Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 72 TUF – (Individuazione dell’autorità competente)

    Art. 72 TUF – (Individuazione dell’autorità competente)

    Art. 72 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Individuazione dell’autorità competente)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Il Ministero dell’economia e delle finanze, la Consob e la Banca d’Italia sono le autorità nazionali competenti ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, punto 18), del regolamento (UE) n. 600/2014, secondo quanto disposto dal presente capo.

  • Preavviso e licenziamento del dirigente del terziario: indennita supplementare

    CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia)

    In sintesi

    Il dirigente del terziario licenziato ha diritto a un preavviso da 6 a 12 mesi secondo l’anzianita aziendale; chi si dimette ne deve da 2 a 4. Se il licenziamento e ingiustificato, il Collegio arbitrale (facoltativo, in alternativa al giudice) riconosce un’indennita supplementare da 4 a 18 mensilita, aumentata per eta dopo 12 anni di anzianita.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confcommercio · Manageritalia
    Ultimo rinnovo
    5 novembre 2025 (Confcommercio-Manageritalia, vigenza 2026-2028)
    Vigenza
    1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2028
    Platea
    Dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi

    Tabella riepilogativa

    Preavviso – CCNL Dirigenti Terziario (artt. 39 e 41 del Testo unico 12 aprile 2023)
    Anzianità in azienda Preavviso (licenziamento)
    Fino a 4 anni 6 mesi
    Da 4 fino a 10 anni 8 mesi
    Da 10 fino a 15 anni 10 mesi
    Oltre 15 anni 12 mesi
    Preavviso in caso di dimissioni (art. 39)
    Anzianità in azienda Preavviso (dimissioni)
    Fino a 2 anni 2 mesi
    Da 2 a 5 anni 3 mesi
    Oltre 5 anni 4 mesi
    Indennità supplementare per licenziamento ingiustificato (art. 36, comma 17)
    Anzianità in azienda Mensilità
    Fino a 4 anni da 4 a 8
    Oltre 4 e fino a 6 anni da 6 a 12
    Oltre 6 e fino a 10 anni da 8 a 14
    Oltre 10 e fino a 15 anni da 10 a 16
    Oltre 15 anni da 12 a 18

    Il preavviso del dirigente: durata e indennità sostitutiva

    Il preavviso di licenziamento dipende dall’anzianità di servizio in azienda, in qualsiasi qualifica: da 6 mesi (fino a 4 anni) a 12 mesi (oltre 15 anni). Se il dirigente ha i requisiti per la pensione di vecchiaia il preavviso è unico, di 30 giorni, integrato dalle mensilità eventualmente necessarie per accedere alla pensione. Il preavviso decorre dal 1° o dal 16 del mese, secondo la quindicina in cui arriva la comunicazione.

    Il datore può esonerare il dirigente dal lavorare durante il preavviso pagando l’indennità sostitutiva, calcolata sulla retribuzione di fatto (elementi fissi più la media degli ultimi tre anni di quelli variabili). L’indennità è soggetta ai normali contributi e fa maturare TFR, ferie e ratei delle mensilità supplementari.

    Il dirigente che si dimette deve un preavviso di 2, 3 o 4 mesi secondo l’anzianità (art. 39). Se non lo rispetta, il datore può trattenere la retribuzione del periodo non lavorato.

    Indennità supplementare: cos'è e quando spetta

    Se il Collegio arbitrale ritiene il licenziamento ingiustificato, dispone a carico del datore un’indennità supplementare, che si aggiunge alle spettanze di fine rapporto. La misura dipende dall’anzianità aziendale: da 4 a 8 mensilità fino a 4 anni, fino a 12-18 mensilità oltre i 15 anni (tabella sopra).

    Per il dirigente con oltre 12 anni di anzianità nella qualifica l’indennità aumenta automaticamente di 4 mensilità tra 50 e 55 anni di età, di 5 tra 56 e 61 anni e di 6 oltre i 61 anni (fino all’età della pensione di vecchiaia), se non ha i requisiti per la pensione o se la pensione sarebbe inferiore a cinque volte il trattamento minimo INPS.

    L’indennità ha natura risarcitoria, non è soggetta a contributi e si calcola sull’ultima retribuzione lorda, sulla media della parte variabile degli ultimi tre anni e sui ratei delle mensilità supplementari. Chi si dimette per giusta causa riconosciuta dal Collegio ha diritto all’indennità sostitutiva del preavviso maggiorata di un terzo (art. 40).

