Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Contributi INPS artigiani e commercianti: deduzione nel 730

    In sintesi

    • Deduzione piena: i contributi previdenziali obbligatori versati alla gestione INPS artigiani e commercianti (IVS) sono interamente deducibili dal reddito complessivo, senza limiti di importo.
    • Si indicano nel rigo E21 del quadro E (Sezione II – deduzioni dal reddito), non tra le detrazioni.
    • La deduzione abbassa il reddito imponibile su cui si calcola l’IRPEF, a differenza della detrazione che riduce direttamente l’imposta.
    • Sono deducibili anche i contributi volontari versati all’INPS (es. per la prosecuzione volontaria, il riscatto di periodi scoperti o la ricongiunzione di periodi assicurativi).
    • La deduzione spetta anche se i contributi sono stati versati nell’interesse di un familiare fiscalmente a carico.
    • Controllare il rigo E21 gia precompilato: l’INPS comunica all’AdE i versamenti effettuati, ma e sempre opportuno verificare che l’importo corrisponda alle ricevute in tuo possesso.

    Cos'e la deduzione e perche conviene usarla

    Artigiani e commercianti sono tenuti a versare ogni anno i contributi previdenziali obbligatori all’INPS, alla cosiddetta gestione IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti). Questi versamenti danno diritto a una deduzione dal reddito complessivo: in pratica, riducono la base su cui si calcola l’IRPEF, abbassando l’imposta da pagare.

    E importante capire la differenza tra deduzione e detrazione. Una detrazione riduce direttamente l’imposta dovuta di una certa percentuale della spesa. Una deduzione invece abbassa il reddito imponibile: piu e alto il tuo reddito (e quindi la tua aliquota IRPEF marginale), piu vantaggio otterrai dalla deduzione. Chi si trova nello scaglione al 35% o al 43% risparmia piu di chi e nel primo scaglione al 23%.

    Non c’e un limite di importo per questa deduzione: l’intero ammontare dei contributi obbligatori versati nell’anno e deducibile. Se sei un artigiano o un commerciante con reddito d’impresa, i contributi versati per la tua posizione personale vanno qui nel rigo E21, separati da quelli che eventualmente versi per i tuoi dipendenti (che seguono regole diverse).

    Attenzione: le istruzioni AdE precisano che tra i contributi agricoli unificati versati all’INPS e deducibile solo la parte che si riferisce alla propria posizione previdenziale e assistenziale, non quella relativa ai lavoratori dipendenti eventualmente impiegati in azienda.

    Contributi previdenziali deducibili nel rigo E21
    Tipo di contributo Deducibile? Note
    Contributi INPS gestione artigiani e commercianti (IVS) Si, intero importo Rigo E21, nessun limite
    Contributi volontari INPS (prosecuzione volontaria) Si Compresi in E21
    Contributi per riscatto anni di laurea (propria posizione) Si Compresi in E21
    Contributi per ricongiunzione periodi assicurativi Si Compresi in E21
    Contributi INAIL assicurazione casalinghe Si Compresi in E21
    Contributi agricoli unificati – quota lavoratori dipendenti No Indeducibile

    Esempio pratico

    • Tizio e un commerciante con reddito d’impresa di 40.000 euro nel 2025. Ha versato all’INPS 5.500 euro di contributi IVS obbligatori (quota fissa piu quota eccedente il minimale). Indicando 5.500 euro nel rigo E21, il suo reddito imponibile scende a 34.500 euro. Trovandosi nello scaglione al 35%, il risparmio di imposta e circa 1.925 euro (35% x 5.500), ben superiore al risparmio che avrebbe ottenuto da una detrazione al 19%.

    Documenti necessari

    • F24 quietanzati relativi ai versamenti dei contributi INPS dell’anno 2025
    • Estratto conto contributivo INPS (disponibile tramite il portale INPS con SPID)
    • Per i contributi volontari: lettera di autorizzazione INPS e quietanze di versamento
    • Certificazione Unica 2026 (se il sostituto ha gia dedotto parte dei contributi: punto 431 e ss.)

    Artigiano che versa contributi fissi e contributi sul reddito eccedente

    Scenario. Caio e un idraulico artigiano. Nel 2025 ha versato i contributi fissi sul minimale e quelli aggiuntivi commisurati al reddito eccedente il minimale, per un totale di 4.800 euro.

    Come si applica. Caio indica 4.800 euro nel rigo E21 del quadro E. L’importo viene dedotto integralmente dal suo reddito complessivo prima del calcolo dell’IRPEF e delle addizionali. Non c’e franchigia ne percentuale: si deduce tutto.

    In pratica

    • Rigo E21: inserire 4.800 euro (importo totale versato all’INPS nel 2025).
    • Verificare la corrispondenza con i propri F24 e con l’estratto conto contributivo INPS.
    • Se il 730 e precompilato dall’AdE, controllare che il dato sia gia presente e corretto.

    Commerciante che versa contributi anche per il familiare collaboratore

    Scenario. Sempronio e titolare di un negozio e ha un coniuge che collabora nell’impresa. Entrambi versano contributi INPS alla gestione commercianti. Il coniuge e fiscalmente a carico di Sempronio.

    Come si applica. Sempronio puo dedurre i contributi versati per la propria posizione nel rigo E21. Puo anche dedurre i contributi versati nell’interesse del coniuge a carico, sempre nel rigo E21. Il coniuge a carico, invece, non potra dedurli nella propria dichiarazione (se ne presenta una).

    In pratica

    • Sommare i contributi propri e quelli versati per il coniuge a carico.
    • Indicare il totale nel rigo E21.
    • Il coniuge a carico che presenti una dichiarazione autonoma non li deduce nella sua.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Come faccio a sapere quanto ho versato all'INPS nel 2025?

    Puoi consultare l’estratto conto contributivo sul portale INPS (accesso con SPID o CIE), dove sono elencati tutti i versamenti. In alternativa, somma gli F24 versati nel corso dell’anno con i codici tributo relativi alla gestione artigiani o commercianti (1515, 1516, 1517 e simili). Il 730 precompilato di solito riporta gia l’importo comunicato dall’INPS.

    I contributi versati in acconto o a saldo per anni precedenti si deducono nel 2025?

