Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 67 bis TUF – Ammissione, sospensione ed esclusione degli operatori da un mercato…

    Art. 67 bis TUF – Ammissione, sospensione ed esclusione degli operatori da un mercato…

    Art. 67 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Ammissione, sospensione ed esclusione degli operatori da un mercato regolamentato

    1. Il gestore del mercato regolamentato comunica immediatamente alla Consob le proprie decisioni di ammissione, esclusione e sospensione degli operatori dalle negoziazioni.

    2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 MARZO 2026, N. 47. (73)

  • Art. 35 D.Lgs. 201/2022 – Disposizioni di coordinamento in materia di servizi di distribuzione dell’energia elettrica e del gas naturale

    Art. 35 D.Lgs. 201/2022 – Disposizioni di coordinamento in materia di servizi di distribuzione dell’energia elettrica e del gas naturale

    Testo unico dei servizi pubblici locali di rilevanza economica (D.Lgs. 23 dicembre 2022, n. 201)

    1. Le disposizioni del presente decreto non si applicano ai servizi di distribuzione dell’energia elettrica e del gas naturale, i quali restano disciplinati dalle rispettive disposizioni di settore attuative del diritto dell’Unione europea. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 67 TUF – Criteri generali di accesso degli operatori

    Art. 67 TUF – Criteri generali di accesso degli operatori

    Art. 67 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Criteri generali di accesso degli operatori

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Il gestore di un mercato regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione stabilisce, attua e mantiene regole trasparenti e non discriminatorie, basate su criteri oggettivi, che disciplinano l’accesso in qualità di membri o partecipanti o clienti.

    2. Ai mercati regolamentati e ai sistemi multilaterali di negoziazione possono accedere in qualità di membri o partecipanti le Sim, le banche italiane, le imprese di investimento UE, le banche UE e le imprese di paesi terzi autorizzate all’esercizio dei servizi o attività di negoziazione per conto proprio o di esecuzione di ordini per conto dei clienti ai sensi degli articoli 28 e

    29-ter. 3. Le imprese di investimento UE, le banche UE e le imprese di paesi terzi autorizzate all’esercizio dei servizi o attività di negoziazione per conto proprio o di esecuzione di ordini per conto dei clienti ai sensi degli articoli 28 e 29-ter, possono essere ammesse in qualità di membri o partecipanti dei mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione stabiliti sul territorio della Repubblica secondo una delle seguenti modalità: a) direttamente, stabilendo una succursale; b) diventando membri remoti o avendo accesso remoto al mercato regolamentato o al sistema multilaterale di negoziazione, quando le procedure e i sistemi di negoziazione della sede in questione non richiedono una presenza fisica per la conclusione delle operazioni.

    4. Possono altresì accedere ai mercati regolamentati e ai sistemi multilaterali di negoziazione, tenuto conto delle regole adottate dal gestore della sede di negoziazione, i soggetti che: a) godono di sufficiente buona reputazione; b) dispongono di un livello sufficiente di capacità di negoziazione, di competenza ed esperienza; c) dispongono di adeguati dispositivi organizzativi; d) dispongono di risorse sufficienti per il ruolo che devono svolgere, tenendo conto delle varie disposizioni finanziarie eventualmente fissate dal mercato regolamentato per garantire l’adeguato regolamento delle operazioni.

    5. Il gestore di un mercato regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione specifica, nell’ambito delle regole previste dal comma 1, i criteri per la partecipazione diretta o remota al mercato regolamentato e gli obblighi imposti ai membri o partecipanti derivanti: a) dall’istituzione e dalla gestione della sede di negoziazione; b) dalle disposizioni riguardanti le operazioni eseguite nella sede di negoziazione; c) dagli standard professionali imposti al personale di membri o partecipanti che operano sulla sede di negoziazione; d) dalle condizioni stabilite, a norma del comma 4, per i membri o partecipanti diversi da Sim, banche italiane, imprese di investimento UE, banche UE e imprese di paesi terzi autorizzate all’esercizio dei servizi o attività di negoziazione per conto proprio o di esecuzione di ordini per conto dei clienti ai sensi degli articoli 28 e 29-ter; e) dalle norme e procedure per la compensazione e il regolamento delle operazioni concluse nel mercato regolamentato.

    6. I membri o partecipanti ai mercati regolamentati e ai sistemi multilaterali di negoziazione e i clienti dei sistemi organizzati di negoziazione si comportano con diligenza, correttezza e trasparenza al fine di non compromettere l’integrità dei mercati.

    7. Il Ministero dell’economia e delle finanze e la Banca d’Italia sono ammessi alle negoziazioni sulle sedi di negoziazione all’ingrosso di titoli di Stato.

    7-bis. Possono essere ammessi alle negoziazioni per conto proprio sulle sedi di negoziazione all’ingrosso in titoli di Stato, in qualità di membri o di partecipanti, i soggetti di cui all’articolo 2, paragrafo 5, punti da 3) a 22), della direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013.

    8. Il gestore di una sede di negoziazione comunica alla Consob lo Stato membro in cui intende predisporre dispositivi appropriati per facilitare l’accesso e la negoziazione ai membri, partecipanti o clienti remoti ivi stabiliti. La Consob trasmette, entro un mese, detta informazione allo Stato membro in cui si intende predisporre tali dispositivi. Su richiesta dell’autorità competente dello Stato membro ospitante, la Consob comunica tempestivamente l’identità dei membri o dei partecipanti o dei clienti della sede di negoziazione che ha stabilito i propri dispositivi nel territorio dell’altro Stato membro.

