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Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 76 c.c. Computo dei gradi

In vigore

Nella linea retta si computano altrettanti gradi quante sono le generazioni, escluso lo stipite. Nella linea collaterale i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti fino allo stipite comune e da questo discendendo all’altro parente, sempre restando escluso lo stipite.

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In sintesi

  • Nella linea retta i gradi corrispondono al numero di generazioni che separano i due parenti, escluso lo stipite.
  • Nella linea collaterale si contano le generazioni salendo da un parente fino all'antenato comune e poi scendendo all'altro parente, senza contare lo stipite.
  • Questo criterio di computo è fondamentale per determinare diritti successori, obblighi alimentari e divieti matrimoniali previsti dal codice civile.

I gradi di parentela si contano per generazioni escluso lo stipite, in modo diverso per linea retta e collaterale.

Ratio

L'articolo 76 c.c. fornisce il metodo matematico per quantificare la distanza biologica tra due soggetti legati da un rapporto di parentela. La norma è strettamente collegata agli articoli precedenti (artt. 74 e 75 c.c.) che definiscono rispettivamente la parentela e le due linee in cui essa si articola. La ratio è quella di offrire un criterio univoco e oggettivo, applicabile in modo uniforme in tutti gli ambiti del diritto civile in cui rileva il grado di parentela.

Analisi

Il metodo della linea retta è il più semplice: padre e figlio sono parenti di primo grado (una sola generazione li separa); nonno e nipote sono parenti di secondo grado. Lo stipite — cioè il capostipite della linea — non viene contato perché è il punto di partenza del calcolo, non un passaggio intermedio. Il metodo della linea collaterale è più articolato. Due fratelli condividono lo stesso stipite (il genitore comune): si sale da un fratello al genitore (1 generazione) e si scende dal genitore all'altro fratello (1 generazione), per un totale di 2 gradi. Zio e nipote sono al terzo grado: si sale dal nipote al genitore (1), poi al nonno/stipite comune (2), poi si scende allo zio (3). I cugini di primo grado sono al quarto grado di parentela.

Quando si applica

Il computo dei gradi ex art. 76 c.c. viene richiamato in numerose disposizioni del codice civile e di leggi speciali: nella disciplina della successione legittima (artt. 565 ss. c.c.), dove il diritto di succedere è limitato al sesto grado; negli obblighi alimentari (art. 433 c.c.), che gravano su parenti entro certi gradi; nei divieti matrimoniali per parentela (art. 87 c.c.); nelle norme sull'astensione e ricusazione nei processi; nella disciplina delle imprese familiari e in vari istituti del diritto del lavoro e tributario.

Connessioni

L'art. 76 c.c. si inserisce nel sistema degli artt. 74–78 c.c.: l'art. 74 definisce la parentela, l'art. 75 distingue la linea retta dalla collaterale, l'art. 77 disciplina il limite del sesto grado, l'art. 78 riguarda l'affinità. Il corretto calcolo dei gradi è presupposto logico di tutte le norme che vi fanno rinvio.

Domande frequenti

Come si contano i gradi in linea retta?

Tanti quante le generazioni escluso lo stipite.

Esempio di linea retta?

Nonno-padre-figlio: tre generazioni, ma due gradi (escluso nonno).

Come si contano in linea collaterale?

Dalle generazioni tra un parente e lo stipite, poi dallo stipite all'altro parente.

Fratelli quanti gradi?

Due gradi: uno dal fratello allo stipite (padre), uno dal padre all'altro fratello.

Lo stipite si conta?

No, lo stipite è sempre escluso dal conteggio dei gradi.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
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