Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Rimborso IVA trimestrale: il modello IVA TR

    In sintesi

    • Norma di riferimento: art. 38-bis DPR 633/1972; il rimborso è infrannuale, cioè in corso d’anno senza attendere la dichiarazione IVA annuale.
    • Tre requisiti alternativi: aliquota media degli acquisti superiore a quella delle vendite; operazioni non imponibili superiori al 25% del totale delle operazioni attive; acquisto di beni ammortizzabili nel trimestre.
    • Modello IVA TR: va presentato entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento (es. 30 aprile per il 1° trimestre).
    • Rimborso o compensazione: il credito trimestrale può essere chiesto a rimborso oppure usato in compensazione orizzontale in F24, anche prima della dichiarazione annuale.
    • Rimborsi oltre 30.000 euro: richiedono garanzia oppure visto di conformità più dichiarazione sostitutiva di atto notorio sui requisiti patrimoniali.
    • Non è obbligatorio: chi ha i requisiti può scegliere di non presentare il TR e rinviare il credito alla dichiarazione annuale.

    Che cos'è il rimborso IVA trimestrale

    Di norma il credito IVA, cioè l’IVA pagata sugli acquisti che supera quella incassata sulle vendite, si recupera nella dichiarazione IVA annuale: si porta a nuovo per l’anno successivo, si usa in compensazione oppure si chiede a rimborso a fine anno. Questo però significa aspettare anche molti mesi prima di rientrare in possesso delle somme.

    Il rimborso IVA trimestrale, disciplinato dall’art. 38-bis del DPR 633/1972, è una via accelerata: chi ha determinati requisiti può chiedere la restituzione (o la compensazione) del credito IVA già maturato nel singolo trimestre, senza aspettare la fine dell’anno. Lo strumento è il modello IVA TR, una dichiarazione infrannuale che si presenta telematicamente entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre.

    Non tutti possono accedervi: la legge stabilisce tre situazioni specifiche in cui il rimborso trimestrale spetta, e basta che ricorra anche una sola di esse. Si tratta in sostanza dei casi in cui il credito IVA è strutturale, cioè non è frutto di un semplice sfasamento temporale ma di caratteristiche dell’attività svolta.

    Il modello TR non è obbligatorio: chi ha i requisiti può scegliere di non presentarlo e gestire il credito nella dichiarazione annuale. Conviene presentarlo quando il credito trimestrale è significativo e l’azienda ha bisogno di liquidità o vuole evitare di immobilizzare risorse per troppi mesi.

    Requisiti e modalità del rimborso IVA trimestrale (art. 38-bis)
    Requisito / Elemento Dettaglio
    Requisito 1 – aliquota media Aliquota media sugli acquisti superiore all'aliquota media sulle vendite del trimestre
    Requisito 2 – non imponibili Operazioni non imponibili (es. esportazioni, cessioni intracomunitarie) superiori al 25% del totale delle operazioni attive del trimestre
    Requisito 3 – beni ammortizzabili Acquisto di beni ammortizzabili nel trimestre (es. macchinari, attrezzature, veicoli strumentali)
    Modello IVA TR (presentazione telematica)
    Termine di presentazione Entro la fine del mese successivo al trimestre (es. 30 aprile per il 1° trim., 31 luglio per il 2°, 31 ottobre per il 3°)
    Rimborsi oltre 30.000 euro Richiedono garanzia oppure visto di conformità + dichiarazione sostitutiva sui requisiti patrimoniali

    Esempio pratico

    • Alfa Srl acquista nel 1° trimestre macchinari per la produzione del valore di 200.000 euro + IVA al 22% (44.000 euro di IVA a credito). Nel medesimo trimestre le vendite generano IVA a debito di 18.000 euro. Il credito IVA trimestrale netto è 44.000 – 18.000 = 26.000 euro. Il requisito degli acquisti di beni ammortizzabili è soddisfatto. Alfa Srl presenta il modello IVA TR entro il 30 aprile e chiede il rimborso (o la compensazione) di 26.000 euro: essendo inferiore a 30.000 euro non serve garanzia né visto di conformità. La società rientra in liquidità già nel trimestre successivo, senza aspettare la dichiarazione IVA di aprile dell’anno dopo.

    Documenti necessari

    • Modello IVA TR (disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, presentazione telematica obbligatoria)
    • Registri IVA degli acquisti e delle vendite del trimestre (per calcolare aliquote medie e verifica requisiti)
    • Documentazione degli acquisti di beni ammortizzabili (fatture, contratti di leasing, DDT)
    • Eventuale visto di conformità del professionista abilitato (per rimborsi oltre 30.000 euro in compensazione)
    • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio sui requisiti patrimoniali (per rimborsi oltre 30.000 euro senza garanzia)
    • Garanzia (fideiussione bancaria o assicurativa) per rimborsi oltre 30.000 euro senza visto di conformità

    Tizio: imprenditore con operazioni non imponibili prevalenti

    Scenario. Tizio ha una piccola impresa manifatturiera che esporta prevalentemente all’estero (operazioni non imponibili art. 8 DPR 633). Nel 2° trimestre le sue vendite totali ammontano a 300.000 euro, di cui 230.000 euro di esportazioni non imponibili. Il credito IVA del trimestre è di 12.000 euro.

    Come si applica. Le operazioni non imponibili (esportazioni) rappresentano il 76,6% del totale delle operazioni attive, dunque superano il 25% richiesto dalla norma. Tizio ha diritto al rimborso trimestrale. Presenta il modello IVA TR entro il 31 luglio (fine del mese successivo al 2° trimestre: aprile-giugno). Poiché il credito è inferiore a 30.000 euro, non serve garanzia né visto di conformità. Può scegliere il rimborso diretto oppure la compensazione in F24 per pagare altri tributi.

    In pratica

    • Il requisito del 25% sulle non imponibili si calcola sul trimestre: basta che in uno o più trimestri dell’anno la soglia venga superata per presentare il TR in quei trimestri.
    • Se Tizio ha un esportatore abituale anche con plafond, il TR può coesistere con la dichiarazione d’intento verso i fornitori: sono istituti distinti.
    • Conserva con cura tutta la documentazione che prova l’effettiva esportazione (DDT, bolle doganali, prova del trasporto): sono i presupposti del requisito non imponibili.

    Caio: professionista con aliquota media acquisti superiore alle vendite

    Scenario. Caio gestisce uno studio di consulenza informatica e nel 3° trimestre acquista server e attrezzature informatiche (beni ammortizzabili) per 80.000 euro + IVA al 22% (17.600 euro IVA). I suoi corrispettivi per prestazioni di servizi generano IVA a debito di 5.000 euro. Credito netto del trimestre: 12.600 euro.

    Come si applica. L’acquisto di beni ammortizzabili (server e attrezzature) soddisfa il terzo requisito dell’art. 38-bis. Caio presenta il modello IVA TR entro il 31 ottobre (3° trimestre: luglio-settembre). Essendo il credito inferiore a 30.000 euro, può chiedere il rimborso senza garanzia. In alternativa, può usare i 12.600 euro in compensazione orizzontale con F24 per versare ritenute d’acconto o altri tributi, alleggerendo la cassa.

    In pratica

    • La compensazione orizzontale è spesso più veloce del rimborso: non richiede attesa dell’accredito e permette di usare il credito subito per pagare altri tributi.
    • Se il credito trimestrale supera 5.000 euro e Caio vuole compensarlo, nella dichiarazione IVA annuale dovrà apporre il visto di conformità per le compensazioni orizzontali che superano quella soglia annua.
    • Se nei trimestri successivi Caio non effettua nuovi acquisti di beni ammortizzabili e non supera il 25% di non imponibili, non potrà presentare il TR per quei periodi: il requisito si verifica trimestre per trimestre.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

  • CCNL Servizi Ambientali: preavviso 30-180 giorni

    CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale)

    In sintesi

    Il preavviso di licenziamento nel CCNL Servizi Ambientali (art. 69) è di 30 giorni di calendario fino a 10 anni di anzianità e 60 oltre i 10 anni dal livello J al 5 (oggi da D2 a B2s); di 90 e 180 giorni dal livello 6 al Quadro (oggi da B1s al Q). Chi dà le dimissioni deve la metà. Il datore può esonerare dal servizio pagando l’indennità sostitutiva. Il licenziamento per giusta causa avviene senza preavviso (es. furto di rifiuti o di carburante).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Utilitalia · FISE Assoambiente · Cisambiente Confindustria · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative · AGCI · FP-CGIL · FIT-CISL · UILTrasporti · FIADEL
    Ultimo rinnovo
    9 dicembre 2025: ipotesi di accordo, divenuta efficace il 3 febbraio 2026 con lo scioglimento della riserva (approvazione superiore al 92%)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (CCNL unico dei Servizi Ambientali)
    Platea
    ~90.000 (addetti raccolta rifiuti, autisti compattatori, spazzini, operatori impianti trattamento)

    Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL unico dei Servizi Ambientali è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: ipotesi di accordo il 9 dicembre 2025, riserva sciolta il 3 febbraio 2026 con oltre il 92% di sì, per più di 110.000 lavoratori. Il valore complessivo è di 307 euro (250 di aumento del TEC, 217 di TEM al livello 3A, 47 legati alla riforma parziale della classificazione). Il TEM arriva in cinque tranche: 15 euro dal 1° luglio 2025, 86 dal 1° febbraio 2026, 36 dal 1° gennaio 2027, 40 dal 1° agosto 2027 e 40 dal 1° dicembre 2027; è prevista anche una una tantum di 100 euro a copertura del primo semestre 2025, erogata a marzo e giugno 2026. Per il quadro completo vedi l’hub CCNL Servizi Ambientali e le tabelle retributive.

    Tabella riepilogativa

    Preavviso di licenziamento, art. 69 CCNL (giorni di calendario, dopo il periodo di prova)
    Livello (vecchia numerazione) Livelli dal 1° febbraio 2026 Fino a 10 anni di anzianità Oltre 10 anni
    Da J a 5 D2, D2s, D1, D1s, C2, C2s, C1, C1s, B2, B2s 30 gg 60 gg
    Da 6 a Q B1s, B1, A2s, A2, A1, Q 90 gg 180 gg

    Nelle dimissioni il lavoratore deve il preavviso ridotto a metà (art. 69, comma 9): per esempio un autista C2 con 7 anni di anzianità dà 15 giorni invece di 30. Il comma 4 conferma per tutta la vigenza, nelle aziende che già applicavano il CCNL del 10 luglio 2016, i termini previgenti: 30 giorni fino a 2 anni di servizio, 60 giorni da 2 a 5 anni, 90 giorni da 5 a 15 anni, 120 giorni oltre i 15 anni. Per chi ha i requisiti di legge per la pensione di vecchiaia il preavviso è di 8 giorni di calendario (comma 5).

    Come si calcola il preavviso

    Il preavviso è il tempo di anticipo con cui la cessazione del rapporto deve essere comunicata. Dipende da:

    • Livello di inquadramento (due gruppi: dal J al 5 e dal 6 al Q)
    • Anzianità (due fasce: fino a 10 anni e oltre i 10 anni)
    • Direzione del recesso: nelle dimissioni il preavviso è ridotto a metà

    Si conta in giorni di calendario. In caso di licenziamento i termini decorrono dal 1° o dal 16 di ciascun mese (art. 69, comma 8). Durante il preavviso l’azienda concede permessi per la ricerca di una nuova occupazione, con retribuzione globale (comma 7); il preavviso non può coincidere con le ferie (comma 11) e, per chi si dimette, non è interrotto dalla malattia (comma 12). Anche se sostituito dall’indennità, è computato nell’anzianità ai fini del TFR, dove previsto (comma 13).

    Preavviso lavorato vs indennità

    Il datore (o il lavoratore) può scegliere:

    • Preavviso lavorato: continua a lavorare fino al termine
    • Indennità sostitutiva: paga la retribuzione del periodo

    La parte che risolve il rapporto senza rispettare il preavviso deve all’altra un’indennità pari alla retribuzione globale del periodo non dato (art. 70, comma 1). L’azienda può esonerare dal servizio il lavoratore licenziato pagando l’indennità (comma 3); la parte che riceve il recesso può anche chiudere subito il rapporto, senza obblighi per il preavviso non lavorato (comma 5). L’indennità è sempre dovuta dall’azienda se il rapporto cessa per cause non imputabili al lavoratore, come l’incapacità lavorativa, il superamento del comporto o la morte (comma 2).

    Dimissioni del lavoratore

    Le dimissioni del lavoratore richiedono:

    • Preavviso ridotto a metà rispetto a quello di licenziamento (art. 69, comma 9)
    • Forma scritta (art. 69, comma 10) e, per legge, procedura telematica sul portale del Ministero del Lavoro
    • Revocabili entro 7 giorni dalla trasmissione

    Per i genitori nei primi tre anni di vita del figlio le dimissioni vanno convalidate dall’Ispettorato territoriale del lavoro (art. 55 D.Lgs. 151/2001).