    9. Il gestore di una sede di negoziazione di un altro Stato membro può dotarsi di dispositivi appropriati, nel territorio della Repubblica, per facilitare l’accesso e la negoziazione ai suoi membri, partecipanti o clienti remoti ivi stabiliti, a condizione che la Consob ne abbia ricevuto preventiva comunicazione da parte dell’autorità competente dello Stato membro d’origine della sede di negoziazione. La Consob può chiedere all’autorità competente dello Stato membro d’origine di comunicare l’identità dei membri, partecipanti o clienti delle sedi di negoziazione che hanno stabilito i propri dispositivi sul territorio della Repubblica.

    10. La Consob, al fine di assicurare la trasparenza, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, stipula accordi con le autorità di vigilanza dello Stato membro di origine delle sedi di negoziazione di altri Stati membri di cui al comma 9 che abbiano acquisito un’importanza sostanziale per il funzionamento del mercato finanziario italiano e la tutela degli investitori in Italia, idonei ad assicurare il coordinamento della cooperazione in materia di vigilanza e dello scambio di informazioni su base transfrontaliera. Tali accordi sono stipulati dalla Consob congiuntamente con Banca d’Italia, previa informativa al Ministero dell’economia e delle finanze, qualora le sedi di negoziazione di altri Stati membri abbiano acquisito un’importanza sostanziale per il funzionamento del mercato finanziario italiano nonché per l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e l’efficienza complessiva delle sedi di negoziazione all’ingrosso di titoli di Stato. Il Ministero dell’economia e delle finanze può richiedere alla Banca d’Italia le informazioni acquisite ai sensi degli accordi anzidetti.

    11. La Consob stipula altresì i citati accordi di cooperazione con le autorità di vigilanza dello Stato membro ospitante di sedi di negoziazione italiane che abbiano acquisito un’importanza sostanziale per il funzionamento del mercato finanziario di tale Stato membro e la tutela degli investitori nello stesso.

    12. Quando ha motivi chiari e dimostrabili di ritenere che un mercato regolamentato, un sistema multilaterale di negoziazione o un sistema organizzato di negoziazione che si siano dotati di dispositivi nel territorio della Repubblica, ai sensi del comma 9, violino gli obblighi derivanti dalle disposizioni della presente parte, la Consob ne informa l’autorità competente dello Stato membro d’origine della sede di negoziazione. Se, nonostante le misure adottate dall’autorità competente dello Stato membro d’origine o per via dell’inadeguatezza di tali misure, la sede di negoziazione persiste nell’agire in un modo che mette chiaramente a repentaglio gli interessi degli investitori domestici o il buon funzionamento dei mercati, la Consob, dopo avere informato l’autorità competente dello Stato membro d’origine, adotta tutte le misure adeguate e necessarie per tutelare gli investitori e assicurare il buon funzionamento dei mercati, che comprendono la possibilità di impedire a tale sede di negoziazione di rendere accessibili i loro dispositivi ai membri o partecipanti a distanza stabiliti nel territorio della Repubblica. Le misure adottate ai sensi del presente comma, che comportano sanzioni o restrizioni delle attività di un’impresa di investimento o di un mercato regolamentato sono opportunamente giustificate e comunicate all’impresa di investimento o al mercato regolamentato interessato. (73)

  • Art. 66 ter TUF – Provvedimenti di ammissione, sospensione ed esclusione di strumenti…

    Art. 66 ter TUF – Provvedimenti di ammissione, sospensione ed esclusione di strumenti…

    Art. 66 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Provvedimenti di ammissione, sospensione ed esclusione di strumenti finanziari dalla quotazione e dalle negoziazioni adottati dal gestore della sede di negoziazione

    1. Fatto salvo il potere della Consob di cui all’articolo 66-quater, comma 1, di richiedere la sospensione o l’esclusione di uno strumento finanziario dalle negoziazioni, il gestore di una sede di negoziazione può sospendere o escludere dalle negoziazioni gli strumenti finanziari che cessano di rispettare le regole del sistema, a meno che tale sospensione o esclusione non rischi di causare un danno rilevante agli interessi degli investitori o al funzionamento ordinato del mercato.

    2. Il gestore di una sede di negoziazione che sospende o esclude dalle negoziazioni uno strumento finanziario, sospende o esclude anche gli strumenti finanziari derivati di cui all’Allegato I, sezione C, punti da 4 a 10, relativi o riferiti a detto strumento finanziario, qualora necessario per sostenere le finalità della sospensione o dell’esclusione dello strumento finanziario sottostante.

    3. Il gestore di una sede di negoziazione rende pubbliche le decisioni di ammissione alla quotazione e alle negoziazioni, nonché di sospensione ed esclusione dalla quotazione e dalle negoziazioni, di strumenti finanziari e le comunica immediatamente alla Consob.

