Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 225 Codice di Procedura Penale: Nomina del consulente tecnico

    Articolo 225 Codice di Procedura Penale: Nomina del consulente tecnico

    Art. 225 c.p.p. – Nomina del consulente tecnico

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Nomina del consulente tecnico

    1. Disposta la perizia, il pubblico ministero e le parti private hanno facoltà di nominare propri consulenti tecnici in numero non superiore, per ciascuna parte, a quello dei periti.

    2. Le parti private, nei casi e alle condizioni previste dalla legge sul patrocinio statale dei non abbienti, hanno diritto di farsi assistere da un consulente tecnico a spese dello Stato.

    3. Non può essere nominato consulente tecnico chi si trova nelle condizioni indicate nell’articolo 222 comma 1 lettere a) , b) , c) , d).

  • Articolo 233 Codice di Procedura Penale: Consulenza tecnica fuori dei casi di perizia

    Articolo 233 Codice di Procedura Penale: Consulenza tecnica fuori dei casi di perizia

    Art. 233 c.p.p. – Consulenza tecnica fuori dei casi di perizia

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Consulenza tecnica fuori dei casi di perizia

    1. Quando non è stata disposta perizia, ciascuna parte può nominare, in numero non superiore a due, propri consulenti tecnici.

    Questi possono esporre al giudice il proprio parere, anche presentando memorie a norma dell’articolo 121.

    1-bis. Il giudice, a richiesta del difensore, può autorizzare il consulente tecnico di una parte privata ad esaminare le cose sequestrate nel luogo in cui esse si trovano, ad intervenire alle ispezioni, ovvero ad esaminare l’oggetto delle ispezioni alle quali il consulente non è intervenuto. Prima dell’esercizio dell’azione penale l’autorizzazione è disposta dal pubblico ministero a richiesta del difensore. Contro il decreto che respinge la richiesta il difensore può proporre opposizione al giudice, che provvede nelle forme di cui all’articolo 127

    1-ter. L’autorità giudiziaria impartisce le prescrizioni necessarie per la conservazione dello stato originario delle cose e dei luoghi e per il rispetto delle persone

    2. Qualora, successivamente alla nomina del consulente tecnico, sia disposta perizia, ai consulenti tecnici già nominati sono riconosciuti i diritti e le facoltà previsti dall’articolo 230, salvo il limite previsto dall’articolo 225 comma 1.

    3. Si applica la disposizione dell’articolo 225 comma 3.

  • Art. 238 c.p.p.: Verbali di prove di altri procedimenti

    Art. 238 c.p.p.: Verbali di prove di altri procedimenti

    Art. 238 c.p.p. – Verbali di prove di altri procedimenti

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    1. È ammessa l’acquisizione di verbali di prove di altro procedimento penale, se si tratta di prove assunte nell’incidente probatorio o nel dibattimento.

    2. È ammessa l’acquisizione di verbali di prove assunte in un giudizio civile definito con sentenza che abbia acquistato autorità di cosa giudicata.

    2-bis. Nei casi previsti dai commi 1 e 2 i verbali di dichiarazioni possono essere utilizzati contro l’imputato soltanto se il suo difensore ha partecipato all’assunzione della prova o se nei suoi confronti fa stato la sentenza civile.

    3. È comunque ammessa l’acquisizione della documentazione di atti che non sono ripetibili. Se la ripetizione dell’ atto è >divenuta impossibile per fatti o circostanze sopravvenuti, l’acquisizione è ammessa se si tratta di fatti o circostanze imprevedibili.

    4. Al di fuori dei casi previsti dai commi 1, 2, 2-bis e 3, i verbali di dichiarazioni possono essere utilizzati nel dibattimento soltanto nei confronti dell’imputato che vi consenta; in mancanza di consenso, detti verbali possono essere utilizzati per le contestazioni previste dagli articoli 500 e 503.