    Il Collegio arbitrale

    Il Collegio (art. 36) è formato da un membro designato da ciascuna delle due organizzazioni territoriali e da un presidente scelto di comune accordo. Il dirigente può ricorrervi contro qualsiasi licenziamento, tramite l’organizzazione territoriale di Manageritalia, entro 30 giorni dal verbale di mancata conciliazione e comunque entro 6 mesi dal licenziamento. Il ricorso al Collegio è facoltativo: resta ferma la possibilità di rivolgersi al giudice del lavoro. Il lodo arriva entro 60 giorni dalla prima riunione (prorogabili di 30).

    Casi pratici

    Tizio – Calcolo dell'indennità supplementare
    Tizio, dirigente con 10 anni di anzianità e 52 anni di età, viene licenziato senza una motivazione valida. Preavviso: 8 mesi (fascia da 4 fino a 10 anni). Il Collegio arbitrale ritiene il licenziamento ingiustificato: l’indennità supplementare va da 8 a 14 mensilità. Non ha diritto alla maggiorazione per età, perché ha meno di 12 anni di anzianità.
    Caia – Dimissioni con 3 anni di anzianità
    Caia si dimette dopo 3 anni in azienda: deve un preavviso di 3 mesi. Se il datore rinuncia a farle lavorare il preavviso, deve comunque pagarle le relative mensilità.
    Sempronio – Risoluzione consensuale
    Sempronio e l’azienda concordano la risoluzione consensuale del rapporto con un incentivo all’uscita. Non c’è un licenziamento, quindi non spetta l’indennità supplementare: l’importo dipende solo dall’accordo.

    Domande frequenti

    Quanto vale il preavviso di un dirigente con 6 anni di anzianità?
    8 mesi, se il licenziamento viene dal datore (fascia da 4 fino a 10 anni). Se invece si dimette, il dirigente deve 4 mesi.
    L'indennità supplementare è soggetta a contributi previdenziali?
    No: il CCNL le attribuisce natura risarcitoria e la esclude da qualsiasi contribuzione (art. 36, comma 19). Fiscalmente va a tassazione separata come le altre somme legate alla cessazione.
    Il dirigente può rivolgersi al giudice senza passare dal Collegio arbitrale?
    Sì. Il ricorso al Collegio è una possibilità: l’art. 36 fa salva la facoltà di adire l’autorità giudiziaria.
    L'indennità supplementare si cumula con il TFR?
    Sì. Il TFR spetta sempre alla cessazione; l’indennità supplementare si aggiunge solo se il licenziamento è ritenuto ingiustificato.
    Cosa succede se il datore non fa lavorare il preavviso?
    Paga l’indennità sostitutiva, calcolata sulla retribuzione di fatto e soggetta ai normali contributi; il periodo fa comunque maturare TFR, ferie e ratei delle mensilità supplementari.

    Fonti: CCNL Dirigenti Terziario, Testo unico 12/4/2023 (artt. 36, 39, 41) · Accordo di rinnovo 5/11/2025. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimo contrattuale, CCNL Manageritalia 2026, CCNL Manageritalia, CCNL Manageritalia 2026, calcolo, destinazione e anticipo e guida per il dirigente del terziario.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 71 bis TUF – Individuazione dell’Autorità competente ai fini dell’articolo 21-bis del regolamento (UE) 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014

    Art. 71 bis TUF – Individuazione dell’Autorità competente ai fini dell’articolo 21-bis del regolamento (UE) 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014

    Art. 71 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Individuazione dell’Autorità competente ai fini dell’ articolo 21-bis del regolamento (UE) 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014)

    1. La Consob concede alle imprese di investimento, su richiesta di queste ultime, lo status di soggetto designato a rendere pubbliche le operazioni per specifiche categorie di strumenti finanziari secondo quanto previsto dall’ articolo 21-bis del regolamento (UE) 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014.

    2. La Consob può disciplinare con regolamento il contenuto e le modalità di presentazione della domanda da parte delle imprese di investimento ai sensi del comma 1.

  • Art. 71 TUF – Obblighi dell’internalizzatore sistematico

    Art. 71 TUF – Obblighi dell’internalizzatore sistematico

    Art. 71 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Obblighi dell’internalizzatore sistematico

    In vigore dal 01/07/1998

    1. L’impresa di investimento che soddisfa le caratteristiche richieste dalla definizione di internalizzatore sistematico di cui all’articolo 1, comma 5-ter, o che sceglie comunque di assoggettarsi a tale regime, ne informa la Consob.