    4. COMMA ABROGATO DALLA L. 5 MARZO 2024, N. 21.

    5. COMMA ABROGATO DALLA L. 5 MARZO 2024, N. 21.

    6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 MARZO 2026, N. 47. (73)

  • Art. 66 quinquies TUF – (Negoziazione di strumenti finanziari emessi dal gestore del mercato regolamentato)

    Art. 66 quinquies TUF – (Negoziazione di strumenti finanziari emessi dal gestore del mercato regolamentato)

    Art. 66 quinquies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Negoziazione di strumenti finanziari emessi dal gestore del mercato regolamentato)

    1. La Consob dispone l’ammissione, l’esclusione e la sospensione dalla quotazione e dalle negoziazioni degli strumenti finanziari emessi da un gestore del mercato in un mercato regolamentato da esso gestito.

    2. La Consob determina le modificazioni da apportare al regolamento del mercato regolamentato per assicurare la trasparenza, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, nonché per regolare le ipotesi di conflitto d’interessi. L’ammissione a quotazione e a negoziazione è subordinata all’adeguamento del regolamento del mercato regolamentato.

    3. La Consob vigila sul rispetto da parte del gestore del mercato delle disposizioni del regolamento del mercato relative agli strumenti finanziari di cui al comma 1.

  • Interessi al socio finanziatore: come si dichiarano nel 730

    In sintesi

    • Reddito di capitale: gli interessi che un socio percepisce dalla società a cui ha prestato denaro rientrano tra i redditi di capitale ai sensi del TUIR, non tra i redditi di lavoro.
    • Ritenuta alla fonte: nella maggior parte dei casi la società applica una ritenuta a titolo di imposta sugli interessi corrisposti al socio, liberando quest’ultimo dall’obbligo di dichiarazione.
    • Quando va in dichiarazione: se la ritenuta non è stata applicata, oppure se gli interessi provengono da una società estera senza intermediario residente, il socio deve dichiararli.
    • Fonte estera senza intermediario: gli interessi di fonte estera percepiti direttamente (senza banca o altro intermediario italiano) vanno indicati nel rigo M31 del quadro M del 730.
    • Fonte italiana senza ritenuta: in questo caso gli interessi vanno dichiarati nel quadro D del 730 e concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF.
    • Conservare la documentazione: il contratto di finanziamento, la delibera societaria e le quietanze di pagamento degli interessi sono i documenti fondamentali.

    Il socio che finanzia la società: un caso frequente con implicazioni fiscali

    Quando una società ha bisogno di liquidità, i soci spesso preferiscono prestare direttamente denaro piuttosto che cercare un finanziamento bancario. Questo meccanismo, che in gergo tecnico si chiama ‘finanziamento infruttifero o fruttifero dei soci’, ha conseguenze fiscali precise per chi riceve gli interessi: sono redditi di capitale e vanno tassati.

    Il funzionamento ordinario prevede che la società applichi una ritenuta a titolo di imposta sugli interessi pagati al socio. Se così avviene, il socio non deve fare nulla in dichiarazione: il prelievo è già avvenuto alla fonte e il reddito è definitivamente tassato. È però necessario che la società rilasci una certificazione degli interessi corrisposti e della ritenuta operata.

    Le cose si complicano in due situazioni. La prima: la società non ha applicato la ritenuta (per errore o perché esonerata). In questo caso gli interessi vanno dichiarati dal socio nel quadro D del 730 e concorrono al reddito complessivo su cui si calcola l’IRPEF ordinaria. La seconda: la società è estera e gli interessi arrivano senza il tramite di un intermediario residente in Italia. Qui si applica una regola speciale: il rigo M31 del quadro M del 730, con imposizione sostitutiva nella misura della ritenuta che si applicherebbe in Italia su redditi analoghi.

    In tutti i casi, il punto di partenza è la documentazione: senza contratto di finanziamento e senza certificazione degli interessi, è difficile ricostruire correttamente il reddito da dichiarare.

    Come si dichiara il reddito da interessi sul finanziamento al socio
    Situazione Obbligo dichiarativo Dove va in dichiarazione
    Società italiana ha applicato ritenuta a titolo d'imposta Nessuno: il prelievo è già definitivo Non si compila nulla nel 730
    Società italiana NON ha applicato ritenuta Sì devono dichiarare gli interessi Quadro D del 730, redditi di capitale
    Società estera, percepiti senza intermediario residente Sì, con imposizione sostitutiva Rigo M31 del quadro M del 730
    Interessi soggetti a pignoramento presso terzi Sì, indicare ritenute in M81 Rigo M81 del quadro M del 730

    Esempio pratico

    • Tizio è socio al 50% di una Srl italiana e nel 2025 ha prestato alla società 50.000 euro a un tasso del 3% annuo. Ha quindi percepito 1.500 euro di interessi. La Srl ha applicato la ritenuta a titolo d’imposta e ha consegnato a Tizio la relativa certificazione. Tizio non deve fare nulla nel 730: il reddito da interessi è definitivamente tassato con la ritenuta. Se invece la Srl avesse dimenticato di applicare la ritenuta, Tizio dovrebbe indicare i 1.500 euro nel quadro D del 730 come redditi di capitale, e l’IRPEF si calcolerebbe applicando le aliquote progressive sul reddito complessivo (che comprende stipendio, altri redditi, ecc.).

