Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 65 septies TUF – Obblighi informativi e di comunicazione

    Art. 65 septies TUF – Obblighi informativi e di comunicazione

    Art. 65 septies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Obblighi informativi e di comunicazione

    1. La Consob, con proprio regolamento, individua gli obblighi informativi e di comunicazione nei propri confronti dei gestori delle sedi di negoziazione, indicandone contenuto, termini e modalità di adempimento.

    2. Fermo restando quanto previsto dall’ articolo 25, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, le sedi di negoziazione mettono a disposizione della Consob, su richiesta, i dati relativi al book di negoziazione, anche mediante accesso allo stesso.

    3. Fermi restando gli obblighi previsti dal comma 1, i gestori delle sedi di negoziazione segnalano senza indugio alla Consob le violazioni significative delle regole del mercato o le condizioni di negoziazione anormali o disfunzioni del sistema in relazione a uno strumento finanziario, nonché le conseguenti iniziative assunte.

    4. I gestori delle sedi di negoziazione segnalano altresì senza indugio alla Consob gli atti che possono indicare un comportamento vietato ai sensi del regolamento (UE) n. 596/2014.

    5. I gestori delle sedi di negoziazione comunicano senza indugio alla Consob le informazioni pertinenti per le indagini e per l’accertamento degli abusi di mercato nei sistemi gestititi, e offrono piena assistenza in relazione agli abusi di mercato commessi nei loro sistemi o per loro tramite.

    6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 9 FEBBRAIO 2026, N. 28. (73)

  • Art. 65 quinquies TUF – (Negoziazione «matched principal» e operatività in conto proprio del gestore di una sede di negoziazione)

    Art. 65 quinquies TUF – (Negoziazione «matched principal» e operatività in conto proprio del gestore di una sede di negoziazione)

    Art. 65 quinquies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Negoziazione «matched principal» e operatività in conto proprio del gestore di una sede di negoziazione)

    1. La Consob definisce con regolamento i vincoli cui sono soggette le sedi di negoziazione in materia di operatività “matched principal” e di negoziazione in conto proprio all’interno del sistema.

  • Art. 131 Codice del Processo Amministrativo – Procedimento in appello in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province e regioni

    Art. 131 Codice del Processo Amministrativo – Procedimento in appello in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province e regioni

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. L’appello avverso le sentenze di cui all’articolo 130 è proposto entro il termine di venti giorni dalla notifica della sentenza, per coloro nei cui confronti è obbligatoria la notifica; per gli altri candidati o elettori nel termine di venti giorni decorrenti dall’ultimo giorno della pubblicazione della sentenza medesima nell’albo pretorio del comune.

    2. Il presidente fissa in via d’urgenza l’udienza di discussione. Al giudizio si applicano le norme che regolano il processo di appello innanzi al Consiglio di Stato, e i relativi termini sono dimezzati rispetto a quelli del giudizio ordinario.

    3. La sentenza, quando, in riforma di quella di primo grado, accoglie il ricorso originario, provvede ai sensi dell’articolo 130, comma 9.

    4. La sentenza è immediatamente trasmessa in copia, a cura della segreteria del Consiglio di Stato, ai soggetti di cui all’articolo 130, comma 8, i quali provvedono agli ulteriori incombenti ivi previsti e a quelli di cui al comma 11 dello stesso articolo 130.

  • Art. 65 quater TUF – Requisiti specifici per i sistemi organizzati di negoziazione

    Art. 65 quater TUF – Requisiti specifici per i sistemi organizzati di negoziazione

    Art. 65 quater D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Requisiti specifici per i sistemi organizzati di negoziazione

    1. Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 65-bis e nel rispetto degli obblighi individuati ai sensi dell’articolo 6, comma 2, lettera b), numero 2), in un sistema organizzato di negoziazione l’esecuzione degli ordini è svolta su base discrezionale. Il gestore di un sistema organizzato di negoziazione esercita la propria discrezionalità quando decide di: a) collocare o ritirare un ordine sul proprio sistema; o b) non abbinare lo specifico ordine di un cliente con gli altri ordini disponibili nel sistema in un determinato momento, purché ciò avvenga nel rispetto delle specifiche istruzioni ricevute dal cliente, nonché degli obblighi individuati ai sensi dell’articolo 6, comma 2, lettera b), numero 2).

    1-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 MARZO 2026, N. 47.

    2. Il gestore di un sistema organizzato di negoziazione non può operare anche come internalizzatore sistematico. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 27 MARZO 2026, N. 47.

    3. La Consob disciplina con regolamento gli ulteriori requisiti organizzativi e vincoli operativi, nonché i connessi obblighi informativi e di comunicazione, cui sono soggetti i sistemi organizzati di negoziazione, in conformità alle pertinenti disposizioni europee in materia.

    4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 MARZO 2026, N. 47.

    5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 MARZO 2026, N. 47.

