Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Regime neo-residenti: imposta sostitutiva sui redditi esteri nel 730

    In sintesi

    • Il regime neo-residenti (art. 24-bis TUIR) consente a chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia di assoggettare tutti i redditi prodotti all’estero a un’imposta sostitutiva forfettaria, invece delle normali aliquote IRPEF progressive.
    • Il requisito principale è non essere stati fiscalmente residenti in Italia per un numero di periodi d’imposta sufficientemente lungo prima del trasferimento.
    • L’opzione si esercita nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui si trasferisce la residenza in Italia ed è efficace a decorrere da tale periodo.
    • L’agevolazione dura al massimo quindici anni: l’anno del trasferimento più i periodi successivi fino al limite previsto dalla legge.
    • È possibile estendere il regime ai familiari che si trasferiscono in Italia, con una quota di imposta sostitutiva per ciascun familiare.
    • Il regime si distingue dal regime pensionati esteri (art. 24-ter TUIR): quel regime è riservato ai pensionati che si trasferiscono nei piccoli comuni del Mezzogiorno; il regime neo-residenti si applica a chiunque trasferisca la residenza in qualsiasi comune italiano.

    Cosa è il regime dei neo-residenti e a chi si rivolge

    Quando una persona che ha vissuto e lavorato all’estero decide di trasferirsi in Italia, si trova di fronte a una scelta importante: i redditi che continua a produrre fuori dall’Italia (dividendi, canoni, plusvalenze, pensioni private estere) saranno tassati in Italia con le aliquote IRPEF ordinarie, che nel 2025 arrivano fino al 43%. Per evitare questa pressione fiscale, il legislatore italiano ha introdotto con l’articolo 24-bis del TUIR un regime speciale: l’imposta sostitutiva forfettaria sui redditi esteri.

    In pratica, chi aderisce a questo regime paga su tutti i redditi prodotti all’estero un’imposta sostitutiva a importo fisso, calcolata in modo forfettario, senza dover compilare i dettagli di ogni singolo reddito estero. I redditi prodotti in Italia, invece, restano soggetti alle normali regole IRPEF. È una semplificazione significativa, pensata per attrarre in Italia persone ad alto patrimonio e con redditi esteri rilevanti.

    Il regime è alternativo, e non cumulabile, con il regime pensionati esteri di cui all’art. 24-ter del TUIR (che offre una tassazione al 7% ma solo per i pensionati che si trasferiscono nei piccoli comuni del Mezzogiorno). Chi soddisfa i requisiti di entrambi può scegliere quale dei due applicare, ma non può applicarli entrambi contemporaneamente.

    Confronto tra regime neo-residenti (art. 24-bis) e regime pensionati esteri (art. 24-ter)
    Caratteristica Neo-residenti (art. 24-bis) Pensionati esteri (art. 24-ter)
    Destinatari Chiunque trasferisca la residenza in Italia (non solo pensionati) Solo titolari di pensione di fonte estera
    Comune di residenza Qualsiasi comune italiano Solo comuni del Mezzogiorno con max 20.000 abitanti
    Tipo di imposta sostitutiva Importo fisso forfettario (non percentuale sul reddito) 7% forfettario sui redditi esteri
    Durata massima 15 anni 10 anni (anno di trasferimento + 9 successivi)
    Requisito di non residenza pregressa Almeno 9 dei 10 periodi d'imposta precedenti 5 periodi d'imposta precedenti
    Familiari Estensibile ai familiari, con quota aggiuntiva per ciascuno Non prevede estensione ai familiari nel medesimo modo

    Esempio pratico

    • Tizio, imprenditore svizzero, si trasferisce nel 2025 a Milano. Negli ultimi dieci anni ha risieduto in Svizzera. Continua a percepire dividendi da società svizzere e canoni da immobili di sua proprietà a Zurigo. Con le normali aliquote IRPEF, questi redditi esteri sarebbero tassati fino al 43%. Optando per il regime neo-residenti, Tizio paga invece un’imposta sostitutiva in misura forfettaria sull’insieme dei redditi esteri, indipendentemente dal loro ammontare. I redditi italiani (ad esempio un eventuale stipendio da una società italiana) restano invece soggetti all’IRPEF ordinaria.