    Documenti necessari

    • Contratto di finanziamento stipulato tra il socio e la società (con indicazione di importo, tasso e durata)
    • Delibera del consiglio di amministrazione o dell’assemblea che approva il finanziamento
    • Certificazione delle ritenute operate dalla società (analoga alla Certificazione Unica per i dipendenti)
    • Estratti conto bancari che documentano i bonifici degli interessi
    • Documentazione dell’intermediario estero se il finanziamento riguarda una società straniera

    Caio riceve interessi dalla sua Srl con ritenuta regolarmente applicata

    Scenario. Caio ha finanziato la sua Srl con 100.000 euro al 4% annuo. Nel 2025 ha incassato 4.000 euro di interessi. La Srl ha applicato la ritenuta a titolo d’imposta e ha rilasciato a Caio la certificazione.

    Come si applica. Caio conserva la certificazione della Srl come documento giustificativo. Nel 730 non deve compilare nessun quadro aggiuntivo per questi interessi: la ritenuta applicata dalla società è a titolo d’imposta e costituisce il prelievo definitivo. L’unica cosa che Caio deve fare è verificare che la Srl abbia correttamente versato la ritenuta all’Erario, il che risulta dalla certificazione rilasciata.

    In pratica

    • Chiedi sempre alla società la certificazione delle ritenute dopo il pagamento degli interessi.
    • Conserva il contratto di finanziamento e i documenti bancari per almeno cinque anni.
    • Se la società non ha applicato la ritenuta, contatta subito il commercialista per regolarizzare.

    Sempronia riceve interessi da una società estera senza intermediario

    Scenario. Sempronia ha finanziato una società tedesca (di cui è socia) con 30.000 euro. Nel 2025 ha percepito 900 euro di interessi, accreditati direttamente sul suo conto bancario italiano senza alcuna ritenuta né tedesca né italiana.

    Come si applica. Poiché gli interessi provengono da fonte estera e non c’è stato alcun intermediario residente in Italia ad applicare la ritenuta, Sempronia deve dichiarare i 900 euro nel rigo M31 del quadro M del 730 (redditi di capitale di fonte estera soggetti a imposizione sostitutiva). Secondo le istruzioni AdE, l’imposizione sostitutiva si applica nella stessa misura della ritenuta a titolo d’imposta che si applicherebbe in Italia su redditi della stessa natura. Sempronia ha anche la facoltà di non avvalersi del regime di imposizione sostitutiva: in quel caso i 900 euro vanno nel quadro D e le spetta il credito per le imposte eventualmente pagate in Germania.

    In pratica

    • Interessi da società estera senza intermediario: usa il rigo M31 del quadro M.
    • Hai la facoltà di optare per la tassazione ordinaria (quadro D) e fruire del credito per imposte estere.
    • Compila anche il quadro W per il monitoraggio fiscale se detieni partecipazioni o attività finanziarie estere.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Il finanziamento infruttifero (senza interessi) genera reddito per il socio?

    No: se il socio non percepisce interessi, non c’è reddito di capitale da dichiarare. Attenzione però alle eventuali norme sulle società di comodo e alla verifica che il tasso zero sia coerente con le condizioni di mercato, per evitare contestazioni di distribuzione occulta di utili.

    Come si fa a sapere se la società ha applicato la ritenuta correttamente?

    La società deve rilasciare al socio una certificazione scritta degli interessi corrisposti e delle ritenute operate, analoga alla Certificazione Unica che i datori di lavoro rilasciano ai dipendenti. Se non l’hai ricevuta, richiestila esplicitamente.

    Se la società è una Srl e io sono anche dipendente: gli interessi finiscono nel CU?

    No, la Certificazione Unica riguarda i redditi di lavoro dipendente. Gli interessi sul finanziamento sono redditi di capitale e vengono certificati separatamente, non nel CU.

    Posso dedurre eventuali perdite su crediti derivanti dal finanziamento non restituito?

    La tematica delle perdite su crediti dei soci è complessa e dipende dal tipo di credito e dalla natura del rapporto. Le istruzioni AdE nel quadro RT precisano che la rinuncia ai crediti vantati dai soci nei confronti della società aumenta il costo di acquisto della partecipazione. Conviene consultare un professionista.

    Dove trovo le istruzioni specifiche per il quadro D del 730?

    Le istruzioni per il quadro D del Modello 730/2026 sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata alla modulistica. Il rigo D4 con i codici 5 e 8 è rilevante per alcuni redditi di capitale collegati ad attività estere.

    Se percepisco interessi sia da una società italiana (senza ritenuta) sia da una estera, come compilo il 730?

    Devi compilare entrambi: il quadro D per gli interessi italiani senza ritenuta (tassazione ordinaria IRPEF) e il rigo M31 per quelli esteri senza intermediario residente (imposizione sostitutiva o, su opzione, tassazione ordinaria con credito d’imposta estero).

  • Art. 66 quater TUF – Provvedimenti di sospensione ed esclusione di strumenti finanziari…

    Art. 66 quater TUF – Provvedimenti di sospensione ed esclusione di strumenti finanziari…

    Art. 66 quater D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Provvedimenti di sospensione ed esclusione di strumenti finanziari dalle negoziazioni su iniziativa della Consob

    1. La Consob può sospendere o escludere uno strumento finanziario dalle negoziazioni o richiedere che vi provveda il gestore di una sede di negoziazione. A tal fine la Consob può chiedere al gestore medesimo tutte le informazioni che ritenga utili. Per le sedi di negoziazione all’ingrosso di titoli di Stato, i poteri di cui al presente comma sono esercitati dalla Banca d’Italia, che ne dà tempestiva comunicazione alla Consob, ai fini dell’esercizio da parte della Consob delle funzioni di punto di contatto ai sensi dell’articolo 4 del presente decreto.