    Licenziamento per giusta causa

    La giusta causa (art. 2119 c.c.) consente licenziamento senza preavviso. Cause tipiche del settore:

    • Furto di rifiuti recuperabili (RAEE, ferro, metalli)
    • Danneggiamento volontario o sabotaggio di beni aziendali o di terzi
    • Guida in stato di ebbrezza/sostanze stupefacenti
    • Scarico abusivo rifiuti in luogo non autorizzato
    • Falsificazione cartellini timbri o documenti
    • Atti violenti contro cittadini durante raccolta
    • Assenza senza giustificazione per quattro o più giorni consecutivi

    Procedura (art. 68, comma 4): contestazione scritta e tempestiva dell’addebito; il lavoratore ha 5 giorni lavorativi dal ricevimento per presentare giustificazioni scritte o chiedere di essere sentito, anche con l’assistenza di un rappresentante sindacale; la sanzione va comunicata entro trenta giorni lavorativi dalla contestazione, salvo casi complessi (altri 30), altrimenti l’azienda non può più irrogarla. Le mancanze da licenziamento senza preavviso sono elencate all’art. 68, lettera G.

    Licenziamento per giustificato motivo

    Due tipi:

    • Soggettivo: inadempimento meno grave (con preavviso)
    • Oggettivo: ragioni produttive/organizzative (con preavviso) – es. cessazione appalto comunale, riduzione personale

    Il licenziamento con preavviso è la sanzione per le mancanze elencate all’art. 68, lettera F (ad esempio la terza mancanza della lettera E entro due anni, o l’assenza ingiustificata di almeno 4 giorni non consecutivi in 12 mesi). Per il licenziamento oggettivo nelle aziende con più di 15 dipendenti, e per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015, la legge prevede il tentativo di conciliazione davanti all’ITL (art. 7 L. 604/1966).

    Casi pratici

    Tizio – Operatore ecologico licenziato cessazione appalto
    Tizio (D2, ex 1B) con 8 anni di anzianità: l’appalto comunale scade e il rapporto con l’azienda cessante è risolto. Per l’art. 6, comma 2, in deroga all’art. 69 il preavviso è di 15 giorni di calendario rispetto alla scadenza effettiva dell’appalto (8 giorni se la revoca è notificata troppo tardi). Riceve TFR e ratei di tredicesima, quattordicesima e ferie; l’azienda subentrante lo assume ex novo, senza prova, se era in forza nei 240 giorni precedenti l’inizio della nuova gestione.
    Caia – Autista dimissioni dimezzate
    Caia (C2, ex 3B) con 4 anni di anzianità si dimette con procedura telematica. Il preavviso di licenziamento sarebbe di 30 giorni; nelle dimissioni è ridotto a metà, cioè 15 giorni. Se non lo lavora, l’azienda può chiederle l’indennità sostitutiva pari alla retribuzione globale di quei giorni (art. 70).
    Sempronio – Capo turno giusta causa
    Sempronio (livello 5) è sorpreso a vendere RAEE recuperati durante il servizio: sottrazione di rifiuti di pertinenza dell’azienda (art. 68, lettera G, punto a). Dopo la contestazione scritta e i 5 giorni lavorativi di difesa, l’azienda lo licenzia senza preavviso. Ha diritto al TFR e ai ratei maturati, non all’indennità di preavviso.

    Domande frequenti

    Quanto preavviso devo dare se mi dimetto da operatore ecologico?
    Per un livello dal J al 5 (oggi da D2 a B2s) il preavviso di licenziamento è di 30 giorni fino a 10 anni di anzianità e 60 oltre; chi si dimette ne dà la metà: 15 giorni fino a 10 anni, 30 oltre (art. 69, commi 3 e 9). Nelle aziende che applicavano il CCNL del 2016 restano i termini previgenti, ridotti a metà nelle dimissioni.
    Posso essere licenziato senza preavviso?
    Solo per giusta causa, cioè per le mancanze dell’art. 68, lettera G: ad esempio furto o sottrazione di rifiuti, carburante o merci, falsificazione di documenti di trasporto, vie di fatto o risse sul lavoro, ubriachezza o stupefacenti in servizio con pregiudizio, assenza senza giustificazione per quattro o più giorni consecutivi. Prima occorre la contestazione scritta e 5 giorni lavorativi per le difese.
    Esiste la clausola sociale nei Servizi Ambientali?
    Sì, è l’art. 6 del CCNL: l’azienda subentrante assume ex novo, senza prova, il personale a tempo indeterminato addetto in via ordinaria o prevalente all’appalto che risulta in forza presso l’azienda cessante nei 240 giorni precedenti l’inizio della nuova gestione. Per il rapporto con l’azienda cessante il preavviso è di 15 giorni (8 se la revoca non lascia il tempo).
    Le dimissioni online sono obbligatorie?
    Sì: per legge le dimissioni si presentano con la procedura telematica sul portale del Ministero del Lavoro, salvo i casi esclusi dalla norma. Per i genitori nei primi tre anni di vita del figlio serve la convalida dell’ITL. Il CCNL richiede comunque la forma scritta (art. 69, comma 10).

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per livello, ferie 26 giorni e permessi, maternità, paternità, congedi, 13ª, 14ª e premi produttività, malattia, comporto e INAIL e prova per livello.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Servizi Ambientali: prova per livello

    CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale)

    In sintesi

    Il CCNL Servizi Ambientali (art. 5) fissa la durata massima della prova in 90 giorni di calendario dal livello J al livello 5 (oggi da D2 a B2s) e in 180 giorni dal livello 6 al Quadro (oggi da B1 al Q). Durante la prova ciascuna parte può recedere in qualsiasi momento, senza preavviso né indennità sostitutiva.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Utilitalia · FISE Assoambiente · Cisambiente Confindustria · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative · AGCI · FP-CGIL · FIT-CISL · UILTrasporti · FIADEL
    Ultimo rinnovo
    9 dicembre 2025: ipotesi di accordo, divenuta efficace il 3 febbraio 2026 con lo scioglimento della riserva (approvazione superiore al 92%)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (CCNL unico dei Servizi Ambientali)
    Platea
    ~90.000 (addetti raccolta rifiuti, autisti compattatori, spazzini, operatori impianti trattamento)

    Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL unico dei Servizi Ambientali è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: ipotesi di accordo il 9 dicembre 2025, riserva sciolta il 3 febbraio 2026 con oltre il 92% di sì, per più di 110.000 lavoratori. Il valore complessivo è di 307 euro (250 di aumento del TEC, 217 di TEM al livello 3A, 47 legati alla riforma parziale della classificazione). Il TEM arriva in cinque tranche: 15 euro dal 1° luglio 2025, 86 dal 1° febbraio 2026, 36 dal 1° gennaio 2027, 40 dal 1° agosto 2027 e 40 dal 1° dicembre 2027; è prevista anche una una tantum di 100 euro a copertura del primo semestre 2025, erogata a marzo e giugno 2026. Per il quadro completo vedi l’hub CCNL Servizi Ambientali e le tabelle retributive.

    Durata della prova per livello

    Durata massima del periodo di prova, art. 5 CCNL
    Livello (vecchia numerazione) Livelli dal 1° febbraio 2026 Prova massima
    Da J a 5 D2, D2s, D1, D1s, C2, C2s, C1, C1s, B2, B2s 90 giorni di calendario
    Da 6 a Q B1s, B1, A2s, A2, A1, Q 180 giorni di calendario

    Cos'è e come si conta la prova

    Il periodo di prova è la fase iniziale del rapporto in cui datore e lavoratore valutano la reciproca convenienza.

    Si conta in giorni di calendario, senza il giorno iniziale. Le assenze per qualsiasi causa (ad esempio ferie o congedo matrimoniale) prolungano la prova di pari durata. La malattia o l’infortunio non sul lavoro la sospendono per non più di 180 giorni di calendario, anche cumulati: oltre quel limite il rapporto è risolto. In caso di infortunio sul lavoro la prova resta sospesa fino alla guarigione clinica o alla stabilizzazione dei postumi certificata dall’INAIL (art. 5, commi 1, 6, 7 e 8). La prova non può essere prorogata né rinnovata.

    L’obbligo della prova deve risultare dalla lettera di assunzione (art. 5, comma 2). Sono esentati dalla prova i lavoratori che subentrano nell’appalto ai sensi dell’art. 6, chi l’ha già superata nella stessa azienda per le stesse mansioni nei dodici mesi precedenti e chi è trasferito da un’azienda che applicava lo stesso CCNL avendo già superato la prova (comma 13).

    Recesso durante la prova

    Durante la prova entrambe le parti possono recedere:

    • Senza preavviso
    • Senza dover motivare
    • Comunicazione scritta (raccomandata, PEC, consegna a mano)
    • Se è il lavoratore a dimettersi, si paga solo il periodo effettivamente lavorato; se recede l’azienda, la retribuzione globale spetta per metà o per intero a seconda che la risoluzione avvenga nella prima o nella seconda quindicina del mese (art. 5, commi 10 e 11)
    • Ratei di tredicesima, quattordicesima, ferie e TFR: le frazioni di mese pari o superiori a 15 giorni contano come mese intero (comma 12)

    Eccezione: licenziamento discriminatorio (gravidanza, sindacale, motivi razziali) sempre nullo.

    Decreto trasparenza D.Lgs. 104/2022

    Il D.Lgs. 104/2022 ha introdotto:

    • Durata proporzionale per tempo determinato: 1 giorno di prova ogni 15 giorni di contratto, max secondo CCNL
    • Cumulo: non si può ripetere la prova per stesso lavoratore e stesse mansioni
    • Trasparenza: la durata deve essere indicata in modo chiaro nella lettera di assunzione

    Diritti durante la prova

    Anche durante la prova matura:

    • Stipendio intero secondo livello
    • Ferie e ROL in ratei (1/12 per mese)
    • Tredicesima e quattordicesima in ratei
    • TFR dal primo giorno
    • Contributi INPS/INAIL regolari
    • Tutela contro mobbing/molestie

    Verifica patentini al termine prova

    Per autisti compattatori la prova include verifiche specifiche:

    • Patente C/CE valida + CQC trasporto cose
    • ADR se trasporta rifiuti pericolosi
    • Visita medica per conducenti professionali (D.Lgs. 81)
    • Test pratico guida compattatore (vista, riflessi, manovre)

    Se patentino scade o test pratico fallisce: ammesso recesso datoriale durante o al termine prova.

    Casi pratici

    Tizio – Operatore ecologico in prova
    Tizio è assunto come operatore ecologico (D2, ex 1B) con prova di 90 giorni, il massimo per il suo livello. Se alla scadenza nessuna delle parti ha dichiarato il recesso, l’assunzione diventa definitiva e l’anzianità decorre dal giorno dell’assunzione (art. 5, comma 5).
    Caia – Autista compattatore, esito negativo
    Caia è assunta come autista di compattatore (C2, ex 3B). Il 30° giorno il test pratico di guida dà esito insufficiente e l’azienda recede, senza preavviso. Se il recesso arriva nella seconda quindicina del mese le spetta la retribuzione globale dell’intero mese; se arriva nella prima, di metà mese (art. 5, comma 11).
    Sempronio – Capo squadra che si dimette in prova
    Sempronio è assunto come capo squadra, in un livello fino al 5 (fino a B2s), con prova di 90 giorni. Al 60° giorno decide di dimettersi perché non si adatta ai turni notturni: non deve preavviso e gli spetta la retribuzione per il solo periodo di lavoro effettivamente prestato (art. 5, commi 4 e 10).

