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CCNL Occhialeria: TFR e fine rapporto 2026
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è il principale accantonamento che il datore effettua per ogni lavoratore durante tutta la vita del rapporto di lavoro. Nel settore occhialeria il TFR può essere destinato a Previmoda, il fondo di previdenza complementare del settore moda.
Il TFR nel CCNL Occhialeria si calcola secondo l’art. 2120 c.c. (retribuzione annua lorda / 13,5) e viene rivalutato annualmente. Il lavoratore può destinarlo interamente a Previmoda (fondo di previdenza complementare di settore) oppure mantenerlo in azienda. L’anticipazione è possibile con 8 anni di anzianità.
- Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
- Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
Tabella riepilogativa
| Aspetto | Regola applicabile | Fonte |
|---|---|---|
| Formula di calcolo annuale | Retribuzione utile annua lorda ÷ 13,5 | Art. 2120 c.c. |
| Rivalutazione annua (31 dicembre) | 1,5% fisso + 75% variazione ISTAT prezzi consumo | Art. 2120 c.c. |
| Imposta rivalutazione | 11% (a carico del datore) | D.lgs. 47/2000 |
| Contributo datore a Previmoda | 2,00% dell’ERN (dal 1° ottobre 2019; sale a 2,20% dal 1° gennaio 2028) | CCNL + rinnovo 2026 |
| Contributo lavoratore a Previmoda | 1,70% dell’ERN | CCNL |
| Contributo premorienza/invalidità permanente | 0,24% ERN a carico datore (dal 1° gennaio 2026) | CCNL rinnovo 2026 |
| TFR per assunti post 28/04/1993 | 100% va a fondo pensione scelto (o Tesoreria INPS se silenzio-assenso) | D.lgs. 252/2005 |
| Anticipazione TFR | Fino al 70% con almeno 8 anni di anzianità | Art. 2120 c.c. |
Nota: ERN = Elemento Retributivo Nazionale (corrisponde indicativamente al minimo tabellare di riferimento). La quota del 2,20% di contribuzione datoriale a Previmoda entra in vigore dal 1° gennaio 2028 in base al rinnovo del 30 gennaio 2026.
Come si calcola il TFR annuale
Il TFR matura ogni anno di servizio. La formula di legge (art. 2120 c.c.) è:
TFR annuo = retribuzione utile annua lorda ÷ 13,5
La «retribuzione utile» ai fini TFR comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale: minimo tabellare, scatti di anzianità, tredicesima, PPVA, indennità fisse continuative, eventuali superminimi. Sono escluse le somme occasionali (straordinari sporadici, rimborsi spese, erogazioni una tantum).
Esempio pratico: un lavoratore al livello 4 (minimo 2.042,96 €) con 1 scatto di anzianità (8,26 €) e tredicesima ha una retribuzione utile annua di circa: (2.042,96 + 8,26) × 13 = 26.666,94 €. Il TFR annuale maturato è 26.666,94 ÷ 13,5 = 1.975,33 €.
Destinazione del TFR: Previmoda o azienda
Dalla riforma della previdenza complementare (D.lgs. 252/2005) il lavoratore deve scegliere dove destinare il TFR maturando:
- A Previmoda: il fondo di previdenza complementare del settore moda e occhialeria. In questo caso il datore contribuisce per il 2,00% dell’ERN (elevato al 2,20% dal 1° gennaio 2028 per il rinnovo 2026) e il lavoratore per l’1,70%. Il TFR annuo è versato interamente al fondo. La pensione integrativa maturata sarà liquidata alla cessazione del rapporto di lavoro o al pensionamento.
- In azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS per le aziende con più di 49 dipendenti): il TFR rimane accantonato e viene rivalutato annualmente, liquidato alla cessazione del rapporto.
Per i lavoratori assunti dopo il 28 aprile 1993 il TFR maturando deve essere integralmente destinato alla forma pensionistica prescelta. Il silenzio-assenso (mancata risposta entro 6 mesi dall’assunzione) comporta il conferimento a Previmoda.