    1-bis. La Consob può esercitare i poteri di cui al comma 1 anche nei confronti degli internalizzatori sistematici.

    2. Nel caso in cui un gestore di una sede di negoziazione sospenda o escluda, ai sensi dell’articolo 66-ter, commi 1 e 2, uno strumento finanziario dalle negoziazioni, la Consob prescrive che le altre sedi di negoziazione e gli internalizzatori sistematici che negoziano lo stesso strumento finanziario o gli strumenti finanziari derivati di cui all’Allegato I, Sezione C, punti da 4 a 10, relativi o riferiti a detto strumento finanziario, sospendano o escludano anch’essi tale strumento finanziario o tali strumenti derivati dalla negoziazione, se la sospensione o l’esclusione è dovuta a presunti abusi di mercato, a un’offerta pubblica di acquisto o alla mancata divulgazione di informazioni privilegiate riguardanti l’emittente o lo strumento finanziario in violazione degli articoli 7 e 17 del regolamento (UE) n. 596/2014, tranne qualora tale sospensione o esclusione possa causare un danno rilevante agli interessi dell’investitore o all’ordinato funzionamento del mercato.

    3. Salvo quando ciò possa causare danni agli interessi degli investitori o all’ordinato funzionamento del mercato, la Consob prescrive alle sedi di negoziazione e agli internalizzatori sistematici di sospendere o escludere uno strumento finanziario dalle negoziazioni nei casi in cui tale strumento finanziario sia stato oggetto di provvedimento di sospensione o esclusione da parte di autorità competenti di altri Stati membri ovvero di una decisione assunta da parte di autorità competenti di altri Stati membri in relazione alle decisioni di sospensione ed esclusione adottate dai gestori delle sedi di negoziazione da esse vigilate, se la sospensione o l’esclusione è dovuta a presunti abusi di mercato, a un’offerta d’acquisto o alla mancata divulgazione di informazioni privilegiate riguardanti l’emittente o lo strumento finanziario in violazione degli articoli 7 e 17 del regolamento (UE) n. 596/2014.

    4. Qualora la sospensione o l’esclusione ai sensi del comma 3 debba essere disposta con riferimento a una sede di negoziazione all’ingrosso di titoli obbligazionari privati e pubblici, diversi da titoli di Stato, nonché di strumenti del mercato monetario e di strumenti finanziari derivati su titoli pubblici, su tassi di interesse e su valute, la decisione della Consob è adottata sentita la Banca d’Italia. Qualora la sospensione o l’esclusione ai sensi del comma 3 debba essere disposta con riferimento ad una sede di negoziazione all’ingrosso di titoli di Stato, la decisione è adottata dalla Banca d’Italia; a tal fine, la Consob informa la Banca d’Italia delle decisioni assunte dalle autorità competenti degli altri Stati membri.

    5. I commi 2, 3 e 4 si applicano anche in caso di revoca della sospensione dalla negoziazione di uno strumento finanziario o degli strumenti finanziari derivati di cui all’Allegato I, Sezione C, punti da 4 a 10, relativi o riferiti a detto strumento finanziario.

    6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 25 NOVEMBRE 2019, N. 165. (73)

  • Art. 66 bis TUF – Condizioni per la quotazione di determinate società

    Art. 66 bis TUF – Condizioni per la quotazione di determinate società

    Art. 66 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Condizioni per la quotazione di determinate società

    1. Il regolamento del mercato regolamentato può stabilire che le azioni di società controllanti, il cui attivo sia prevalentemente composto dalla partecipazione, diretta o indiretta, in una o più società con azioni quotate in mercati regolamentati, vengano negoziate in un segmento distinto del mercato.

    2. La Consob determina con proprio regolamento: a) LETTERA ABROGATA DALLA L. 5 MARZO 2024, N. 21; b) le condizioni in presenza delle quali non possono essere quotate le azioni di società controllate sottoposte all’attività di direzione e coordinamento di altra società; c) LETTERA ABROGATA DALLA L. 5 MARZO 2024, N. 21. (73)

  • Art. 66 TUF – (Criteri generali di ammissione alla quotazione e alle negoziazioni)

    Art. 66 TUF – (Criteri generali di ammissione alla quotazione e alle negoziazioni)

    Art. 66 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Criteri generali di ammissione alla quotazione e alle negoziazioni)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. I mercati regolamentati: a) si dotano di regole chiare e trasparenti riguardanti l’ammissione degli strumenti finanziari alla quotazione e alla negoziazione; b) adottano e mantengono meccanismi efficaci per verificare che gli emittenti dei valori mobiliari ammessi alla negoziazione nel mercato regolamentato rispettino gli obblighi cui sono soggetti ai sensi del diritto dell’Unione europea in materia di informativa iniziale, continuativa e ad hoc; c) si dotano di meccanismi atti ad agevolare ai loro membri e ai loro partecipanti l’accesso alle informazioni che sono state pubblicate in base al diritto dell’Unione europea.

    2. Le regole di cui al comma 1, lettera a), assicurano che gli strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato possano essere negoziati in modo corretto, ordinato ed efficiente e, nel caso dei valori mobiliari, siano liberamente negoziabili. Nel caso degli strumenti derivati, tali regole assicurano in particolare che le caratteristiche del contratto derivato siano compatibili con un processo ordinato di formazione del suo prezzo, nonché con l’esistenza di condizioni efficaci di regolamento.