    2. Ai fini della verifica della permanenza delle caratteristiche richieste dalla definizione di internalizzatore sistematico, la Consob può chiedere agli internalizzatori sistematici, con le modalità e nei termini da essa stabiliti, la comunicazione anche periodica di dati, notizie, atti e documenti.

    3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 9 FEBBRAIO 2026, N. 28. (73)

  • Art. 382 DPR 495/1992 – Solidarietà e iscrizione a ruolo

    Art. 382 DPR 495/1992 – Solidarietà e iscrizione a ruolo

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. Nei casi di solidarietà per il pagamento di somme di denaro a titolo di sanzioni amministrative pecuniarie, ai fini della formazione del ruolo, l'amministrazione determina, ai sensi degli articoli 1292 e seguenti del codice civile, quale tra i condebitori solidali è sottoposto ad esecuzione coattiva. Nota all'art. 382: – Il testo dell' art. 1292 del codice civile è il seguente: "Art. 1292 (Nozione della solidarietà). – L'obbligazione è in solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all'adempimento per la totalità e l'adempimento da parte di uno libera gli altri; oppure quando tra più creditori ciascuno ha diritto di chiedere l'adempimento dell'intera obbligazione e l'adempimento conseguito da uno di essi libera il debitore verso tutti i creditori".

  • CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento: TFR, fine rapporto e anticipazioni

    CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento

    TFR e fine rapporto: calcolo, destinazione ad ARCO e anticipazioni

    Il TFR del CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento segue la legge 297/1982 e l’art. 2120 c.c.; l’art. 54 del contratto elenca, in modo tassativo, le voci della retribuzione annua che entrano nella base di calcolo. Dal 1° luglio 2026 chi è alla prima assunzione nel settore privato aderisce in automatico alla previdenza complementare (nel settore, ARCO) e ha 60 giorni per rinunciare.

    In sintesi

    La quota annua è la retribuzione annua utile divisa per 13,5; per il CCNL la retribuzione utile è composta esclusivamente dalle voci dell’art. 54 (minimo, contingenza, scatti, tredicesima, maggiorazioni dei turni e altre). La rivalutazione è dell’1,5% fisso più il 75% dell’aumento ISTAT. Per le prime assunzioni dal 1° luglio 2026 l’adesione a ARCO è automatica, con rinuncia entro 60 giorni. L’anticipazione spetta dopo 8 anni, fino al 70%, una sola volta.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria Ceramica (Raggruppamento Laterizi) · Assobeton · Feneal-Uil · Filca-Cisl · Fillea-Cgil
    Ultimo rinnovo
    31 ottobre 2025
    Vigenza
    1° ottobre 2025 – 30 settembre 2028
    Riferimento TFR
    Art. 54 del CCNL; art. 2120 c.c.; L. 297/1982
    Fondo pensione complementare
    ARCO – contributo azienda 1,80%, 1,90% dal 1° luglio 2026 (art. 55)
    Anticipazione TFR
    Fino al 70%, dopo 8 anni di servizio, una sola volta (art. 2120 c.c.)

    Tabella riepilogativa

    TFR e previdenza complementare – CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento
    Aspetto Regola Fonte
    Quota annua Retribuzione annua utile ÷ 13,5; le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni contano come mese intero Art. 2120 c.c.
    Voci utili nel CCNL Esclusivamente: minimo contrattuale, contingenza, scatti di anzianità, aumenti di merito ed eccedenze mensili sul minimo, premio di produzione (ex art. 22 CCNL 1991), maggiorazioni per turni avvicendati, 13ª e altre mensilità aziendali, cottimi, indennità maneggio denaro, indennità di mensa Art. 54 CCNL
    Rivalutazione annua (31 dicembre) 1,5% fisso + 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati Art. 2120 c.c.
    Destinazione del TFR Prime assunzioni nel privato dal 1° luglio 2026: adesione automatica alla forma collettiva prevista dagli accordi (nel settore ARCO); rinuncia entro 60 giorni dalla prima assunzione Art. 8, c. 7-7-quinquies, D.Lgs. 252/2005; L. 199/2025, art. 1, c. 202 e 205
    Quota di TFR versata a ARCO 100% per prima occupazione dopo il 28 aprile 1993; 40% per prima occupazione precedente Art. 55 CCNL
    Anticipazione Dopo 8 anni di servizio, fino al 70%, una sola volta; limiti annui del 10% degli aventi titolo e del 4% dei dipendenti Art. 2120 c.c.
    Tassazione alla cessazione Tassazione separata Artt. 17 e 19 TUIR