    Conta il criterio di cassa: si deducono i contributi effettivamente versati nel 2025, indipendentemente dall’anno a cui si riferiscono. Quindi anche un saldo 2024 pagato nel 2025 e deducibile nella dichiarazione 2026.

    La deduzione si applica anche all'addizionale regionale e comunale?

    Si. La deduzione abbassa il reddito complessivo, che e la base di calcolo sia dell’IRPEF sia delle addizionali regionale e comunale. Il risparmio complessivo e quindi superiore alla sola IRPEF.

    Cosa succede se il reddito e inferiore ai contributi versati?

    Se la deduzione e superiore al reddito complessivo, la parte eccedente non puo essere trasferita agli anni successivi. La deduzione in questo caso abbassa il reddito a zero ma non genera un credito.

    I contributi alla Cassa professionale (es. CNA, Confartigianato) sono deducibili allo stesso modo?

    I contributi obbligatori versati a casse professionali o enti previdenziali privatizzati rientrano comunque nel rigo E21 se sono obbligatori per la propria categoria. I contributi facoltativi o associativi seguono regole diverse.

  • Art. 1205 Codice della Navigazione – Inosservanza di norme sugli atti di stato civile e sulla custodia di beni di persone morte

    Art. 1205 Codice della Navigazione – Inosservanza di norme sugli atti di stato civile e sulla custodia di beni di persone morte

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Il comandante della nave o dell'aeromobile, che non osserva le disposizioni degli articoli 195; 204 a 208; 818, 834, 835 , è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave reato, con l'ammenda da lire cinquecento a cinquemila.

  • Art. 62 quater TUF – Vigilanza regolamentare e informativa sulle sedi di negoziazione all’ingrosso

    Art. 62 quater TUF – Vigilanza regolamentare e informativa sulle sedi di negoziazione all’ingrosso

    Art. 62 quater D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Vigilanza regolamentare e informativa sulle sedi di negoziazione all’ingrosso

    1. La Banca d’Italia con proprio provvedimento individua gli obblighi informativi e di comunicazione dei gestori delle sedi di negoziazione all’ingrosso dei titoli di Stato nei propri confronti, indicando anche contenuto, termini e modalità di comunicazione.

    2. Per le sedi di negoziazione all’ingrosso di titoli di Stato: a) i poteri regolamentari previsti negli articoli 64, comma 4; 64-bis, comma 6; 64-ter, comma 9; 65, comma 2; 65-quater, comma 3; 65-quinquies, comma 1; 65-sexies, comma 7; 74, comma 2 e 76, comma 2, sono esercitati dalla Consob, d’intesa con la Banca d’Italia; b) le attribuzioni della Consob di cui agli articoli 64, comma 5; 64-quater, commi 1, 7 e 9 e 64-quinquies, comma 1, sono esercitate dal Ministero dell’economia e delle finanze, sentite la Banca d’Italia e la Consob; c) le attribuzioni della Consob di cui agli articoli 64, commi 7 e 7-bis; 64-bis, commi 5, 8 e 9; 64-ter, comma 7; 64-quinquies, commi 2, 4, 5 e 6; 65-bis, comma 3-bis; 65-sexies, comma 6; 67, commi 8 e 11…, spettano alla Banca d’Italia; il diritto di accesso al book di negoziazione, ai sensi dell’articolo 65-septies, comma 2, è attribuito, oltre che alla Consob, anche alla Banca d’Italia; d) le informazioni, le comunicazioni e le segnalazioni previste dagli articoli 64-bis, commi 3 e 4; 64-ter, comma 8; 64-quater, comma 8; 65-bis, comma 3; 65-septies, comma 3; e 66-ter, comma 3, sono trasmesse al Ministero dell’economia e delle finanze, alla Banca d’Italia e alla Consob; e) le informazioni e le comunicazioni previste dalle disposizioni incluse nel capo II sono trasmesse alla Banca d’Italia in luogo della Consob, ad eccezione delle comunicazioni previste dall’articolo 65-septies, commi 4 e

    5. 3. Per le sedi di negoziazione all’ingrosso di titoli obbligazionari privati e pubblici, diversi da titoli di Stato, nonché di strumenti del mercato monetario e di strumenti finanziari derivati su titoli pubblici, su tassi di interesse e su valute, i poteri e le attribuzioni di cui agli articoli 64, commi 4, 5 e 7; 64-bis, commi 5, 6, 8 e 9; 64-ter, commi 7 e 9; 64-quater, commi 1, 6-bis, 7 e 9; 64-quinquies comma 1, 2, 4, 5 e 6; 65, comma 2; 65-quater, comma 3; 65-sexies, comma 7, sono esercitati dalla Consob, sentita la Banca d’Italia.

    4. La Banca d’Italia e la Consob si scambiano reciprocamente le informazioni e le comunicazioni acquisite con riguardo alle sedi di negoziazione all’ingrosso di titoli obbligazionari privati e pubblici, inclusi i titoli di Stato, nonché di strumenti di mercato monetario e di strumenti finanziari derivati su titoli pubblici, su tassi di interesse e su valute secondo le modalità stabilite nel protocollo di intesa di cui all’articolo 62-ter, comma

    4. (73)

  • Art. 203 D.Lgs. 259/2003 – Installazione d’ufficio

    Art. 203 D.Lgs. 259/2003 – Installazione d’ufficio

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. Il Ministero, di intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dispone d’ufficio ed a spese del proprietario l’impianto e l’esercizio a bordo di aerei di linea delle stazioni radioelettriche obbligatorie nel caso di inosservanza delle prescrizioni di cui al precedente articolo 200. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 62 octies TUF – (Poteri informativi e di indagine)

    Art. 62 octies TUF – (Poteri informativi e di indagine)

    Art. 62 octies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Poteri informativi e di indagine)

    1. La Consob e la Banca d’Italia, nell’ambito delle rispettive competenze e nel perseguimento delle finalità previste dagli articoli 62, comma 1, e 62-ter, comma 1, possono: a) chiedere a chiunque la comunicazione, anche periodica, di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti con le modalità e nei termini da esse stabiliti; b) procedere ad audizione personale nei confronti di chiunque possa essere in possesso di informazioni pertinenti; c) richiedere ai revisori legali o alle società di revisione delle sedi di negoziazione di fornire informazioni.