    3. I gestori di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione: a) instaurano regole trasparenti concernenti i criteri per la determinazione degli strumenti finanziari che possono essere negoziati nell’ambito del proprio sistema; b) forniscono o si accertano che siano accessibili al pubblico informazioni sufficienti per permettere ai loro clienti di emettere un giudizio in materia di investimenti, tenuto conto sia della categoria dei clienti che delle tipologie di strumenti negoziati.

    4. Le sedi di negoziazione si dotano dei meccanismi necessari a controllare regolarmente l’osservanza dei requisiti di ammissione per gli strumenti finanziari ammessi alla quotazione e alla negoziazione.

    5. Un valore mobiliare, una volta ammesso alla negoziazione in un mercato regolamentato e in ottemperanza alle pertinenti disposizioni del regolamento 2017/1129/UE può essere ammesso alla negoziazione, anche senza il consenso dell’emittente, in altri mercati regolamentati, i quali ne informano l’emittente.

    6. Quando uno strumento finanziario che è stato ammesso alla negoziazione in un mercato regolamentato è negoziato anche in un sistema multilaterale di negoziazione o in un sistema organizzato di negoziazione senza il consenso dell’emittente, quest’ultimo non è soggetto ad alcun obbligo nei confronti di tale sistema per quanto riguarda la divulgazione iniziale, continuativa o ad hoc di informazioni finanziarie.

  • Art. 65 ter TUF – (Requisiti specifici per i sistemi multilaterali di negoziazione)

    Art. 65 ter TUF – (Requisiti specifici per i sistemi multilaterali di negoziazione)

    Art. 65 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Requisiti specifici per i sistemi multilaterali di negoziazione)

    1. Il gestore di un sistema multilaterale di negoziazione, oltre a soddisfare i requisiti di cui all’articolo 65-bis, dispone di: a) regole non discrezionali per l’esecuzione degli ordini nel sistema; b) procedure per gestire i rischi ai quali è esposto il sistema, meccanismi e sistemi adeguati ad identificare tutti i rischi che possano compromettere il funzionamento del sistema e misure efficaci per attenuare tali rischi; c) risorse finanziarie sufficienti ad assicurare il funzionamento ordinato, tenuto conto della tipologia di operazioni concluse sul mercato e dei relativi volumi, nonché della portata e del grado di rischio al quale il sistema è esposto.

    2. Gli obblighi individuati ai sensi dell’articolo 6, comma 2, non si applicano alle operazioni concluse in base alle norme che disciplinano un sistema multilaterale di negoziazione tra i membri del medesimo o i suoi partecipanti ovvero tra il sistema multilaterale di negoziazione e i suoi membri o i suoi partecipanti in relazione all’impiego del sistema multilaterale di negoziazione. I membri del sistema multilaterale di negoziazione o i suoi partecipanti rispettano detti obblighi nei confronti dei loro clienti quando, agendo per conto di questi ultimi, eseguono i loro ordini tramite i sistemi di un sistema multilaterale di negoziazione.

  • Art. 65 sexies TUF – Requisiti operativi delle sedi di negoziazione

    Art. 65 sexies TUF – Requisiti operativi delle sedi di negoziazione

    Art. 65 sexies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Requisiti operativi delle sedi di negoziazione

    1. I mercati regolamentati e i gestori di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione istituiscono e mantengono la loro resilienza operativa, conformemente agli obblighi stabiliti al capo II del regolamento (UE) 2022/2554 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, per assicurare che i loro sistemi di negoziazione: a) siano resilienti e abbiano capacità sufficiente per gestire i picchi di volume di ordini e messaggi; b) siano in grado di garantire negoziazioni ordinate in condizioni di mercato critiche; c) siano pienamente testati per garantire il rispetto delle condizioni di cui alle lettere a) e b); d) siano soggetti a efficaci disposizioni in materia di continuità operativa, compresi politica e piani di continuità operativa delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e piani di risposta e di ripristino relativi alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione istituiti ai sensi dell’ articolo 11 del regolamento (UE) 2022/2554, per assicurare la continuità dei servizi in caso di malfunzionamento dei loro sistemi di negoziazione.

    2. I mercati regolamentati e i gestori di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione dispongono di sistemi, procedure e meccanismi efficaci: a) per garantire che i sistemi algoritmici di negoziazione utilizzati dai membri o partecipanti o clienti non possano creare o contribuire a creare condizioni di negoziazione anormali sulla sede di negoziazione e per gestire qualsiasi condizione di negoziazione anormale causata dagli stessi; b) per identificare, attraverso la segnalazione di membri o partecipanti o clienti, gli ordini generati mediante negoziazione algoritmica, i diversi algoritmi utilizzati per la creazione degli ordini e le corrispondenti persone che avviano tali ordini; c) per rifiutare gli ordini che eccedono soglie predeterminate di prezzo e volume o sono chiaramente errati; d) per sospendere o limitare temporaneamente le negoziazioni in situazioni di emergenza o qualora si registri un’oscillazione significativa nel prezzo di uno strumento finanziario nel mercato gestito o in un mercato correlato in un breve lasso di tempo; e) in casi eccezionali, per cancellare, modificare o correggere qualsiasi operazione; f) per controllare gli ordini inseriti, incluse le cancellazioni e le operazioni eseguite dai loro membri o partecipanti o clienti, per identificare le violazioni delle regole del sistema, le condizioni di negoziazione anormali o gli atti che possono indicare comportamenti vietati dal regolamento (UE) n. 596/2014 o le disfunzioni del sistema in relazione a uno strumento finanziario.