    Domande frequenti

    Quanto dura la prova per un operatore ecologico?
    Al massimo 90 giorni di calendario: è il limite per tutti i livelli dal J al 5 (oggi da D2 a B2s), quindi anche per l’operatore ecologico (D2, ex 1B). Il giorno iniziale non si conta; le ferie prolungano la prova, la malattia la sospende fino a 180 giorni (art. 5).
    Quanto dura la prova per un autista compattatore?
    Al massimo 90 giorni di calendario, perché l’autista con patente C e CQC è in C2 (ex 3B), compreso nei livelli dal J al 5. Il CCNL non distingue una durata più breve o più lunga per gli autisti ADR; la prova può includere la verifica pratica di guida e dei patentini richiesti per la mansione.
    Posso essere licenziato senza motivo durante la prova?
    Sì, durante la prova entrambe le parti possono recedere senza preavviso e senza motivazione. Eccezione: licenziamento discriminatorio (gravidanza, sindacale) sempre nullo.
    Maturo ferie e quattordicesima durante la prova?
    Sì: in prova spettano la retribuzione del livello e gli altri elementi della retribuzione individuale (art. 5, comma 9); alla cessazione i ratei di tredicesima, quattordicesima, ferie e TFR si calcolano contando come mese intero le frazioni di almeno 15 giorni (comma 12). La contribuzione previdenziale è dovuta per intero. I permessi della legge 104 spettano secondo la legge.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per livello, preavviso 30-180 giorni, ferie 26 giorni e permessi, maternità, paternità, congedi, 13ª, 14ª e premi produttività e malattia, comporto e INAIL.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Servizi Ambientali: maternità, paternità, congedi

    CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale)

    In sintesi

    Nel CCNL Servizi Ambientali (art. 45) la maternità e la paternità sono regolate dal D.Lgs. 151/2001; durante l’astensione obbligatoria per gravidanza e puerperio l’azienda integra l’indennità INPS (80%) fino all’intera retribuzione globale mensile netta. Il congedo parentale può essere preso anche a ore, in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero. Maternità anticipata fino al parto per esposizione a rischi biologici o chimici; allattamento 2 ore al giorno fino a un anno.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Utilitalia · FISE Assoambiente · Cisambiente Confindustria · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative · AGCI · FP-CGIL · FIT-CISL · UILTrasporti · FIADEL
    Ultimo rinnovo
    9 dicembre 2025: ipotesi di accordo, divenuta efficace il 3 febbraio 2026 con lo scioglimento della riserva (approvazione superiore al 92%)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (CCNL unico dei Servizi Ambientali)
    Platea
    ~90.000 (addetti raccolta rifiuti, autisti compattatori, spazzini, operatori impianti trattamento)

    Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL unico dei Servizi Ambientali è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: ipotesi di accordo il 9 dicembre 2025, riserva sciolta il 3 febbraio 2026 con oltre il 92% di sì, per più di 110.000 lavoratori. Il valore complessivo è di 307 euro (250 di aumento del TEC, 217 di TEM al livello 3A, 47 legati alla riforma parziale della classificazione). Il TEM arriva in cinque tranche: 15 euro dal 1° luglio 2025, 86 dal 1° febbraio 2026, 36 dal 1° gennaio 2027, 40 dal 1° agosto 2027 e 40 dal 1° dicembre 2027; è prevista anche una una tantum di 100 euro a copertura del primo semestre 2025, erogata a marzo e giugno 2026. Per il quadro completo vedi l’hub CCNL Servizi Ambientali e le tabelle retributive.

    Tabella riepilogativa

    Maternità e congedi CCNL Servizi Ambientali
    Voce Durata Indennità
    Congedo maternità obbligatorio 5 mesi (2+3) INPS 80% + integrazione dell’azienda fino alla retribuzione globale mensile netta (art. 45, lett. A, comma 2)
    Maternità anticipata rischio biologico/chimico Fino al parto 80% INPS
    Paternità obbligatoria 10 giorni lavorativi (dal 13 agosto 2022, D.Lgs. 105/2022) 100%
    Congedo parentale 0-14 anni Fino a 10 mesi di coppia (11 se il padre ne usa almeno 3), massimo 6 a genitore; anche a ore, pari alla metà dell’orario medio giornaliero (art. 45, lett. B, CCNL) 30% INPS, con mesi a percentuale più alta previsti dalle leggi di bilancio
    Allattamento (0-12 mesi) 2h/giorno (1h se orario <6h) 100%
    Esonero notturno Gravidanza + 1° anno figlio Mantenimento mansione e retribuzione
    Esonero rifiuti Da inizio gravidanza Spostamento mansione
    Malattia figlio 0-3 anni Illimitata Non retribuita (legge)

    Maternità obbligatoria 5 mesi, integrata fino al netto

    Il congedo di maternità è di 5 mesi obbligatori:

    • 2 mesi prima del parto
    • 3 mesi dopo il parto
    • O “flessibilizzazione”: 1+4 mesi (su certificato medico)

    L’INPS paga l’80% della retribuzione media; l’art. 45, lett. A, comma 2 del CCNL stabilisce che l’azienda corrisponde un’integrazione fino alla intera retribuzione globale mensile netta. I permessi retribuiti per maternità e paternità si calcolano sulla retribuzione globale (comma 1).

    Maternità anticipata per rischio biologico

    L’esposizione a rischi biologici (raccolta rifiuti urbani) e rischi chimici (impianti TMB, percolato discarica) è incompatibile con la gravidanza.

    La lavoratrice ha diritto a:

    • Maternità anticipata dalla diagnosi di gravidanza fino al parto (80% INPS)
    • Oppure spostamento mansione verso compiti compatibili (es. ufficio, segreteria operativa)

    Anche esposizione a vibrazioni (autisti compattatori) e movimentazione manuale carichi pesanti sono motivi di maternità anticipata.

    Paternità obbligatoria 10 gg

    Dal 13 agosto 2022 (D.Lgs. 105/2022) il padre lavoratore dipendente ha diritto a 10 giorni lavorativi obbligatori di paternità:

    • Retribuzione 100%
    • Da fruire da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto
    • Anche frazionabili
    • Indipendenti dal congedo madre

    Congedo parentale fino a 14 anni

    Dopo la maternità obbligatoria entrambi i genitori possono fruire del congedo parentale:

    • Durata complessiva per la coppia: fino a 10 mesi (11 se il padre ne usa almeno 3), al massimo 6 a ciascun genitore (art. 32 D.Lgs. 151/2001)
    • Fino ai 14 anni del figlio
    • Frazionabile in giorni o ore: per il CCNL (art. 45, lett. B) la fruizione oraria è pari alla metà dell’orario medio giornaliero e le ore di ciascun mese devono corrispondere a giornate intere
    • Richiesta scritta di norma almeno 15 giorni prima per il congedo continuativo; 2 giorni lavorativi di preavviso per quello a ore e 5 per quello a giorni, con la domanda INPS allegata
    • Indennità INPS al 30%, più alta per alcuni mesi in base alle leggi di bilancio degli ultimi anni

    Allattamento e protezioni post-parto

    Fino a 1 anno del bambino la madre ha diritto a 2 ore retribuite/giorno per allattamento (1h se orario <6h). Parto plurimo: 4h/giorno (gemelli).

    Esonero da:

    • Lavoro notturno fino a 1 anno del figlio
    • Lavoro con rifiuti urbani indifferenziati (rischio biologico)
    • Movimentazione manuale carichi pesanti
    • Esposizione a vibrazioni

    Le adottive godono delle stesse tutele.

    Casi pratici

    Tizio – Paternità 10 gg autista
    Tizio (C2, ex 3B, autista) fruisce 10 giorni di paternità (5 alla nascita + 5 nel mese successivo), entro i 5 mesi dal parto. Retribuzione al 100% a carico dell’INPS; l’azienda organizza la sostituzione in equipe.
    Caia – Maternità anticipata operatrice ecologica
    Caia (D1, ex 2B) è incinta. L’ITL dispone la maternità anticipata per rischio biologico fino al congedo obbligatorio (80% INPS). Durante i 5 mesi di congedo obbligatorio l’azienda integra l’indennità INPS fino alla retribuzione globale mensile netta (art. 45, lett. A, comma 2).
    Sempronio – Allattamento moglie partner
    Sempronio non ha diritto all’allattamento. La moglie (in altro CCNL) fruisce 2h/giorno per 12 mesi.

    Domande frequenti

    La gravidanza è compatibile con la raccolta rifiuti?
    No, il rischio biologico (e talvolta chimico) impedisce la mansione. Dalla diagnosi gravidanza scatta la maternità anticipata fino al parto (80% INPS) o lo spostamento a mansioni compatibili (ufficio, segreteria operativa).
    Quanto dura la maternità obbligatoria?
    5 mesi obbligatori (2 prima del parto + 3 dopo, o 1 + 4 su certificazione medica), con integrazione dell’azienda fino alla retribuzione globale mensile netta (art. 45 CCNL). Per esposizione a rischi biologici o chimici: astensione anticipata fino al parto, indennizzata dall’INPS all’80%.
    Paternità obbligatoria per autisti compattatori?
    Sì, 10 giorni lavorativi al 100% dal 13 agosto 2022 (D.Lgs. 105/2022). Fruibili da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto, anche frazionati. Sostituzione organizzata in equipe per garantire copertura turni.
    L'allattamento si applica al lavoro nei Servizi Ambientali?
    Sì, 2 ore retribuite/giorno fino a 1 anno del figlio. In più esonero fino a 1 anno post-parto da: lavoro notturno, raccolta rifiuti indifferenziati, movimentazione carichi pesanti, esposizione vibrazioni.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per livello, preavviso 30-180 giorni, ferie 26 giorni e permessi, 13ª, 14ª e premi produttività, malattia, comporto e INAIL e prova per livello.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Servizi Ambientali: malattia, comporto e INAIL

    CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale)

    In sintesi

    Il CCNL Servizi Ambientali (art. 43) fissa il comporto in 365 giorni di calendario di assenza cumulata nell’arco dei 1.095 giorni precedenti ogni nuovo episodio; durante il comporto l’azienda integra le indennità degli istituti fino alla retribuzione globale mensile netta. Per infortunio sul lavoro e malattia professionale il posto è conservato fino alla guarigione clinica o alla stabilizzazione degli effetti (art. 44), con retribuzione globale netta integrata dall’azienda.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Utilitalia · FISE Assoambiente · Cisambiente Confindustria · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative · AGCI · FP-CGIL · FIT-CISL · UILTrasporti · FIADEL
    Ultimo rinnovo
    9 dicembre 2025: ipotesi di accordo, divenuta efficace il 3 febbraio 2026 con lo scioglimento della riserva (approvazione superiore al 92%)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (CCNL unico dei Servizi Ambientali)
    Platea
    ~90.000 (addetti raccolta rifiuti, autisti compattatori, spazzini, operatori impianti trattamento)

    Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL unico dei Servizi Ambientali è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: ipotesi di accordo il 9 dicembre 2025, riserva sciolta il 3 febbraio 2026 con oltre il 92% di sì, per più di 110.000 lavoratori. Il valore complessivo è di 307 euro (250 di aumento del TEC, 217 di TEM al livello 3A, 47 legati alla riforma parziale della classificazione). Il TEM arriva in cinque tranche: 15 euro dal 1° luglio 2025, 86 dal 1° febbraio 2026, 36 dal 1° gennaio 2027, 40 dal 1° agosto 2027 e 40 dal 1° dicembre 2027; è prevista anche una una tantum di 100 euro a copertura del primo semestre 2025, erogata a marzo e giugno 2026. Per il quadro completo vedi l’hub CCNL Servizi Ambientali e le tabelle retributive.

    Tabella riepilogativa

    Malattia e infortunio, artt. 43-44 CCNL Servizi Ambientali
    Voce Cosa prevede il CCNL
    Comporto (malattia o infortunio non sul lavoro) 365 giorni di calendario, cumulati nei 1.095 giorni precedenti ogni nuovo episodio (art. 43, lett. B, commi 1-2)
    Ricoveri e day hospital Non si computano nel comporto fino a 120 giorni nello stesso arco di 1.095 giorni
    Patologie gravi con terapie salvavita Ricoveri e giorni di terapia non si computano fino a 300 giorni nell’arco di 1.095 giorni
    Trattamento economico in malattia L’azienda integra le indennità degli istituti fino all’intera retribuzione globale mensile netta, per tutto il comporto (lett. C, comma 1)
    Ricovero ospedaliero Integrazione fino alla retribuzione globale netta per un massimo di 120 o 300 giorni (lett. C, comma 2)
    Aspettativa non retribuita Fino a 270 giorni di calendario, su richiesta scritta negli ultimi 15 giorni del comporto (lett. D)
    Fasce di reperibilità 10-12 e 17-19, anche nei festivi (lett. A, comma 3)
    Infortunio sul lavoro e malattia professionale Posto conservato fino alla guarigione clinica o alla stabilizzazione; retribuzione globale netta integrata dall’azienda; primi tre giorni a carico dell’azienda al 100% (art. 44)

    Comporto: 365 giorni in tre anni

    Il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per 365 giorni di calendario di assenza per malattia o infortunio non sul lavoro. Il limite si calcola cumulando le assenze avvenute nei 1.095 giorni precedenti a ogni nuovo ultimo episodio morboso (art. 43, lett. B, commi 1 e 2): è un comporto per sommatoria su tre anni mobili.

    Non rientrano nel conteggio i ricoveri ospedalieri, anche in day hospital o a domicilio, regolarmente certificati e comunicati, fino a 120 giorni nello stesso arco di 1.095 giorni. Per le gravi patologie con terapie salvavita (tumori, SLA, sclerosi multipla gravemente invalidante, emodialisi, chemioterapia, trapianti e simili) restano fuori dal comporto ricoveri e giorni di terapia fino a 300 giorni (commi 3 e 4). Quando l’assenza arriva a 250 giorni l’azienda lo comunica con la busta paga (comma 8).

    Superato il comporto e finita l’eventuale aspettativa, l’azienda può risolvere il rapporto riconoscendo anche l’indennità sostitutiva del preavviso; il lavoratore può dimettersi senza preavviso. Se nessuno recede, il rapporto resta sospeso senza retribuzione (lett. E). Nelle aziende che applicavano il CCNL del 2016 vale la norma transitoria dell’Appendice A.