    6. Alle operazioni concluse in un sistema organizzato di negoziazione si applicano i pertinenti obblighi individuati ai sensi dell’articolo 6, comma

    2. (73)

  • Art. 65 bis TUF – Requisiti dei sistemi multilaterali di negoziazione e dei sistemi organizzati di negoziazione

    Art. 65 bis TUF – Requisiti dei sistemi multilaterali di negoziazione e dei sistemi organizzati di negoziazione

    Art. 65 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Requisiti dei sistemi multilaterali di negoziazione e dei sistemi organizzati di negoziazione

    1. Il gestore di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione dispone di: a) regole e procedure trasparenti che garantiscono un processo di negoziazione corretto e ordinato nonché di criteri obiettivi che consentono l’esecuzione efficiente degli ordini; b) misure per garantire una gestione sana dell’operatività del sistema, compresi dispositivi di emergenza efficaci per far fronte ai rischi di disfunzione del sistema; c) misure atte ad individuare puntualmente e a gestire le potenziali conseguenze negative per l’operatività dei sistemi da essi gestiti o per i loro membri o partecipanti e clienti di eventuali conflitti tra gli interessi del sistema multilaterale di negoziazione, del sistema organizzato di negoziazione, dei loro proprietari, del gestore del sistema multilaterale di negoziazione o del sistema organizzato di negoziazione e il sano funzionamento dei sistemi; c-bis) misure per assicurare il rispetto dei requisiti in materia di qualità dei dati di cui all’ articolo 22-ter del regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014; d) almeno tre membri o partecipanti o clienti concretamente attivi, ciascuno dei quali con la possibilità di interagire con tutti gli altri per quanto concerne la formazione dei prezzi.

    2. Il gestore di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione adotta altresì le misure necessarie per favorire il regolamento efficiente delle operazioni concluse nel sistema multilaterale di negoziazione o sistema organizzato di negoziazione e informa chiaramente i membri o partecipanti o clienti delle rispettive responsabilità per quanto concerne il regolamento delle operazioni effettuate nel sistema.

    3. Il gestore di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione fornisce alla Consob: a) una descrizione dettagliata del funzionamento del sistema tra cui, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 65-quater, commi 2 e 3, gli eventuali legami o la partecipazione di un mercato regolamentato, un sistema multilaterale di negoziazione, un sistema organizzato di negoziazione o un internalizzatore sistematico di proprietà dello stesso gestore; b) un elenco dei membri, partecipanti o clienti.

    3-bis. Ai sistemi multilaterali di negoziazione e ai sistemi organizzati di negoziazione si applica l’articolo 64-quater, commi 6, 6-bis e 6-ter. (73)

  • Indennità di fine mandato degli amministratori: come si tassa nel 730

    In sintesi

    • Cos’è il TFM: il trattamento di fine mandato è l’indennita’ che spetta all’amministratore di società alla cessazione del proprio incarico, simile al TFR del lavoratore dipendente.
    • Reddito assimilato: i compensi degli amministratori rientrano tra i redditi assimilati al lavoro dipendente, da dichiarare nel quadro C del 730.
    • Tassazione separata: l’indennita’ di fine mandato è assoggettabile a tassazione separata se il diritto a percepirla risulta da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto.
    • Senza atto preventivo: se non c’è un atto di data certa anteriore, l’indennita’ è tassata in modo ordinario come reddito assimilato nel quadro C.
    • Opzione tassazione ordinaria: anche in caso di tassazione separata, il contribuente può optare per la tassazione ordinaria se risulta più conveniente.

    TFM degli amministratori: il regime fiscale dipende da un documento chiave

    Se sei stato o sei tuttora amministratore di una società e alla fine del mandato hai diritto a un’indennita’, devi sapere come viene tassata. Il trattamento fiscale del cosiddetto TFM (trattamento di fine mandato) dipende in larga misura da quando e come è stato fissato il tuo diritto a percepirlo.

    Le istruzioni ufficiali al modello 730/2026 chiariscono che i compensi percepiti per le cariche di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti sono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e vanno dichiarati nel quadro C. Per quanto riguarda invece le indennità per la cessazione di questi rapporti, le stesse istruzioni precisano che sono assoggettabili a tassazione separata se il diritto a percepirle risulta da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto o se derivano da controversie o transazioni in materia di cessazione del rapporto.

    In pratica: se la delibera assembleare o il contratto che prevede il TFM è stato firmato prima dell’inizio del mandato dell’amministratore, l’indennita’ entra nel regime di tassazione separata (quadro M). In tutti gli altri casi, se non c’è un atto preventivo di data certa, l’indennita’ è tassata in modo ordinario come reddito assimilato nel quadro C.

