Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 525 c.p. – Circostanze attenuanti (abrogato)

    Art. 525 c.p. – Circostanze attenuanti (abrogato)

    Art. 525 c.p. – Circostanze attenuanti

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 15 febbraio 1996, n. 66. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Le pene stabilite nei tre articoli precedenti sono diminuite se il colpevole, prima della condanna, senza aver commesso alcun atto di libidine in danno della persona rapita, la restituisce spontaneamente in libertà, riconducendola alla casa donde la tolse o a quella della famiglia di lei, o collocandola in un altro luogo sicuro, a disposizione della famiglia stessa

  • Art. 526 c.p. – Seduzione con promessa di matrimonio commessa da persona coniugata (abrogato)

    Art. 526 c.p. – Seduzione con promessa di matrimonio commessa da persona coniugata (abrogato)

    Art. 526 c.p. – Seduzione con promessa di matrimonio commessa da persona coniugata

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 15 febbraio 1996, n. 66. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque, con promessa di matrimonio, seduce una donna minore di età, inducendola in errore sul proprio stato di persona coniugata, è punito con la reclusione da tre mesi a due anni.

    Vi è seduzione quando vi è stata congiunzione carnale

  • Art. 527 Codice Penale: Atti osceni

    Art. 527 Codice Penale: Atti osceni

    Art. 527 c.p. – Atti osceni

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000 .

    Si applica la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi.

    se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano.

    Se il fatto avviene per colpa, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.

  • Articolo 528 Codice Penale: Pubblicazioni e spettacoli osceni

    Articolo 528 Codice Penale: Pubblicazioni e spettacoli osceni

    Art. 528 c.p. – Pubblicazioni e spettacoli osceni

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni di qualsiasi specie, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000 .

    Alla stessa sanzione soggiace chi fa commercio, anche se clandestino, degli oggetti indicati nella disposizione precedente, ovvero li distribuisce o espone pubblicamente.

    Si applicano la reclusione da tre mesi a tre anni e la multa non inferiore a euro 103 a chi:

    1° adopera qualsiasi mezzo di pubblicità atto a favorire la circolazione o il commercio degli oggetti indicati nella prima parte di questo articolo;

    2° dà pubblici spettacoli teatrali o cinematografici, ovvero audizioni o recitazioni pubbliche, che abbiano carattere di oscenità.

    Nel caso preveduto dal numero 2°, la pena è aumentata se il fatto è commesso nonostante il divieto dell’Autorità.

  • Articolo 529 Codice Penale: Atti e oggetti osceni: nozione

    Articolo 529 Codice Penale: Atti e oggetti osceni: nozione

    Art. 529 c.p. Atti e oggetti osceni: nozione

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Agli effetti della legge penale, si considerano osceni gli atti e gli oggetti che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore . Non si considera oscena l’opera d’arte o l’opera di scienza, salvo che, per motivo diverso da quello di studio, sia offerta in vendita, venduta o comunque procurata a persona minore degli anni diciotto.

  • Art. 530 Codice Penale: Abrogato

    Art. 530 Codice Penale: Abrogato

    Art. 530 c.p.

    Articolo abrogato dalla L. 15 febbraio 1996, n. 66. Fonte: Normattiva.

  • Art. 517-quater c.p.: Contraffazione di indicazioni geografiche

    Art. 517-quater c.p.: Contraffazione di indicazioni geografiche

    Art. 517-quater c.p. – Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (, artigianali e industriali

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    ).

    Chiunque contraffà o comunque altera indicazioni geografiche o denominazioni di origine di prodotti agroalimentari , artigianali e industriali è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 20.000.

    Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarne profitto, introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita, pone in vendita con offerta diretta ai consumatori o mette comunque in circolazione i medesimi prodotti con le indicazioni o denominazioni contraffatte.

    Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 474-bis, 474-ter, secondo comma, e 517-bis, secondo comma.

    I delitti previsti dai commi primo e secondo sono punibili a condizione che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali in materia di tutela delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari , artigianali e industriali .

  • Articolo 517-quinquies Codice Penale: Circostanza attenuante

    Articolo 517-quinquies Codice Penale: Circostanza attenuante

    Art. 517-quinquies c.p. – Circostanza attenuante

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Le pene previste dagli articoli 517-ter e 517-quater sono diminuite dalla metà a due terzi nei confronti del colpevole che si adopera per aiutare concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nell’azione di contrasto dei delitti di cui ai predetti articoli 517-ter e 517-quater, nonché nella raccolta di elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione o la cattura dei concorrenti negli stessi, ovvero per la individuazione degli strumenti occorrenti per la commissione dei delitti medesimi o dei profitti da essi derivanti .

  • Articolo 518 Codice Penale: Pubblicazione della sentenza

    Articolo 518 Codice Penale: Pubblicazione della sentenza

    Art. 518 c.p. Pubblicazione della sentenza

    In vigore dal 1° luglio 1931

    La condanna per alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 501, 514, 515, 516 e 517 importa la pubblicazione della sentenza.

  • Art. 519 c.p. – Della violenza carnale (abrogato)

    Art. 519 c.p. – Della violenza carnale (abrogato)

    Art. 519 c.p. – Della violenza carnale

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 15 febbraio 1996, n. 66. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque, con violenza o minaccia, costringe taluno a congiunzione carnale è punito con la reclusione da tre a dieci anni.

    Alla stessa pena soggiace chi si congiunge carnalmente con persona la quale al momento del fatto: 1° non ha compiuto gli anni quattordici; 2° non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole ne è l’ascendente o il tutore, ovvero è un’altra persona a cui il minore è affidato per ragioni di cura, di educazione, d’istruzione, di vigilanza o di custodia; 3° è malata di mente, ovvero non è in grado di resistergli a cagione delle proprie condizioni d’inferiorità psichica o fisica, anche se questa è indipendente dal fatto del colpevole; 4° è stata tratta in inganno, per essersi il colpevole sostituito ad altra persona

  • Art. 520 c.p. – Congiunzione carnale commessa con abuso della qualità di pubblico ufficiale (abrogato)

    Art. 520 c.p. – Congiunzione carnale commessa con abuso della qualità di pubblico ufficiale (abrogato)

    Art. 520 c.p. – Congiunzione carnale commessa con abuso della qualità di pubblico ufficiale

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 15 febbraio 1996, n. 66. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Il pubblico ufficiale, che, fuori dei casi preveduti dall’ , si congiunge carnalmente con una persona arrestata o detenuta, di cui ha la custodia per ragione del suo ufficio, ovvero con persona che è a lui affidata in esecuzione di un provvedimento dell’Autorità competente, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

    La stessa pena si applica se il fatto è commesso da un altro pubblico ufficiale, rivestito, per ragione del suo ufficio, di qualsiasi autorità sopra taluna delle persone suddette

  • Art. 521 c.p. – Atti di libidine violenti (abrogato)

    Art. 521 c.p. – Atti di libidine violenti (abrogato)

    Art. 521 c.p. – Atti di libidine violenti

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 15 febbraio 1996, n. 66. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque, usando dei mezzi o valendosi delle condizioni indicate nei due articoli precedenti, commette su taluno atti di libidine diversi dalla congiunzione carnale soggiace alle pene stabilite nei detti articoli, ridotte di un terzo.

    Alle stesse pene soggiace chi, usando dei mezzi o valendosi delle condizioni indicate nei due articoli precedenti, costringe o induce taluno a commettere gli atti di libidine su sé stesso, sulla persona del colpevole o su altri

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