    2. Nel caso previsto dalla lettera b) del comma 1, viene redatto processo verbale dei dati, delle informazioni acquisite e delle dichiarazioni rese dagli interessati, i quali sono invitati a firmare il processo verbale e hanno diritto di averne copia.

    3. La Consob, nell’ambito delle sue competenze e nel perseguimento delle finalità previste dall’articolo 62, comma 1, può esercitare nei confronti di chiunque gli ulteriori poteri previsti dall’articolo 187-octies secondo le modalità ivi previste.

    4. Per le finalità di cui agli articoli 62, comma 1, e 62-ter, comma 1, la Consob e la Banca d’Italia possono esercitare nei confronti degli operatori ammessi alle sedi di negoziazione, diversi dai soggetti abilitati, e dei partecipanti remoti, i poteri di cui al comma

    1. In caso di partecipanti remoti, l’autorità competente dello Stato membro d’origine del partecipante remoto è informata.

  • Arretrati di lavoro dipendente nel 730/2026: tassazione separata

    In sintesi

    • Arretrati di anni precedenti: gli emolumenti riferiti ad anni passati sono soggetti a tassazione separata, non a IRPEF ordinaria.
    • Quadro M, rigo M6: è qui che si indicano questi importi nella dichiarazione dei redditi.
    • Agenzia delle Entrate applica automaticamente la tassazione ordinaria se risulta più favorevole per il contribuente.
    • Acconto del 20%: se sugli arretrati non è già stata applicata la ritenuta, è dovuto un acconto pari al 20 per cento, versato con codice tributo 4200.
    • Pignoramento presso terzi: chi riceve arretrati tramite procedura esecutiva e ha subito ritenute deve indicarle nel rigo M81.

    Quando uno stipendio arretrato si tassa in modo diverso

    A volte capita di ricevere nel 2025 una busta paga che in realtà si riferisce a lavoro svolto anni prima: può succedere dopo una causa con il datore di lavoro, a seguito di un contratto collettivo firmato in ritardo o per un conguaglio riconosciuto dal giudice. Questi importi si chiamano ‘emolumenti arretrati di lavoro dipendente di anni precedenti’.

    La legge li tratta in modo diverso dagli stipendi normali. Invece di aggiungerli al reddito dell’anno in cui li hai ricevuti – gonfiando inutilmente il tuo imponibile – vengono tassati separatamente, con una logica simile a quella del TFR: l’Agenzia delle Entrate calcola un’aliquota media più equilibrata.

    Nel 730/2026 questi importi vanno indicati nel quadro M, rigo M6. L’Agenzia provvederà poi a richiedere l’imposta dovuta (senza sanzioni né interessi) oppure a operare i rimborsi spettanti, applicando la tassazione ordinaria se risulta più favorevole per te.

    Arretrati di lavoro dipendente: riepilogo fiscale
    Voce Regola
    Dove si indicano nel 730 Quadro M, rigo M6, colonna 1 (Reddito)
    Regime applicato Tassazione separata (aliquota media pluriennale)
    Confronto con tassazione ordinaria L'Agenzia delle Entrate applica automaticamente quella più favorevole
    Sanzioni e interessi Non si applicano (l'Agenzia iscrive a ruolo senza sanzioni né interessi)
    Acconto dovuto (se no ritenuta) 20 per cento, codice tributo 4200 su modello F24
    Arretrati da pignoramento con ritenute già operate Non si versa l'acconto; le ritenute si scomputano tramite rigo M81

    Esempio pratico

    • Esempio: Caio vince una causa di lavoro a fine 2025 e riceve 8.000 euro di arretrati riferiti agli anni 2022 e 2023. Il giudice ha condannato il datore di lavoro al pagamento senza ritenute. Caio deve indicare 8.000 euro nel rigo M6 del quadro M e versare un acconto del 20%, cioè 1.600 euro, con il codice tributo 4200. L’Agenzia delle Entrate calcolerà l’imposta definitiva e applicherà la tassazione ordinaria se risulta inferiore a quella separata.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 (se il datore di lavoro ha operato ritenute sugli arretrati)
    • Sentenza o accordo transattivo che ha dato origine agli arretrati
    • Ricevuta di pagamento degli arretrati da parte del datore di lavoro
    • Modello F24 per il versamento dell’acconto del 20% (codice tributo 4200) se non è stata applicata la ritenuta

    Tizio: arretrati da contratto collettivo rinnovato in ritardo

    Scenario. Il contratto collettivo di Tizio viene rinnovato nel 2025 con effetto retroattivo. Il datore di lavoro gli paga a febbraio 2025 gli arretrati del biennio 2023-2024.

    Come si applica. Il datore di lavoro trattiene la ritenuta provvisoria sugli arretrati e li certifica nella Certificazione Unica 2026. Tizio riporta l’importo nel rigo M6 del quadro M del 730. Non deve versare l’acconto perché la ritenuta è già stata applicata. L’Agenzia delle Entrate confronterà tassazione separata e ordinaria e applicherà la più favorevole.

    In pratica

    • Inserire gli arretrati nel rigo M6, colonna 1 del quadro M.
    • Se la ritenuta è già stata operata dal datore, l’acconto del 20% non è dovuto.
    • L’Agenzia delle Entrate sceglie automaticamente il regime fiscale più vantaggioso.

    Sempronio: arretrati incassati tramite pignoramento

    Scenario. Sempronio ha ottenuto nel 2025 il pagamento di arretrati attraverso una procedura di pignoramento presso terzi. Il terzo erogatore ha applicato le ritenute.

    Come si applica. Sempronio deve comunque indicare gli arretrati nel rigo M6. Le ritenute subite dal terzo erogatore vanno riportate nel rigo M81 (colonna 4, ‘Altre ritenute’), indicando il riferimento al rigo M6 nella colonna 1. In questo modo l’acconto del 20% viene ridotto delle ritenute già versate.

    In pratica

    • Inserire l’importo nel rigo M6 e le ritenute nel rigo M81 colonna 4.
    • Le ritenute operate dal terzo si scomputano dall’acconto dovuto.
    • Conservare tutta la documentazione relativa alla procedura esecutiva.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Devo dichiarare gli arretrati ricevuti nel 2025 anche se si riferiscono al 2022?

    Sì. Gli arretrati vanno dichiarati nell’anno in cui li hai effettivamente percepiti, ma con il regime della tassazione separata. Nel 730/2026 (redditi 2025) li inserisci nel rigo M6.