    Nell’imminenza della scadenza, con richiesta scritta negli ultimi 15 giorni di calendario del comporto, il lavoratore può avere un’aspettativa non retribuita fino a 270 giorni, senza retribuzione né anzianità; in tre periodi al massimo, ciascuno di almeno due mesi, e il periodo dei 1.095 giorni si allunga di altrettanti giorni (lett. D).

    Trattamento economico in malattia

    Durante il comporto l’azienda corrisponde, integrando le indennità a carico degli istituti (INPS), l’intera retribuzione globale mensile netta (art. 43, lett. C). Il trattamento decade, per lo stesso periodo in cui l’istituto non eroga l’indennità, se il lavoratore non rispetta gli obblighi di comunicazione, documentazione e controllo, o se svolge attività lavorativa che può ritardare la guarigione (lett. F).

    La malattia va comunicata prima dell’inizio dell’orario del giorno stesso; il numero di protocollo del certificato telematico va comunicato, se richiesto, entro due giorni dal rilascio (lett. A, commi 1 e 2). Il CCNL prevede anche, in caso di tasso di assenza per malattia pari o superiore al 4,7%, trattenute sugli episodi brevi (fino a 5 giorni): 35 euro lordi dal 6° evento e 45 euro dal 9°, e dal 12° evento le giornate contano il doppio nel comporto (lett. G).

    Infortunio sul lavoro INAIL

    Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali sono indennizzati dall’INAIL. L’art. 44 prevede che il lavoratore non in prova conservi il posto fino alla guarigione clinica certificata o finché gli effetti non si sono stabilizzati, senza il limite del comporto della malattia.

    • L’azienda corrisponde la retribuzione globale netta, integrando quanto il lavoratore riceve dall’istituto assicuratore
    • Per i primi tre giorni l’azienda paga il 100% della retribuzione globale mensile netta
    • Il lavoratore deve versare all’azienda l’indennità giornaliera dell’INAIL, con delega di riscossione (comma 4)
    • Se resta un’invalidità permanente parziale, l’azienda esamina l’adibizione ad altre mansioni compatibili (comma 6)
    • Il trattamento cessa se il lavoratore svolge altro lavoro che ritarda la guarigione, altera i certificati o si rifiuta senza motivo alle visite di controllo (comma 8)

    Infortuni più frequenti del settore: schiacciamento mani (movimentazione bidoni), cadute da automezzi, tagli/ferite da rifiuti taglienti, incidenti stradali compattatori, punture insetto (vespe in cassonetti).

    Malattie professionali del settore

    L’INAIL riconosce specifiche malattie professionali del settore:

    • Pneumopatie da polveri (bronchite cronica, BPCO da polveri impianto TMB)
    • Dermatiti chimiche da rifiuti
    • Lombalgie/Ernie discali da movimentazione bidoni
    • Sordità professionale da rumore compattatori
    • Patologie da esposizione amianto (impianti vecchi)
    • Patologie da percolato discarica

    Vaccinazione antitetanica obbligatoria + antiepatite B raccomandata.

    Visite fiscali specifiche

    Durante la malattia il lavoratore deve essere reperibile alla visita fiscale INPS:

    • Fasce di reperibilità (art. 43, lett. A, comma 3): dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, dal primo giorno e per tutta la malattia, festivi compresi
    • Esenzioni (comma 4, D.M. 11/1/2016): patologie gravi che richiedono terapie salvavita e stati patologici connessi a un’invalidità riconosciuta che riduce la capacità lavorativa oltre il 67%

    Per il settore con alta incidenza turni notturni, esiste un’attenzione specifica del medico competente per burn-out e disturbi del sonno.

    Casi pratici

    Tizio – OE ernia discale movimentazione
    Tizio (D2, ex 1B) sviluppa un’ernia discale dopo 8 anni di movimentazione di bidoni da 240 litri: 60 giorni di assenza con intervento. Se l’INAIL la riconosce come malattia professionale, il posto è conservato fino alla guarigione clinica o alla stabilizzazione (art. 44) e l’azienda integra la retribuzione netta; se invece è trattata come malattia comune, i 60 giorni entrano nei 365 del comporto, e il ricovero per l’intervento non si conta fino a 120 giorni.
    Caia – Autista compattatore incidente stradale
    Caia (C2, ex 3B) ha un incidente stradale in servizio: contusione cervicale e frattura del polso, 90 giorni di assenza. Per tutta la durata del periodo di conservazione del posto, l’azienda integra l’indennità INAIL fino alla retribuzione globale netta (art. 44, comma 3), con i primi tre giorni pagati interamente dall’azienda.
    Sempronio – BPCO da polveri impianto TMB
    Sempronio (livello 4) lavora da 15 anni in un impianto TMB. L’INAIL gli riconosce una BPCO come malattia professionale: finché non c’è stabilizzazione conserva il posto e l’integrazione dell’azienda; se resta un’invalidità permanente parziale, l’azienda esamina un’altra mansione compatibile (art. 44, comma 6).

    Domande frequenti

    Quanto dura il comporto nei Servizi Ambientali?
    365 giorni di calendario di assenza cumulata nei 1.095 giorni precedenti l’ultimo episodio (art. 43, lett. B). I ricoveri non si contano fino a 120 giorni, e fino a 300 giorni per le gravi patologie con terapie salvavita. Si può chiedere un’aspettativa non retribuita fino a 270 giorni.
    La malattia è integrata al 100%?
    Sì: durante il periodo di comporto l’azienda integra le indennità a carico degli istituti fino all’intera retribuzione globale mensile netta (art. 43, lett. C). L’integrazione decade, per lo stesso periodo, se il lavoratore non rispetta gli obblighi di comunicazione, certificazione e controllo.
    L'ernia discale è una malattia professionale?
    Lo stabilisce l’INAIL caso per caso, in base alla movimentazione manuale dei carichi e alle tabelle delle malattie professionali: il CCNL non elenca le patologie. Se l’INAIL la riconosce, valgono la conservazione del posto fino alla guarigione e l’integrazione dell’art. 44.
    Quali vaccinazioni sono obbligatorie?
    Vaccinazione antitetanica obbligatoria per tutti gli operatori a contatto con rifiuti. Antiepatite B raccomandata. Per addetti impianti con esposizione biologica: ulteriori vaccinazioni su valutazione medico competente.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per livello, preavviso 30-180 giorni, ferie 26 giorni e permessi, maternità, paternità, congedi, 13ª, 14ª e premi produttività e prova per livello.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Servizi Ambientali: ferie 26 giorni e permessi

    CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale)

    In sintesi

    Il CCNL Servizi Ambientali (art. 23) prevede 26 giorni lavorativi di ferie all’anno sull’orario di sei giorni e 22 su cinque giorni, tre giorni di permesso individuale al posto delle festività soppresse (art. 21), 15 giorni di congedo matrimoniale (art. 40) e tre giorni all’anno per lutto o grave infermità di un familiare (art. 51). Su richiesta, almeno metà delle ferie va goduta di seguito nell’anno di maturazione; le ferie maturate oltre le due settimane possono slittare fino al 31 maggio dell’anno successivo.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Utilitalia · FISE Assoambiente · Cisambiente Confindustria · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative · AGCI · FP-CGIL · FIT-CISL · UILTrasporti · FIADEL
    Ultimo rinnovo
    9 dicembre 2025: ipotesi di accordo, divenuta efficace il 3 febbraio 2026 con lo scioglimento della riserva (approvazione superiore al 92%)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (CCNL unico dei Servizi Ambientali)
    Platea
    ~90.000 (addetti raccolta rifiuti, autisti compattatori, spazzini, operatori impianti trattamento)

    Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL unico dei Servizi Ambientali è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: ipotesi di accordo il 9 dicembre 2025, riserva sciolta il 3 febbraio 2026 con oltre il 92% di sì, per più di 110.000 lavoratori. Il valore complessivo è di 307 euro (250 di aumento del TEC, 217 di TEM al livello 3A, 47 legati alla riforma parziale della classificazione). Il TEM arriva in cinque tranche: 15 euro dal 1° luglio 2025, 86 dal 1° febbraio 2026, 36 dal 1° gennaio 2027, 40 dal 1° agosto 2027 e 40 dal 1° dicembre 2027; è prevista anche una una tantum di 100 euro a copertura del primo semestre 2025, erogata a marzo e giugno 2026. Per il quadro completo vedi l’hub CCNL Servizi Ambientali e le tabelle retributive.

    Tabella riepilogativa

    Ferie e permessi nel CCNL Servizi Ambientali (testo consolidato con l’ipotesi di accordo del 9 dicembre 2025)
    Voce Cosa prevede il CCNL Articolo
    Ferie annuali, orario su 6 giorni 26 giorni lavorativi 23, comma 2
    Ferie annuali, orario su 5 giorni 22 giorni lavorativi 23, comma 3
    Festività soppresse 3 giorni di permesso individuale retribuito (Ascensione, SS. Pietro e Paolo, 4 novembre) 21
    Permessi retribuiti per il maggior orario (38 ore settimanali) 34 ore annue per i full time in forza al 31/12/2016 (30 per chi veniva dal CCNL Assoambiente e al 31/1/2017); dal 1° gennaio 2027 altre 10 ore per i full time assunti dal 2017 Appendici A e B; ipotesi 2025
    Congedo matrimoniale 15 giorni di calendario, da usare entro 30 giorni dalle nozze 40
    Lutto o grave infermità di coniuge, parente entro il 2° grado o convivente 3 giorni lavorativi all’anno, per ciascun lutto di genitori, coniuge, figli, fratelli o convivente 51, lett. A
    Esami 2 giorni retribuiti per ogni esame universitario (al massimo 3 volte per lo stesso esame) 41, lett. A
    Permessi L. 104/1992 3 giorni al mese (legge), cumulabili con quelli dell’art. 51 51, comma 9
    Termine per usare le ferie Nell’anno di maturazione; oltre le due settimane, fino al 31 maggio dell’anno successivo se ci sono esigenze di servizio 23, commi 5 e 7

    26 giorni di ferie annue

    L’art. 23 del CCNL riconosce 26 giorni lavorativi di ferie per chi lavora su sei giorni la settimana e 22 giorni per chi lavora su cinque. Durante le ferie decorre la retribuzione globale.

    Le ferie sono irrinunciabili: non è ammesso il mancato godimento per rinuncia del lavoratore o per disposizione dell’azienda (comma 6). Il diritto alle ferie maturate resta anche se il rapporto finisce (comma 9).

    Il riposo annuale ha normalmente carattere continuativo ed è assegnato dall’azienda, di norma entro marzo, in base a una programmazione discussa con i sindacati. Su richiesta del lavoratore, almeno metà delle ferie va fruita di seguito nell’anno di maturazione. Con provate esigenze di servizio, le ferie oltre le due settimane annue possono essere godute fino al 31 maggio dell’anno successivo; le giornate assegnate e non fruite per volontà del lavoratore dopo quella data non danno diritto a compenso (comma 5). Le ferie non possono cadere nel periodo di preavviso (comma 10).

    Nell’anno di assunzione o di cessazione le ferie si calcolano in proporzione ai mesi di servizio: le frazioni di almeno 15 giorni contano come mese intero (comma 8). Se ci si ammala durante le ferie, bisogna avvisare l’azienda entro il primo giorno; se la malattia impedisce di goderle entro l’anno, si usano l’anno dopo (comma 11).

    Permessi retribuiti e festività soppresse

    Il CCNL non prevede una banca di ROL uguale per tutti. L’orario normale è di 38 ore settimanali (art. 17) e, a compensazione dell’aumento dell’orario, le appendici riconoscono permessi retribuiti: 34 ore annue ai full time in forza al 31 dicembre 2016 (30 ore dal 2017 e 34 dal 2018; l’aumento a 34 non spetta al personale amministrativo e ai settori indiretti non operativi), 30 ore annue ai full time già regolati dal CCNL Assoambiente del 6 dicembre 2016 e in forza al 31 gennaio 2017. Non si riconoscono a chi non ha un orario prestabilito. Dal 1° gennaio 2027, per effetto dell’ipotesi di accordo del 9 dicembre 2025, i full time a tempo indeterminato assunti dal 1° gennaio 2017 hanno 10 ore annue di permessi retribuiti, da usare nell’anno e non frazionabili sotto l’ora.

    In sostituzione delle festività soppresse (L. 54/1977) l’art. 21 riconosce 3 giorni di permesso individuale retribuito, da usare su richiesta e con esigenze di servizio compatibili, non insieme alle ferie. Chi è assunto o cessa in corso d’anno ha diritto ai giorni solo se è in forza alla data di ciascuna delle festività soppresse residue: Ascensione, SS. Pietro e Paolo e 4 novembre. I giorni non fruiti entro l’anno solare sono pagati con la retribuzione globale del mese di dicembre.

