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Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Prassi e linee guida
  4. Casi pratici
  5. Domande frequenti
  6. Vedi anche
In sintesi
L'articolo 33 del Codice del Terzo Settore disciplina le risorse economiche e le modalità di impiego del lavoro nelle organizzazioni di volontariato. Le ODV possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al regolare funzionamento o per qualificare e specializzare l'attività svolta. Il numero dei lavoratori retribuiti non può superare il cinquanta per cento del numero dei volontari, un vincolo che presidia la natura essenzialmente volontaristica dell'organizzazione. Le risorse economiche possono derivare da quote associative, contributi pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, rendite patrimoniali e attività di raccolta fondi, nonché dalle attività di interesse generale ai sensi dell'art. 6 CTS. Per l'attività di interesse generale prestata a titolo principale, le ODV possono ricevere soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, salvo che tale attività sia svolta quale attività secondaria e strumentale nei limiti dell'art. 6 CTS. Il profilo fiscale si intreccia con le norme del TUIR e con le agevolazioni previste dal titolo X del CTS per gli ETS.

Testo dell'articoloVigente

Art. 33 D.Lgs. 117/2017 Codice Terzo Settore — Risorse

In vigore dal 03/08/2017

1. Le organizzazioni di volontariato possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure nei limiti occorrenti a qualificare o specializzare l'attività svolta. In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nell'attività non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari.

2. Salvo quanto previsto dal comma 3, le organizzazioni di volontariato possono trarre le risorse economiche necessarie al loro funzionamento e allo svolgimento della propria attività da fonti diverse, quali quote associative, contributi pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, rendite patrimoniali ed attività di raccolta fondi nonché delle attività di cui all'articolo

6. 3. Per l'attività di interesse generale prestata le organizzazioni di volontariato possono ricevere, soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate ((, salvo che tale attività sia svolta quale attività secondaria e strumentale nei limiti di cui all'articolo 6)) .

Commento

L'articolo 33 CTS codifica il nucleo identitario delle organizzazioni di volontariato: la centralità della prestazione gratuita dei volontari è presidiata dal limite quantitativo del cinquanta per cento sul rapporto lavoratori retribuiti/volontari. Questo vincolo non è meramente simbolico: il suo superamento incide sul riconoscimento della qualifica di ODV e, di conseguenza, sull'accesso alle agevolazioni fiscali riservate a questa categoria di ETS.

La pluralità delle fonti di finanziamento — quote associative, contributi, donazioni, raccolta fondi — riflette la struttura mista tipica delle ODV. Il regime delle attività di raccolta fondi merita attenzione: ai sensi dell'art. 7 CTS, le ODV possono svolgere attività di raccolta fondi anche in forma commerciale, nel rispetto dei limiti e delle condizioni ivi previste, senza che ciò pregiudichi la qualifica di ETS.

Sul piano fiscale, il divieto di corrispettivi per l'attività di interesse generale svolta a titolo principale ha rilevanti implicazioni ai fini IRES e IVA. Le prestazioni rese gratuitamente o a fronte di meri rimborsi non costituiscono attività commerciale e beneficiano del regime di non imponibilità previsto dal TUIR per le attività istituzionali degli enti non commerciali. Il coordinamento con il D.Lgs. 105/2018 e con le disposizioni fiscali del titolo X CTS (artt. 79-89) è essenziale per determinare il corretto trattamento delle diverse tipologie di proventi.

Prassi e linee guida

· 31/03/2022

Leggi il documento su www.agenziaentrate.gov.it

Casi pratici

Caso 1: Verifica del rapporto volontari/lavoratori in un'ODV in crescita

Caso 2: Trattamento fiscale del rimborso spese ai volontari

Domande frequenti

Quanti lavoratori dipendenti può avere un'organizzazione di volontariato?

Le ODV possono assumere lavoratori dipendenti nei limiti necessari al funzionamento o per qualificare l'attività. Il vincolo quantitativo dell'art. 33, comma 1 CTS stabilisce che il numero dei lavoratori retribuiti non può superare il cinquanta per cento del numero dei volontari. Il superamento di questa soglia mette a rischio la qualifica di ODV e l'accesso alle relative agevolazioni fiscali.

Le ODV possono percepire corrispettivi per l'attività di interesse generale?

Per l'attività di interesse generale svolta a titolo principale, le ODV possono ricevere soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. Possono invece percepire corrispettivi quando l'attività di interesse generale è svolta quale attività secondaria e strumentale ai sensi dell'art. 6 CTS, nel rispetto dei limiti quantitativi ivi previsti. Il superamento di tali limiti comporta la riqualificazione come attività commerciale.

Da quali fonti possono provenire le risorse di un'ODV?

L'art. 33, comma 2 CTS elenca le fonti ammissibili: quote associative, contributi pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, rendite patrimoniali, attività di raccolta fondi e attività di cui all'art. 6 CTS. Le donazioni in favore delle ODV iscritte al RUNTS beneficiano di specifiche agevolazioni fiscali per il donante ai sensi degli artt. 83-84 CTS.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 31 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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