    Come faccio a sapere se la tassazione separata o quella ordinaria è più conveniente?

    Non devi calcolarlo tu: l’Agenzia delle Entrate fa il confronto automaticamente e applica il regime più favorevole. Non devi fare nulla di speciale.

    Devo versare subito qualcosa sugli arretrati?

    Se il datore di lavoro non ha applicato la ritenuta, devi versare un acconto del 20% con codice tributo 4200 nel modello F24. Se invece la ritenuta è già stata trattenuta, non devi versare nulla in più.

    Gli arretrati pagati a un erede vanno trattati allo stesso modo?

    Sì, gli eredi che percepiscono emolumenti arretrati di lavoro dipendente del defunto li indicano nel rigo M5 del quadro M. Anche in questo caso l’Agenzia applica la tassazione ordinaria se più favorevole, senza sanzioni né interessi.

    Cosa succede se non indico gli arretrati nel 730?

    L’Agenzia delle Entrate può comunque iscrivere a ruolo l’imposta dovuta. Dichiararlo correttamente nel 730 evita problemi futuri e garantisce l’applicazione del regime più favorevole.

  • Art. 62 novies TUF – (Poteri ispettivi)

    Art. 62 novies TUF – (Poteri ispettivi)

    Art. 62 novies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Poteri ispettivi)

    1. Nell’ambito delle rispettive competenze e nel perseguimento delle finalità previste dagli articoli 62, comma 1, e 62-ter, comma 1, la Consob e la Banca d’Italia possono effettuare ispezioni e richiedere l’esibizione di documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari nei confronti dei gestori delle sedi di negoziazione e di coloro ai quali i gestori medesimi abbiano esternalizzato funzioni operative essenziali o importanti e al loro personale. Nell’esercizio di tali poteri da parte della Consob si applicano i commi 12 e 13 dell’articolo

    187-octies. 2. La Consob può richiedere ai soggetti incaricati della revisione legale dei conti dei mercati regolamentati di fornire informazioni. Quando sussistono particolari necessità e non sia possibile provvedere con risorse proprie, la Consob può altresì autorizzare revisori legali o società di revisione legale a procedere a verifiche o ispezioni per suo conto. Il soggetto autorizzato a procedere a verifiche o ispezioni agisce in veste di Pubblico Ufficiale.

    3. La Banca d’Italia può richiedere ai soggetti incaricati della revisione legale dei conti delle sedi di negoziazione all’ingrosso dei titoli di Stato di fornire informazioni. Quando sussistono particolari necessità e non sia possibile provvedere con risorse proprie, la Banca d’Italia può altresì autorizzare revisori legali o società di revisione legale a procedere a verifiche o ispezioni per suo conto. Il soggetto autorizzato a procedere a verifiche o ispezioni agisce in veste di pubblico ufficiale.

    4. Per le finalità di cui agli articoli 62, comma 1, e 62-ter, comma 1, la Consob e la Banca d’Italia possono esercitare nei confronti degli operatori ammessi alle sedi di negoziazione, diversi dai soggetti abilitati, e dei partecipanti remoti, i rispettivi poteri di cui ai commi 1, 2 e

    3. In caso di partecipanti remoti, l’autorità competente dello Stato membro d’origine del partecipante remoto è informata.

    5. Nei casi previsti dal presente articolo, la Consob redige processo verbale dei dati, delle informazioni acquisite e delle dichiarazioni rese dagli interessati, i quali sono invitati a firmare il processo verbale e hanno diritto di averne copia. Gli esiti degli accertamenti ispettivi effettuati dalla Banca d’Italia ai sensi del presente articolo sono comunicati per iscritto agli interessati con le modalità stabilite dalla Banca d’Italia con proprio provvedimento.

  • Art. 386 DPR 495/1992 – Notificazione dei verbali a soggetto estraneo

    Art. 386 DPR 495/1992 – Notificazione dei verbali a soggetto estraneo

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. Quando viene effettuata la notificazione all'intestatario del certificato di proprietà o ad uno dei soggetti indicati nell'articolo 196 del codice e questi, con dichiarazione contenente, nel caso di alienazione, gli estremi dell'atto notarile, informa l'ufficio o il comando procedente che non è proprietario del veicolo, né titolare di alcuno dei diritti di cui al medesimo articolo 196 alla data dell'accertamento della violazione per la quale si procede, l'ufficio o comando interessati, se riscontrano l'esattezza delle notizie fornite, rinnovano la notificazione all'effettivo responsabile, con relativo addebito delle ulteriori spese, entro i termini previsti dall'articolo 201 del codice. Tali termini decorrono dalla data di ricezione da parte dell'ufficio o comando delle notizie fornite dal destinatario della precedente notificazione.

    2. Il rinnovo della notificazione può essere effettuato, nei confronti dell'effettivo responsabile, dal momento in cui si accerti la sua identità ed il suo indirizzo in modo definitivo e, comunque, non oltre cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione.

    3. Nel caso di notifica eseguita a soggetto estraneo alla violazione per errore di trascrizione del numero di targa ovvero di lettura delle risultanze dei pubblici registri o per altra causa, l'ufficio o comando procedente, ad istanza dell'interessato o di propria iniziativa, eseguiti gli opportuni accertamenti, trasmette gli atti al prefetto per l'archiviazione, ovvero se possibile procede alla eventuale notifica nei confronti dell'effettivo responsabile entro i termini previsti.

    4. Nel caso di cui al comma 3, l'istanza dell'interessato deve essere proposta entro il termine di cui all'articolo 203 del codice. L'ufficio o comando procedente può rilevare l'errore ai sensi del comma 3 fino alla formazione del ruolo.

  • Lavori socialmente utili e 730/2026: regime agevolato e soglie

    In sintesi

    • Chi ne beneficia: chi ha raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia e percepisce compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative.
    • Regime agevolato: una quota dei compensi è esclusa dalla tassazione; l’altra è imponibile. Entrambe vanno indicate nel 730.
    • Soglia critica: se il reddito complessivo (al netto della deduzione per abitazione principale) supera 9.296,22 euro, l’agevolazione decade e i compensi sono tassati per intero.
    • Come si dichiara: Quadro C, Sezione I, codice ‘3’ in colonna 1; importo = quota esente + quota imponibile (totale dalla CU).
    • Dove vanno le ritenute: le ritenute IRPEF e addizionale regionale vanno nel Quadro F (rigo F2, colonne 7 e 8), non nel Quadro C.
    • Se non c’è agevolazione: usare codice ‘2’ in colonna 1 e riportare le ritenute nel Quadro C (righi C9 e C10) come per lavoro ordinario.

