Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Agenzie Immobiliari

Preavviso e licenziamento nel CCNL Agenzie Immobiliari

Quando e come si può sciogliere il rapporto, quanto dura il preavviso e quali tutele ha il dipendente di agenzia immobiliare.

In sintesi

Il licenziamento richiede una giusta causa o un giustificato motivo e, salvo la giusta causa, il rispetto del preavviso, la cui durata cresce con livello e anzianità secondo il CCNL. Chi non rispetta il preavviso deve la relativa indennità sostitutiva. Il licenziamento va comunicato per iscritto e con motivazione; il lavoratore può impugnarlo entro 60 giorni.

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Dati contrattuali

CCNL
Dipendenti da agenti immobiliari professionali, mandatari a titolo oneroso e mediatori creditizi
Parti firmatarie
FIAIP · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
Decorrenza
Rinnovo sottoscritto il 19 maggio 2025, vigenza dal 1° maggio 2025 al 31 dicembre 2027
Ambito
Lavoratori subordinati di agenzie di mediazione immobiliare aderenti a FIAIP
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Quando si può licenziare

Nel rapporto a tempo indeterminato il licenziamento non è mai libero: richiede una giusta causa o un giustificato motivo. La legge (in particolare la Legge 604/1966, lo Statuto dei Lavoratori e, per gli assunti dal 7 marzo 2015, il d.lgs. 23/2015) e il CCNL definiscono le tutele. Il datore deve sempre comunicare il recesso per iscritto, indicando i motivi.

Giusta causa e giustificato motivo

Tipologie di licenziamento e preavviso
Tipo Quando ricorre Preavviso
Giusta causa Fatto così grave da impedire la prosecuzione anche provvisoria del rapporto Non dovuto (licenziamento immediato)
Giustificato motivo soggettivo Inadempimento notevole ma non gravissimo del lavoratore Dovuto
Giustificato motivo oggettivo Ragioni economiche, organizzative o produttive dell'azienda Dovuto

Il licenziamento disciplinare (giusta causa o GMS) deve rispettare la procedura dell'art. 7 dello Statuto dei Lavoratori: contestazione scritta dell'addebito, termine a difesa, eventuale sanzione.

Il preavviso: durata e funzione

Salvo il caso della giusta causa, il recesso richiede il preavviso: un periodo durante il quale il rapporto prosegue, per consentire al lavoratore di cercare un'altra occupazione e al datore di organizzare la sostituzione. La durata del preavviso è fissata dal CCNL e cresce con il livello e l'anzianità: più breve per i livelli esecutivi, più lunga per i Quadri e i livelli alti.

I giorni o i mesi esatti di preavviso per ciascun livello e fascia di anzianità sono indicati nelle tabelle del CCNL: vanno verificati nel testo del contratto in vigore.

Indennità sostitutiva del preavviso

Se la parte che recede non concede il preavviso, deve all'altra un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione che sarebbe maturata durante il periodo di preavviso. Vale per il datore che licenzia con effetto immediato (fuori dai casi di giusta causa) e per il lavoratore che si dimette senza preavviso. Durante il preavviso lavorato maturano comunque ferie, tredicesima e TFR.

Tutele in caso di licenziamento illegittimo

Il licenziamento privo di giusta causa o giustificato motivo, o viziato nella forma o nella procedura, è illegittimo. Le conseguenze (reintegrazione o indennità risarcitoria) dipendono dal numero di dipendenti dell'azienda, dalla data di assunzione e dal tipo di vizio. I licenziamenti discriminatori, nulli o orali comportano la tutela più forte (reintegrazione) a prescindere dalle dimensioni dell'azienda.

Come e quando impugnare

Il lavoratore che ritiene illegittimo il licenziamento deve impugnarlo entro 60 giorni dalla ricezione, anche con semplice lettera o PEC. Entro i successivi 180 giorni deve depositare il ricorso al giudice o avviare un tentativo di conciliazione, altrimenti l'impugnazione perde efficacia.