    Documenti necessari

    • Documentazione attestante la residenza fiscale estera per i periodi d’imposta precedenti (dichiarazioni fiscali estere, certificati di residenza fiscale estera)
    • Certificazioni dei redditi prodotti all’estero (rendiconti bancari, estratti conto, dichiarazioni dividendi, contratti di locazione estera)
    • Documentazione delle imposte eventualmente già pagate all’estero, per le giurisdizioni escluse dall’opzione
    • Certificato di residenza anagrafica italiano, attestante il trasferimento nel comune scelto
    • Per i familiari inclusi nel regime: documentazione attestante i loro requisiti di residenza pregressa all’estero

    Professionista estero che si trasferisce in Italia con la famiglia

    Scenario. Caio, manager tedesco, si trasferisce con moglie e figli a Roma nel 2025. Percepisce dividendi da società tedesche e ha un portafoglio di investimenti in Germania. Vuole includere anche la moglie nel regime agevolato.

    Come si applica. Caio può esercitare l’opzione per il regime neo-residenti nel 730/2026 (o nel Modello Redditi PF, se non può usare il 730). Per includere la moglie, deve indicare i dati del familiare nella sezione apposita e versare un’ulteriore quota di imposta sostitutiva per lei. I redditi tedeschi di entrambi sono coperti dall’opzione. Se Caio ha redditi da una giurisdizione per cui preferisce non esercitare l’opzione (ad esempio per beneficiare del credito d’imposta ordinario), può escluderla indicandola nell’apposita sezione della dichiarazione.

    In pratica

    • L’opzione per i familiari comporta un’ulteriore quota di imposta sostitutiva per ciascun familiare incluso.
    • È possibile escludere singole giurisdizioni dall’opzione: per quei Paesi si applicano le regole IRPEF ordinarie.
    • Il credito d’imposta per le giurisdizioni escluse non è compensabile con l’imposta sostitutiva forfettaria.

    Confronto tra regime neo-residenti e regime ordinario

    Scenario. Sempronio, investitore britannico, si trasferisce a Firenze nel 2025. Ha redditi esteri importanti: dividendi da società britanniche, interessi su obbligazioni e plusvalenze su titoli esteri. Si chiede se conviene aderire al regime neo-residenti.

    Come si applica. Con il regime ordinario, tutti i redditi esteri di Sempronio andrebbero sommati al reddito complessivo italiano e tassati con le aliquote IRPEF progressive (fino al 43%), con eventuale credito per le imposte già pagate nel Regno Unito. Con il regime neo-residenti, paga invece un’unica imposta sostitutiva forfettaria sull’insieme dei redditi esteri, senza aliquote progressive. La scelta conviene se i redditi esteri sono elevati; per redditi esteri modesti potrebbe non essere vantaggiosa. La valutazione va fatta con un professionista.

    In pratica

    • Il regime neo-residenti semplifica la dichiarazione: non occorre indicare il dettaglio di ogni reddito estero coperto dall’opzione.
    • I redditi prodotti in Italia restano sempre soggetti all’IRPEF ordinaria.
    • L’opzione dura fino a 15 anni; la revoca e la decadenza precludono l’esercizio di una nuova opzione.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Posso usare il Modello 730 per il regime neo-residenti?

    Il Modello 730 è utilizzabile da chi è residente in Italia e ha determinati tipi di reddito. Tuttavia, per la gestione completa del regime neo-residenti (quadro RM del Modello Redditi PF) occorre verificare se il proprio caso rientra nelle condizioni che permettono il 730 o se è necessario il Modello Redditi PF. In presenza di redditi d’impresa o di lavoro autonomo con partita IVA, ad esempio, il 730 non è utilizzabile.