    I lavori socialmente utili: cosa sono e come vengono tassati

    I lavori socialmente utili (LSU) sono attività svolte nell’interesse della comunità, organizzate da enti pubblici o privati convenzionati. Chi li svolge percepisce un compenso che, in presenza di certi requisiti, gode di un regime fiscale agevolato: una parte del compenso è esente da IRPEF e una parte è invece imponibile.

    Il regime agevolato si applica solo a chi ha già raggiunto l’età prevista dalla legge per la pensione di vecchiaia e che svolge i lavori ‘in conformità a specifiche disposizioni normative’. Se queste condizioni sono rispettate, il datore di lavoro calcola la quota esente e quella imponibile, e le certifica entrambe nella Certificazione Unica 2026 (punto 496 per la quota esente, punto 497 per quella imponibile).

    Attenzione a una regola importante: se il tuo reddito complessivo al netto della deduzione per l’abitazione principale e le relative pertinenze supera 9.296,22 euro, il vantaggio svanisce. In quel caso, anche i compensi che avevano fruito del regime agevolato nella CU vengono tassati normalmente. Sarà chi presta l’assistenza fiscale a verificare se questa condizione si verifica e a calcolare di conseguenza l’imposta dovuta.

    Compilazione Quadro C per lavori socialmente utili
    Situazione Colonna 1 (Tipo) Importo in colonna 3 Ritenute IRPEF
    Regime agevolato (CU punti 496+497) 3 Quota esente + quota imponibile (somma dei punti 496 e 497) Quadro F, rigo F2 col. 7 (non in C9)
    Regime agevolato, ma reddito complessivo >9.296,22 euro 3 Stessa somma (496+497) Quadro F, rigo F2 col. 7; l'agevolazione decade in liquidazione
    Nessun regime agevolato (CU punti 1 e/o 2) 2 Importo da punto 1 e/o 2 della CU Quadro C, rigo C9 e C10

    Esempio pratico

    • Tizio, pensionato di 67 anni, nel 2025 ha svolto lavori socialmente utili percependo 5.800 euro totali: 2.200 euro esenti (punto 496 della CU) e 3.600 euro imponibili (punto 497). Il suo reddito complessivo 2025, al netto della deduzione per abitazione principale, è 8.500 euro – quindi sotto la soglia di 9.296,22 euro. Tizio compila il Quadro C, Sezione I, inserisce codice 3 in colonna 1 e riporta 5.800 euro (2.200 + 3.600) in colonna 3. Le ritenute IRPEF di 720 euro (punto 498 della CU) le riporta nel Quadro F, rigo F2, colonna 7 – non nel rigo C9.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 rilasciata dall’ente committente (punti 496, 497, 498, 499)
    • Documentazione che attesta il regime agevolato riconosciuto dal datore di lavoro
    • Dichiarazione del reddito complessivo per verificare il superamento della soglia di 9.296,22 euro
    • Eventuali comunicazioni dell’INPS o dell’ente che eroga i compensi LSU

    Pensionato con compensi LSU sotto la soglia: regime agevolato applicato

    Scenario. Caio ha 68 anni ed è pensionato. Nel 2025 ha svolto attività di supporto in un comune nell’ambito di un programma LSU, percependo 4.500 euro totali (di cui 1.800 esenti e 2.700 imponibili, come da CU). La sua pensione è di 7.800 euro annui e non ha altri redditi. Il reddito complessivo al netto della deduzione per abitazione principale è 7.800 euro.

    Come si applica. Poiché 7.800 euro è inferiore alla soglia di 9.296,22 euro, il regime agevolato è applicabile. Caio compila il Quadro C con codice 3 in colonna 1 e indica 4.500 euro (1.800 + 2.700) in colonna 3. Le ritenute IRPEF vanno nel Quadro F, rigo F2, colonna 7. Chi presta l’assistenza fiscale tasserà solo la quota imponibile di 2.700 euro.

    In pratica

    • Non dimenticare di sommare quota esente e quota imponibile: nel 730 si indica il totale, non solo la parte imponibile.
    • Le ritenute IRPEF dei compensi LSU agevolati vanno nel Quadro F (F2, col. 7), non nel rigo C9: è un errore comune da evitare.

    Pensionata con reddito complessivo sopra soglia: agevolazione che decade

    Scenario. Sempronia ha 70 anni. Nel 2025 ha percepito 5.000 euro da lavori socialmente utili (2.000 esenti e 3.000 imponibili da CU) e una pensione di 9.500 euro. Il reddito complessivo al netto della deduzione per abitazione principale è 9.500 euro.

    Come si applica. Il reddito complessivo netto di 9.500 euro supera la soglia di 9.296,22 euro. Questo significa che l’agevolazione non spetta: tutti i 5.000 euro di compensi LSU saranno tassati come reddito ordinario. Chi presta l’assistenza fiscale lo rileva in fase di liquidazione e recupera l’imposta non pagata. Sempronia compila comunque il 730 normalmente con codice 3 in colonna 1 e 5.000 euro in colonna 3.

    In pratica

    • Se hai anche altri redditi (pensione, affitti, ecc.), calcola prima il reddito complessivo netto per capire se l’agevolazione spetta davvero.
    • Chi presta assistenza fiscale ricalcola automaticamente la situazione: non rischi di sbagliare se compili correttamente la CU.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Qual è la soglia di reddito entro cui si applica il regime agevolato LSU?

    Il reddito complessivo, calcolato al netto della deduzione per l’abitazione principale e le relative pertinenze, non deve superare 9.296,22 euro. Se lo supera, i compensi per lavori socialmente utili sono tassati interamente come reddito ordinario.

    Nel 730, devo indicare solo la parte imponibile dei compensi LSU o anche la quota esente?

    Devi indicare il totale: quota esente (punto 496 della CU) più quota imponibile (punto 497 della CU). Nel rigo del Quadro C inserisci la somma dei due importi, non solo quello tassabile.