    TFM amministratori: quale regime fiscale?
    Condizione Regime fiscale Dove si dichiara nel 730
    Atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto Tassazione separata (con opzione tassazione ordinaria) Quadro M, rigo M7 (o tassazione separata specifica)
    Nessun atto preventivo di data certa Tassazione ordinaria come reddito assimilato Quadro C del 730
    Indennità da controversia o transazione su cessazione rapporto Tassazione separata Quadro M
    Compensi correnti dell'amministratore (non TFM) Tassazione ordinaria come reddito assimilato Quadro C del 730

    Esempio pratico

    • Tizio è stato amministratore di una srl dal 2020 al 2025. Prima di assumere l’incarico, nel 2020, la società ha deliberato con atto notarile che alla cessazione del mandato gli sarebbe spettata un’indennita’ di 30.000 euro. Questo atto ha data certa anteriore all’inizio del rapporto: il TFM ricevuto nel 2025 è soggetto a tassazione separata. Tizio lo dichiara nel quadro M del 730/2026. Se avesse voluto, avrebbe anche potuto optare per la tassazione ordinaria barrando l’apposita casella. Se invece non ci fosse stata alcuna delibera preventiva, quei 30.000 euro sarebbero stati tassati in modo ordinario come reddito assimilato nel quadro C.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 rilasciata dalla società (per i compensi ordinari e/o il TFM)
    • Delibera assembleare o contratto che prevede il TFM, con data certa anteriore all’inizio del mandato
    • Atto notarile o altra documentazione con data certa se il diritto al TFM è stato fissato prima dell’inizio dell’incarico
    • Eventuale comunicazione della società sull’importo liquidato e sulle ritenute operate

    TFM con atto preventivo: tassazione separata

    Scenario. Caio è stato amministratore di una spa dal 2019 al 2025. Nel 2019, prima di assumere l’incarico, l’assemblea ha deliberato un TFM di 50.000 euro con verbale notarile. Nel 2025 la società ha liquidato il TFM applicando la ritenuta d’acconto e ha rilasciato la Certificazione Unica.

    Come si applica. Il TFM di Caio rientra nella tassazione separata perché il diritto a percepirlo è stato fissato con atto di data certa (il verbale notarile) anteriore all’inizio del mandato. Caio lo dichiara nel quadro M del 730/2026. Può anche valutare se optare per la tassazione ordinaria, barrando la casella apposita, se questa dovesse risultare più conveniente in base alla sua situazione reddituale complessiva.

    In pratica

    • Verifica se il tuo diritto al TFM era fissato da un atto di data certa prima dell’inizio del mandato.
    • Se sì, il TFM va nel quadro M con tassazione separata.
    • Puoi scegliere la tassazione ordinaria se è più conveniente: basta barrare la casella nel quadro M.

    TFM senza atto preventivo: tassazione ordinaria

    Scenario. Sempronia è stata amministratrice di una srls dal 2021 al 2025. Non esisteva alcuna delibera preventiva che prevedesse un’indennita’ di fine mandato: la società ha deciso di riconoscergliene una solo alla cessazione dell’incarico.

    Come si applica. Poiché non c’è un atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto, l’indennita’ è tassata in modo ordinario come reddito assimilato al lavoro dipendente. Sempronia la riporta nel quadro C del 730/2026, insieme agli altri eventuali compensi percepiti per la carica di amministratrice. La società avrebbe dovuto operare le ritenute d’acconto e rilasciare la Certificazione Unica.

    In pratica

    • Senza atto preventivo di data certa, il TFM va trattato come reddito assimilato nel quadro C.
    • Controlla che la società ti abbia rilasciato la Certificazione Unica con le ritenute già applicate.
    • Per i prossimi mandati, valuta con un professionista se conviene predisporre in anticipo un atto che fissa il diritto al TFM.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Che differenza c'è tra TFM e TFR?

    Il TFR (trattamento di fine rapporto) spetta ai lavoratori dipendenti alla cessazione del contratto di lavoro subordinato. Il TFM è l’equivalente per gli amministratori di società, che però non sono lavoratori dipendenti ma percepiscono redditi assimilati. Le regole fiscali sono analoghe ma non identiche.

    I compensi ordinari dell'amministratore vanno nel quadro C?

    Sì. I compensi percepiti per la carica di amministratore, sindaco o revisore di società sono redditi assimilati al lavoro dipendente e vanno dichiarati nel quadro C del 730, come indicato nelle istruzioni AdE al 730/2026.

    Posso scegliere di pagare l'IRPEF ordinaria sul TFM anche se spetterebbe la tassazione separata?

    Sì. Anche in presenza dei requisiti per la tassazione separata, il contribuente può optare per la tassazione ordinaria barrando l’apposita casella nel quadro M del 730.

    Se il TFM è ancora in forma di acconti, come si dichiara?

    Gli acconti e le anticipazioni percepite vanno indicati nel quadro M (se c’è l’atto preventivo di data certa) con l’importo ricevuto nell’anno e quello totale maturato, seguendo le istruzioni del rigo M7.

    La società deve sempre applicare la ritenuta sul TFM?

    In linea generale sì, il sostituto d’imposta (la società) applica la ritenuta a titolo di acconto sulle somme liquidate. I dati sulle ritenute si trovano nella Certificazione Unica rilasciata dall’ente.