    Nota: la rivalutazione legale riguarda il TFR rimasto in azienda o versato al Fondo di Tesoreria INPS; il TFR conferito a ARCO segue il rendimento del comparto scelto (Garantito, Bilanciato Prudente, Bilanciato Dinamico).

    Come si calcola il TFR

    Il TFR è regolato dalla legge 297/1982, richiamata dall’art. 54 del CCNL. Ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione annua utile divisa per 13,5; per il CCNL la retribuzione utile è composta esclusivamente dalle voci elencate nell’art. 54: minimo contrattuale, contingenza (secondo la L. 297/1982 e l’art. 24 del CCNL), scatti di anzianità, aumenti di merito ed altre eccedenze mensili rispetto al minimo, premio di produzione, maggiorazioni per turni avvicendati, tredicesima ed eventuali ulteriori mensilità corrisposte aziendalmente, cottimi, indennità maneggio denaro e indennità di mensa. Il CCNL non prevede la quattordicesima: rientra solo se corrisposta in azienda.

    Le quote accantonate fino al 31 dicembre dell’anno precedente si rivalutano ogni 31 dicembre con l’1,5% fisso più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT rispetto a dicembre dell’anno prima. Esempio: con inflazione al 2%, il tasso è 1,5% + 75% di 2% = 3%, quindi 300 euro su 10.000 euro di TFR accantonato. Sulla rivalutazione si applica l’imposta sostitutiva del 17% (art. 11 D.Lgs. 47/2000).

    La destinazione del TFR: ARCO, Fondo di Tesoreria INPS o azienda

    Per i lavoratori del settore privato di prima assunzione (esclusi i domestici), dal 1° luglio 2026 l’adesione alla previdenza complementare è automatica: il TFR e i contributi vanno alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi collettivi, che per il settore laterizi e manufatti è ARCO. Entro 60 giorni dalla prima assunzione il lavoratore può rinunciare e conferire l’intero TFR a un altro fondo oppure mantenere il TFR secondo l’art. 2120 c.c.; i versamenti partono dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni e comprendono quanto dovuto dalla data di assunzione (art. 8 D.Lgs. 252/2005, commi 7 e seguenti; L. 199/2025, art. 1, commi 202 e 205).

    Per i lavoratori non di prima assunzione il datore, all’assunzione, fornisce l’informativa e chiede la scelta fatta in precedenza; chi ha già una posizione in un fondo può indicare entro 60 giorni a quale forma conferire il TFR (art. 8, c. 9-bis).

    Se il TFR resta fuori da un fondo, rimane in azienda nelle imprese con meno di 50 dipendenti oppure va al Fondo di Tesoreria dell’INPS in quelle con 50 o più dipendenti. Per i dettagli su contributi (lavoratore 1,50%, azienda 1,80% e poi 1,90% dal 1° luglio 2026 e 2% dal 1° gennaio 2028) e vantaggi fiscali di ARCO vedi la scheda su welfare e sanità integrativa.

    Anticipazioni del TFR: regole e causali

    Il lavoratore con almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore può chiedere, in costanza di rapporto, un’anticipazione non superiore al 70% del TFR cui avrebbe diritto alla data della richiesta (art. 2120 c.c.). La richiesta deve essere giustificata da:

    • spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
    • acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile;
    • le ulteriori ipotesi previste dalla legge (congedi parentali e formativi, L. 53/2000), dai contratti collettivi o da patti individuali di miglior favore.

    L’anticipazione si può ottenere una sola volta nel corso del rapporto e viene detratta dal TFR finale. Le richieste sono soddisfatte ogni anno entro il 10% degli aventi titolo e comunque entro il 4% del totale dei dipendenti.

    Cessazione del rapporto e liquidazione

    Alla cessazione (dimissioni, licenziamento, pensionamento) il datore liquida il TFR maturato e rivalutato, al netto delle anticipazioni. Il TFR è soggetto a tassazione separata (artt. 17 e 19 TUIR): l’importo effettivo dell’imposta risulta dal prospetto di liquidazione, che conviene richiedere all’ufficio paghe.