    Dove vanno le ritenute IRPEF dei compensi LSU in regime agevolato?

    Le ritenute IRPEF (punto 498 della CU) e quelle dell’addizionale regionale (punto 499) vanno nel Quadro F, rigo F2, rispettivamente colonne 7 e 8. Non vanno nel Quadro C righi C9 e C10, come invece accade per il lavoro dipendente ordinario.

    Cosa succede se il datore di lavoro non ha applicato il regime agevolato?

    Se il datore di lavoro ha assoggettato i compensi LSU al regime ordinario, i compensi risulteranno ai punti 1 o 2 della CU (non ai punti 496-499). In quel caso, nel 730 usi il codice 2 in colonna 1 e le ritenute vanno nei righi C9 e C10 del Quadro C.

    I lavori socialmente utili si possono svolgere a qualsiasi età?

    Il regime agevolato è riservato a chi ha raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia secondo la normativa vigente. Chi non ha ancora raggiunto quell’età può comunque svolgere LSU, ma i compensi saranno tassati come reddito ordinario.

    Il compenso LSU influenza l'importo della pensione?

    La questione previdenziale è separata da quella fiscale. Per sapere se i compensi LSU hanno effetti sulla pensione, devi rivolgerti all’INPS o all’ente previdenziale di riferimento: il 730 riguarda solo la dichiarazione fiscale.

  • Mensa aziendale, buoni pasto e indennità nel CCNL Occhialeria (Anfao)

    CCNL Occhialeria (Anfao)

    Mensa aziendale, buoni pasto e indennità nel CCNL Occhialeria (Anfao)

    Dove esistono mense aziendali o grandi siti produttivi, il servizio sostitutivo del pasto può assumere forme diverse — mensa interna, convenzioni, buoni pasto, indennità sostitutiva — ciascuna con un proprio trattamento fiscale. Capire quale spetta e quanto è esente da imposte evita sorprese in busta paga.

    In sintesi

    La somministrazione di vitto tramite mensa aziendale o convenzioni non concorre al reddito (art. 51 TUIR). I buoni pasto sono esenti fino a 4 €/giorno se cartacei e 10 €/giorno se elettronici (dal 1° gennaio 2026; fino al 2025: 8 €); l’indennità sostitutiva è di regola imponibile, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione. Il CCNL Anfao non disciplina mensa e buoni pasto: il beneficio nasce dagli accordi aziendali.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Anfao (Confindustria Moda) · Femca-Cisl · Filctem-Cgil · Uiltec-Uil
    Istituti trattati
    Mensa aziendale · Buoni pasto · Indennità sostitutiva · Regime fiscale
    Riferimenti
    Art. 51, comma 2, TUIR (regime fiscale di mensa e buoni pasto) · Accordi aziendali (il CCNL non disciplina la materia)
    Fonte
    testo del CCNL 9 novembre 2013, accordo di rinnovo del 4 dicembre 2020 e ipotesi di rinnovo del 30 gennaio 2026

    Le forme del servizio pasto a confronto

    Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme principali, con trattamenti fiscali differenti. Il diritto al beneficio e il suo importo nascono dal CCNL o dall’accordo aziendale; le soglie di esenzione sono invece fissate dalla legge.

    Servizio pasto — forme e regime fiscale (art. 51 TUIR)
    Forma In che cosa consiste Regime fiscale
    Mensa aziendale / convenzioni Somministrazione di vitto gestita dal datore o da terzi Non concorre al reddito (esente, senza limite)
    Buono pasto cartaceo Ticket cartaceo spendibile nella ristorazione convenzionata Esente fino a 4,00 €/giorno; eccedenza imponibile
    Buono pasto elettronico Ticket su card/app Esente fino a 10,00 €/giorno; eccedenza imponibile
    Indennità sostitutiva di mensa Somma in denaro al posto del servizio Imponibile, salvo esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione
    Di norma spetta un solo beneficio per giornata lavorativa. Il CCNL Occhialeria (Anfao) non fissa importi né condizioni per mensa, buoni pasto o indennità sostitutiva: li stabiliscono gli accordi aziendali. Per le missioni il CCNL prevede invece il rimborso delle spese di vitto e alloggio nei limiti della normalità (artt. 80 e 87).

    Mensa aziendale e forme alternative

    Nei grandi siti produttivi il pasto può essere garantito in più modi, fiscalmente non equivalenti.

    La mensa aziendale e le convenzioni

    La somministrazione di vitto in una mensa gestita direttamente dal datore o da terzi, e le convenzioni con esercizi di ristorazione, non concorrono al reddito del lavoratore (art. 51, comma 2, TUIR): è la forma fiscalmente più vantaggiosa, senza limiti di importo.

    I buoni pasto

    Dove la mensa non c’è, il datore può riconoscere buoni pasto: esenti fino a 4 €/giorno se cartacei e 10 €/giorno se elettronici, con imponibile sull’eccedenza.

    L’indennità sostitutiva

    La somma in denaro erogata al posto del servizio mensa è di norma imponibile, salvo l’esenzione fino a 5,29 €/giorno riservata agli addetti ai cantieri e alle strutture lavorative a carattere temporaneo o in zone prive di ristorazione.

    Un diritto contrattuale, non di legge

    È bene chiarire un punto spesso frainteso: né il buono pasto né la mensa sono un diritto generale previsto dalla legge. La legge si limita a stabilire fino a quando questi benefici sono esenti da imposte; la loro spettanza dipende dal CCNL o dalla contrattazione aziendale. Vi sono quindi settori in cui il pasto è garantito e altri in cui non è previsto alcun beneficio. Dove esiste, il beneficio spetta di regola per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dà titolo al pasto, e non matura nei giorni di assenza, ferie o malattia.

    Casi pratici

    Tizio — mensa aziendale interna
    Tizio lavora in uno stabilimento con mensa interna. Il valore del pasto consumato in mensa non concorre al suo reddito: è integralmente esente, senza limiti di importo. Se in alcune giornate la mensa è chiusa e riceve un buono pasto elettronico, quel buono è esente fino a 10 €.
    Caia — indennità sostitutiva in trasferta di cantiere
    Caia è addetta a un cantiere temporaneo in una zona priva di ristoranti e percepisce un’indennità sostitutiva di mensa. Ricorrendo i presupposti di legge, l’indennità è esente fino a 5,29 €/giorno; l’eventuale eccedenza è imponibile.