    5. Salvo quanto previsto dall’articolo 190-bis, resta fermo il diritto delle parti di ottenere a norma dell’articolo 190 l’esame delle persone le cui dichiarazioni sono state acquisite a norma dei commi 1, 2 , 2-bis e 4 del presente articolo.

  • Articolo 241 Codice di Procedura Penale: Documenti falsi

    Articolo 241 Codice di Procedura Penale: Documenti falsi

    Art. 241 c.p.p. – Documenti falsi

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Documenti falsi

    1. Fuori dei casi previsti dall’articolo 537, il giudice, se ritiene la falsità di un documento acquisito al procedimento, dopo la definizione di questo, ne informa il pubblico ministero trasmettendogli copia del documento.

  • Art. 242 c.p.p.: Traduzione di documenti. Trascrizione di registrazioni

    Art. 242 c.p.p.: Traduzione di documenti. Trascrizione di registrazioni

    Art. 242 c.p.p. – Traduzione di documenti. Trascrizione di registrazioni

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Traduzione di documenti. Trascrizione di registrazioni

    1. Quando è acquisito un documento redatto in lingua diversa da quella italiana, il giudice ne dispone la traduzione a norma dell’articolo 143 se ciò è necessario alla sua comprensione.

    2. Quando è acquisita una registrazione, il giudice ne dispone, se necessario, la trascrizione a norma dell’articolo 268, comma 7.

  • Articolo 243 Codice di Procedura Penale: Rilascio di copie

    Articolo 243 Codice di Procedura Penale: Rilascio di copie

    Art. 243 c.p.p. – Rilascio di copie

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Rilascio di copie

    1. Quando dispone l’acquisizione di un documento che non deve rimanere segreto, il giudice, a richiesta di chi ne abbia interesse, può autorizzare la cancelleria a rilasciare copia autentica a norma dell’articolo 116.

  • Articolo 245 Codice di Procedura Penale: Ispezione personale

    Articolo 245 Codice di Procedura Penale: Ispezione personale

    Art. 245 c.p.p. – Ispezione personale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Ispezione personale

    1. Prima di procedere all’ispezione personale l’interessato è avvertito della facoltà di farsi assistere da persona di fiducia, purché questa sia prontamente reperibile e idonea a norma dell’articolo 120.

    2. L’ispezione è eseguita nel rispetto della dignità e, nei limiti del possibile, del pudore di chi vi è sottoposto.

    3. L’ispezione può essere eseguita anche per mezzo di un medico.

    In questo caso l’autorità giudiziaria può astenersi dall’assistere alle operazioni.

  • Articolo 249 Codice di Procedura Penale: Perquisizioni personali

    Articolo 249 Codice di Procedura Penale: Perquisizioni personali

    Art. 249 c.p.p. – Perquisizioni personali

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Perquisizioni personali

    1. Prima di procedere alla perquisizione personale è consegnata una copia del decreto all’interessato, con l’avviso della facoltà di farsi assistere da persona di fiducia, purché questa sia prontamente reperibile e idonea a norma dell’articolo 120.

    2. La perquisizione è eseguita nel rispetto della dignità e, nei limiti del possibile, del pudore di chi vi è sottoposto.

  • Art. 256 c.p.p.: Dovere di esibizione e segreti

    Art. 256 c.p.p.: Dovere di esibizione e segreti

    Art. 256 c.p.p. – Dovere di esibizione e segreti

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Dovere di esibizione e segreti

    1. Le persone indicate negli articoli 200 e 201 devono consegnare immediatamente all’autorità giudiziaria, che ne faccia richiesta, gli atti e i documenti, anche in originale se così è ordinato, nonché i dati, le informazioni e i programmi informatici, anche mediante copia di essi su adeguato supporto, e ogni altra cosa esistente presso di esse per ragioni del loro ufficio, incarico, ministero, professione o arte, salvo che dichiarino per iscritto che si tratti di segreto di Stato ovvero di segreto inerente al loro ufficio o professione.