    Casi pratici

    Tizio – Prima assunzione dopo il 1° luglio 2026
    Tizio, livello C, è assunto il 1° settembre 2026 ed è alla sua prima occupazione nel settore privato. Per legge aderisce in automatico alla previdenza complementare: se entro 60 giorni dalla prima assunzione non rinuncia, i versamenti ad ARCO partono dal mese successivo alla scadenza e comprendono quanto dovuto dal 1° settembre. Se rinuncia entro 60 giorni, può scegliere un altro fondo o mantenere il TFR in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS, se l’azienda ha almeno 50 dipendenti).
    Caia – Anticipazione TFR per l’acquisto della prima casa
    Caia ha 10 anni di anzianità nello stesso stabilimento e un TFR maturato in azienda di circa 28.000 euro. Per acquistare la prima casa può chiedere un’anticipazione fino al 70%, cioè 19.600 euro, documentando la richiesta con l’atto o il preliminare. È la sola anticipazione ottenibile nel rapporto e viene detratta dal TFR finale; l’azienda la concede entro i limiti annui del 10% degli aventi titolo e del 4% dei dipendenti.
    Sempronio – Calcolo della quota annua
    Sempronio ha una retribuzione annua utile, secondo le voci dell’art. 54, di 27.000 euro: la quota annua di TFR è 27.000 ÷ 13,5 = 2.000 euro. Con inflazione al 2% il tasso di rivalutazione è del 3% (1,5% + 75% di 2%): su 10.000 euro già accantonati sono 300 euro, sui quali si applica l’imposta sostitutiva del 17%.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Laterizi?
    La quota annua è la retribuzione annua utile divisa per 13,5 (art. 2120 c.c.). Per il CCNL la retribuzione utile è composta esclusivamente dalle voci dell’art. 54: minimo, contingenza, scatti, aumenti di merito, premio di produzione, maggiorazioni dei turni avvicendati, tredicesima e altre mensilità aziendali, cottimi, indennità maneggio denaro e di mensa. Il montante si rivaluta ogni 31 dicembre all’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT.
    Dove va il TFR nel settore laterizi: ARCO o INPS?
    Per le prime assunzioni nel privato dal 1° luglio 2026 il TFR va in automatico alla forma collettiva prevista dagli accordi, ARCO nel settore laterizi e manufatti, salvo rinuncia entro 60 giorni dalla prima assunzione. Chi rinuncia può scegliere un altro fondo o tenere il TFR: in azienda se ha meno di 50 dipendenti, al Fondo di Tesoreria INPS se ne ha 50 o più.
    Quando si può chiedere l’anticipazione del TFR?
    Dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, fino al 70% del maturato, una sola volta, per spese sanitarie straordinarie riconosciute da strutture pubbliche o per l’acquisto della prima casa per sé o per i figli; la legge e i contratti possono prevedere altre ipotesi (art. 2120 c.c.).
    Cosa succede al TFR in caso di cessazione del rapporto?
    Il TFR maturato e rivalutato, al netto delle anticipazioni, viene liquidato al lavoratore con tassazione separata (artt. 17 e 19 TUIR), non con l’IRPEF ordinaria; il prospetto di liquidazione mostra l’imposta trattenuta.
    L’adesione ad ARCO è obbligatoria?
    Non per chi era già occupato. Per le prime assunzioni nel settore privato dal 1° luglio 2026 l’adesione è automatica, ma si può rinunciare entro 60 giorni dalla prima assunzione (art. 8, c. 7-quater, D.Lgs. 252/2005). Chi aderisce a ARCO riceve anche il contributo dell’azienda (art. 55 CCNL).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento per livello, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima e premio di risultato.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e si basano sul testo del CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento del 12 febbraio 2020 (artt. 54 e 55), sulle ipotesi di accordo del 2022 e del 2025 (vigenza 1° ottobre 2025 – 30 settembre 2028) e sulla normativa (art. 2120 c.c., D.Lgs. 252/2005). Le simulazioni sono esempi illustrativi: per la propria posizione rivolgersi al fondo ARCO, al sindacato di categoria (Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil) o a un consulente del lavoro.