    Il regime neo-residenti copre anche le plusvalenze finanziarie estere?

    Sì. L’imposta sostitutiva copre i redditi di qualunque categoria prodotti all’estero, incluse le plusvalenze finanziarie di fonte estera. Fanno eccezione le plusvalenze derivanti da cessioni di partecipazioni qualificate realizzate nei primi cinque anni di validità dell’opzione.

    Cosa succede se non verso l'imposta sostitutiva entro i termini?

    L’omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva nei termini previsti causa la decadenza dal regime, salvo che il versamento venga effettuato entro la scadenza del saldo del periodo d’imposta successivo. In ogni caso si applicano sanzioni e interessi.

    Posso tornare al regime ordinario prima che siano trascorsi 15 anni?

    Sì. È possibile revocare l’opzione in uno dei periodi d’imposta successivi, comunicando la revoca nella dichiarazione. La revoca e la decadenza dal regime, però, precludono l’esercizio di una nuova opzione per il regime neo-residenti.

    Il regime neo-residenti vale per i redditi da pensione estera?

    I redditi da pensione estera sono in linea di principio inclusi nei redditi esteri coperti dal regime neo-residenti. Tuttavia, i titolari di pensione estera che si trasferiscono nei piccoli comuni del Mezzogiorno possono scegliere in alternativa il regime specifico dell’art. 24-ter TUIR al 7%: i due regimi sono alternativi.

  • Art. 64 TUF – L’attività di organizzazione e gestione di mercati regolamentati

    Art. 64 TUF – L’attività di organizzazione e gestione di mercati regolamentati

    Art. 64 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – L’attività di organizzazione e gestione di mercati regolamentati

    In vigore dal 01/07/1998

    1. L’attività di organizzazione e gestione di mercati regolamentati di strumenti finanziari è esercitata da società per azioni anche senza scopo di lucro (gestore del mercato regolamentato).

    2. Il gestore del mercato regolamentato: a) predispone le strutture, fornisce i servizi del mercato e determina i corrispettivi a esso dovuti; b) assicura e verifica il rispetto dei requisiti del mercato regolamentato previsti nel presente titolo; c) dispone l’ammissione, l’esclusione e la sospensione degli strumenti finanziari dalla quotazione e dalle negoziazioni e degli operatori dalle negoziazioni; d) adotta tutti gli atti necessari per l’ordinato funzionamento del mercato regolamentato; e) adotta le disposizioni e gli atti necessari a prevenire e identificare abusi di informazioni privilegiate e manipolazioni del mercato; f) provvede agli altri compiti a esso eventualmente affidati dalle autorità competenti.

    3. Il gestore del mercato regolamentato esercita i diritti che corrispondono al mercato regolamentato e ha la responsabilità di garantire che il mercato gestito soddisfi, al momento dell’autorizzazione e continuativamente, i requisiti stabiliti dalla presente parte, anche qualora l’esecuzione di funzioni operative essenziali sia affidata a terzi, mantenendo su base continuativa l’autonomia organizzativa e decisionale rispetto alle funzioni di cui al comma 2.

    4. La Consob, con regolamento: a) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 27 MARZO 2026, N. 47; b) stabilisce i requisiti generali di organizzazione del gestore del mercato regolamentato; c) adotta le disposizioni attuative dell’articolo 4-undecies.

    5. La Consob verifica che le modificazioni statutarie dei gestori dei mercati regolamentati non contrastino con i requisiti previsti dal presente capo. Non si può dare corso al procedimento per l’iscrizione nel registro delle imprese se non consti tale verifica.

    6. Ai gestori dei mercati regolamentati si applicano le disposizioni della parte IV, titolo III, capo II, sezione VI, a eccezione degli articoli 157 e

    158. 7. Il gestore del mercato regolamentato può gestire un sistema multilaterale di negoziazione o un sistema organizzato di negoziazione, previa verifica da parte della Consob che esso rispetti le pertinenti disposizioni contenute nella parte III.