    Domande frequenti

    Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?
    No. Il buono pasto è collegato alla presenza effettiva e alla prestazione che dà titolo al pasto: non matura nelle giornate di assenza, ferie, malattia o permesso. Le regole di dettaglio sono fissate dal CCNL o dall’accordo aziendale.
    Posso ricevere insieme mensa, buono pasto e indennità?
    Di norma no: per ciascuna giornata lavorativa spetta un solo beneficio sostitutivo del pasto. Il CCNL o l’accordo aziendale individuano quale spetta in base alla sede e all’organizzazione del lavoro.
    Il valore del buono pasto entra nel calcolo del TFR o della tredicesima?
    No: i buoni pasto e i servizi sostitutivi del pasto hanno natura non retributiva e, di regola, non rientrano nella base di calcolo di TFR e mensilità aggiuntive. Fa eventualmente eccezione la quota imponibile eccedente le soglie, secondo la disciplina applicabile.
    Il pasto consumato nella mensa aziendale è tassato?
    No. La somministrazione di vitto tramite mensa aziendale o convenzioni non concorre al reddito (art. 51 TUIR), senza limiti di importo. È la forma più vantaggiosa rispetto a buoni pasto e indennità.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità congedi e tutele 2026 e tredicesima, PPVA e premi 2026.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 51 TUIR). Il CCNL Occhialeria Anfao (testo del 9 novembre 2013 e ipotesi di rinnovo del 30 gennaio 2026) non disciplina mensa, buoni pasto e indennità sostitutiva: spettanza, importi e condizioni vanno cercati negli accordi aziendali.

  • Art. 62 decies TUF – (Poteri di intervento)

    Art. 62 decies TUF – (Poteri di intervento)

    Art. 62 decies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Poteri di intervento)

    1. Al fine di garantire il rispetto delle disposizioni della presente parte, la Consob e la Banca d’Italia, nell’ambito delle rispettive competenze e nel perseguimento delle finalità previste dagli articoli 62, comma 1, e 62-ter, comma 1, possono: a) pubblicare avvertimenti al pubblico nel sito internet della Consob o della Banca d’Italia; b) intimare ai gestori delle sedi di negoziazione di non avvalersi, nell’esercizio della propria attività e per un periodo non superiore a tre anni, dell’attività professionale di un soggetto ove possa essere di pregiudizio per la trasparenza, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni, la tutela degli investitori e l’efficienza complessiva del mercato; c) disporre la rimozione di uno o più esponenti aziendali del gestore di un mercato regolamentato ovvero, sentita l’altra autorità, della Sim o della banca italiana che gestisce un sistema multilaterale di negoziazione o un sistema organizzato di negoziazione, qualora la loro permanenza in carica sia di pregiudizio al perseguimento delle finalità previste dagli articoli 62, comma 1 e 62-ter, comma 1; la rimozione non è disposta ove ricorrano gli estremi per pronunciare la decadenza ai sensi dell’articolo 64-ter, salvo che sussista urgenza di provvedere; d) nei confronti di chiunque, ivi inclusi gli operatori, diversi dai soggetti abilitati, ammessi alle sedi di negoziazione, anche come partecipanti remoti, ordinare, anche in via cautelare, la cessazione temporanea o permanente di pratiche o condotte contrarie alle disposizioni della presente parte; In caso di intervento nei confronti dei partecipanti remoti, l’autorità competente dello Stato membro d’origine del partecipante remoto è informata.

    2. In caso di necessità e urgenza, la Consob e la Banca d’Italia possono altresì adottare, nell’ambito delle rispettive competenze e nel perseguimento delle finalità previste dagli articoli 62, comma 1, e 62-ter, comma 1, ogni misura idonea al mantenimento di ordinate condizioni di negoziazione sui mercati regolamentati, sui sistemi multilaterali di negoziazione e sui sistemi organizzati di negoziazione.

  • Provvedimenti disciplinari nel CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas): regole e tutele

    CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas)

    Provvedimenti disciplinari nel CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas): regole e tutele

    Nei servizi di cura, assistenza e formazione, dove sono in gioco la sicurezza degli utenti e la riservatezza dei dati, le mancanze del lavoratore possono portare a un provvedimento disciplinare. La legge impone al datore una procedura di garanzia — contestazione, difesa, proporzionalità — senza la quale la sanzione è nulla o annullabile.

    In sintesi

    Anche nei servizi di cura e assistenza la sanzione disciplinare segue l’art. 7 dello Statuto: codice disciplinare reso pubblico, contestazione scritta e specifica, almeno 5 giorni per difendersi. Le sanzioni conservative arrivano alla multa (max 4 ore) e alla sospensione (max 10 giorni); nei casi gravi si arriva al licenziamento. Vale la proporzionalità; impugnazione entro 20 giorni. Il CCNL aggiunge che la contestazione va inviata entro 15 giorni lavorativi dalla conoscenza del fatto e il provvedimento adottato entro 30 giorni dalle giustificazioni (art. 42).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANPAS ODV · Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia ODV · FP CGIL · CISL FP · UIL FPL (firma definitiva 2 febbraio 2024)
    Istituti trattati
    Codice disciplinare · Contestazione dell’addebito · Sanzioni conservative ed espulsive · Difesa
    Riferimenti
    Art. 7 L. 300/1970 (Statuto) · Artt. 2104-2106 c.c. · Codice disciplinare del CCNL (art. 42)
    Fonte
    Testo del CCNL 2020-2022 pubblicato da ANPAS; vigenza dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022, con ultrattività e rinnovo tacito (art. 5)

    Da dove nasce il potere disciplinare

    Il potere del datore di sanzionare non è arbitrario: trova fondamento e limiti nel codice civile e nello Statuto. Il lavoratore è tenuto alla diligenza nell’esecuzione della prestazione (art. 2104 c.c.) e a un obbligo di fedeltà (art. 2105 c.c.); la violazione di questi doveri legittima la reazione disciplinare, che però deve sempre essere proporzionata all’infrazione (art. 2106 c.c.). Il codice disciplinare del CCNL traduce questi principi in un elenco di mancanze e sanzioni, dando concretezza e prevedibilità al sistema.

