Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

La guida

CCNL Agenzie Immobiliari

Preavviso e licenziamento nel CCNL Agenzie Immobiliari

Quando e come si può sciogliere il rapporto, quanto dura il preavviso e quali tutele ha il dipendente di agenzia immobiliare.

In sintesi

Il licenziamento richiede una giusta causa o un giustificato motivo e, salvo la giusta causa, il rispetto del preavviso, la cui durata cresce con livello e anzianità secondo il CCNL. Chi non rispetta il preavviso deve la relativa indennità sostitutiva. Il licenziamento va comunicato per iscritto e con motivazione; il lavoratore può impugnarlo entro 60 giorni.

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Dati contrattuali

CCNL
Dipendenti da agenti immobiliari professionali, mandatari a titolo oneroso e mediatori creditizi
Parti firmatarie
FIAIP · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
Decorrenza
Rinnovo sottoscritto il 19 maggio 2025, vigenza dal 1° maggio 2025 al 31 dicembre 2027
Ambito
Lavoratori subordinati di agenzie di mediazione immobiliare aderenti a FIAIP
Fonte
Testo coordinato del CCNL, edizione ufficiale del 7 giugno 2021 (PDF); minimi e una tantum dal rinnovo del 2025 (scheda Filcams-CGIL)

Quando si può licenziare

Nel rapporto a tempo indeterminato il licenziamento non è mai libero: richiede una giusta causa o un giustificato motivo. La legge (in particolare la Legge 604/1966, lo Statuto dei Lavoratori e, per gli assunti dal 7 marzo 2015, il d.lgs. 23/2015) e il CCNL definiscono le tutele. Il datore deve sempre comunicare il recesso per iscritto, indicando i motivi.

Giusta causa e giustificato motivo

Tipologie di licenziamento e preavviso
Tipo Quando ricorre Preavviso
Giusta causa Fatto così grave da impedire la prosecuzione anche provvisoria del rapporto Non dovuto (licenziamento immediato)
Giustificato motivo soggettivo Inadempimento notevole ma non gravissimo del lavoratore Dovuto
Giustificato motivo oggettivo Ragioni economiche, organizzative o produttive dell'azienda Dovuto

Il licenziamento disciplinare (giusta causa o GMS) deve rispettare la procedura dell'art. 7 dello Statuto dei Lavoratori: contestazione scritta dell'addebito, termine a difesa, eventuale sanzione.

Il preavviso: durata e funzione

Salvo il caso della giusta causa, il recesso richiede il preavviso: un periodo durante il quale il rapporto prosegue, per consentire al lavoratore di cercare un'altra occupazione e al datore di organizzare la sostituzione. La durata del preavviso è fissata dall'art. 171 del CCNL e cresce con il livello e l'anzianità: più breve per i livelli esecutivi, più lunga per i Quadri e i livelli alti.

Termini di preavviso per livello e anzianità di servizio, in giorni di calendario (art. 171)
Livello Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
Quadri e 1° livello 60 90 120
2° e 3° livello 30 45 60
4° e 5° livello 20 30 45
6° livello 15 20 20

Il preavviso decorre dal 1° o dal 16 di ciascun mese. Se il datore non lo concede deve l'indennità sostitutiva (art. 172); durante il preavviso le ferie non possono essere concesse (art. 122). Il CCNL ammette il licenziamento solo per giusta causa o per giustificato motivo con preavviso (art. 168), con esclusione dei lavoratori in prova e di chi ha i requisiti per la pensione di vecchiaia.

Indennità sostitutiva del preavviso

Se la parte che recede non concede il preavviso, deve all'altra un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione di fatto del periodo di preavviso, comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima (art. 172). Vale per il datore che licenzia con effetto immediato (fuori dai casi di giusta causa) e per il lavoratore che si dimette senza preavviso. Durante il preavviso lavorato maturano comunque ferie, tredicesima e TFR.

