Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Agenzie Immobiliari

TFR e fine rapporto nel CCNL Agenzie Immobiliari

Come si calcola il trattamento di fine rapporto, quando si può chiedere l’anticipo e cosa spetta alla cessazione del rapporto in agenzia immobiliare.

In sintesi

Il TFR (trattamento di fine rapporto) spetta a ogni dipendente alla cessazione del rapporto e si calcola secondo l'art. 2120 c.c.: accantonamento annuo pari alla retribuzione divisa per 13,5, rivalutato ogni anno. Il lavoratore può chiedere un'anticipazione nei casi di legge e può destinare il TFR a un fondo di previdenza complementare. Alla cessazione si liquidano TFR, ratei e ferie residue.

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Dati contrattuali

CCNL
Dipendenti da agenti immobiliari professionali, mandatari a titolo oneroso e mediatori creditizi
Parti firmatarie
FIAIP · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
Decorrenza
Rinnovo sottoscritto il 19 maggio 2025, vigenza dal 1° maggio 2025 al 31 dicembre 2027
Ambito
Lavoratori subordinati di agenzie di mediazione immobiliare aderenti a FIAIP
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Che cos'è il TFR

Il trattamento di fine rapporto (TFR) è una somma che il datore accantona ogni anno e che viene corrisposta al lavoratore alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa. È una forma di retribuzione differita disciplinata dall'art. 2120 del codice civile, quindi spettante a tutti i dipendenti, indipendentemente dal CCNL applicato.

Come si calcola

Il meccanismo è fissato dalla legge:

  • ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione annua utile divisa per 13,5 (circa il 6,91%);
  • su ciascuna quota grava un contributo dello 0,50% a fini previdenziali;
  • il montante maturato negli anni precedenti si rivaluta al 31 dicembre con un tasso composto da una parte fissa dell'1,5% e da una parte variabile pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo.
Le componenti del calcolo del TFR (art. 2120 c.c.)
Componente Valore
Quota di accantonamento annua Retribuzione utile / 13,5
Contributo a carico del lavoratore 0,50% della retribuzione
Rivalutazione annua del montante 1,5% fisso + 75% dell'aumento ISTAT

Quali voci della retribuzione siano “utili” ai fini del TFR dipende dal CCNL: in genere rientrano le somme corrisposte in dipendenza del rapporto, non occasionali, mentre restano escluse le voci espressamente qualificate come non incidenti (ad esempio talune una tantum).

Le anticipazioni

L'art. 2120 c.c. consente di chiedere un'anticipazione del TFR, una sola volta nel corso del rapporto, fino al 70% del maturato, a chi ha almeno 8 anni di servizio, per:

  • spese sanitarie straordinarie per terapie e interventi riconosciuti;
  • acquisto della prima casa per sé o per i figli;
  • spese durante i congedi parentali o per formazione.

Il datore può soddisfare le richieste entro limiti annui legati al numero di dipendenti. Il CCNL o gli accordi aziendali possono ampliare le ipotesi o ridurre i requisiti.

TFR in azienda o nella previdenza complementare

Il lavoratore può scegliere se lasciare il TFR in azienda oppure destinarlo a una forma di previdenza complementare (fondo negoziale di settore, fondo aperto o PIP). Conferendo il TFR a un fondo, le quote non restano in azienda ma alimentano la posizione previdenziale, con un trattamento fiscale agevolato delle prestazioni. La scelta va espressa con le modalità di legge.

Cosa si liquida alla cessazione

Alla fine del rapporto, nel saldo confluiscono:

  • il TFR maturato e rivalutato (se non già conferito al fondo);
  • i ratei di tredicesima ed eventuale quattordicesima;
  • le ferie e i permessi maturati e non goduti;
  • l'eventuale indennità sostitutiva del preavviso, se dovuta.

Casi pratici

Un'addetta che acquista casa
Caia, con 9 anni di servizio, vuole comprare la prima casa. Può chiedere l'anticipazione del TFR fino al 70% del maturato, allegando il preliminare o l'atto. È un diritto di legge, esercitabile una sola volta.
Tizio sceglie il fondo pensione
Tizio, neoassunto, decide di destinare il TFR maturando a un fondo di previdenza complementare. Le quote non restano in agenzia: confluiscono nel fondo. Alla cessazione del rapporto non riceverà il TFR dall'azienda, ma avrà la posizione accumulata presso il fondo.
Sempronio licenziato per giusta causa
Sempronio è licenziato per giusta causa. Pur perdendo il preavviso, mantiene il diritto al TFR: si tratta di retribuzione differita che spetta sempre. Nel saldo riceve TFR, ratei e ferie residue.