  • Art. 87 Reg. (UE) 2022/2065 – Esercizio della delega

    Art. 87 Reg. (UE) 2022/2065 – Esercizio della delega

    Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali (regolamento sui servizi digitali, Digital Services Act)

    1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

    2. La delega di potere di cui agli articoli 24, 33, 37, 40 e 43 è conferita alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal 16 novembre 2022. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.

    3. La delega di potere di cui agli articoli 24, 33, 37, 40 e 43 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

    4. Prima di adottare un atto delegato, la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro conformemente ai principi stabiliti nell'accordo interistituzionale «Legiferare meglio» del 13 aprile 2016.

    5. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

    6. L'atto delegato adottato ai sensi degli articoli 24, 33, 37, 40 e 43 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di tre mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

  • Art. 70 TUF – (Riconoscimento dei mercati)

    Art. 70 TUF – (Riconoscimento dei mercati)

    Art. 70 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Riconoscimento dei mercati)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. La Consob, previa stipula di accordi con le corrispondenti autorità, può riconoscere mercati extra-UE di strumenti finanziari, al fine di estenderne l’operatività sul territorio della Repubblica.

    2. I gestori dei mercati regolamentati che intendano estendere in Stati non UE l’operatività dei mercati da essi gestiti, ne danno comunicazione alla Consob, che rilascia il proprio nulla-osta previa stipula di accordi con le corrispondenti autorità estere. Per i mercati regolamentati all’ingrosso di titoli di Stato la comunicazione è data alla Banca d’Italia, che rilascia il proprio nulla-osta previa stipula di accordi con le competenti autorità estere e ne informa la Consob.

    3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, la Consob o la Banca d’Italia, secondo le rispettive competenze, accertano che le informazioni sugli strumenti finanziari e sugli emittenti, le modalità di formazione dei prezzi, le modalità di liquidazione dei contratti, le norme di vigilanza sui mercati e sugli intermediari siano equivalenti a quanto disposto dalla normativa vigente in Italia con riferimento ai mercati regolamentati, e comunque in grado di assicurare adeguata tutela degli investitori.

    4. La Consob può specificare, con regolamento, le modalità e le condizioni per riconoscere mercati extra-UE di strumenti finanziari.

  • Inquadramento sbagliato: come chiedere il livello giusto

    Guida pratica · Lavoro · Mansioni e inquadramento

    In sintesi

    Se le mansioni svolte corrispondono a un livello contrattuale superiore a quello formalmente attribuito, il lavoratore ha diritto all’inquadramento corretto e alle differenze retributive. La valutazione va condotta comparando le mansioni effettive con le declaratorie del CCNL applicabile.

    Riferimento normativo

    Tabella riepilogativa

    Come si valuta l’inquadramento corretto
    Passo Azione
    1. Verificare il CCNL Identificare il contratto collettivo applicato in azienda
    2. Leggere la declaratoria Confrontare le mansioni svolte con la descrizione di ciascun livello
    3. Raccogliere prove Email, organigrammi, comunicazioni interne, cedolini
    4. Richiesta scritta Lettera al datore o all’ufficio HR con indicazione del livello rivendicato
    5. Tentativo di conciliazione Sindacato, patronato, DTL
    6. Ricorso al giudice Tribunale del lavoro: declaratoria di inquadramento + differenze retributive

    Perché l'inquadramento è fondamentale

    L’inquadramento contrattuale determina la retribuzione minima, i diritti normativi (ferie, permessi, comporto malattia) e molti altri aspetti del rapporto di lavoro. Un inquadramento errato o volutamente basso comporta una retribuzione inferiore al dovuto e la perdita di diritti.

    L’art. 2103 c.c. sancisce il diritto del lavoratore a essere adibito alle mansioni per cui è stato assunto o a mansioni equivalenti: ne deriva che le mansioni effettivamente svolte devono corrispondere al livello contrattuale attribuito.

    Come si confrontano le mansioni con la declaratoria CCNL

    Ogni CCNL contiene le declaratorie di livello, cioè descrizioni sintetiche delle mansioni e delle competenze richieste per ciascun livello di inquadramento. Per rivendicare un inquadramento superiore occorre dimostrare che le mansioni effettivamente e prevalentemente svolte rientrano nelle declaratorie del livello superiore, non solo saltuariamente o accessoriamente.

    La valutazione è qualitativa: non conta solo il titolo o la denominazione della posizione, ma il contenuto reale del lavoro svolto.

