Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 122 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 122 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 122 Cost. – Titolo V: le regioni, le province, i comuni

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.

    Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.

    Il Consiglio elegge tra i suoi componenti un Presidente e un ufficio di presidenza.

    I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

    Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta.

  • Art. 121 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 121 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 121 Cost. – Titolo V: le regioni, le province, i comuni

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente.

    Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere.

    La Giunta regionale è l’organo esecutivo delle Regioni.

    Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica.

  • Art. 120 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 120 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 120 Cost. – Titolo V: le regioni, le province, i comuni

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, né limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.

    Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

  • Art. 119 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 119 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 119 Cost. – Titolo V: le regioni, le province, i comuni

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.

  • Art. 117 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 117 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 117 Cost. – Titolo V: le regioni, le province, i comuni

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

  • Art. 114 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 114 Cost.: Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni

    Art. 114 Cost. – Titolo V: le regioni, le province, i comuni

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.

    I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione.

    Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

  • Art. 113 Cost.: Sezione II: Norme sulla giurisdizione

    Art. 113 Cost.: Sezione II: Norme sulla giurisdizione

    Art. 113 Cost. – Sezione II: Norme Sulla Giurisdizione

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa.

    Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti.

    La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa.

  • Art. 112 Cost.: Sezione II: Norme sulla giurisdizione

    Art. 112 Cost.: Sezione II: Norme sulla giurisdizione

    Art. 112 Cost. – Sezione II: Norme Sulla Giurisdizione

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale.

  • Art. 111 Cost.: Sezione II: Norme sulla giurisdizione

    Art. 111 Cost.: Sezione II: Norme sulla giurisdizione

    Art. 111 Cost. – Sezione II: Norme Sulla Giurisdizione

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.

    Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.

    Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l’interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell’accusa e l’acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.

    Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell’imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all’interrogatorio da parte dell’imputato o del suo difensore.

    La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell’imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.

    Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.

    Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra.

    Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.

  • Art. 110 Cost.: Sezione I: Ordinamento giurisdizionale

    Art. 110 Cost.: Sezione I: Ordinamento giurisdizionale

    Art. 110 Cost. – Sezione I: Ordinamento Giurisdizionale

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.

  • Art. 109 Cost.: Sezione I: Ordinamento giurisdizionale

    Art. 109 Cost.: Sezione I: Ordinamento giurisdizionale

    Art. 109 Cost. – Sezione I: Ordinamento Giurisdizionale

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    L’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria.

  • Art. 108 Cost.: Sezione I: Ordinamento giurisdizionale

    Art. 108 Cost.: Sezione I: Ordinamento giurisdizionale

    Art. 108 Cost. – Sezione I: Ordinamento Giurisdizionale

    In vigore dal 1° gennaio 1948

    Le norme sull’ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge.

    La legge assicura l’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all’amministrazione della giustizia.

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