    2-bis. Il gestore di un mercato regolamentato, di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione pubblica sul proprio sito web le informazioni relative alle circostanze che portano alla sospensione o alla limitazione delle negoziazioni e ai principi per stabilire i principali parametri tecnici utilizzati a tal fine.

    2-ter. Qualora il gestore di un mercato regolamentato, di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione non sospenda o limiti le negoziazioni ai sensi del comma 2, lettera d), nonostante una significativa variazione dei prezzi che incide su uno strumento finanziario o su strumenti finanziari correlati abbia determinato condizioni di negoziazione anormali su una o più sedi di negoziazione, la Consob e la Banca d’Italia relativamente alle sedi di negoziazione all’ingrosso di titoli di Stato, possono adottare misure adeguate per ristabilire il normale funzionamento delle sedi di negoziazione, anche utilizzando i poteri di vigilanza di cui agli articoli 66-quater, commi 1 e 4, e 68-quinquies, comma 1, lettere b) e c).

    3. I mercati regolamentati e i gestori di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione sottoscrivono accordi scritti vincolanti con i membri o partecipanti o clienti che perseguono strategie di market making sul sistema, e si adoperano affinchè un numero sufficiente di soggetti aderisca a tali accordi, in virtù dei quali sono tenuti a trasmettere quotazioni irrevocabili a prezzi concorrenziali, con il risultato di fornire liquidità al mercato su base regolare e prevedibile, qualora tale requisito sia adeguato alla natura e alle dimensioni delle negoziazioni nelle sedi di negoziazione in questione.

    4. I mercati regolamentati e i gestori di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione dispongono di misure e procedure efficaci, tra cui le necessarie risorse, per il controllo regolare dell’ottemperanza alle proprie regole.

    5. I mercati regolamentati e i gestori di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione: a) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 9 FEBBRAIO 2026, N. 28; b) adottano regole trasparenti, eque e non discriminatorie in materia di servizi di co-ubicazione; c) adottano una struttura delle commissioni, incluse le commissioni di esecuzione delle operazioni, le commissioni accessorie e i rimborsi, trasparente, equa e non discriminatoria; d) adottano regimi in materia di dimensioni dei tick di negoziazione per azioni, ricevute di deposito, fondi indicizzati quotati, certificates e altri strumenti finanziari analoghi.

    6. La Consob approva gli accordi che il gestore di una sede di negoziazione intende concludere per l’esternalizzazione a soggetti terzi di tutte o parte delle funzioni operative critiche relative ai sistemi della sede da esso gestita che consentono la negoziazione algoritmica, intendendosi come funzioni operative critiche quelle indicate dall’articolo 65, comma 1, lettere b), c) ed e).

    7. La Consob individua con regolamento i requisiti operativi specifici di cui le sedi di negoziazione devono dotarsi con riguardo a: a) il contenuto minimo degli accordi scritti richiesti ai sensi del comma 3 e gli obblighi di controllo del gestore della sede di negoziazione in merito ai medesimi; b) i sistemi, le procedure e i dispositivi in materia di sistemi algoritmici di negoziazione previsti dal comma 2, lettere a) e b); c) i criteri in base ai quali fissare i parametri per la sospensione delle negoziazioni e le relative modalità di gestione; d) i requisiti per l’accesso elettronico diretto alle sedi di negoziazione; e) i requisiti della struttura delle commissioni di cui al comma 5, lettera c); f) i parametri per calibrare i regimi in materia di dimensioni dei tick di negoziazione indicati nel comma 5, lettera d).

    8. Le disposizioni di cui al comma 7, lettera b), sono adottate dalla Consob, sentita la Banca d’Italia, per i sistemi multilaterali di negoziazione e i sistemi organizzati di negoziazione che siano gestiti da Sim e banche italiane. (73)

  • Mensa aziendale, buoni pasto e indennità nel CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas)

    CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas)

    Mensa aziendale, buoni pasto e indennità nel CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas)

    Dove esistono mense aziendali o grandi siti produttivi, il servizio sostitutivo del pasto può assumere forme diverse — mensa interna, convenzioni, buoni pasto, indennità sostitutiva — ciascuna con un proprio trattamento fiscale. Capire quale spetta e quanto è esente da imposte evita sorprese in busta paga.

    In sintesi

    La somministrazione di vitto tramite mensa aziendale o convenzioni non concorre al reddito (art. 51 TUIR). I buoni pasto sono esenti fino a 4 €/giorno se cartacei e 10 €/giorno se elettronici (dal 1° gennaio 2026; fino al 2025: 8 €); l’indennità sostitutiva è di regola imponibile, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione. Il CCNL ANPAS-Misericordie 2020-2022 non prevede mensa né buoni pasto: il beneficio dipende da un accordo di ente o dal datore.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANPAS ODV · Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia ODV · FP CGIL · CISL FP · UIL FPL (firma definitiva 2 febbraio 2024)
    Istituti trattati
    Mensa aziendale · Buoni pasto · Indennità sostitutiva · Regime fiscale
    Riferimenti
    Art. 51, comma 2, TUIR (regime fiscale di mensa e buoni pasto) · Il CCNL 2020-2022 non prevede mensa né buoni pasto
    Fonte
    Testo del CCNL 2020-2022 pubblicato da ANPAS; vigenza dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022, con ultrattività e rinnovo tacito (art. 5)

    Le forme del servizio pasto a confronto

    Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme principali, con trattamenti fiscali differenti. Nel CCNL ANPAS-Misericordie il diritto non è previsto: nasce da un accordo di ente o da una scelta del datore; le soglie di esenzione sono invece fissate dalla legge.

