Art. 485 c.p. – Falsità in scrittura privata
R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale
Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 7. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.
Testo previgente
Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma, in tutto o in parte, una scrittura privata falsa, o altera una scrittura privata vera, è punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne faccia uso, con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Si considerano alterazioni anche le aggiunte falsamente apposte a una scrittura vera, dopo che questa fu definitivamente formata
Spiegazione
Punisce chi, nell’esercizio di una professione sanitaria o forense o di un altro servizio di pubblica necessità, attesta falsamente in un certificato fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità. La pena è la reclusione fino a un anno o la multa (pene congiunte se il fatto è commesso a scopo di lucro).
Come funziona e quando si applica
È la «falsità ideologica» commessa dal privato esercente un servizio di pubblica necessità (medico, avvocato, ecc.), distinta da quella del pubblico ufficiale (art. 480). Colpisce il contenuto falso di un certificato formalmente regolare.
Esempio pratico
Il medico che rilascia un certificato attestando una malattia inesistente commette falsità ideologica ai sensi dell’art. 481.
Domande frequenti
Cosa rischia un medico che fa un certificato falso?
La falsità ideologica in certificati (art. 481): reclusione fino a un anno o multa, con pene più severe se commessa a fine di lucro.
Norme collegate
Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.