Art. 1593 c.c. – Addizioni
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
Il conduttore che ha eseguito addizioni sulla cosa locata ha diritto di toglierle alla fine della locazione qualora ciò possa avvenire senza nocumento della cosa, salvo che il proprietario preferisca ritenere le addizioni stesse. In tal caso questi deve pagare al conduttore un’indennità pari alla minor somma tra l’importo della spesa e il valore delle addizioni al tempo della riconsegna.
Se le addizioni non sono separabili senza nocumento della cosa e ne costituiscono un miglioramento, si osservano le norme dell’articolo precedente.

Spiegazione
Indica le obbligazioni principali del conduttore (l’inquilino): prendere in consegna la cosa e osservare la diligenza del buon padre di famiglia nel servirsene per l’uso determinato nel contratto o per l’uso che si può presumere; e pagare il corrispettivo (il canone) nei termini convenuti.
Come funziona e quando si applica
È il pendant dell’art. 1575 (obblighi del locatore). L’uso difforme o il mancato pagamento del canone costituiscono inadempimento e possono portare alla risoluzione e allo sfratto. Il conduttore risponde anche del deterioramento della cosa per uso improprio.
Esempio pratico
L’inquilino di un appartamento ad uso abitativo non può adibirlo a magazzino commerciale e deve pagare puntualmente il canone, pena lo sfratto per morosità.
Domande frequenti
Quali sono gli obblighi dell’inquilino?
Usare la cosa con diligenza e per l’uso pattuito, e pagare il canone nei termini convenuti.
Cosa rischia chi non paga il canone?
La risoluzione del contratto e lo sfratto per morosità.
Norme collegate
Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.