Casi pratici

Tizio licenziato per riorganizzazione
L'agenzia chiude lo sportello dove lavora Tizio (3° livello) e lo licenzia per giustificato motivo oggettivo. Essendo un GMO, è dovuto il preavviso secondo la tabella del CCNL per il suo livello e la sua anzianità; in alternativa l'agenzia gli versa l'indennità sostitutiva. Tizio può comunque valutare la legittimità del motivo.
Un'addetta e una contestazione disciplinare
Caia riceve una contestazione per ripetute assenze ingiustificate. Il datore segue la procedura dell'art. 7 St. Lav.: contestazione scritta, termine a difesa. Solo dopo, valutate le giustificazioni, può decidere la sanzione, che a seconda della gravità può arrivare al licenziamento per giustificato motivo soggettivo, con preavviso.
Sempronio licenziato a voce
Al direttore Sempronio viene comunicato a voce “da domani non venire più”. Il licenziamento orale è inefficace: il rapporto giuridicamente prosegue. Sempronio mette per iscritto la propria disponibilità al lavoro e, con l'assistenza del sindacato, contesta il recesso.

Domande frequenti

Quanto dura il preavviso di licenziamento?
La durata del preavviso è fissata dal CCNL e cresce in base al livello di inquadramento e all’anzianità di servizio: è più breve per i livelli esecutivi e più lunga per i Quadri e i livelli alti. Per i giorni o i mesi precisi si rinvia alle tabelle del contratto. In caso di licenziamento per giusta causa il preavviso non è dovuto.
Cosa sono giusta causa e giustificato motivo?
La giusta causa è un fatto talmente grave da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto (licenziamento senza preavviso). Il giustificato motivo soggettivo è un inadempimento meno grave; quello oggettivo riguarda ragioni economiche, organizzative o produttive. In entrambi i casi di giustificato motivo è dovuto il preavviso.
Cos’è l’indennità sostitutiva del preavviso?
Se la parte che recede non concede il preavviso, deve all’altra un’indennità pari alla retribuzione che sarebbe spettata nel periodo di preavviso. Vale sia per il datore che licenzia con effetto immediato (fuori dalla giusta causa) sia per il lavoratore che si dimette senza preavviso.
Il licenziamento deve essere scritto e motivato?
Sì. Il licenziamento deve essere comunicato per iscritto e contenere la specificazione dei motivi. La comunicazione orale è inefficace. Il lavoratore può chiedere chiarimenti e, se ritiene il licenziamento illegittimo, impugnarlo.
Entro quando si impugna un licenziamento?
Il licenziamento va impugnato entro 60 giorni dalla ricezione, anche con atto stragiudiziale (lettera o PEC). Entro i successivi 180 giorni va depositato il ricorso giudiziale o avviata la conciliazione, pena l’inefficacia dell’impugnazione.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per i dipendenti da agenti immobiliari professionali del 19 maggio 2025 (vigenza 2025-2027). Distinguono ciò che è previsto dalla legge da ciò che è rimesso al contratto collettivo o individuale. Per la propria posizione è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, alle organizzazioni sindacali firmatarie (FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTuCS) o all'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il recesso dal rapporto a tempo indeterminato richiede preavviso ex art. 2118 c.c., salvo la giusta causa che lo esclude (art. 2119 c.c.).
  • La durata del preavviso e' graduata per anzianita' e inquadramento: i termini sono nelle tabelle del CCNL vigente.
  • In mancanza di preavviso e' dovuta l'indennita' sostitutiva, pari alla retribuzione del periodo non lavorato.
  • Le dimissioni si presentano in forma telematica ex D.Lgs. 151/2015, con facolta' di revoca entro sette giorni.
  • Il licenziamento deve essere motivato e rispettare le procedure di legge; quello disciplinare segue l'iter dell'art. 7 St. lav.
Indice dei contenuti

Nelle agenzie immobiliari il rapporto di lavoro convive spesso con figure commerciali e provvigionali, ma per il personale dipendente valgono le regole generali sul recesso, che il CCNL di settore declina su anzianita' e inquadramento. Il tema del preavviso e del licenziamento e' tra i più sensibili, perché tocca la stabilita' economica del lavoratore e l'organizzazione dell'impresa: conoscerne i meccanismi evita errori che si traducono in indennita' e contenziosi.