    7-bis. Fatte salve le riserve di attività previste dalla legge, i gestori dei mercati regolamentati possono, inoltre, previa notifica alla Consob, gestire sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari e svolgere attività connesse o strumentali alla gestione di mercati regolamentati, nonché alle altre attività che è loro consentito svolgere ai sensi del presente decreto o di altre disposizione di legge. (73)

  • Art. 130 Codice del Processo Amministrativo – Procedimento in primo grado in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province, regioni e Parlamento europeo

    Art. 130 Codice del Processo Amministrativo – Procedimento in primo grado in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province, regioni e Parlamento europeo

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. Salvo quanto disposto nel Capo II del presente Titolo, contro tutti gli atti del procedimento elettorale successivi all’emanazione dei comizi elettorali è ammesso ricorso soltanto alla conclusione del procedimento elettorale, unitamente all’impugnazione dell’atto di proclamazione degli eletti:

    a) quanto alle elezioni di comuni, province e regioni, da parte di qualsiasi candidato o elettore dell’ente della cui elezione si tratta, al tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede il predetto ente territoriale, da depositare nella segreteria del tribunale adito entro il termine di trenta giorni dalla proclamazione degli eletti;

    b) quanto alle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, da parte di qualsiasi candidato o elettore, davanti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, da depositare nella relativa segreteria entro il termine di trenta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei candidati proclamati eletti.

    2. Il presidente, con decreto:

    a) fissa l’udienza di discussione della causa in via di urgenza;

    b) designa il relatore;

    c) ordina le notifiche, autorizzando, ove necessario, qualunque mezzo idoneo;

    d) ordina il deposito di documenti e l’acquisizione di ogni altra prova necessaria;

    e) ordina che a cura della segreteria il decreto sia immediatamente comunicato, con ogni mezzo utile, al ricorrente.

    3. Il ricorso è notificato, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, a cura di chi lo ha proposto, entro dieci giorni dalla data della comunicazione del decreto di cui al comma 2:

    a) all’ente della cui elezione si tratta, in caso di elezioni di comuni, province, regioni;

    b) all’Ufficio elettorale centrale nazionale, in caso di elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia;

    c) alle altre parti che vi hanno interesse, e comunque ad almeno un controinteressato.

    4. Entro dieci giorni dall’ultima notificazione di cui al comma 3, il ricorrente deposita nella segreteria del tribunale la copia del ricorso e del decreto, con la prova dell’avvenuta notificazione, insieme con gli atti e documenti del giudizio.

    5. L’amministrazione resistente e i controinteressati depositano nella segreteria le proprie controdeduzioni nei quindici giorni successivi a quello in cui la notificazione si è perfezionata nei loro confronti.

    6. All’esito dell’udienza, il collegio, sentite le parti se presenti, pronuncia la sentenza.

    7. La sentenza è pubblicata entro il giorno successivo alla decisione della causa. Se la complessità delle questioni non consente la pubblicazione della sentenza, nello stesso termine di cui al periodo precedente è pubblicato il dispositivo mediante deposito in segreteria. In tal caso la sentenza è pubblicata entro i dieci giorni successivi.

    8. La sentenza è immediatamente trasmessa in copia, a cura della segreteria del tribunale amministrativo regionale, al Sindaco, alla giunta provinciale, alla giunta regionale, al presidente dell’ufficio elettorale nazionale, a seconda dell’ente cui si riferisce l’elezione. Il comune, la provincia o la regione della cui elezione si tratta provvede, entro ventiquattro ore dal ricevimento, alla pubblicazione per quindici giorni del dispositivo della sentenza nell’albo o bollettino ufficiale dell’ente interessato a mezzo del segretario che ne è diretto responsabile. In caso di elezioni relative a comuni, province o regioni, la sentenza è comunicata anche al Prefetto. Ai medesimi incombenti si provvede dopo il passaggio in giudicato della sentenza annotando sulla copia pubblicata la sua definitività.