    Servizio pasto — forme e regime fiscale (art. 51 TUIR)
    Forma In che cosa consiste Regime fiscale
    Mensa aziendale / convenzioni Somministrazione di vitto gestita dal datore o da terzi Non concorre al reddito (esente, senza limite)
    Buono pasto cartaceo Ticket cartaceo spendibile nella ristorazione convenzionata Esente fino a 4,00 €/giorno; eccedenza imponibile
    Buono pasto elettronico Ticket su card/app Esente fino a 10,00 €/giorno; eccedenza imponibile
    Indennità sostitutiva di mensa Somma in denaro al posto del servizio Imponibile, salvo esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione
    Di norma spetta un solo beneficio per giornata lavorativa. Il CCNL non fissa importi né condizioni di spettanza: li definisce l’accordo di ente.

    Mensa aziendale e forme alternative

    Nei grandi siti produttivi il pasto può essere garantito in più modi, fiscalmente non equivalenti.

    La mensa aziendale e le convenzioni

    La somministrazione di vitto in una mensa gestita direttamente dal datore o da terzi, e le convenzioni con esercizi di ristorazione, non concorrono al reddito del lavoratore (art. 51, comma 2, TUIR): è la forma fiscalmente più vantaggiosa, senza limiti di importo.

    I buoni pasto

    Dove la mensa non c’è, il datore può riconoscere buoni pasto: esenti fino a 4 €/giorno se cartacei e 10 €/giorno se elettronici, con imponibile sull’eccedenza.

    L’indennità sostitutiva

    La somma in denaro erogata al posto del servizio mensa è di norma imponibile, salvo l’esenzione fino a 5,29 €/giorno riservata agli addetti ai cantieri e alle strutture lavorative a carattere temporaneo o in zone prive di ristorazione.

    Un diritto contrattuale, non di legge

    È bene chiarire un punto spesso frainteso: né il buono pasto né la mensa sono un diritto generale previsto dalla legge. La legge si limita a stabilire fino a quando questi benefici sono esenti da imposte; la loro spettanza dipende dal contratto collettivo o da un accordo aziendale. Il CCNL ANPAS-Misericordie 2020-2022 non contiene clausole su mensa o buoni pasto (testo letto per intero, artt. 1-75 e allegati): se l’ente li riconosce, lo fa con un accordo di secondo livello (art. 8, comma 4) o per scelta del datore. Vi sono quindi enti in cui il pasto è garantito e altri in cui non è previsto alcun beneficio. Dove esiste, il beneficio spetta di regola per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dà titolo al pasto, e non matura nei giorni di assenza, ferie o malattia.

    Casi pratici

    Tizio — mensa aziendale interna
    Tizio lavora in uno stabilimento con mensa interna. Il valore del pasto consumato in mensa non concorre al suo reddito: è integralmente esente, senza limiti di importo. Se in alcune giornate la mensa è chiusa e riceve un buono pasto elettronico, quel buono è esente fino a 10 €.
    Caia — indennità sostitutiva in trasferta di cantiere
    Caia è addetta a un cantiere temporaneo in una zona priva di ristoranti e percepisce un’indennità sostitutiva di mensa. Ricorrendo i presupposti di legge, l’indennità è esente fino a 5,29 €/giorno; l’eventuale eccedenza è imponibile.

    Domande frequenti

    Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?
    No. Il buono pasto è collegato alla presenza effettiva e alla prestazione che dà titolo al pasto: non matura nelle giornate di assenza, ferie, malattia o permesso. Le regole di dettaglio sono fissate dall’accordo aziendale, perché il CCNL non le prevede.
    Posso ricevere insieme mensa, buono pasto e indennità?
    Di norma no: per ciascuna giornata lavorativa spetta un solo beneficio sostitutivo del pasto. L’accordo aziendale individua quale spetta in base alla sede e all’organizzazione del lavoro; il CCNL non prevede nessuna delle forme.
    Il valore del buono pasto entra nel calcolo del TFR o della tredicesima?
    No: i buoni pasto e i servizi sostitutivi del pasto hanno natura non retributiva e, di regola, non rientrano nella base di calcolo di TFR e mensilità aggiuntive. Fa eventualmente eccezione la quota imponibile eccedente le soglie, secondo la disciplina applicabile.
    Il pasto consumato nella mensa aziendale è tassato?
    No. La somministrazione di vitto tramite mensa aziendale o convenzioni non concorre al reddito (art. 51 TUIR), senza limiti di importo. È la forma più vantaggiosa rispetto a buoni pasto e indennità.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e tredicesima e premi 2024.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 51 TUIR). Il CCNL ANPAS-Misericordie 2020-2022 non disciplina mensa e buoni pasto: spettanza, importi e condizioni dipendono dall’accordo di ente. Fonte: testo del CCNL 2020-2022 (ANPAS, PDF).

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