    2. Quando la dichiarazione concerne un segreto di ufficio o professionale, l’autorità giudiziaria, se ha motivo di dubitare della fondatezza di essa e ritiene di non potere procedere senza acquisire gli atti, i documenti o le cose indicati nel comma 1, provvede agli accertamenti necessari. Se la dichiarazione risulta infondata, l’autorità giudiziaria dispone il sequestro.

    3. Quando la dichiarazione concerne un segreto di Stato, l’autorità giudiziaria ne informa il Presidente del Consiglio dei Ministri, chiedendo che ne sia data conferma. Qualora il segreto sia confermato e la prova sia essenziale per la definizione del processo, il giudice dichiara non doversi procedere per l’esistenza di un segreto di Stato.

    4. Qualora, entro sessanta giorni dalla notificazione della richiesta, il Presidente del Consiglio dei Ministri non dia conferma del segreto, l’autorità giudiziaria dispone il sequestro.

    5. Si applica la disposizione dell’articolo 204.

  • Art. 257 c.p.p.: Riesame del decreto di sequestro

    Art. 257 c.p.p.: Riesame del decreto di sequestro

    Art. 257 c.p.p. – Riesame del decreto di sequestro

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Riesame del decreto di sequestro

    1. Contro il decreto di sequestro l’imputato, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione nonché le associazioni e gli enti di cui all’articolo 19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale possono proporre richiesta di riesame, anche nel merito, a norma dell’articolo 324.

    2. La richiesta di riesame non sospende l’esecuzione del provvedimento.

  • Articolo 250 Codice di Procedura Penale: Perquisizioni locali

    Articolo 250 Codice di Procedura Penale: Perquisizioni locali

    Art. 250 c.p.p. – Perquisizioni locali

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Perquisizioni locali

    1. Nell’atto di iniziare le operazioni, copia del decreto di perquisizione locale è consegnata all’imputato, se presente, e a chi abbia l’attuale disponibilità del luogo, con l’avviso della facoltà di farsi rappresentare o assistere da persona di fiducia, purché questa sia prontamente reperibile e idonea a norma dell’articolo 120.

    2. Se mancano le persone indicate nel comma 1, la copia è consegnata e l’avviso è rivolto a un congiunto, un coabitante o un collaboratore ovvero, in mancanza, al portiere o a chi ne fa le veci.

    3. L’autorità giudiziaria, nel procedere alla perquisizione locale, può disporre con decreto motivato che siano perquisite le persone presenti o sopraggiunte, quando ritiene che le stesse possano occultare il corpo del reato o cose pertinenti al reato. Può inoltre ordinare, enunciando nel verbale i motivi del provvedimento, che taluno non si allontani prima che le operazioni siano concluse. Il trasgressore è trattenuto o ricondotto coattivamente sul posto.

  • Art. 259 c.p.p.: Custodia delle cose sequestrate

    Art. 259 c.p.p.: Custodia delle cose sequestrate

    Art. 259 c.p.p. – Custodia delle cose sequestrate

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Custodia delle cose sequestrate

    1. Le cose sequestrate sono affidate in custodia alla cancelleria o alla segreteria. Quando ciò non è possibile o non è opportuno, l’autorità giudiziaria dispone che la custodia avvenga in luogo diverso, determinandone il modo e nominando un altro custode, idoneo a norma dell’articolo 120.

    2. All’atto della consegna, il custode è avvertito dell’obbligo di conservare e di presentare le cose a ogni richiesta dell’autorità giudiziaria nonché delle pene previste dalla legge penale per chi trasgredisce ai doveri della custodia. Quando la custodia riguarda dati, informazioni o programmi informatici, il custode è altresì avvertito dell’obbligo di impedirne l’alterazione o l’accesso da parte di terzi, salva, in quest’ultimo caso, diversa disposizione dell’autorità giudiziaria.

    Al custode può essere imposta una cauzione. Dell’avvenuta consegna, dell’avvertimento dato e della cauzione imposta è fatta menzione nel verbale. La cauzione è ricevuta, con separato verbale, nella cancelleria o nella segreteria.

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