    Permessi per eventi familiari

    Permessi retribuiti previsti dal CCNL:

    • Matrimonio (art. 40): 15 giorni di calendario, da usare entro 30 giorni dalle nozze; non si sommano alle ferie. In prova i primi 7 giorni sono retribuiti e gli altri 8 no, e la prova resta sospesa
    • Lutto o grave infermità (art. 51, lett. A): 3 giorni lavorativi di permesso retribuito all’anno per decesso o grave infermità documentata di coniuge o parte di unione civile, parente entro il secondo grado o componente della famiglia anagrafica, da usare entro sette giorni dall’evento; se nello stesso anno si verificano più lutti di genitori, coniuge, figli, fratelli o conviventi, i 3 giorni spettano per ciascun lutto
    • Donazione di midollo osseo (art. 49): permessi retribuiti per gli accertamenti sull’idoneità. Per la donazione di sangue valgono le norme di legge

    Permessi L. 104 e diritto allo studio

    I lavoratori con L. 104/1992 hanno:

    • 3 giorni mensili di permesso retribuito
    • 2 ore al giorno alternative
    • Esonero dal lavoro notturno (su richiesta)

    Il diritto allo studio (art. 41, lett. A) prevede turni agevolati per i lavoratori studenti e permessi retribuiti per gli esami: 3 giorni per la licenza elementare, 6 per la media inferiore, 12 per la superiore e 2 giorni per ogni esame universitario (fino a tre volte per lo stesso esame). Per i corsi scolastici o professionali attinenti al servizio, l’azienda mette a disposizione 7,5 ore annue per ciascun lavoratore a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio, con un tetto di 150 ore per anno scolastico per ciascun lavoratore e al massimo 2 ore al giorno.

    Casi pratici

    Tizio – ferie estive su sei giorni
    Tizio (D1, ex 2B) lavora su sei giorni la settimana: ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie. Ne chiede 13 di fila ad agosto, cioè la metà, e l’azienda deve concederli nell’anno di maturazione; gli altri 13 possono slittare fino al 31 maggio dell’anno successivo se ci sono esigenze di servizio (art. 23, comma 5).
    Caia – L.104 per la cura del padre
    Caia (C2, ex 3B, autista) usa i 3 giorni mensili della legge 104 per assistere il padre. A quelli si aggiungono, se il padre muore, i 3 giorni lavorativi di permesso per lutto dell’art. 51, cumulabili con la legge 104 (comma 9).
    Sempronio – Esami universitari
    Sempronio studia ingegneria ambientale. Per ogni esame universitario sostenuto ha 2 giorni di permesso retribuito, fino a tre volte per lo stesso esame (art. 41, lett. A, comma 4): con quattro esami in un anno usa 8 giorni.

    Domande frequenti

    Quanti giorni di ferie nei Servizi Ambientali?
    26 giorni lavorativi su un orario di sei giorni, 22 su cinque giorni (art. 23). Almeno metà va fruita di seguito nell’anno di maturazione, su richiesta; le ferie oltre le due settimane possono slittare al 31 maggio dell’anno successivo.
    Ci sono i ROL nei Servizi Ambientali?
    Il CCNL non ha una banca ROL uguale per tutti: a fronte delle 38 ore settimanali riconosce permessi retribuiti di 34 ore annue ai full time in forza al 31 dicembre 2016 (30 ore per l’ex CCNL Assoambiente) e, dal 1° gennaio 2027, altre 10 ore ai full time assunti dal 2017. Vanno usati nell’anno, su richiesta, compatibilmente con il servizio.
    Quanti permessi per matrimonio?
    15 giorni di calendario di permesso retribuito, da usare entro 30 giorni dalle nozze (art. 40). Dal trattamento si deduce quanto eventualmente pagato dall’INPS.
    Posso studiare e lavorare con il CCNL Servizi Ambientali?
    Sì, con i turni agevolati e i permessi dell’art. 41: 2 giorni retribuiti per ogni esame universitario e, per i corsi attinenti al servizio, ore messe a disposizione dall’azienda fino a 150 ore per anno scolastico per lavoratore.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per livello, preavviso 30-180 giorni, maternità, paternità, congedi, 13ª, 14ª e premi produttività, malattia, comporto e INAIL e prova per livello.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • IRAP deducibile dall’IRES: come funziona lo sconto

    In sintesi

    • Due deduzioni cumulabili: il 10% forfettario dell’IRAP versata (se vi sono interessi passivi) e la quota relativa al costo del lavoro per intero.
    • Principio di cassa: si deduce l’IRAP effettivamente versata nell’anno, non quella di competenza.
    • Acconti compresi: gli acconti IRAP rilevano nei limiti dell’imposta effettivamente dovuta per lo stesso periodo.
    • Anche ravvedimento e ruolo: l’IRAP pagata a seguito di ravvedimento operoso o iscrizione a ruolo è ugualmente deducibile.
    • Dove si indica: nel quadro RF del modello Redditi SC, rigo RF55 con codici 12 e 33.

    Come funziona la deduzione dell'IRAP dall'IRES

    L’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) è un costo reale per le imprese: si paga ogni anno sul valore della produzione netta, indipendentemente dal risultato economico. La buona notizia è che una parte di questa imposta può essere recuperata abbattendo il reddito imponibile ai fini IRES (o IRPEF per le imprese individuali e le società di persone). La deduzione non è automatica: bisogna conoscere le regole e inserirla correttamente in dichiarazione.

    Esistono due tipi di deduzione, entrambe previste dall’art. 6 del DL 185/2008 e dal DL 201/2011, e si possono sommare tra loro. La prima è una quota forfettaria del 10% dell’IRAP versata, spettante quando l’impresa ha sostenuto interessi passivi nel periodo. La seconda, invece, riguarda la parte di IRAP che si è pagata sul costo del lavoro dipendente e assimilato: in quel caso la deduzione è integrale, cioè al 100%.

    Entrambe le deduzioni seguono il principio di cassa: contano i versamenti effettivamente eseguiti durante l’anno d’imposta oggetto della dichiarazione, sia a titolo di saldo di periodi precedenti sia come acconti. Gli acconti, però, rilevano solo fino a concorrenza dell’imposta realmente dovuta per quel periodo.

    Le due deduzioni IRAP a confronto
    Tipo di deduzione Misura Condizione
    Quota forfettaria 10% dell'IRAP versata Presenza di interessi passivi nel periodo
    Quota lavoro dipendente 100% della quota IRAP sul costo del lavoro Parte non già dedotta a titolo di cuneo fiscale IRAP
    Cumulabilità Le due deduzioni si sommano Non c'è un massimale globale
    Criterio temporale Per cassa (versamenti dell'anno) Acconti nel limite dell'imposta dovuta

    Esempio pratico

    • Alfa SRL chiude il 2025 con un’IRAP versata di 30.000 euro (saldo 2024 + acconti 2025). Nel 2025 ha sostenuto interessi passivi su un mutuo bancario. La quota lavoro, calcolata dalla società, è pari a 18.000 euro. Deduzione forfettaria: 10% × 30.000 = 3.000 euro. Deduzione lavoro: 18.000 euro. Totale deducibile dal reddito IRES: 21.000 euro. Risparmio fiscale netto: 21.000 × 24% (aliquota IRES) = 5.040 euro.

    Documenti necessari

    • Modello F24 con i versamenti IRAP dell’anno (saldo e acconti)
    • Dichiarazione IRAP dell’anno precedente (per il saldo)
    • Prospetto di calcolo della quota IRAP relativa al costo del lavoro
    • Libro unico del lavoro o prospetto paga (per il costo del lavoro di riferimento)
    • Quadro RF del modello Redditi SC (righi RF16 e RF55)

    Caso 1 – Società senza interessi passivi

    Scenario. Beta SNC è una piccola impresa artigiana che non ha debiti bancari e quindi non sostiene interessi passivi. Nel 2025 versa 8.000 euro di IRAP, di cui 5.000 euro riferibili al costo del lavoro di tre dipendenti.

    Come si applica. Non avendo interessi passivi, Beta SNC non può applicare la deduzione forfettaria del 10%. Ha diritto, invece, alla sola deduzione integrale sulla quota IRAP relativa al costo del lavoro: 5.000 euro da portare in diminuzione del reddito nella dichiarazione dei redditi. I restanti 3.000 euro di IRAP (riferibili alla componente del margine) rimangono indeducibili.

    In pratica

    • Senza interessi passivi: nessuna deduzione forfettaria del 10%.
    • La quota IRAP sul lavoro è sempre deducibile al 100%, indipendentemente dalla presenza di interessi.
    • Indicare la deduzione nel rigo RF55 del quadro RF, codici 12 e 33.

    Caso 2 – Società con mutuo e personale dipendente

    Scenario. Tizio è amministratore unico di Alfa SRL, che nel 2025 ha versato 20.000 euro di IRAP. La società ha un mutuo e ha sostenuto 4.000 euro di interessi passivi. La quota IRAP sul costo del lavoro è di 12.000 euro.

    Come si applica. Alfa SRL ha diritto a entrambe le deduzioni. La forfettaria vale 2.000 euro (10% di 20.000). La deduzione per il lavoro vale 12.000 euro. Totale: 14.000 euro in meno di reddito imponibile IRES. La società aveva già portato in variazione in aumento l’intera IRAP contabilizzata (rigo RF16): ora recupera la parte deducibile come variazione in diminuzione al rigo RF55.

    In pratica

    • Prima si porta tutta l’IRAP in aumento (RF16), poi si deduce la quota ammessa in diminuzione (RF55).
    • Le due componenti (10% forfettario + quota lavoro) si sommano senza limite globale.
    • L’IRAP pagata per ravvedimento operoso vale ugualmente ai fini della deduzione.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

  • CCNL Servizi Ambientali: orario 38 ore, turni notturni

    CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale)

    In sintesi

    L’orario normale del CCNL Servizi Ambientali (art. 17) è di 38 ore settimanali, su 5 o 6 giorni, con massimo 48 ore e 9 ore al giorno. Lo straordinario (art. 19) è maggiorato del 13%, 20% e 33% nel feriale diurno, del 65% nel festivo diurno, del 50% nel feriale notturno e del 75% nel festivo notturno; il lavoro notturno ordinario (22-6) del 33%, il festivo del 50% (75% di notte). Tetto di 150 ore di straordinario pro capite.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Utilitalia · FISE Assoambiente · Cisambiente Confindustria · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative · AGCI · FP-CGIL · FIT-CISL · UILTrasporti · FIADEL
    Ultimo rinnovo
    9 dicembre 2025: ipotesi di accordo, divenuta efficace il 3 febbraio 2026 con lo scioglimento della riserva (approvazione superiore al 92%)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (CCNL unico dei Servizi Ambientali)
    Platea
    ~90.000 (addetti raccolta rifiuti, autisti compattatori, spazzini, operatori impianti trattamento)

    Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL unico dei Servizi Ambientali è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: ipotesi di accordo il 9 dicembre 2025, riserva sciolta il 3 febbraio 2026 con oltre il 92% di sì, per più di 110.000 lavoratori. Il valore complessivo è di 307 euro (250 di aumento del TEC, 217 di TEM al livello 3A, 47 legati alla riforma parziale della classificazione). Il TEM arriva in cinque tranche: 15 euro dal 1° luglio 2025, 86 dal 1° febbraio 2026, 36 dal 1° gennaio 2027, 40 dal 1° agosto 2027 e 40 dal 1° dicembre 2027; è prevista anche una una tantum di 100 euro a copertura del primo semestre 2025, erogata a marzo e giugno 2026. Per il quadro completo vedi l’hub CCNL Servizi Ambientali e le tabelle retributive.

    Orario e maggiorazioni nel CCNL

    Orario e maggiorazioni, artt. 17-19 e 25 CCNL Servizi Ambientali
    Voce Cosa prevede il CCNL
    Orario normale settimanale 38 ore, di norma su 5 o 6 giorni (art. 17, comma 1)
    Massimo 48 ore settimanali e 9 ore giornaliere, salvo intesa aziendale (art. 17, comma 3)
    Multiperiodale Media su un arco fino a 12 mesi; ore ordinarie tra 30 e 46 a settimana; fino a 8 ore giornaliere se la prestazione cade tra le 22 e le 6 (art. 18, lett. A)
    Intervallo del pranzo (orario spezzato) Non retribuito, al massimo 2 ore (art. 17, comma 11)
    Riposo settimanale Almeno 24 ore consecutive ogni sette giorni; se si lavora nel giorno di riposo, recupero di norma entro 3 giorni più la maggiorazione del lavoro festivo (art. 25)
    Straordinario diurno feriale +13% sulle prime 75 ore annue, +20% sulle successive 75, +33% oltre (art. 19, comma 3)
    Straordinario diurno festivo +65%
    Straordinario notturno feriale +50%
    Straordinario notturno festivo +75%
    Lavoro festivo ordinario +50% di giorno, +75% di notte (art. 19, comma 7)
    Lavoro notturno ordinario (22-6) +33%, omnicomprensivo (art. 19, comma 12)
    Tetto dello straordinario 150 ore pro capite non cumulabili (art. 19, comma 2)

    Le maggiorazioni dei commi 3, 7, 12 e 13 non si cumulano: la maggiore assorbe la minore (art. 19, comma 14). Sono fatti salvi gli accordi aziendali.

