detrazioni per i rispettivi periodi, a condizione che la somma dei giorni non superi 365. Per indicare più tipologie nel rigo E71 è necessario compilare un modulo aggiuntivo per ogni codice diverso.

    Una regola di carattere generale vale per tutte le tipologie: non possono beneficiare delle detrazioni i contribuenti le cui spese per canoni di locazione siano state rimborsate e/o erogate dal datore di lavoro (indicate nella sezione ‘Rimborsi’ della Certificazione Unica con i codici onere 96 e 97). Fanno eccezione le situazioni in cui il rimborso del datore non copra l’intero canone: in tal caso la detrazione forfetaria spetta se l’importo del canone pagato dall’inquilino eccede la quota rimborsata, restando a suo carico una parte del canone.

    Tipologie di detrazioni per inquilini (Sezione V, 730/2026)
    Tipologia Codice / Rigo Requisito principale
    Contratto ordinario (L. 431/1998) Codice 1 – E71 Abitazione principale; importi in tabella 2 AdE graduati per reddito
    Canone concordato (art. 2 c.3 e art. 4 c.2-3 L. 431/1998) Codice 2 – E71 Contratto convenzionale con accordo locale tra associazioni; importi in tabella 2 AdE graduati per reddito
    Giovani 20-31 anni non compiuti (dal 2022) Codice 4 – E71 Contratto L. 431/1998 prima dei 31 anni; immobile diverso da abitazione genitori; primi 4 anni; 20% canone, max 2.000 euro, min 991,60 euro
    Lavoratori dipendenti trasferiti per lavoro Rigo E72 Trasferimento residenza a oltre 100 km e fuori regione; prime 3 annualità dal trasferimento; solo lavoratori dipendenti

    Esempio pratico

    • Caio ha 27 anni e nel 2025 ha stipulato il suo primo contratto di locazione ai sensi della L. 431/1998 per un appartamento in cui ha fissato la propria residenza (diversa dall’abitazione dei genitori). Il canone annuo è di 8.400 euro. Essendo under 31, usa il codice 4: la detrazione è il 20% di 8.400 euro = 1.680 euro. L’importo è compreso tra il minimo di 991,60 euro e il massimo di 2.000 euro, quindi Caio detrae 1.680 euro. Se il canone fosse stato solo 3.000 euro, la detrazione sarebbe 600 euro, inferiore al minimo garantito di 991,60 euro: in quel caso spetterebbe comunque 991,60 euro.

    Documenti necessari

    • Contratto di locazione registrato (o codice identificativo del contratto per registrazioni telematiche)
    • Ricevute di pagamento del canone (bonifici, ricevute del locatore)
    • Certificazione Unica del datore di lavoro (per verificare se siano presenti rimborsi canone ai codici onere 96 o 97)
    • Per codice 4 (giovani): documento d’identità attestante l’età al momento della stipula del contratto
    • Per rigo E72 (lavoratori trasferiti): documentazione del trasferimento di residenza e del contratto di lavoro

    Caso 1 – Giovane under 31 con contratto a canone concordato

    Scenario. Tizio ha 29 anni e vive in una città universitaria. Nel 2024 ha stipulato un contratto a canone concordato (L. 431/1998, art. 2 c.3) per un bilocale in cui ha la residenza. Il canone annuo è di 5.400 euro. Si chiede se nel 730/2026 (anno d’imposta 2025) può usare il codice 4 oppure il codice 2.

    Come si applica. Le detrazioni non sono cumulabili: Tizio sceglie quella più favorevole tra il codice 4 (giovani) e il codice 2 (canone concordato). Con il codice 4 ottiene il 20% di 5.400 euro = 1.080 euro, compreso tra min 991,60 e max 2.000 euro. La detrazione per canone concordato (codice 2) dipende invece dal reddito secondo la tabella 2 AdE. Tizio confronta i due importi e indica nel rigo E71 il codice che gli garantisce la detrazione maggiore. Il contratto concordato è stato stipulato nel 2024: è il secondo anno, rientra nei primi 4 anni richiesti per il codice 4.