  • Art. 65 TUF – Requisiti organizzativi dei mercati regolamentati

    Art. 65 TUF – Requisiti organizzativi dei mercati regolamentati

    Art. 65 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Requisiti organizzativi dei mercati regolamentati

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Il mercato regolamentato dispone di: a) misure per identificare chiaramente e gestire le potenziali conseguenze negative, per il funzionamento del mercato regolamentato o per i suoi membri o partecipanti, di qualsiasi conflitto tra gli interessi del mercato regolamentato, dei suoi proprietari o del gestore del mercato e il suo ordinato funzionamento, in particolare quando tali conflitti possono risultare pregiudizievoli per l’assolvimento di qualsiasi funzione delegata al mercato regolamentato dall’autorità competente; b) procedure per gestire i rischi ai quali sono esposti, compresi i rischi informatici ai sensi del capo II del regolamento (UE) 2022/2554, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, dispositivi e sistemi adeguati a identificare i rischi che possono comprometterne il funzionamento e misure efficaci per attenuare tali rischi; c) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 10 MARZO 2025, N. 23; d) regole e procedure trasparenti e non discrezionali che garantiscono un processo di negoziazione corretto e ordinato nonché di criteri obiettivi che consentono l’esecuzione efficiente degli ordini; e) misure efficaci atte ad agevolare il regolamento efficiente delle operazioni eseguite nell’ambito del sistema; f) risorse finanziarie sufficienti per renderne possibile il funzionamento ordinato, tenendo conto della natura e dell’entità delle operazioni concluse nel mercato, nonché della portata e del grado dei rischi ai quali esso è esposto; f-bis) misure per assicurare il rispetto dei requisiti in materia di qualità dei dati di cui all’ articolo 22-ter del regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014; f-ter) almeno tre membri o utenti concretamente attivi, ciascuno dei quali con la possibilità di interagire con tutti gli altri per quanto concerne la formazione dei prezzi.

    2. La Consob può ulteriormente dettagliare, con regolamento, i requisiti organizzativi del mercato regolamentato e può dettare la metodologia di determinazione dell’entità delle risorse finanziarie previste nel comma 1, lettera f).

    3. Per le operazioni concluse su un mercato regolamentato, i membri e i partecipanti non sono tenuti ad applicarsi reciprocamente gli obblighi specificamente individuati ai sensi dell’articolo 6, comma

    2. I membri o i partecipanti di un mercato regolamentato applicano detti obblighi per quanto concerne i loro clienti quando, operando per conto di questi ultimi, ne eseguono gli ordini su un mercato regolamentato. (73)

  • Art. 64 ter TUF – (Requisiti degli esponenti aziendali del gestore del mercato regolamentato)

    Art. 64 ter TUF – (Requisiti degli esponenti aziendali del gestore del mercato regolamentato)

    Art. 64 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Requisiti degli esponenti aziendali del gestore del mercato regolamentato)

    1. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo nel gestore del mercato regolamentato possiedono i requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza previsti con regolamento dal Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Consob e la Banca d’Italia. Con il medesimo regolamento, il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Consob e la Banca d’Italia, individua le cause che comportano il venir meno dei requisiti previsti nel presente articolo e che determinano la sospensione temporanea o la decadenza dall’incarico.

    2. L’organo di amministrazione possiede conoscenze, competenze ed esperienze adeguate, ha una composizione tale da garantire un apporto sufficientemente ampio di esperienze e i relativi membri dedicano tempo sufficiente all’esercizio delle proprie funzioni.

    3. Il gestore del mercato regolamentato destina risorse umane e finanziarie adeguate alla preparazione e alla formazione dei membri dell’organo di amministrazione.

    4. I gestori di mercati regolamentati significativi in base alle dimensioni, organizzazione interna, e tipologia, portata e complessità delle attività, istituiscono un comitato per le nomine composto dai membri dell’organo di amministrazione che non esercitano funzioni esecutive presso il gestore del mercato regolamentato interessato.

    5. L’organo di amministrazione di un gestore del mercato regolamentato definisce e vigila sull’applicazione di misure di governo societario, anche in materia di separazione delle funzioni aziendali e prevenzione dei conflitti di interesse, che garantiscono la sana e prudente gestione e promuovono l’integrità del mercato. L’organo di amministrazione controlla e valuta periodicamente l’efficacia delle misure di governo societario del gestore del mercato regolamentato e adotta misure opportune per rimediare a eventuali carenze.

    6. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e controllo hanno accesso adeguato alle informazioni e ai documenti necessari per vigilare e valutare periodicamente il processo decisionale della dirigenza.

    7. La sospensione o la decadenza degli esponenti aziendali per le cause individuate dal regolamento di cui al comma 1 sono dichiarate dall’organo di appartenenza entro 30 giorni dalla nomina o dalla conoscenza della causa sopravvenuta. Per i soggetti che non sono componenti di un organo la dichiarazione della sospensione o della decadenza è effettuata dall’organo che li ha nominati. In caso di inerzia vi provvede la Consob.

    8. Ai fini della verifica del rispetto dei requisiti previsti nel presente articolo, il gestore del mercato regolamentato trasmette alla Consob le informazioni relative agli esponenti aziendali e ai soggetti che dirigono effettivamente l’attività e le operazioni del mercato regolamentato e di ogni successivo cambiamento.

    9. La Consob, con proprio regolamento: a) specifica i requisiti previsti dai commi 2, 3 e 4, anche con riferimento al numero di incarichi assumibili dai membri dell’organo di amministrazione e alle funzioni svolte dal comitato per le nomine; b) stabilisce contenuto, termini e modalità delle comunicazioni previste dal comma 8.

  • Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Occhialeria (Anfao)

    CCNL Occhialeria (Anfao)

    Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Occhialeria (Anfao)

    Il contratto a tempo parziale consente di ridurre l’orario rispetto al tempo pieno mantenendo tutte le tutele del lavoro subordinato, riproporzionate alla durata della prestazione. Forma scritta, lavoro supplementare, trasformazione e diritto di precedenza ne sono i punti chiave, regolati dal D.Lgs. 81/2015 e dal CCNL di settore.

    In sintesi

    Il contratto part-time richiede forma scritta con indicazione di durata e collocazione dell’orario. Il CCNL ammette lavoro supplementare fino a 40 ore settimanali, con il consenso del lavoratore e una maggiorazione forfettaria del 24%, e clausole elastiche e flessibili con preavviso di 3 giorni e maggiorazione del 15%; il trattamento è riproporzionato; la trasformazione FT/PT è volontaria e opera il diritto di precedenza al tempo pieno (D.Lgs. 81/2015).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Anfao (Confindustria Moda) · Femca-Cisl · Filctem-Cgil · Uiltec-Uil
    Istituti trattati
    Forme del part-time · Lavoro supplementare · Trasformazione e diritto di precedenza
    Riferimenti
    D.Lgs. 81/2015, artt. 4-12 (disciplina del part-time) · D.Lgs. 66/2003 (riposi) · CCNL per limiti, maggiorazioni e clausole
    Fonte
    testo del CCNL 9 novembre 2013 (art. 22)

    Le forme del part-time

    Il tempo parziale può articolarsi in tre forme, a seconda di come la riduzione dell’orario si distribuisce nel tempo. La distinzione rileva soprattutto per l’applicazione del lavoro supplementare e delle clausole elastiche.

    Le tre forme di part-time
    Forma Come si articola l’orario Esempio
    Orizzontale Riduzione dell’orario giornaliero, su tutti i giorni lavorativi 4 ore al giorno, dal lunedì al venerdì
    Verticale Orario pieno ma solo in alcuni giorni, settimane o mesi Tre giornate intere a settimana
    Misto Combinazione di orizzontale e verticale Alcuni giorni pieni e altri a orario ridotto
    Il contratto part-time deve essere stipulato per iscritto e indicare durata e collocazione dell’orario (D.Lgs. 81/2015). Nel CCNL Occhialeria (art. 22) il lavoro supplementare è pagato con la quota oraria maggiorata del 24% e le clausole elastiche e flessibili danno diritto a una maggiorazione del 15%.

    Lavoro supplementare e clausole elastiche

    Anche dove il part-time è meno diffuso, la sua gestione passa per due istituti che la legge disegna e il CCNL completa.

    Lavoro supplementare

    È la prestazione resa oltre l’orario part-time concordato, entro il limite del tempo pieno. Il D.Lgs. 81/2015 ne rimette la disciplina al CCNL: l’art. 22 del CCNL Occhialeria lo consente nel part-time orizzontale, verticale o misto, anche a termine, fino a 40 ore settimanali, con il consenso del lavoratore, pagando la quota oraria maggiorata forfettariamente del 24% (che comprende l’incidenza sugli istituti indiretti e differiti). È cosa diversa dallo straordinario, che presuppone il superamento del tempo pieno.

    Clausole elastiche

    Permettono di variare la collocazione dell’orario o di aumentarne la durata; richiedono patto scritto e, per legge, un preavviso di due giorni lavorativi salvo diverse intese (art. 6 D.Lgs. 81/2015). Il CCNL Occhialeria fissa un preavviso minimo di 3 giorni, una maggiorazione forfettaria del 15% e, per le clausole elastiche, un aumento massimo del 50% dell’orario contrattuale; nessuna maggiorazione è dovuta se la variazione è chiesta dal lavoratore. Il rifiuto di sottoscriverle non può giustificare il licenziamento.

    Tutele per categorie protette

    Studenti, lavoratori con patologie oncologiche, genitori di figli piccoli e titolari di permessi L. 104 godono di facoltà rafforzate di revoca o non adesione alle clausole elastiche e, in alcuni casi, di un diritto alla trasformazione del rapporto. Il CCNL aggiunge che il lavoratore, con richiesta scritta e una settimana di preavviso, ottiene la sospensione o la modifica delle clausole per gravi motivi di salute o di assistenza a coniuge e parenti di primo grado, per corsi di studio o formazione incompatibili e se stipula un altro part-time.

    Trattamento e principio di non discriminazione

    Il lavoratore part-time non può ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al collega a tempo pieno comparabile: ha gli stessi diritti, riproporzionati alla minore durata della prestazione (art. 7, D.Lgs. 81/2015). Sono riproporzionati, tra l’altro, la retribuzione, le ferie, le mensilità aggiuntive e il TFR; restano invece pieni i diritti non frazionabili (ad esempio le tutele in materia di salute e sicurezza). Anche l’anzianità di servizio si calcola per intero, come per un rapporto a tempo pieno.