    Differenze retributive: come si calcolano

    Se il giudice o un accordo stragiudiziale accerta che l’inquadramento corretto è superiore, il lavoratore ha diritto alle differenze retributive tra quanto percepito e il minimo contrattuale del livello rivendicato, per tutto il periodo in cui ha svolto le mansioni superiori. Tali differenze sono soggette a rivalutazione e interessi, ma si prescrivono in cinque anni (salvo orientamenti giurisprudenziali specifici).

    Casi pratici

    Tizio – coordinatore di fatto ma inquadrato come esecutore

    Tizio coordina quattro colleghi, gestisce i turni e firma le comunicazioni con i fornitori, ma è inquadrato al 3° livello CCNL Metalmeccanici come addetto alle attività esecutive. La declaratoria del 4° livello descrive esattamente queste responsabilità. Tizio raccoglie email e organigrammi, invia richiesta scritta, e ricorre al Tribunale del lavoro: ottiene l’inquadramento al 4° livello e le differenze retributive degli ultimi cinque anni.

    Caia – assumere come stagista ma svolgere mansioni impiegatizie

    Caia è assunta come collaboratrice esterna ma svolge da mesi attività tipiche di un’impiegata amministrativa (contabilità, rapporti con clienti, archiviazione). Anche il contratto formale non corrisponde alla realtà: può rivendicare la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato con il livello impiegatizio corretto e le relative differenze.

    Sempronio – inquadramento aggiornato dopo cambio di mansioni

    Sempronio, operaio specializzato, viene formato e adibito all’uso di macchinari CNC complessi: mansioni che il CCNL colloca a un livello superiore. Dopo sei mesi chiede per iscritto la revisione dell’inquadramento. Il datore accetta: aggiorna il livello e corrisponde le differenze retributive dei sei mesi.

    Domande frequenti

    Come faccio a sapere se sono inquadrato al livello sbagliato?

    Occorre leggere le declaratorie di livello del CCNL applicato alla propria azienda (reperibile sul sito del sindacato di categoria) e confrontarle onestamente con le mansioni effettivamente svolte ogni giorno.

    Il datore è obbligato a darmi il livello corretto?

    Sì. L’inquadramento deve riflettere le mansioni effettivamente svolte. Se le mansioni reali corrispondono a un livello superiore, il lavoratore ha diritto a quell’inquadramento per legge.

    Posso chiedere l'inquadramento corretto senza licenziarmi?

    Assolutamente sì. La richiesta di rettifica dell’inquadramento può essere avanzata in costanza di rapporto, senza necessità di dimettersi. Dimettersi non è un requisito.

    Quanto indietro posso rivendicare le differenze retributive?

    In linea generale cinque anni, ma la decorrenza della prescrizione può variare in base all’orientamento giurisprudenziale sull’azione in costanza di rapporto. È consigliabile agire appena possibile.

    Mi possono licenziare se chiedo la rettifica dell'inquadramento?

    Un licenziamento ritorsivo a seguito di una legittima rivendicazione sarebbe illegittimo e impugnabile. Il lavoratore è tutelato dalla nullità dei provvedimenti ritorsivi.

    Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 1209 Codice della Navigazione – Rifiuto di trasportare condannati, imputati e corpi di reato

    Art. 1209 Codice della Navigazione – Rifiuto di trasportare condannati, imputati e corpi di reato

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Il comandante di nave o aeromobile, diretto a un porto del Regno, che, a richiesta dell'autorità consolare, si rifiuta senza giustificato motivo di trasportare, nei limiti prescritti dalla legge, condannati, imputati, corpi di reato o altri oggetti, atti e documenti riguardanti procedimenti penali, è punito con l'arresto fino a sei mesi ovvero con l'ammenda fino a lire cinquemila. 59 ———— AGGIORNAMENTO Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, ha disposto (con l'art. 14, comma 12) che "Nell'articolo 1209 del codice della navigazione le parole "con l'arresto fino a sei mesi ovvero con l'ammenda fino a lire un milione" sono sostituite dalle seguenti: "se il fatto non costituisce reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire tre milioni a lire diciotto milioni"."