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Domande frequenti

Come si calcola il TFR?
Secondo l’art. 2120 c.c. si accantona ogni anno una quota pari alla retribuzione annua utile divisa per 13,5 (circa il 6,91% della retribuzione). Le quote accantonate, al netto di un contributo dello 0,50%, si rivalutano ogni anno con un tasso fisso dell’1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.
Quando posso chiedere un’anticipazione del TFR?
L’art. 2120 c.c. consente di chiedere fino al 70% del TFR maturato, una sola volta, dopo almeno 8 anni di servizio, per spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli, o durante congedi parentali e formativi. Il CCNL o accordi aziendali possono prevedere condizioni di miglior favore.
Cosa succede al TFR se vado in un fondo pensione?
Il lavoratore può destinare il TFR maturando a una forma di previdenza complementare (fondo negoziale, aperto o PIP). In tal caso le quote non restano in azienda ma confluiscono nel fondo e seguono le regole della previdenza complementare. La scelta è in genere revocabile solo in un senso (verso il fondo).
Quando viene pagato il TFR?
Il TFR si liquida alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa (dimissioni, licenziamento, scadenza del termine, pensionamento). Nel saldo finale rientrano anche i ratei di tredicesima ed eventuale quattordicesima e le ferie e i permessi maturati e non goduti.
Il TFR spetta anche se mi licenziano per giusta causa?
Sì. Il TFR è una retribuzione differita e spetta sempre, indipendentemente dalla causa di cessazione del rapporto, compreso il licenziamento per giusta causa. Ciò che può non spettare, in caso di recesso immediato, è l’indennità di preavviso.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per i dipendenti da agenti immobiliari professionali del 19 maggio 2025 (vigenza 2025-2027). Distinguono ciò che è previsto dalla legge da ciò che è rimesso al contratto collettivo o individuale. Per la propria posizione è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, alle organizzazioni sindacali firmatarie (FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTuCS) o all'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il trattamento di fine rapporto (TFR) e regolato dall'art. 2120 c.c. e spetta in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato.
  • Il TFR si calcola accantonando per ciascun anno una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5.
  • Le quote accantonate si rivalutano annualmente con un tasso fisso dell'1,5% piu il 75% dell'incremento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo.
  • Il lavoratore puo destinare il TFR alla previdenza complementare oppure mantenerlo in azienda o presso il Fondo Tesoreria INPS.
  • Sono ammesse anticipazioni del TFR a determinate condizioni di anzianita e per causali tipiche come spese sanitarie o acquisto della prima casa.
Indice dei contenuti

Nelle agenzie immobiliari, dove convivono personale di segreteria, addetti e talvolta figure commerciali, il trattamento di fine rapporto e una voce centrale del rapporto di lavoro subordinato. La disciplina e quella generale dell'art. 2120 c.c., inderogabile nei suoi tratti essenziali, che il CCNL puo integrare ma non comprimere.

Cos'e il TFR e quando spetta

Il TFR e una retribuzione differita che matura durante tutto il rapporto e viene corrisposta alla sua cessazione, qualunque ne sia la causa: dimissioni, licenziamento, pensionamento, scadenza del termine. E un diritto del lavoratore subordinato che prescinde dalle ragioni della cessazione e che si accumula anno dopo anno.

Il calcolo: la quota annua e il divisore 13,5

Per ciascun anno di servizio si accantona una quota pari alla retribuzione utile dell'anno divisa per 13,5. La base di calcolo comprende le somme corrisposte in dipendenza del rapporto a titolo non occasionale, salvo diversa previsione contrattuale. I periodi inferiori all'anno si computano in proporzione ai mesi, con arrotondamento delle frazioni.

La rivalutazione annuale

Le quote accantonate, escluso il rateo dell'anno in corso, si rivalutano al 31 dicembre di ogni anno con un coefficiente composto da una parte fissa dell'1,5% e da una parte variabile pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati. E un meccanismo che protegge il TFR dall'erosione inflazionistica.

Le destinazioni del TFR

Il lavoratore sceglie se destinare il TFR maturando alla previdenza complementare oppure mantenerlo come accantonamento. Nelle aziende sopra una certa soglia dimensionale il TFR non destinato a fondi confluisce nel Fondo di Tesoreria gestito dall'INPS; nelle imprese minori resta tipicamente accantonato in azienda. La scelta sulla destinazione e tendenzialmente irreversibile nei limiti di legge.

Le anticipazioni

Il lavoratore con un'anzianita minima puo chiedere un'anticipazione del TFR, entro un tetto percentuale del maturato e per le causali previste dalla legge, tra cui spese sanitarie straordinarie e acquisto della prima casa per se o per i figli. Il contratto puo ampliare le ipotesi e migliorare le condizioni. Per le percentuali e i limiti puntuali si rinvia all'art. 2120 c.c. e alle tabelle del CCNL vigente.

Erogazione, tassazione e cessazione del rapporto

Alla cessazione il TFR viene liquidato insieme alle competenze finali, comprese ferie, permessi e ratei non goduti. Il TFR e soggetto a tassazione separata, con un trattamento fiscale agevolato rispetto al reddito ordinario. Eventuali contenziosi sul calcolo riguardano spesso la base di computo: e bene verificare quali voci retributive vi rientrano secondo il CCNL.

Domande frequenti

Come si calcola la quota annua di TFR?

Si accantona, per ogni anno, una quota pari alla retribuzione utile annua divisa per 13,5; i periodi inferiori all'anno si computano in proporzione ai mesi.

Come si rivaluta il TFR accantonato?

Ogni anno con un coefficiente dell'1,5% fisso piu il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo, applicato alle quote gia accantonate.

Posso chiedere un'anticipazione del TFR?

Si, con un'anzianita minima, entro un tetto percentuale del maturato e per causali come spese sanitarie straordinarie o acquisto della prima casa; il CCNL puo migliorare le condizioni.

Il TFR spetta anche se mi licenzio?

Si: il TFR spetta in ogni caso di cessazione del rapporto, comprese le dimissioni, indipendentemente dalla causa.

Come viene tassato il TFR?

Con tassazione separata, regime fiscale piu favorevole rispetto a quello ordinario del reddito da lavoro; e liquidato insieme alle competenze finali.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.