    Trasformazione del rapporto e diritto di precedenza

    Il passaggio da tempo pieno a part-time, e viceversa, è volontario: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il rifiuto del lavoratore di trasformare il rapporto non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

    La legge tutela inoltre alcune situazioni: chi è affetto da patologie oncologiche o gravi, i genitori di figli piccoli e chi assiste familiari con L. 104 hanno priorità o un vero e proprio diritto alla trasformazione in part-time. Specularmente, il lavoratore che ha trasformato il rapporto in part-time gode di un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti, secondo i criteri di legge. Il CCNL impegna le aziende ad accogliere le richieste di passaggio al part-time entro l’8% del personale a tempo indeterminato (più un ulteriore 2% per chi rientra dal congedo di maternità o paternità o deve curare un figlio fino a 10 anni); per i lavoratori con patologie oncologiche la trasformazione è un diritto e non rientra nel limite.

    Casi pratici

    Tizio — trasformazione da tempo pieno a part-time
    Tizio chiede di passare al part-time. La trasformazione non è un atto unilaterale: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il suo rifiuto di trasformare il rapporto, o quello del datore, non può di per sé giustificare un licenziamento. Se in futuro vorrà tornare al tempo pieno, avrà un diritto di precedenza sulle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti.
    Caia — ferie e tredicesima nel part-time
    Caia è part-time orizzontale (lavora tutti i giorni, solo il mattino). Ferie, tredicesima e TFR le spettano riproporzionati alla durata effettiva della prestazione, secondo il principio di non discriminazione: non un trattamento diverso, ma proporzionato. La maturazione segue le regole del CCNL applicate alla quota di orario svolto.

    Domande frequenti

    Il contratto part-time deve essere scritto?
    Sì. La forma scritta è richiesta e il contratto deve indicare la durata della prestazione e la collocazione dell’orario. La sua assenza può essere fatta valere dal lavoratore per ottenere l’accertamento del rapporto e, a certe condizioni, il riconoscimento di un orario pieno.
    Che differenza c’è tra lavoro supplementare e straordinario?
    Il lavoro supplementare è quello reso dal part-time oltre l’orario concordato ma entro il tempo pieno; lo straordinario presuppone invece il superamento dell’orario a tempo pieno. Hanno discipline e maggiorazioni diverse, fissate dal CCNL.
    Ferie e tredicesima del part-time sono dimezzate?
    Non dimezzate, ma riproporzionate alla durata della prestazione, in applicazione del principio di non discriminazione. L’anzianità di servizio, invece, si computa per intero.
    Da part-time ho diritto a tornare a tempo pieno?
    Hai un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti, secondo i criteri del D.Lgs. 81/2015 e del CCNL. La trasformazione vera e propria richiede comunque l’accordo tra le parti.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità congedi e tutele 2026 e tredicesima, PPVA e premi 2026.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 81/2015). Limiti del lavoro supplementare, maggiorazioni e condizioni delle clausole elastiche sono quelli dell’art. 22 del testo del CCNL Occhialeria del 9 novembre 2013.

  • Art. 64 quinquies TUF – (Revoca dell’autorizzazione, provvedimenti straordinari a tutela del mercato e crisi del gestore del mercato regolamentato)

    Art. 64 quinquies TUF – (Revoca dell’autorizzazione, provvedimenti straordinari a tutela del mercato e crisi del gestore del mercato regolamentato)

    Art. 64 quinquies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Revoca dell’autorizzazione, provvedimenti straordinari a tutela del mercato e crisi del gestore del mercato regolamentato)

    1. La Consob può revocare l’autorizzazione del mercato regolamentato quando: a) l’autorizzazione è stata ottenuta presentando false dichiarazioni o con qualsiasi altro mezzo irregolare; b) non sono più soddisfatte le condizioni cui è subordinata l’autorizzazione; c) sono state violate in modo grave e sistematico le disposizioni del presente titolo relative al mercato regolamentato o al gestore del mercato; d) abbia cessato di funzionare da più di sei mesi o rinunci espressamente all’autorizzazione.

    2. In caso di gravi irregolarità nella gestione del mercato regolamentato ovvero nell’amministrazione del gestore del mercato regolamentato e comunque quando lo richiede la tutela degli investitori, il Ministero dell’economia e delle finanze, su proposta della Consob, dispone lo scioglimento degli organi amministrativi e di controllo del gestore del mercato. I poteri dei disciolti organi amministrativi sono attribuiti a un commissario nominato con il medesimo provvedimento, che li esercita, sulla base delle direttive e sotto il controllo della Consob, sino alla ricostituzione degli organi. L’indennità spettante al commissario è determinata con decreto del Ministero ed è a carico del gestore del mercato regolamentato. Si applicano, per quanto compatibili, gli articoli 70, commi 2, 3, 4 e 5, 72, a eccezione dei commi 2, 2-bis e 8, e 75 del T.U. bancario, intendendosi le suddette disposizioni riferite alla Consob in luogo della Banca d’Italia, ai partecipanti in luogo dei depositanti e al gestore del mercato regolamentato in luogo delle banche.