  • Art. 69 TUF – Mercati di crescita per le piccole e medie imprese

    Art. 69 TUF – Mercati di crescita per le piccole e medie imprese

    Art. 69 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Mercati di crescita per le piccole e medie imprese

    In vigore dal 01/07/1998

    1. La Consob, su domanda del gestore di un sistema multilaterale di negoziazione, registra un sistema come mercato di crescita per le piccole e medie imprese se sono soddisfatti i requisiti di cui al comma

    2. 2. Fermo restando il rispetto degli altri obblighi del presente decreto relativi alla gestione di un sistema multilaterale di negoziazione, ai fini della registrazione di cui al comma 1, il sistema multilaterale di negoziazione dispone di regole, sistemi e procedure efficaci, atti a garantire che siano soddisfatte le seguenti condizioni: a) almeno il 50 per cento degli emittenti i cui strumenti finanziari sono ammessi alla negoziazione sul sistema sono piccole e medie imprese, sia al momento della registrazione come mercato di crescita per le piccole e medie imprese sia successivamente, con riferimento a ciascun anno civile; b) sono stabiliti criteri appropriati per l’ammissione e la permanenza alla negoziazione degli strumenti finanziari sul sistema; c) al momento dell’ammissione alla negoziazione di uno strumento finanziario sul mercato sono state pubblicate informazioni sufficienti per permettere agli investitori di effettuare una scelta consapevole in merito all’investimento. Tali informazioni possono consistere in un appropriato documento di ammissione o in un prospetto se i requisiti di cui al regolamento 2017/1129/UE sono applicabili con riguardo a un’offerta pubblica presentata insieme all’ammissione alla negoziazione dello strumento finanziario sul sistema multilaterale di negoziazione; d) sul mercato esiste un’adeguata informativa finanziaria periodica, messa a disposizione dall’emittente o da altri per suo conto, che comprenda quantomeno la relazione finanziaria annuale sottoposta a revisione; e) gli emittenti, le persone che esercitano responsabilità di direzione e le persone ad esse strettamente legate, come individuati rispettivamente dai punti 21), 25) e 26) dell’ articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 596/2014, rispettano i requisiti loro applicabili dettati dal citato regolamento; f) le informazioni regolamentate riguardanti gli emittenti sono conservate e divulgate pubblicamente; g) esistono sistemi e controlli efficaci tesi a prevenire e individuare gli abusi di mercato secondo quanto prescritto dal regolamento (UE) n. 596/2014.

    3. Il gestore di un mercato di crescita per le piccole e medie imprese può prevedere requisiti aggiuntivi a quelli previsti dal comma

    2. 3-bis. Qualora il gestore del mercato abbia previsto, conformemente al comma 3, una disciplina in materia di obblighi di offerta pubblica di acquisto per le ipotesi di trasferimento del controllo di emittenti azioni ammesse alla negoziazione sul mercato, il gestore del mercato stabilisce adeguati presidi per garantire l’effettività degli obblighi medesimi.

    4. La Consob può revocare la registrazione di un sistema multilaterale di negoziazione come mercato di crescita per le piccole e medie imprese su richiesta del gestore ovvero quando il sistema non rispetta i requisiti previsti dal comma

    2. 5. Uno strumento finanziario di un emittente ammesso alla negoziazione su un mercato di crescita per le piccole e medie imprese può essere negoziato anche su un altro mercato di crescita per le piccole e medie imprese solo se l’emittente è stato preventivamente informato e non ha sollevato obiezioni alla negoziazione su un altro mercato. In tal caso l’emittente non è soggetto ad alcun obbligo relativo al governo societario o all’informativa iniziale, continuativa o ad hoc con riguardo a quest’ultimo mercato di crescita per le piccole e medie imprese. (73)

  • Art. 68 ter TUF – (Caratteristiche dei limiti e dei controlli sulla gestione delle posizioni e obblighi di informazione)

    Art. 68 ter TUF – (Caratteristiche dei limiti e dei controlli sulla gestione delle posizioni e obblighi di informazione)

    Art. 68 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Caratteristiche dei limiti e dei controlli sulla gestione delle posizioni e obblighi di informazione)

    1. I limiti di posizione e i controlli sulla gestione delle posizioni sono trasparenti e non discriminatori, specificano come si applicano alle persone e tengono conto della natura e della composizione dei membri e partecipanti al mercato e dell’utilizzo che essi fanno dei contratti presentati alla negoziazione.

    2. Il gestore della sede di negoziazione informa dettagliatamente la Consob circa i controlli sulla gestione delle posizioni, secondo le modalità e i termini da quest’ultima stabiliti con regolamento.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.