    Orario settimanale di 38 ore

    L’orario normale full-time è di 38 ore settimanali, distribuite di norma su 5 o 6 giorni (art. 17, comma 1). L’articolazione e le modifiche sono stabilite dall’azienda con ordine di servizio, previo esame congiunto con i sindacati (comma 5). Il tempo per spostarsi fra le sedi in cui si lavora e per rientrare è orario di lavoro effettivo (comma 9); il turnista non lascia il servizio finché non è sostituito, al massimo entro due ore dalla fine del turno (comma 8).

    Nell’orario multiperiodale le settimane sotto e sopra le 38 ore si compensano senza ridurre la retribuzione e senza straordinario; le ore eccedenti l’orario programmato sono straordinario (art. 18, lett. A, comma 4). Negli impianti a ciclo continuo 24 ore su 24 restano 38 ore settimanali, con turni di 8 ore e settimane alternate di 32 e 40 ore, e una pausa retribuita di 20 minuti nei turni di 8 ore.

    Turni 24h per impianti e spazzamento

    Molti servizi richiedono copertura 24h: negli impianti a ciclo continuo si lavora su tre turni da 8 ore; lo spazzamento e la raccolta possono avere turni all’alba o di notte. Per i turni che iniziano dalle 4 del mattino la prima ora diurna, dalle 5 alle 6, è pagata con una maggiorazione fino al 20% concordata in contrattazione di secondo livello (art. 19, comma 13).

    Il lavoro notturno deve essere ripartito equamente fra i lavoratori, evitando l’impiego notturno continuativo di una stessa persona (comma 8). Il riposo giornaliero di 11 ore è quello del D.Lgs. 66/2003.

    Maggiorazioni straordinario e festivo

    Si considera straordinario il lavoro autorizzato oltre le 38 ore settimanali. Le maggiorazioni (art. 19) sono:

    • Straordinario diurno feriale: +13% sulle prime 75 ore annue, +20% sulle 75 successive, +33% sulle ore eccedenti
    • Straordinario diurno festivo: +65%
    • Straordinario notturno feriale: +50%
    • Straordinario notturno festivo: +75%
    • Lavoro festivo ordinario: +50% di giorno, +75% di notte
    • Riposo settimanale lavorato: recupero del riposo di norma entro 3 giorni e maggiorazione del lavoro straordinario festivo per le ore lavorate (art. 25, comma 6)

    Sono giorni festivi le domeniche o il diverso giorno di riposo, il 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno, le festività religiose elencate dall’art. 20 e la festa del patrono del comune. Con la banca delle ore (art. 26), istituita in sede aziendale o su richiesta individuale per lo straordinario feriale oltre le 120 ore annue, il lavoratore ottiene permessi e riceve comunque le maggiorazioni.

    Lavoro notturno e protezioni

    Il lavoro notturno, ai fini retributivi, è quello tra le 22 e le 6 (art. 19, comma 8) ed è pagato con la retribuzione oraria maggiorata del 33%, omnicomprensiva di ogni effetto legale e contrattuale tranne il TFR (comma 12).

    • Nei turni su tre fasce da otto ore il notturno è il terzo turno (22-6)
    • Dall’accertamento della gravidanza e fino a un anno di età del bambino le donne non possono essere adibite al lavoro tra le 22 e le 6
    • Non sono obbligati al lavoro notturno la madre (o in alternativa il padre convivente) di un figlio sotto i cinque anni, l’unico genitore affidatario di un figlio convivente sotto i dodici anni, chi ha a carico una persona disabile ai sensi della L. 104/1992, la madre o il padre adottivo o affidatario di un minore nei primi tre anni dall’ingresso in famiglia

    Indennità di turno, domenicale e reperibilità

    L’art. 32 prevede, oltre alle maggiorazioni:

    • Indennità per turni ciclici continui avvicendati su 24 ore: 3,65% della sola retribuzione base parametrale mensile con spostamento del riposo domenicale, 2,45% con riposo domenicale (lett. g)
    • Indennità di lavoro domenicale normale in turni con riposo fissato in altro giorno: 7,00 euro per ogni domenica lavorata (lett. c), che non si cumula con il lavoro festivo
    • Indennità di reperibilità (lett. h): 5,00 euro per le giornate da lunedì a sabato che coincidono con un turno normale, 7,00 euro per le altre giornate non festive da lunedì a sabato, 10,00 euro per ogni giornata festiva, riposo compreso. I turni di reperibilità non superano di norma 8 giorni al mese per dipendente
    • Chiamata in reperibilità: indennità di chiamata pari a un’ora e mezza di retribuzione maggiorata come straordinario feriale o festivo, più le ore effettivamente lavorate pagate come straordinario, notturno o festivo

    Il lavoratore in reperibilità non deve stare in azienda né a casa, ma deve essere prontamente rintracciabile e presentarsi subito alla chiamata. Gli importi sono assorbiti dai maggiori valori degli accordi aziendali.

    Casi pratici

    Tizio – Operatore ecologico, turno del mattino
    Tizio (D2, ex 1B) lavora su cinque giorni: l’orario normale è di 38 ore settimanali, quindi circa 7 ore e 36 minuti al giorno. Un’ora di lavoro oltre le 38 ore, autorizzata, è straordinario diurno feriale e vale il 13% in più se rientra nelle prime 75 ore dell’anno (art. 19, comma 3).
    Caia – Autista di spazzatrice di notte
    Caia (C2, ex 3B) conduce una spazzatrice con turno 22-6 per cinque notti a settimana. Ogni ora del turno è pagata con la retribuzione oraria maggiorata del 33% (art. 19, comma 12); se la notte lavora oltre le 38 ore settimanali, l’ora di straordinario notturno feriale vale il 50% in più e non si somma al 33% (comma 14).
    Sempronio – Reperibilità sugli impianti
    Sempronio (livello 5) è reperibile in quattro domeniche del mese: l’indennità è di 10,00 euro per ciascuna giornata festiva, quindi 40,00 euro. Se viene chiamato, ha in più l’indennità di chiamata (un’ora e mezza di retribuzione maggiorata come straordinario festivo) e le ore effettivamente lavorate pagate con le maggiorazioni dell’art. 19.

    Domande frequenti

    Quante ore settimanali si lavorano nei Servizi Ambientali?
    38 ore settimanali, distribuite di norma su 5 o 6 giorni (art. 17, comma 1). Il massimo è 48 ore a settimana e 9 al giorno. Negli impianti a ciclo continuo restano 38 ore settimanali con turni di 8 ore e settimane di 32 e 40 ore.
    Lo straordinario notturno come è maggiorato?
    Lo straordinario notturno feriale è maggiorato del 50% e quello notturno festivo del 75% (art. 19, comma 3). Il lavoro notturno ordinario tra le 22 e le 6 è maggiorato del 33%. Le maggiorazioni non si sommano: si applica la maggiore.
    Cosa è la reperibilità nei Servizi Ambientali?
    È un turno in cui il lavoratore deve essere rintracciabile e presentarsi subito se chiamato (art. 32, lett. h). L’indennità è di 5,00 euro (giornata di turno normale), 7,00 euro (altre giornate da lunedì a sabato) o 10,00 euro (giornata festiva); in caso di chiamata spettano l’indennità di chiamata e le ore lavorate come straordinario, notturno o festivo.
    Si può chiedere esonero dai notturni?
    Sì per la madre (o in alternativa il padre convivente) di un figlio sotto i cinque anni, per l’unico genitore affidatario di un figlio convivente sotto i dodici anni, per chi ha a carico una persona disabile ai sensi della L. 104/1992 e per i genitori adottivi o affidatari nei primi tre anni; le donne in gravidanza e fino a un anno di età del bambino non possono lavorare di notte (art. 19, commi 10 e 11).

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per livello, preavviso 30-180 giorni, ferie 26 giorni e permessi, maternità, paternità, congedi, 13ª, 14ª e premi produttività e malattia, comporto e INAIL.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • IVA nel terzo settore: come funziona per gli ETS

    In sintesi

    • Codice del Terzo settore: il D.Lgs. 117/2017 ridisegna il regime fiscale degli enti del Terzo settore (ETS), compresa la disciplina IVA.
    • Applicazione progressiva: la disciplina IVA specifica per gli ETS è ancora in fase di progressiva attuazione – le regole vigenti nell’anno restano il riferimento operativo.
    • Attività istituzionale: fuori campo IVA, in linea con la logica generale degli enti non commerciali.
    • Attività commerciale: rilevante IVA, con obbligo di partita IVA e contabilità separata.
    • Distinzione fondamentale: identificare correttamente quale attività è istituzionale e quale è commerciale è la chiave per gestire correttamente gli obblighi IVA.

    Il Codice del Terzo settore e l'IVA: una riforma ancora in divenire

    Il Codice del Terzo settore, adottato con D.Lgs. 117/2017, ha ridisegnato in modo profondo il panorama degli enti non profit in Italia: associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, fondazioni, enti filantropici e molti altri rientrano oggi nella categoria degli enti del Terzo settore (ETS) se si iscrivono al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS). Questo cambiamento ha implicazioni anche sul piano IVA, ma con una particolarità importante: la disciplina fiscale specifica per gli ETS è in fase di progressiva applicazione.

    Cosa significa ‘progressiva applicazione’? Significa che alcune norme del Codice del Terzo settore in materia fiscale sono subordinate all’autorizzazione della Commissione europea (necessaria perché possono costituire aiuti di Stato) o a decreti attuativi ancora non emanati. Chi opera in questo settore deve quindi verificare, anno per anno, quali disposizioni sono effettivamente in vigore e quali no. Questo articolo descrive i principi fondamentali, rimandando alle regole vigenti nell’anno per i dettagli applicativi.

    La struttura di base rimane quella comune a tutti gli enti non commerciali: l’attività istituzionale – quella che persegue le finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale per cui l’ente è nato – è fuori campo IVA. L’attività commerciale, anche se svolta da un ETS, è rilevante IVA e richiede i consueti obblighi: partita IVA, contabilità separata, dichiarazione annuale.

    Attività istituzionale vs commerciale negli ETS: effetti IVA
    Tipo di attività Qualificazione IVA Regime applicabile
    Attività istituzionale (finalità civiche/solidaristiche) Fuori campo IVA Nessun obbligo IVA
    Attività commerciale (anche se svolta da ETS) Rilevante IVA Partita IVA, contabilità separata, dichiarazione
    Regime IVA specifico ETS (D.Lgs. 117/2017) In progressiva applicazione Verificare le disposizioni vigenti nell'anno

    Esempio pratico

    • L’associazione di promozione sociale ‘Beta’ gestisce un centro culturale aperto al pubblico. Organizza corsi di lingua per i propri soci iscritti (attività istituzionale, fuori campo IVA) e affitta gli spazi a terzi per eventi aziendali (attività commerciale, rilevante IVA). Beta è iscritta al RUNTS come ETS. Deve aprire partita IVA per la sola attività di affitto, tenere contabilità separata tra le due attività e presentare la dichiarazione IVA annuale per la parte commerciale. Per verificare se il regime IVA specifico previsto dal D.Lgs. 117/2017 sia già applicabile alla propria situazione, Beta consulta le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate o un professionista.

    Documenti necessari

    • Atto costitutivo e statuto dell’ETS (con indicazione delle finalità istituzionali)
    • Iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS)
    • Partita IVA dell’ente (per la sola attività commerciale)
    • Registri contabili separati per attività istituzionale e commerciale
    • Dichiarazione IVA annuale per la parte commerciale
    • Documentazione delle liquidazioni periodiche IVA sull’attività commerciale

    Tizio responsabile di una ODV: quale attività è fuori campo IVA

    Scenario. Tizio coordina un’organizzazione di volontariato (ODV) iscritta al RUNTS che distribuisce pasti ai senza fissa dimora (attività istituzionale) e gestisce un piccolo spaccio di prodotti artigianali il cui ricavato finanzia l’attività.

    Come si applica. L’attività di distribuzione pasti persegue le finalità solidaristiche dell’ODV: è attività istituzionale, fuori campo IVA. Lo spaccio di prodotti, invece, è un’attività commerciale perché genera corrispettivi dalla vendita di beni a terzi. Questa parte è rilevante IVA: l’ODV deve aprire partita IVA per questa attività, registrare i corrispettivi (eventualmente con registratore telematico se vende al dettaglio), tenere i conti separati e includere questa attività nella dichiarazione IVA annuale. Il fatto che il ricavato venga reinvestito nelle finalità istituzionali non cambia la qualificazione fiscale dell’attività commerciale.