    3. La procedura indicata al comma 2 può determinare la revoca dell’autorizzazione prevista dal comma

    1. 4. Entro trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento di revoca dell’autorizzazione del mercato, gli amministratori del gestore del mercato o il commissario nominato ai sensi del comma 2 convocano l’assemblea per modificare l’oggetto sociale ovvero per deliberare la liquidazione volontaria del gestore del mercato. Qualora non si provveda alla convocazione entro detto termine ovvero l’assemblea non deliberi entro tre mesi dalla data della comunicazione del provvedimento di revoca, il Ministero dell’economia e delle finanze, su proposta della Consob, può disporre lo scioglimento del gestore del mercato regolamentato nominando i liquidatori. Si applicano le disposizioni sulla liquidazione delle società per azioni, di cui al libro V, titolo V, capo VIII, del codice civile, a eccezione di quelle concernenti la revoca dei liquidatori.

    5. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, la Consob promuove gli accordi necessari ad assicurare la continuità delle negoziazioni. A tal fine può disporre il trasferimento temporaneo della gestione del mercato ad altro gestore, previo consenso di quest’ultimo. Il trasferimento definitivo della gestione del mercato può avvenire anche in deroga alle disposizioni del titolo II, capo VI, della legge fallimentare.

    6. Le iniziative per la dichiarazione di fallimento o per l’ammissione alle procedure di concordato preventivo o amministrazione controllata e i relativi provvedimenti del tribunale sono comunicati entro tre giorni alla Consob a cura del cancelliere.

  • Art. 64 quater TUF – Autorizzazione dei mercati regolamentati

    Art. 64 quater TUF – Autorizzazione dei mercati regolamentati

    Art. 64 quater D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Autorizzazione dei mercati regolamentati

    1. La Consob rilascia l’autorizzazione a operare in qualità di mercato regolamentato ai sistemi che ottemperano alle disposizioni del presente titolo.

    2. La Consob iscrive i mercati regolamentati in un elenco, curando l’adempimento delle disposizioni dell’Unione europea in materia.

    3. L’autorizzazione è altresì subordinata all’accertamento che: a) il gestore del mercato rispetta i requisiti previsti dal presente titolo; b) il regolamento del mercato è conforme alla disciplina dell’Unione europea e idoneo ad assicurare la trasparenza del mercato, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori.

    4. Il regolamento del mercato determina quantomeno: a) le condizioni e le modalità di ammissione alle negoziazioni e di esclusione e sospensione dalle negoziazioni degli operatori; b) le condizioni e le modalità di ammissione alla quotazione e alle negoziazioni e di esclusione e sospensione dalla quotazione e dalle negoziazioni degli strumenti finanziari; c) le condizioni e le modalità per lo svolgimento delle negoziazioni e gli eventuali obblighi degli operatori e degli emittenti; d) le modalità di accertamento, pubblicazione e diffusione dei prezzi; e) i tipi di contratti ammessi alle negoziazioni nonché i criteri per la determinazione dei quantitativi minimi negoziabili; f) le condizioni e le modalità per la compensazione e il regolamento delle operazioni concluse sui mercati; g) le modalità di emanazione delle disposizioni di attuazione del regolamento da parte del gestore.

    5. Il regolamento del mercato è deliberato dall’assemblea ordinaria o dal consiglio di sorveglianza del gestore del mercato regolamentato ovvero, ove così previsto dallo statuto, dall’organo di amministrazione. Qualora le azioni del gestore del mercato regolamentato siano quotate in un mercato regolamentato, il regolamento del mercato è deliberato dal consiglio di amministrazione o dal consiglio di gestione della società medesima.

    6. I gestori dei mercati regolamentati inviano alla Consob i progetti di modifica del regolamento del mercato, corredati dalla documentazione completa individuata dalla Consob con regolamento, entro il termine ivi stabilito, comunque non superiore a trenta giorni lavorativi prima della data prevista per l’approvazione da parte dell’organo competente.

    6-bis. La Consob verifica che i progetti di modifica del regolamento del mercato regolamentato siano conformi alle disposizioni del presente decreto e alle disposizioni europee direttamente applicabili in materia e siano in ogni caso idonei ad assicurare la trasparenza del mercato, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori. La Consob può, entro il termine dalla stessa stabilito con regolamento, richiedere al gestore del mercato regolamentato di apportare le modifiche idonee a eliminare le eventuali criticità riscontrate.

    6-ter. Le previsioni dei commi 6 e 6-bis si applicano anche ai progetti di modifica delle disposizioni tecniche di attuazione, qualora siano connessi a una modifica del regolamento del mercato regolamentato, nonché nei casi da quest’ultimo espressamente indicati.

    6-quater. Il Ministero dell’economia e delle finanze, sentite la Banca d’Italia e la Consob, approva le modifiche al regolamento del mercato regolamentato all’ingrosso dei titoli di Stato.