Anticipazione del TFR
Il lavoratore con almeno 8 anni di anzianità presso lo stesso datore può richiedere un’anticipazione del TFR fino al 70% del maturato nei seguenti casi tassativi:
- spese sanitarie gravi e urgenti documentate da strutture pubbliche o convenzionate;
- acquisto della prima casa per sé o per i figli (documentazione notarile);
- congedo parentale o formativo.
La richiesta di anticipazione può essere presentata una sola volta nel corso del rapporto di lavoro. L’azienda può limitare le anticipazioni al 4% degli aventi diritto ogni anno e all’1% per le spese sanitarie. L’anticipazione è soggetta a tassazione separata (aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni).
Casi pratici
Quanto TFR hai maturato?
Calcola il TFR netto: accantonamento annuo, rivalutazione ISTAT e tassazione separata, partendo dalla retribuzione del tuo CCNL.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR nel CCNL Occhialeria?
Cosa significa destinare il TFR a Previmoda?
Posso chiedere un’anticipazione del TFR?
Il TFR viene rivalutato ogni anno?
Quando viene liquidato il TFR?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità congedi e tutele 2026 e tredicesima, PPVA e premi 2026.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per l’industria degli occhiali e articoli inerenti l’occhialeria sottoscritto il 30 gennaio 2026 da Anfao (Confindustria Moda), Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil. I dati su Previmoda (contributo datoriale 2,00% ERN, elevato al 2,20% dal gennaio 2028; premorienza 0,24%) sono verificati dalle comunicazioni ufficiali delle parti e dal sito previmoda.it. Il calcolo del TFR segue l’art. 2120 c.c. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, i sindacati di categoria (Femca-Cisl, Filctem-Cgil, Uiltec-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il trattamento di fine rapporto e' la voce più silenziosa ma più pesante del rapporto di lavoro: si forma un poco alla volta, anno dopo anno, e si manifesta solo alla cessazione. Nel comparto dell'occhialeria, dove la presenza di un fondo di previdenza complementare di settore e' radicata, la scelta su dove far confluire il TFR diventa una decisione che incide sul tenore di vita futuro del lavoratore. Per questo conviene leggere l'istituto non come una pratica burocratica di fine carriera, ma come un meccanismo da governare fin dal primo giorno.
La natura del TFR e il calcolo dell'accantonamento
Il TFR e' una retribuzione differita disciplinata dall'art. 2120 del codice civile. Ogni anno il datore accantona una quota pari alla retribuzione utile divisa per 13,5; in concreto significa poco più di una mensilita' messa da parte per ciascun anno di servizio, con i ratei riproporzionati per le frazioni di anno. La base di calcolo comprende gli elementi della retribuzione che il contratto qualifica come utili al TFR e tende a escludere le voci occasionali e i rimborsi. Capire quali voci entrano nel computo e quali ne restano fuori e' il primo passo per stimare correttamente la propria posizione.
La rivalutazione annuale del montante
La somma già accantonata non resta ferma: si rivaluta ogni 31 dicembre con un coefficiente composto da una parte fissa pari all'1,5% e da una parte variabile pari al 75% dell'incremento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati. Questo meccanismo protegge in parte il TFR lasciato in azienda dall'erosione inflattiva, anche se la rivalutazione e' soggetta a un'imposta sostitutiva a carico del datore. Per il lavoratore e' utile sapere che la rivalutazione opera solo sul TFR mantenuto presso l'azienda, non sulle quote già trasferite a un fondo pensione, che seguono invece il rendimento del comparto scelto.
