Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 521 c.p. – Atti di libidine violenti (abrogato)

    Art. 521 c.p. – Atti di libidine violenti (abrogato)

    Art. 521 c.p. – Atti di libidine violenti

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 15 febbraio 1996, n. 66. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque, usando dei mezzi o valendosi delle condizioni indicate nei due articoli precedenti, commette su taluno atti di libidine diversi dalla congiunzione carnale soggiace alle pene stabilite nei detti articoli, ridotte di un terzo.

    Alle stesse pene soggiace chi, usando dei mezzi o valendosi delle condizioni indicate nei due articoli precedenti, costringe o induce taluno a commettere gli atti di libidine su sé stesso, sulla persona del colpevole o su altri

  • Art. 522 c.p. – Ratto a fine di matrimonio (abrogato)

    Art. 522 c.p. – Ratto a fine di matrimonio (abrogato)

    Art. 522 c.p. – Ratto a fine di matrimonio

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 15 febbraio 1996, n. 66. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque, con violenza, minaccia o inganno, sottrae o ritiene, per fine di matrimonio, una donna non coniugata, è punito con la reclusione da uno a tre anni.

    Se il fatto è commesso in danno di una persona dell’uno o dell’altro sesso, non coniugata, maggiore degli anni quattordici e minore degli anni diciotto, la pena è della reclusione da due a cinque anni

  • Articolo 510 Codice Penale: Circostanze aggravanti

    Articolo 510 Codice Penale: Circostanze aggravanti

    Art. 510 c.p. Circostanze aggravanti

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Quando i fatti preveduti dagli articoli 502 e seguenti sono commessi in tempo di guerra, ovvero hanno determinato dimostrazioni, tumulti o sommosse popolari, le pene stabilite negli articoli stessi sono aumentate.

  • Articolo 511 Codice Penale: Pena per i capi, promotori e organizzatori

    Articolo 511 Codice Penale: Pena per i capi, promotori e organizzatori

    Art. 511 c.p. – Pena per i capi, promotori e organizzatori

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Le pene stabilite per i delitti preveduti dagli articoli 502 e seguenti sono raddoppiate per i capi, promotori od organizzatori; e, se sia stabilita dalla legge la sola pena pecuniaria, è aggiunta la reclusione da sei mesi a due anni.

  • Articolo 512 Codice Penale: Pena accessoria

    Articolo 512 Codice Penale: Pena accessoria

    Art. 512 c.p. Pena accessoria

    In vigore dal 1° luglio 1931

    La condanna per alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 502 e seguenti importa l’interdizione da ogni ufficio sindacale per la durata di anni cinque.

  • Art. 513 c.p.: Turbata libertà dell’industria o del commercio

    Art. 513 c.p.: Turbata libertà dell’industria o del commercio

    Art. 513 c.p. – Turbata libertà dell’industria o del commercio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque adopera violenza sulle cose ovvero mezzi fraudolenti per impedire o turbare l’esercizio di un’industria o di un commercio è punito, a querela della persona offesa, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a due anni e con la multa da lire mille a diecimila.

  • Art. 513-bis c.p.: Illecita concorrenza con minaccia o violenza

    Art. 513-bis c.p.: Illecita concorrenza con minaccia o violenza

    Art. 513-bis c.p. – Illecita concorrenza con minaccia o violenza

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Illecita concorrenza con minaccia o violenza.

    Chiunque nell’esercizio di un’attività commerciale, industriale o comunque produttiva, compie atti di concorrenza con violenza o minaccia è punito con la reclusione da due a sei anni.

    La pena è aumentata se gli atti di concorrenza riguardano un’attività finanziata in tutto o in parte ed in qualsiasi modo dallo Stato o da altri enti pubblici.

  • Articolo 514 Codice Penale: Frodi contro le industrie nazionali

    Articolo 514 Codice Penale: Frodi contro le industrie nazionali

    Art. 514 c.p. – Frodi contro le industrie nazionali

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, ponendo in vendita o mettendo altrimenti in circolazione, sui mercati nazionali o esteri, prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi contraffatti o alterati, cagiona un nocumento all’industria nazionale è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa non inferiore a lire cinquemila.

    Se per i marchi o segni distintivi sono state osservate le norme delle leggii interne o delle convenzioni internazionali sulla tutela della proprietà industriale, la pena è aumentata e non si applicano le disposizioni degli articoli 473 e 474.

  • Articolo 515 Codice Penale: Frode nell’esercizio del commercio

    Articolo 515 Codice Penale: Frode nell’esercizio del commercio

    Art. 515 c.p. – Frode nell’esercizio del commercio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, nell’esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 2.065.

    Se si tratta di oggetti preziosi, la pena è della reclusione fino a tre anni o della multa non inferiore a euro 103.

  • Art. 516 c.p.: Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine

    Art. 516 c.p.: Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine

    Art. 516 c.p. – Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in commercio come genuine sostanze alimentari non genuine è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire diecimila.

  • Articolo 507 Codice Penale: Boicottaggio

    Articolo 507 Codice Penale: Boicottaggio

    Art. 507 c.p. – Boicottaggio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, per uno degli scopi indicati negli articoli 502, 503, 504 e 505, mediante propaganda o valendosi della forza e autorità di partiti, leghe o associazioni, induce una o più persone a non stipulare patti di lavoro o a non somministrare materie o strumenti necessari al lavoro, ovvero a non acquistare gli altrui prodotti agricoli o industriali, è punito con la reclusione fino a tre anni.

    Se concorrono fatti di violenza o di minaccia, si applica la reclusione da due a sei anni.

  • Art. 508 c.p.: Arbitraria invasione e occupazione di aziende agricole o industriali. Sabotaggio

    Art. 508 c.p.: Arbitraria invasione e occupazione di aziende agricole o industriali. Sabotaggio

    Art. 508 c.p. – Arbitraria invasione e occupazione di aziende agricole o industriali. Sabotaggio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, col solo scopo d’impedire o turbare il normale svolgimento del lavoro, invade od occupa l’altrui azienda agricola o industriale, ovvero dispone di altrui macchine, scorte, apparecchi o strumenti destinati alla produzione agricola o industriale, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa non inferiore a lire mille.

    Soggiace alla reclusione da sei mesi a quattro anni e alla multa non inferiore a lire cinquemila, qualora il fatto non costituisca un più grave reato, chi danneggia gli edifici adibiti ad azienda agricola o industriale, ovvero un’altra delle cose indicate nella disposizione precedente.

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