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Tutele in caso di licenziamento illegittimo

Il licenziamento privo di giusta causa o giustificato motivo, o viziato nella forma o nella procedura, è illegittimo. Le conseguenze (reintegrazione o indennità risarcitoria) dipendono dal numero di dipendenti dell'azienda, dalla data di assunzione e dal tipo di vizio. I licenziamenti discriminatori, nulli o orali comportano la tutela più forte (reintegrazione) a prescindere dalle dimensioni dell'azienda.

Come e quando impugnare

Il lavoratore che ritiene illegittimo il licenziamento deve impugnarlo entro 60 giorni dalla ricezione, anche con semplice lettera o PEC. Entro i successivi 180 giorni deve depositare il ricorso al giudice o avviare un tentativo di conciliazione, altrimenti l'impugnazione perde efficacia.

Casi pratici

Tizio licenziato per riorganizzazione
L'agenzia chiude lo sportello dove lavora Tizio (3° livello) e lo licenzia per giustificato motivo oggettivo. Essendo un GMO, è dovuto il preavviso dell'art. 171: per il 3° livello sono 30, 45 o 60 giorni di calendario, secondo che abbia fino a 5, fino a 10 o oltre 10 anni di servizio; in alternativa l'agenzia gli versa l'indennità sostitutiva. Tizio può comunque valutare la legittimità del motivo.
Un'addetta e una contestazione disciplinare
Caia riceve una contestazione per ripetute assenze ingiustificate. Il datore segue la procedura dell'art. 7 St. Lav.: contestazione scritta, termine a difesa. Solo dopo, valutate le giustificazioni, può decidere la sanzione, che a seconda della gravità può arrivare al licenziamento per giustificato motivo soggettivo, con preavviso.
Sempronio licenziato a voce
Al direttore Sempronio viene comunicato a voce “da domani non venire più”. Il licenziamento orale è inefficace: il rapporto giuridicamente prosegue. Sempronio mette per iscritto la propria disponibilità al lavoro e, con l'assistenza del sindacato, contesta il recesso.
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Domande frequenti

Quanto dura il preavviso di licenziamento?

La durata del preavviso è fissata dall'art. 171 del CCNL e cresce con livello e anzianità, in giorni di calendario: fino a 5 anni di servizio 60 giorni per Quadri e 1° livello, 30 per 2° e 3°, 20 per 4° e 5°, 15 per il 6°; oltre 5 e fino a 10 anni 90, 45, 30 e 20; oltre 10 anni 120, 60, 45 e 20. Decorre dal 1° o dal 16 del mese. In caso di licenziamento per giusta causa il preavviso non è dovuto.

Cosa sono giusta causa e giustificato motivo?

La giusta causa è un fatto talmente grave da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto (licenziamento senza preavviso). Il giustificato motivo soggettivo è un inadempimento meno grave; quello oggettivo riguarda ragioni economiche, organizzative o produttive. In entrambi i casi di giustificato motivo è dovuto il preavviso.

Cos'è l'indennità sostitutiva del preavviso?

Se la parte che recede non concede il preavviso, deve all'altra un'indennità pari alla retribuzione che sarebbe spettata nel periodo di preavviso. Vale sia per il datore che licenzia con effetto immediato (fuori dalla giusta causa) sia per il lavoratore che si dimette senza preavviso.

Il licenziamento deve essere scritto e motivato?

Sì. Il licenziamento deve essere comunicato per iscritto e contenere la specificazione dei motivi. La comunicazione orale è inefficace. Il lavoratore può chiedere chiarimenti e, se ritiene il licenziamento illegittimo, impugnarlo.

Entro quando si impugna un licenziamento?

Il licenziamento va impugnato entro 60 giorni dalla ricezione, anche con atto stragiudiziale (lettera o PEC). Entro i successivi 180 giorni va depositato il ricorso giudiziale o avviata la conciliazione, pena l'inefficacia dell'impugnazione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 21 giugno 2026
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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