La scelta tra azienda e Previmoda
Il punto decisivo e' la destinazione del TFR maturando. Il lavoratore può lasciarlo in azienda oppure conferirlo a Previmoda, il fondo negoziale del settore moda. La scelta richiede una valutazione personale: il fondo offre un orizzonte previdenziale di lungo periodo, un contributo aggiuntivo del datore se il lavoratore aderisce anche con quota propria, e una fiscalita' agevolata in uscita; l'azienda garantisce invece la rivalutazione legale e una maggiore liquidita' psicologica. La regola del silenzio-assenso fa si' che, in assenza di una scelta esplicita entro i termini, per i nuovi assunti il TFR confluisca comunque alla previdenza complementare o alla Tesoreria INPS secondo le dimensioni dell'impresa.
Il regime differenziato per data di assunzione
La disciplina distingue tra chi e' stato assunto prima e dopo il 28 aprile 1993. Per i più anziani di iscrizione permane una maggiore liberta' nel decidere quanta parte del TFR destinare al fondo; per gli assunti successivi vale la logica del conferimento integrale del maturando alla forma pensionistica prescelta. Questa stratificazione storica spiega perché due colleghi con la stessa anzianita' anagrafica possano avere posizioni TFR molto diverse: contano la data di prima iscrizione e le scelte compiute a suo tempo.
Le anticipazioni e la liquidazione finale
Durante il rapporto il lavoratore può chiedere un'anticipazione sul TFR maturato, nei limiti percentuali e di anzianita' fissati dall'art. 2120 c.c. e tipicamente legati a causali come le spese sanitarie straordinarie o l'acquisto della prima casa. Alla cessazione del rapporto, qualunque sia la causa, il TFR accantonato viene liquidato; se e' confluito in Previmoda, la prestazione segue le regole del fondo, che può prevedere erogazione in capitale, in rendita o in forma mista. Per gli importi e le percentuali aggiornate e' indispensabile consultare il testo del CCNL vigente e la modulistica del fondo, evitando di affidarsi a stime generiche.
Errori da evitare e buone pratiche
Gli errori più frequenti riguardano la mancata verifica della busta paga (dove la quota TFR maturata dovrebbe essere indicata), la sottovalutazione del contributo datoriale al fondo che si perde non aderendo, e la confusione tra rivalutazione legale del TFR in azienda e rendimento finanziario del fondo. Una buona pratica e' conservare le comunicazioni di scelta, chiedere periodicamente l'estratto conto previdenziale e valutare la destinazione del TFR con un orizzonte di lungo periodo, tenendo conto della propria eta', del livello di reddito e della prospettiva pensionistica complessiva.
Domande frequenti
Come si calcola la quota di TFR accantonata ogni anno?
Secondo l'art. 2120 c.c. la quota annua e' pari alla retribuzione utile dell'anno divisa per 13,5, con riproporzionamento per le frazioni di anno. Le voci che entrano nella base utile sono quelle indicate dal CCNL; per il dettaglio occorre consultare il contratto vigente.
Conviene destinare il TFR a Previmoda o lasciarlo in azienda?
Dipende dalla situazione personale. Il fondo offre orizzonte previdenziale, possibile contributo datoriale aggiuntivo e fiscalita' agevolata in uscita; l'azienda garantisce la rivalutazione legale. La scelta va fatta valutando eta', reddito e obiettivi pensionistici.
Come viene rivalutato il TFR lasciato in azienda?
Ogni 31 dicembre con un tasso composto da una parte fissa dell'1,5% e dal 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. La rivalutazione e' soggetta a imposta sostitutiva a carico del datore e non si applica alle quote gia' trasferite al fondo.
Quando posso chiedere un'anticipazione del TFR?
L'art. 2120 c.c. consente l'anticipazione al raggiungimento di una certa anzianita', entro una percentuale massima del maturato e per causali tipiche come spese sanitarie straordinarie o acquisto della prima casa. I limiti precisi vanno verificati sul CCNL e sul regolamento del fondo.
Che differenza c'e' tra assunti prima e dopo il 28 aprile 1993?
Per gli iscritti alla previdenza obbligatoria prima di quella data permane maggiore liberta' nella scelta della quota da destinare al fondo; per gli assunti successivi vale di norma il conferimento integrale del TFR maturando alla forma pensionistica prescelta.