    In pratica

    • Calcolare la detrazione spettante per entrambi i codici (4 e 2) prima di scegliere: il CAF o il professionista possono effettuare la simulazione.
    • Indicare nel rigo E71 un solo codice: quello che produce la detrazione più alta. Non è possibile sommare le due detrazioni per lo stesso periodo.

    Caso 2 – Lavoratore dipendente trasferito per motivi di lavoro

    Scenario. Sempronio nel 2023 ha accettato un nuovo impiego in una città a 180 km dalla sua precedente residenza e fuori dalla propria regione. Ha trasferito la residenza nel comune di lavoro e ha stipulato un contratto di locazione ordinario. Nel 730/2026 (anno d’imposta 2025) si trova al terzo anno dal trasferimento.

    Come si applica. Sempronio compila il rigo E72 (lavoratori dipendenti trasferiti). La detrazione spetta per i primi 3 anni dal trasferimento: 2023, 2024 e 2025 (l’anno d’imposta del 730/2026). Il requisito della distanza è soddisfatto (180 km > 100 km e fuori regione). Sempronio deve essere ancora lavoratore dipendente nel 2025: se cessasse tale qualifica, perderebbe il diritto alla detrazione dall’anno successivo. Nella colonna 1 indica i giorni di abitazione principale nel nuovo comune (fino a 365), nella colonna 2 la percentuale di competenza (100% se contratto intestato a lui solo).

    In pratica

    • Il 2025 è l’ultimo anno utile per la detrazione E72 (terzo anno dal trasferimento del 2023): dal 2026 non spetterà più.
    • La qualifica di lavoratore dipendente deve permanere nell’anno per cui si chiede la detrazione; i redditi assimilati al lavoro dipendente non danno diritto all’agevolazione.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Qual è la detrazione per i giovani under 31 che affittano la prima casa nel 730/2026?

    I giovani di età compresa fra i 20 e i 31 anni non compiuti hanno diritto a una detrazione pari al 20% del canone annuo, con un massimo di 2.000 euro e un minimo garantito di 991,60 euro. Spetta per i primi 4 anni dalla stipula del contratto, che deve essere concluso prima del compimento dei 31 anni.

    Le detrazioni per inquilini si cumulano tra loro?

    No. Le detrazioni per inquilini (codici 1, 2, 4 ed E72) non sono cumulabili: il contribuente sceglie quella più favorevole. L’unica eccezione è quando nel corso dello stesso anno ricorrono situazioni diverse (ad esempio cambio di contratto), nel qual caso si possono applicare più detrazioni per i rispettivi periodi, purché la somma dei giorni non superi 365.

    L'appartamento deve essere la residenza o l'abitazione principale?

    Deve essere l’abitazione principale, ovvero il luogo in cui il contribuente dimora abitualmente. Per il codice 4 (giovani) è richiesto che l’immobile sia diverso dall’abitazione principale dei genitori.

    Il rimborso del canone da parte del datore di lavoro esclude la detrazione?

    Se il datore di lavoro rimborsa l’intero canone (indicato nella sezione ‘Rimborsi’ della CU con codici onere 96 o 97), la detrazione non spetta. Se il rimborso è parziale e il lavoratore paga di tasca propria una quota del canone, la detrazione forfetaria può spettare su quella quota residua.

    La detrazione per lavoratori trasferiti (E72) spetta anche ai collaboratori a progetto?

    No. La detrazione per lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza (rigo E72) spetta esclusivamente ai lavoratori dipendenti. I percettori di redditi assimilati al lavoro dipendente sono espressamente esclusi.

    Se un giovane under 31 compie 31 anni a marzo 2025, può usare il codice 4 per il 730/2026?

    No. Se i 31 anni sono compiuti il 1° gennaio 2025 la detrazione non spetta per quell’anno. Il requisito dell’età si considera soddisfatto se ricorre anche solo per una parte dell’anno in cui si intende fruire della detrazione: quindi se i 31 anni sono compiuti ad esempio il 15 marzo 2025, la detrazione spetta per il 2025 (perché il requisito era presente per una parte dell’anno).

    Vedi anche: Risoluzione e proroga dell’affitto, Registrare un contratto di affitto, IVA sulle locazioni, Locazione immobili commerciali e strumentali, Detrazione affitto lavoratori trasferiti e Spese agenzia immobiliare.