    In pratica

    • Non confondere la destinazione dei proventi (finalità istituzionali) con la natura dell’attività: lo spaccio è commerciale anche se il ricavato va a scopo solidale.
    • Aprire partita IVA per la sola attività commerciale e mantenerla separata dalla gestione istituzionale.
    • Verificare ogni anno se il regime fiscale specifico per le ODV previsto dal D.Lgs. 117/2017 sia applicabile.
    • In caso di incertezza sulla qualificazione di una specifica attività, richiedere un interpello all’Agenzia delle Entrate.

    Caio presidente di una fondazione ETS: gestire la complessità

    Scenario. Caio presiede una fondazione iscritta al RUNTS che svolge attività di ricerca sociale (istituzionale), organizza convegni a pagamento aperti al pubblico (potenzialmente commerciale) e riceve erogazioni liberali da privati.

    Come si applica. Le erogazioni liberali sono fuori campo IVA per natura: non si scambiano con una prestazione. L’attività di ricerca rientra nell’oggetto istituzionale della fondazione. I convegni a pagamento richiedono invece una valutazione: se sono aperti al pubblico in modo sistematico e il corrispettivo è collegato alla partecipazione, possono qualificarsi come attività commerciale rilevante IVA. La fondazione deve distinguere attentamente queste attività. In attesa che la disciplina IVA specifica del D.Lgs. 117/2017 sia pienamente applicabile, si applicano le regole generali degli enti non commerciali (art. 4 DPR 633/1972).

    In pratica

    • Le erogazioni liberali sono fuori campo IVA: non concorrono alla base imponibile.
    • I convegni a pagamento aperti al pubblico possono essere attività commerciale: verificare caso per caso.
    • Finché la disciplina IVA specifica del D.Lgs. 117/2017 non è pienamente in vigore, si applicano le regole generali degli enti non commerciali.
    • Monitorare gli aggiornamenti normativi e le circolari dell’Agenzia delle Entrate sull’attuazione del Codice del Terzo settore.

    Quando rivolgersi a un professionista

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    Fonti e approfondimenti

  • CCNL Servizi Ambientali: stipendi 2026 per livello

    CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale)

    In sintesi

    Dal 1° ottobre 2026 i minimi del CCNL unico dei Servizi Ambientali, il contratto che molti chiamano ancora CCNL igiene ambientale o CCNL Federambiente, vanno da 1.439,36 € (D2) a 3.518,41 € (Quadri), per 14 mensilità, sulla nuova scala in vigore dal febbraio 2026 (il vecchio 3A è oggi il C2s). Il rinnovo 2025-2027 porta 217 € sul parametro medio in cinque tranche; le prossime arrivano a gennaio, agosto e dicembre 2027, quando il D2 salirà a 1.519,63 €.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Utilitalia · Cisambiente Confindustria · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative Lavoro e Servizi · AGCI Servizi · FP-CGIL · FIT-CISL · UILTrasporti · FIADEL
    Ultimo rinnovo
    9 dicembre 2025: ipotesi di accordo, divenuta efficace il 3 febbraio 2026 con lo scioglimento della riserva (approvazione superiore al 92%)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (CCNL unico dei Servizi Ambientali)
    Platea
    ~90.000 (addetti raccolta rifiuti, autisti compattatori, spazzini, operatori impianti trattamento)

    Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL unico dei Servizi Ambientali è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: ipotesi di accordo il 9 dicembre 2025, riserva sciolta il 3 febbraio 2026 con oltre il 92% di sì, per più di 110.000 lavoratori. Il valore complessivo è di 307 euro (250 di aumento del TEC, 217 di TEM al livello 3A, 47 legati alla riforma parziale della classificazione). Il TEM arriva in cinque tranche: 15 euro dal 1° luglio 2025, 86 dal 1° febbraio 2026, 36 dal 1° gennaio 2027, 40 dal 1° agosto 2027 e 40 dal 1° dicembre 2027; è prevista anche una una tantum di 100 euro a copertura del primo semestre 2025, erogata a marzo e giugno 2026. Per il quadro completo vedi l’hub CCNL Servizi Ambientali e le tabelle retributive.

    Tabelle retributive CCNL servizi ambientali 2026: minimi per livello

    La tabella riporta per ogni livello della nuova scala il vecchio livello corrispondente, il parametro e la retribuzione base parametrale mensile lorda a ogni decorrenza del rinnovo. La colonna in grassetto è quella in vigore dal 1° ottobre 2026.

    Retribuzione base parametrale mensile lorda, CCNL unico dei servizi ambientali
    Livello Ex livello Parametro Dal 1/2/2026 Dal 1/10/2026 Dal 1/1/2027 Dal 1/8/2027 Dal 1/12/2027
    Q Q 220 3.518,41 € 3.518,41 € 3.579,30 € 3.646,96 € 3.714,62 €
    A1 8 200 3.198,56 € 3.198,56 € 3.253,91 € 3.315,42 € 3.376,93 €
    A2s 7A 184,41 2.949,21 € 2.949,21 € 3.000,25 €* 3.056,96 € 3.113,67 €
    A2 7B 175,36 2.804,50 € 2.804,50 € 2.853,04 € 2.906,97 € 2.960,90 €
    B1s 6A 166,84 2.668,22 € 2.668,22 € 2.714,40 € 2.765,71 € 2.817,02 €
    B1 6B 159,15 2.545,29 € 2.545,29 € 2.589,34 € 2.638,28 € 2.687,22 €
    B2s 5A 151,29 2.419,56 € 2.419,56 € 2.461,43 € 2.507,96 € 2.554,49 €
    B2 5B 144,86 2.316,73 € 2.316,73 € 2.356,82 € 2.401,37 € 2.445,92 €
    C1s 4A 138,57 2.216,13 € 2.216,13 € 2.254,48 € 2.297,09 € 2.339,70 €
    C1 4B 134,36 2.148,77 € 2.148,77 € 2.185,96 € 2.227,28 € 2.268,60 €
    C2s 3A 130,07 2.080,19 € 2.080,19 € 2.116,19 € 2.156,19 € 2.196,19 €
    C2 3B 127 2.007,10 € 2.031,09 € 2.066,24 € 2.105,30 € 2.144,36 €
    D1s 2A 126,8 1.999,10 € 2.027,89 € 2.062,98 € 2.101,97 € 2.140,96 €
    D1 2B 115 1.807,21 € 1.839,19 € 1.871,02 € 1.906,39 € 1.941,76 €
    D2s 1A 104 1.631,26 € 1.663,25 € 1.692,03 € 1.724,01 € 1.755,99 €
    D2 1B e J 90 1.439,36 € 1.439,36 € 1.464,27 € 1.491,95 € 1.519,63 €

    Nota: importi lordi mensili per 14 mensilità, esclusi scatti, indennità ed ERAP. Il parametro indicato è quello in vigore dal 1° ottobre 2026: dal 1° febbraio al 30 settembre 2026 il C2 aveva parametro 125,5, il D1s 125, il D1 113 e il D2s 102. Il vecchio livello J è confluito nel D2. (*) Per A2s la tabella della sintesi riporta parametro 184,61 e, dal 1/1/2027, 3.005,25 €: con il parametro 184,41, l’unico coerente con le altre colonne, la tranche di 36 € porta a 3.000,25 €. Dal 1° febbraio 2026 chi è inquadrato in Q riceve una quota ad personam di 153,30 € e chi è in A1 di 71,59 €. Fonte: FP-CGIL, sintesi dell’ipotesi di accordo del 9/12/2025, tabella dell’impatto economico sulle retribuzioni base parametrali.

    Dal 1° febbraio 2026 la nuova scala sostituisce i vecchi livelli 1-8 e le aree funzionali. Il vecchio parametro «B» di ogni livello è diventato la posizione base (per esempio C2), il vecchio «A» la posizione «s» (C2s), che si raggiunge dopo 5 anni nello stesso livello come prima (art. 15). Per il D2, se un accordo aziendale prevede l’uso della patente per tutte le mansioni di guida del livello, il passaggio a D2s avviene dopo 3 anni. In sintesi: D2 è lo spazzamento manuale e la raccolta senza guida del compattatore, D1 la guida dei mezzi con patente B, C2 la guida con patente C e CQC, la pesatura negli impianti e la manutenzione di normale difficoltà. Mansioni ed esempi per livello sono nella scheda livelli e mansioni del CCNL servizi ambientali.

    Valori verificati l’8 ottobre 2026 sulla tabella allegata alla sintesi FP-CGIL dell’accordo.

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    CCNL igiene ambientale, Federambiente, Utilitalia: è lo stesso contratto?

    Sì, oggi è un solo contratto. Federambiente, l’associazione delle aziende pubbliche di igiene urbana, si è fusa con Federutility nel 2015 dando vita a Utilitalia (Fiscal Focus, 16 giugno 2015). Il vecchio CCNL Federambiente-Utilitalia, applicato dalle aziende pubbliche, e il CCNL Assoambiente delle imprese private sono confluiti nel CCNL unico dei servizi ambientali del 18 maggio 2022, firmato con Utilitalia, Cisambiente-Confindustria e le centrali cooperative (comunicato FP-CGIL, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel del 30/12/2025). Il rinnovo del 9 dicembre 2025 è il primo dalla sua nascita e prevede di armonizzare entro il 30 aprile 2026 le differenze rimaste tra i due ex contratti.

    14 mensilità: tredicesima e quattordicesima

    Il contratto prevede 14 mensilità: oltre ai 12 stipendi, la tredicesima pagata entro il 20 dicembre e la quattordicesima pagata fra il 15 giugno e il 15 luglio. Entrambe maturano per dodicesimi: chi ha lavorato solo una parte del periodo le riceve in proporzione ai mesi di servizio.

    Il rinnovo 2025-2027 e gli aumenti

    Il TEM, cioè l’aumento delle retribuzioni base, vale 217 € sul parametro medio 130,07 (l’attuale C2s, ex 3A) e arriva in cinque tranche: 15 € dal 1° luglio 2025, 86 € dal 1° febbraio 2026, 36 € dal 1° gennaio 2027, 40 € dal 1° agosto 2027 e 40 € dal 1° dicembre 2027; gli altri livelli ricevono importi in proporzione al parametro. I minimi della tabella in alto comprendono già le tranche fino al 1° ottobre 2026. Per il primo semestre 2025 è prevista una una tantum di 100 € (sul parametro 130,07), pagata in due rate a marzo e giugno 2026.

    L’ERAP, l’elemento di produttività nazionale, sale da 180 a 216 € l’anno (18 € per 12 mensilità). Se l’inflazione 2025-2027 supererà di oltre mezzo punto quella prevista al 9 dicembre 2025, dal 1° luglio 2028 i 18 € entreranno automaticamente nelle retribuzioni.

    Indennità e maggiorazioni

    Al minimo si aggiungono le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e domenicale, la reperibilità e le indennità legate al servizio e agli impianti, nelle misure del contratto. In sintesi (CCNL, artt. 19 e 32): lavoro notturno 22-6 maggiorato del 33%; festivo ordinario +50% (+75% di notte); straordinario feriale +13%, +20% e +33% a scaglioni, festivo +65%, notturno +50%; indennità domenicale 7,00 euro; reperibilità 5, 7 o 10 euro al giorno; turni continui 3,65% o 2,45% della base parametrale. Il dettaglio è nella scheda su orario e straordinari. Il rinnovo ha affidato a un confronto successivo la revisione delle indennità del settore impianti. In busta paga ogni voce compare separata dal minimo.

    Welfare e previdenza

    • Fasda (sanità integrativa): dal 1° ottobre 2026 il contributo dell’azienda aumenta di 5,50 € al mese per 12 mensilità.
    • Previambiente (fondo pensione): dal 1° gennaio 2027 il contributo dell’azienda per gli aderenti sale di 8,50 €, a 30,50 € al mese per 12 mensilità, oltre alla quota percentuale.
    • Dal 1° gennaio 2027 i lavoratori assunti dal 2017 a 38 ore settimanali hanno 10 ore annue di permessi retribuiti in più.

    Casi pratici

    Tizio – Spazzamento manuale in D2
    Tizio è addetto allo spazzamento manuale, livello D2. Dal 1° ottobre 2026 il suo minimo è 1.439,36 € al mese, 20.151,04 € su 14 mensilità, a cui si aggiungono le maggiorazioni per notti e festivi.
    Caia – Autista di compattatore in C2
    Caia guida un compattatore con patente C e CQC, livello C2: minimo di 2.031,09 € al mese dal 1° ottobre 2026, 28.435,26 € su 14 mensilità. Se trasporta rifiuti pericolosi deve avere anche il certificato ADR.
    Sempronio – La tranche di gennaio 2027
    Sempronio è in C2s, l’ex 3A, con un minimo di 2.080,19 €. Il 1° gennaio 2027 arriva la tranche di 36 € prevista proprio per il suo parametro, e il minimo sale a 2.116,19 €.