    7. Fermo restando quanto previsto dai commi 1 e 3, la Consob rifiuta l’autorizzazione anche se: a) i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo nel gestore del mercato non rispettano i requisiti previsti dall’articolo 64-ter; o b) esistano ragioni obiettive e dimostrabili per ritenere che l’organo di amministrazione del gestore del mercato può metterne a repentaglio la gestione efficace, sana e prudente e l’integrità del mercato.

    8. Il gestore del mercato fornisce alla Consob tutte le informazioni, fra cui un programma di attività che illustri i tipi di attività previsti e la struttura organizzativa, necessarie per accertare che il mercato regolamentato abbia instaurato tutti i dispositivi necessari per rispettare gli obblighi stabiliti dal presente titolo.

    9. La Consob pronuncia la decadenza dell’autorizzazione rilasciata a un mercato regolamentato allorché questo non si avvale dell’autorizzazione entro dodici mesi. (73)

  • Art. 64 bis TUF – Obblighi riguardanti le persone che esercitano un’influenza signifi…

    Art. 64 bis TUF – Obblighi riguardanti le persone che esercitano un’influenza signifi…

    Art. 64 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Obblighi riguardanti le persone che esercitano un’influenza significativa sulla gestione del mercato regolamentato

    1. Le persone che sono nella posizione di esercitare, direttamente o indirettamente, un’influenza significativa sulla gestione del mercato regolamentato devono rispettare i requisiti di onorabilità determinati con regolamento dal Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Consob e la Banca d’Italia.

    2. Gli acquisti delle partecipazioni nel capitale del gestore del mercato regolamentato e le successive variazioni, effettuati direttamente o indirettamente, anche per il tramite di società controllate, di società fiduciarie o per interposta persona, devono essere comunicati dal soggetto acquirente entro ventiquattro ore al gestore del mercato. Nel caso in cui l’acquisto determini la possibilità di esercitare un’influenza significativa l’acquirente trasmette, altresì, al gestore del mercato regolamentato, la documentazione attestante il possesso dei requisiti individuati al sensi del comma

    1. 3. I gestori dei mercati regolamentati: a) trasmettono alla Consob e rendono pubbliche le informazioni sulla proprietà del gestore del mercato regolamentato, e in particolare l’identità delle parti che sono in grado di esercitare un’influenza significativa sulla sua gestione e l’entità dei loro interessi; b) comunicano alla Consob e rendono pubblico qualsiasi trasferimento di proprietà che determini un cambiamento dell’identità delle persone che esercitano un’influenza significativa sul funzionamento del mercato regolamentato.

    4. Chiunque, a qualsiasi titolo, intenda acquisire o cedere, direttamente o indirettamente: a) una partecipazione nel capitale del gestore del mercato o nel soggetto che, anche indirettamente, controlla il gestore del mercato, in misura tale che la quota dei diritti di voto o del capitale detenuta raggiunga o superi, in aumento o in diminuzione, il 10%, 20%, 30% o 50%; b) il controllo del gestore del mercato; ne dà preventiva comunicazione alla Consob. Il controllo sussiste nei casi previsti dall’ articolo 2359, commi primo e secondo, del codice civile. (99)

    4-bis. Ai fini del comma 4, il controllo si presume esistente nella forma dell’influenza dominante, salvo prova contraria, allorché ricorra una delle situazioni indicate dall’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo del 1º settembre 1993, n. 385, ove applicabili. (99)

    5. Entro 90 giorni dalla comunicazione prevista dal comma 4, la Consob può opporsi all’acquisizione della partecipazione di cui al comma 4 o ai cambiamenti negli assetti di controllo quando vi siano ragioni obiettive e dimostrabili per ritenere che venga messa a repentaglio la gestione sana e prudente del mercato, valutando tra l’altro la qualità del potenziale acquirente e la solidità finanziaria del progetto di acquisizione in base ai criteri indicati dall’articolo 15, comma 2,… ove applicabili. (99)

    6. La Consob disciplina con regolamento: a) i criteri per l’individuazione dei casi e delle soglie di partecipazione che determinano un’influenza significativa ai sensi del comma 1; b) contenuto, termini e modalità delle comunicazioni previste dai commi 3 e 4; c) contenuto, termini e modalità di pubblicazione da parte del gestore del mercato regolamentato delle informazioni relative ai partecipanti al capitale e di ogni successivo cambiamento nell’identità delle persone che possiedono una partecipazione che comporta la possibilità di esercitare un’influenza significativa.

    7. In assenza dei requisiti di onorabilità o in mancanza delle comunicazioni previste dai commi 2 e 4, nonché in caso di opposizione ai sensi del comma 5, non possono essere esercitati, nell’assemblea del gestore del mercato, il diritto di voto inerente alle azioni eccedenti le soglie individuate ai sensi del comma 4 o alla partecipazione acquisita in violazione dei commi 4 e 5 e gli altri diritti che consentono di influire sul gestore del mercato. (99)

    8. In caso di inosservanza del divieto previsto dal comma 7, si applica l’articolo 14, comma

    6. L’impugnazione può essere proposta anche dalla Consob entro il termine previsto dall’articolo 14, comma

    7. 9. La Consob può imporre che le azioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto a norma del comma 7 siano alienate, fissando un termine. (73)

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