    La scala delle sanzioni disciplinari

    Le sanzioni vanno dalla più lieve alla più grave, secondo un principio di gradualità e proporzionalità. I limiti massimi sono fissati dalla legge; quali mancanze diano luogo a ciascuna sanzione è invece stabilito dal codice disciplinare del CCNL.

    Sanzioni disciplinari — tipologia e limiti di legge (art. 7 L. 300/1970)
    Sanzione In che cosa consiste Limite di legge
    Rimprovero verbale Richiamo orale per mancanze lievi Unica sanzione senza obbligo di forma scritta
    Ammonizione (rimprovero scritto) Richiamo formale messo agli atti Richiede contestazione scritta e difesa
    Multa Trattenuta una tantum sulla retribuzione Fino a 4 ore di retribuzione base
    Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione Allontanamento temporaneo non retribuito Fino a 10 giorni
    Licenziamento disciplinare Sanzione espulsiva per mancanze gravi Per giusta causa o giustificato motivo soggettivo
    L’art. 42 del CCNL ANPAS-Misericordie prevede richiamo verbale, richiamo scritto, multa non superiore a 4 ore di retribuzione, sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino a 10 giorni e licenziamento con o senza preavviso. Sono sanzionabili, tra l’altro, l’assenza ingiustificata o l’abbandono del posto, i ritardi, la grave negligenza, l’insubordinazione, il contegno scorretto verso utenti e colleghi, la violazione del segreto professionale e le molestie (comma 3). Giustificano il licenziamento, tra l’altro: tre giorni consecutivi di assenza ingiustificata, due sospensioni nell’arco di tre anni, la simulata malattia, l’abbandono del posto durante il turno, la falsificazione delle presenze, l’uso prolungato di sostanze stupefacenti o alcoliche che pregiudichi le mansioni (comma 4).

    La procedura disciplinare passo per passo

    Nei servizi alla persona la posta in gioco è alta, ma le garanzie dell’art. 7 dello Statuto valgono comunque: la sanzione è valida solo se rispetta la procedura.

    1. Il codice disciplinare reso pubblico

    Le infrazioni e le sanzioni devono essere previste da un codice disciplinare portato a conoscenza del personale; il dettaglio è nell’art. 42 del CCNL, che sanziona ad esempio la violazione del segreto professionale e il contegno scorretto verso gli utenti.

    2. La contestazione dell’addebito

    Prima della sanzione il datore deve contestare per iscritto il fatto in modo specifico e immediato. La contestazione delimita l’accusa: la sanzione non può poi fondarsi su fatti diversi. Per il CCNL la contestazione va inviata entro 15 giorni lavorativi da quando l’ufficio preposto ha avuto effettiva conoscenza del fatto (art. 42, comma 2, lett. a).

    3. Il diritto di difesa

    Il lavoratore dispone di almeno 5 giorni per le giustificazioni e può farsi assistere da un rappresentante sindacale; la sanzione non è applicabile prima. Il CCNL vieta di adottare il provvedimento oltre 30 giorni dalle giustificazioni (se il lavoratore non risponde, il termine decorre dal sesto giorno dopo la contestazione); una sospensione che non può essere applicata subito va eseguita entro i tre mesi successivi (art. 42, comma 2, lett. b e c).

    4. Proporzionalità e gradualità

    La sanzione deve essere proporzionata (art. 2106 c.c.) e graduata; trascorsi 2 anni dall’applicazione, una sanzione non rileva più ai fini della recidiva.

    Come si impugna una sanzione

    Chi ritiene la sanzione ingiusta o sproporzionata può reagire. Oltre alla via giudiziale, l’art. 7 dello Statuto prevede una tutela rapida: entro 20 giorni il lavoratore può promuovere la costituzione di un collegio di conciliazione e arbitrato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro. In tal caso la sanzione resta sospesa fino alla pronuncia del collegio. È sempre possibile, in alternativa, rivolgersi al giudice del lavoro.

    Casi pratici

    Tizio — violazione della riservatezza
    A Tizio, operatore di una struttura assistenziale, viene contestato per iscritto di aver divulgato dati riservati di un utente. Presenta le giustificazioni entro 5 giorni; data la gravità e la proporzionalità rispetto al fatto, il datore applica una sospensione, nel limite massimo di 10 giorni previsto dalla legge.
    Caia — sanzione sproporzionata impugnata
    A Caia viene comminata una sospensione per un ritardo isolato. Ritenendo la sanzione sproporzionata, entro 20 giorni promuove l’impugnazione davanti al collegio di conciliazione e arbitrato presso l’Ispettorato del lavoro, che sospende l’esecuzione della sanzione.

    Domande frequenti

    Entro quanto tempo posso difendermi da una contestazione disciplinare?
    Hai diritto ad almeno 5 giorni dalla contestazione per presentare le tue giustificazioni, anche oralmente, e puoi farti assistere da un rappresentante sindacale. Prima che siano decorsi i 5 giorni il datore non può applicare la sanzione (salvo il semplice rimprovero verbale).
    Una vecchia sanzione può essere usata contro di me?
    No, se è trascorso troppo tempo: l’art. 7 dello Statuto vieta di tenere conto delle sanzioni disciplinari decorsi 2 anni dalla loro applicazione. Una sanzione più vecchia non può quindi essere richiamata per aggravare, a titolo di recidiva, una sanzione successiva.
    Il licenziamento disciplinare segue la stessa procedura?
    Sì. Anche il licenziamento per motivi disciplinari (giusta causa o giustificato motivo soggettivo) richiede la previa contestazione scritta dell’addebito e il rispetto del diritto di difesa. Le conseguenze in caso di illegittimità dipendono dal regime applicabile (tutele crescenti o art. 18 a seconda della data di assunzione).
    Quanto può durare al massimo una sospensione disciplinare?
    La sospensione dal lavoro e dalla retribuzione non può superare i 10 giorni (art. 7 Statuto). La multa non può eccedere le 4 ore di retribuzione. Sanzioni più gravi presuppongono il licenziamento disciplinare, con le relative tutele.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e tredicesima e premi 2024.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 7 L. 300/1970; artt. 2104-2106 c.c.). Mancanze e sanzioni sono quelle dell’art. 42 del CCNL ANPAS-Misericordie 2020-2022; fonte: testo del CCNL 2020-2022 (ANPAS, PDF).

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.