    Domande frequenti

    Quanto guadagna un operatore ecologico?
    Dipende dal livello. Dal 1° ottobre 2026 il minimo va da 1.439,36 € (D2, spazzamento e raccolta senza guida) a 1.839,19 € (D1, guida con patente B) e 2.031,09 € (C2, patente C e CQC), per 14 mensilità, più maggiorazioni e indennità.
    Il CCNL prevede la quattordicesima?
    Sì: 14 mensilità, con la tredicesima entro il 20 dicembre e la quattordicesima fra il 15 giugno e il 15 luglio.
    Quando arrivano i prossimi aumenti?
    Il 1° gennaio 2027 (36 € sul parametro 130,07), il 1° agosto 2027 (40 €) e il 1° dicembre 2027 (40 €); gli altri livelli in proporzione.
    Come corrispondono i vecchi livelli del CCNL igiene ambientale ai nuovi?
    Dal 1° febbraio 2026: 1B (e J) diventa D2, 1A D2s, 2B D1, 2A D1s, 3B C2, 3A C2s, 4B C1, 4A C1s, 5B B2, 5A B2s, 6B B1, 6A B1s, 7B A2, 7A A2s, 8 A1; il Quadro resta Q.
    Che livello ha l’autista di un camion della raccolta rifiuti?
    Chi guida mezzi oltre 3,5 tonnellate con patente C e CQC è in C2: 2.031,09 € dal 1° ottobre 2026. Chi guida solo mezzi con patente B, fino a 3,5 tonnellate, è in D1 (1.839,19 €). Anche la pesatura dei mezzi negli impianti e nelle discariche è nel C2.
    Il CCNL Federambiente esiste ancora?
    No. Federambiente è confluita in Utilitalia nel 2015 e il suo contratto, insieme a quello Assoambiente, è stato sostituito dal CCNL unico dei servizi ambientali del 18 maggio 2022, rinnovato il 9 dicembre 2025.
    Quanto sarà il minimo dal 1° dicembre 2027?
    Con l’ultima tranche il D2 arriva a 1.519,63 €, il D1 a 1.941,76 €, il C2 a 2.144,36 €, il C2s (ex 3A) a 2.196,19 € e il Quadro a 3.714,62 € lordi al mese.

    Fonti: sintesi accordo 9/12/2025 con tabella economica (FP-CGIL) · comunicato delle segreterie nazionali del 30/12/2025 · Redigo. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche preavviso 30-180 giorni, ferie 26 giorni e permessi, maternità, paternità, congedi, 13ª, 14ª e premi produttività, malattia, comporto e INAIL e prova per livello.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 39 L. 184/1983 (abrogato)

    Art. 39 L. 184/1983

    L. 4 maggio 1983, n. 184 – Diritto del minore a una famiglia

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.L. 18 maggio 2006, n. 181, convertito con modificazioni dalla L. 17 luglio 2006, n. 233. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    1. La Commissione per le adozioni internazionali: a) collabora con le autorità centrali per le adozioni internazionali degli altri Stati, anche raccogliendo le informazioni necessarie, ai fini dell’attuazione delle convenzioni internazionali in materia di adozione; b) propone la stipulazione di accordi bilaterali in materia di adozione internazionale; c) autorizza l’attività degli enti di cui all’articolo 39-ter, cura la tenuta del relativo albo, vigila sul loro operato, lo verifica almeno ogni tre anni, revoca l’autorizzazione concessa nei casi di gravi inadempienze, insufficienze o violazione delle norme della presente legge.

    Le medesime funzioni sono svolte dalla Commissione con riferimento all’attività svolta dai servizi per l’adozione internazionale, di cui all’articolo 39-bis; d) agisce al fine di assicurare l’omogenea diffusione degli enti autorizzati sul territorio nazionale e delle relative rappresentanze nei Paesi stranieri; e) conserva tutti gli atti e le informazioni relativi alle procedure di adozione internazionale; f) promuove la cooperazione fra i soggetti che operano nel campo dell’adozione internazionale e della protezione dei minori; g) promuove iniziative di formazione per quanti operino o intendano operare nel campo dell’adozione; h) autorizza l’ingresso e il soggiorno permanente del minore straniero adottato o affidato a scopo di adozione; i) certifica la conformità dell’adozione alle disposizioni della Convenzione, come previsto dall’articolo 23, comma 1, della Convenzione stessa; l) per le attività di informazione e formazione, collabora anche con enti diversi da quelli di cui all’articolo 39-ter.

    2. La decisione dell’ente autorizzato di non concordare con l’autorità straniera l’opportunità di procedere all’adozione è sottoposta ad esame della Commissione, su istanza dei coniugi interessati; ove non confermi il precedente diniego, la Commissione può procedere direttamente, o delegando altro ente o ufficio, agli incombenti di cui all’articolo 31.

    3. La Commissione attua incontri periodici con i rappresentanti degli enti autorizzati al fine di esaminare le problematiche emergenti e coordinare la programmazione degli interventi attuativi dei principi della Convenzione.

    4. La Commissione presenta al Presidente del Consiglio dei ministri, che la trasmette al Parlamento, una relazione biennale sullo stato delle adozioni internazionali, sullo stato della attuazione della Convenzione e sulla stipulazione di accordi bilaterali anche con Paesi non aderenti alla stessa

  • CCNL Servizi Ambientali: livelli A-J e mansioni

    CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale)

    In sintesi

    Dal 1° febbraio 2026 il CCNL Servizi Ambientali ha una nuova classificazione: 8 livelli più i Quadri, dal D2 (spazzamento manuale, raccolta senza guida) all’A1, ciascuno con una posizione «s» dopo 5 anni. Il vecchio livello J è confluito in D2. Gli autisti con patente B sono in D1, quelli con patente C e CQC in C2. Dal 1° ottobre 2026 i minimi vanno da 1.439,36 € (D2) a 3.518,41 € (Q).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Utilitalia · FISE Assoambiente · Cisambiente Confindustria · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative · AGCI · FP-CGIL · FIT-CISL · UILTrasporti · FIADEL
    Ultimo rinnovo
    9 dicembre 2025: ipotesi di accordo, divenuta efficace il 3 febbraio 2026 con lo scioglimento della riserva (approvazione superiore al 92%)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (CCNL unico dei Servizi Ambientali)
    Platea
    ~90.000 (addetti raccolta rifiuti, autisti compattatori, spazzini, operatori impianti trattamento)

    Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL unico dei Servizi Ambientali è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: ipotesi di accordo il 9 dicembre 2025, riserva sciolta il 3 febbraio 2026 con oltre il 92% di sì, per più di 110.000 lavoratori. Il valore complessivo è di 307 euro (250 di aumento del TEC, 217 di TEM al livello 3A, 47 legati alla riforma parziale della classificazione). Il TEM arriva in cinque tranche: 15 euro dal 1° luglio 2025, 86 dal 1° febbraio 2026, 36 dal 1° gennaio 2027, 40 dal 1° agosto 2027 e 40 dal 1° dicembre 2027; è prevista anche una una tantum di 100 euro a copertura del primo semestre 2025, erogata a marzo e giugno 2026. Per il quadro completo vedi l’hub CCNL Servizi Ambientali e le tabelle retributive.

    Tabella riepilogativa

    Nuova classificazione dal 1° febbraio 2026: livelli, corrispondenza con i vecchi e minimi dal 1° ottobre 2026
    Nuovo livello Vecchio livello Minimo mensile dal 1° ottobre 2026
    Q Q 3.518,41 €
    A1 8 3.198,56 €
    A2s 7A 2.949,21 €
    A2 7B 2.804,50 €
    B1s 6A 2.668,22 €
    B1 6B 2.545,29 €
    B2s 5A 2.419,56 €
    B2 5B 2.316,73 €
    C1s 4A 2.216,13 €
    C1 4B 2.148,77 €
    C2s 3A 2.080,19 €
    C2 3B 2.031,09 €
    D1s 2A 2.027,89 €
    D1 2B 1.839,19 €
    D2s 1A 1.663,25 €
    D2 1B e J 1.439,36 €

    Dal 1° febbraio 2026 la vecchia scala per aree funzionali (J, 1B, 1A … 7A, 8, Q) è sostituita da 8 livelli più i Quadri, dal più basso D2 al più alto A1. Ogni livello ha una posizione iniziale e una posizione «s», più pagata, che si raggiunge dopo 5 anni nel livello (3 anni in D2 se un accordo aziendale prevede l’uso della patente per tutte le mansioni di guida). Il livello J è stato abolito ed è confluito in D2. Importi lordi da retribuzione base parametrale; restano esclusi scatti e indennità. I minimi crescono ancora a gennaio, agosto e dicembre 2027.

    D2: spazzamento manuale e raccolta senza guida

    Il livello di ingresso comprende lo spazzamento manuale e le attività collegate (svuotamento cestini, raccolta foglie), la raccolta, anche porta a porta, al servizio dei mezzi ma non alla loro guida, gli addetti che seguono le spazzatrici, la pulizia e il diserbo di aree verdi e cimiteriali, il supporto negli ecocentri, le mansioni semplici di magazzino e preselezione e i servizi accessori (portineria, custodia, lavaggio mezzi). La guida con patente B è limitata alle mansioni di spazzamento.

    D1: guida con patente B

    In D1 si guidano tutti i mezzi con patente B: spazzatrici fino a 2 metri cubi e sotto le 5 tonnellate, automezzi fino a 3,5 tonnellate anche con compattatore. Rientrano anche l’accettazione dei rifiuti e dei documenti nei centri di raccolta, il magazzino con mezzi di sollevamento, derattizzazione e disinfezione, le attività semplici di segreteria e di rapporto con gli utenti.

    C2: guida con patente C e CQC

    Il C2 è il livello degli autisti con patente C e CQC: automezzi oltre 3,5 tonnellate, macchine per lo spazzamento oltre 5 e fino a 6 tonnellate, pale, ruspe ed escavatori fino a 10 tonnellate. Comprende anche bonifiche ambientali, attività tecniche cimiteriali, pesatura e verifica dei rifiuti negli impianti, manutenzione di normale difficoltà e gestione amministrativa di base. Chi trasporta rifiuti pericolosi deve avere anche il certificato ADR previsto dalla legge.

    Dal C1 ai Quadri

    I livelli da C1 ad A1 corrispondono ai vecchi livelli dal 4B all’8, cioè a operai specializzati, capi squadra, tecnici e impiegati con crescente autonomia. Il rinnovo ha rinviato a un confronto successivo fra le parti la riscrittura delle declaratorie di questi livelli: per sapere dove rientra una mansione conviene partire dalla corrispondenza con il vecchio livello indicata in tabella.

    Casi pratici

    Tizio – Spazzamento manuale in D2
    Tizio fa spazzamento manuale ed era inquadrato al vecchio livello 1B, oggi D2. Dal 1° ottobre 2026 il suo minimo è 1.439,36 € al mese; dopo 5 anni nel livello passa alla posizione D2s, oggi pari a 1.663,25 €.
    Caia – Autista di compattatore con patente C
    Caia guida un compattatore oltre le 3,5 tonnellate con patente C e CQC: è in C2, l’ex livello 3B, con un minimo di 2.031,09 € dal 1° ottobre 2026. Dopo 5 anni passa a C2s (2.080,19 €).
    Sempronio – Era al livello J
    Sempronio era inquadrato nel vecchio livello J, il più basso, con 1.226,54 € di minimo. Dal 1° febbraio 2026 il livello J è stato abolito e lui è passato in D2, con mansioni e retribuzione di quel livello: dal 1° ottobre 2026 il suo minimo è 1.439,36 €, 212,82 € in più.

    Domande frequenti

    Quanti livelli ha il CCNL Servizi Ambientali?
    Dal 1° febbraio 2026, 8 livelli più i Quadri: D2, D1, C2, C1, B2, B1, A2, A1 e Q. Ogni livello tranne A1 e Q ha anche una posizione «s» che si raggiunge dopo 5 anni: in tutto 16 posizioni retributive.
    Quale patente serve per guidare un compattatore?
    Fino a 3,5 tonnellate basta la patente B (livello D1); oltre servono patente C e CQC (livello C2). Per i rifiuti pericolosi serve anche il certificato ADR.
    Lo spazzino è inquadrato in che livello?
    Lo spazzamento manuale è in D2. Chi guida spazzatrici fino a 2 metri cubi con patente B è in D1; le macchine per lo spazzamento oltre 5 e fino a 6 tonnellate sono in C2.
    Che fine hanno fatto i vecchi livelli 1A, 2B, 3A?
    Sono stati rinominati dal 1° febbraio 2026: 1B diventa D2, 1A D2s, 2B D1, 2A D1s, 3B C2, 3A C2s, e così via fino all’8, che diventa A1. Il livello J è confluito in D2.

    Fonti: sintesi accordo 9/12/2025 (FP-CGIL) · Redigo. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per livello, preavviso 30-180 giorni, ferie 26 giorni e permessi, maternità, paternità, congedi, 13ª, 14ª e premi produttività e malattia, comporto e INAIL.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Servizi Ambientali (Igiene Ambientale). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.