Il preavviso come regola del recesso ordinario

L'art. 2118 c.c. stabilisce che dal contratto a tempo indeterminato ciascuna parte può recedere dando il preavviso. La sua funzione e' di consentire all'altra parte di organizzarsi: al datore di trovare un sostituto, al lavoratore di cercare una nuova occupazione. La durata del preavviso non e' libera ma fissata dal CCNL in funzione di anzianita' e livello: i termini esatti vanno letti nelle tabelle del CCNL vigente, perché crescono tipicamente con l'anzianita' di servizio.

L'indennita' sostitutiva del preavviso

Quando la parte che recede non rispetta il preavviso, deve all'altra un'indennita' sostitutiva pari alla retribuzione che sarebbe spettata nel periodo non lavorato. E' un meccanismo che monetizza il preavviso non goduto: il datore che licenzia con effetto immediato paga l'indennita'; il lavoratore che si dimette senza preavviso può vedersela trattenere. La base di calcolo comprende le voci retributive ordinarie, secondo le regole del CCNL.

La giusta causa che esclude il preavviso

L'art. 2119 c.c. consente il recesso immediato, senza preavviso, quando si verifica una causa che non consente la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto. E' la giusta causa: un fatto così grave da spezzare la fiducia. In tal caso non e' dovuta indennita' di preavviso. La valutazione della gravita' e' rigorosa, perché la giusta causa e' un'eccezione alla regola del preavviso e va provata da chi la invoca.

Le dimissioni telematiche

Dal 2016 le dimissioni del lavoratore subordinato devono essere presentate in forma telematica, secondo il D.Lgs. 151/2015, attraverso l'apposita procedura. La forma telematica e' requisito di validita': dimissioni rese a voce o con semplice lettera non producono effetto. Il lavoratore può revocare le dimissioni entro sette giorni dalla trasmissione, ripensamento che la legge tutela proprio per evitare rinunce affrettate o estorte.

Il licenziamento e la sua motivazione

Il licenziamento deve essere comunicato per iscritto e sorretto da una giustificazione: un giustificato motivo oggettivo o soggettivo, o una giusta causa. Il licenziamento disciplinare richiede il rispetto della procedura di garanzia dell'art. 7 dello Statuto dei Lavoratori: contestazione scritta dell'addebito, termine a difesa di almeno cinque giorni e provvedimento proporzionato. La violazione della procedura incide sulla legittimita' del recesso.

Indicazioni pratiche

Per il lavoratore conviene verificare il termine di preavviso applicabile alla propria anzianita', presentare le eventuali dimissioni con la procedura telematica e ricordare la facolta' di revoca entro sette giorni. Per l'impresa e' essenziale motivare il licenziamento, rispettare le procedure e calcolare correttamente preavviso e indennita', perché un vizio formale può compromettere la validita' del recesso.

Domande frequenti

Quanto preavviso spetta in caso di licenziamento o dimissioni?

Il preavviso ex art. 2118 c.c. e' graduato per anzianita' e inquadramento. I termini esatti vanno letti nelle tabelle del CCNL vigente, perche' crescono tipicamente con l'anzianita' di servizio.

Cosa succede se non rispetto il preavviso?

E' dovuta l'indennita' sostitutiva, pari alla retribuzione del periodo non lavorato. Il datore che licenzia con effetto immediato la paga; al lavoratore che si dimette senza preavviso puo' essere trattenuta.

Quando il licenziamento e' senza preavviso?

Nel caso di giusta causa ex art. 2119 c.c.: un fatto cosi' grave da non consentire la prosecuzione del rapporto. In tal caso non spetta indennita' di preavviso, ma la gravita' va provata da chi la invoca.

Come si presentano le dimissioni?

In forma telematica ex D.Lgs. 151/2015, tramite l'apposita procedura: e' requisito di validita'. Il lavoratore puo' revocarle entro sette giorni dalla trasmissione.

Il licenziamento disciplinare ha una procedura?

Si. Segue l'art. 7 dello Statuto dei Lavoratori: contestazione scritta dell'addebito, termine a difesa di almeno cinque giorni e provvedimento proporzionato. La violazione della procedura incide sulla legittimita'.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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