    9. Il tribunale amministrativo regionale, quando accoglie il ricorso, corregge il risultato delle elezioni e sostituisce ai candidati illegittimamente proclamati coloro che hanno diritto di esserlo. In caso di ricorso avverso le operazioni elettorali inerenti il Parlamento europeo, i voti delle sezioni le cui operazioni sono state annullate non hanno effetto.

    10. Tutti i termini processuali diversi da quelli indicati nel presente articolo e nell’articolo 131 sono dimezzati rispetto ai termini del processo ordinario.

    11. L’ente comunale, provinciale o regionale, della cui elezione si tratta, comunica agli interessati la correzione del risultato elettorale. L’Ufficio elettorale nazionale comunica la correzione del risultato elettorale agli interessati e alla segreteria del Parlamento europeo.

  • Art. 62 undecies TUF – (Doveri informativi dei soggetti incaricati della revisione legale dei conti)

    Art. 62 undecies TUF – (Doveri informativi dei soggetti incaricati della revisione legale dei conti)

    Art. 62 undecies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Doveri informativi dei soggetti incaricati della revisione legale dei conti)

    1. I soggetti incaricati della revisione legale dei conti dei gestori dei mercati regolamentati e delle altre sedi di negoziazione comunicano senza indugio alla Consob e, per le sedi di negoziazione all’ingrosso di titoli di Stato, alla Banca d’Italia, gli atti o i fatti, rilevati nello svolgimento dell’incarico, che possano costituire una grave violazione delle norme disciplinanti l’attività dei soggetti sottoposti a revisione, ovvero che possano pregiudicare la continuità dell’attività, o comportare un giudizio negativo, un giudizio con rilievi o una dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio sul bilancio.

  • Contratto a tempo determinato nel CCNL Occhialeria (Anfao): causali e durata

    CCNL Occhialeria (Anfao)

    Contratto a tempo determinato nel CCNL Occhialeria (Anfao): causali e durata

    Il contratto a tempo determinato consente di assumere per un periodo predefinito, ma entro limiti stringenti di durata, causali e numero. Dopo il Decreto Dignità molti di questi limiti rinviano espressamente alla contrattazione collettiva: conoscerli evita la conversione del rapporto a tempo indeterminato.

    In sintesi

    Il contratto a termine dura al massimo 24 mesi; oltre i 12 richiede una causale (esigenze tecnico-organizzative, sostituzione o causali individuate dal CCNL). Sono ammesse al massimo 4 proroghe e vanno rispettati gli intervalli di stop&go. Il superamento dei limiti comporta la conversione a tempo indeterminato. Matura il diritto di precedenza.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Anfao (Confindustria Moda) · Femca-Cisl · Filctem-Cgil · Uiltec-Uil
    Istituti trattati
    Contratto a termine · Causali e durata · Proroghe, rinnovi e precedenza
    Riferimenti
    D.Lgs. 81/2015, artt. 19-29 (contratto a termine, Decreto Dignità) · CCNL per causali e contingentamento
    Fonte
    testo del CCNL 9 novembre 2013, accordo di rinnovo del 4 dicembre 2020 e ipotesi di rinnovo del 30 gennaio 2026

    I limiti in sintesi

    La disciplina del contratto a tempo determinato (D.Lgs. 81/2015, come modificato dal Decreto Dignità) fissa alcuni limiti inderogabili e rinvia per il resto al contratto collettivo. La tabella riepiloga i principali.

    Contratto a termine — limiti di legge e rinvio al CCNL
    Aspetto Regola di legge Ruolo del CCNL
    Durata massima 24 mesi (rinnovi e proroghe inclusi, pari livello) Può prevedere durate diverse in casi specifici
    Causale Necessaria oltre 12 mesi e per i rinnovi Individua causali ulteriori (art. 19)
    Tetto di contingentamento 20% degli stabili al 1° gennaio Può fissare una percentuale diversa
    Proroghe Massimo 4 nei 24 mesi —
    Intervalli (stop&go) 10 gg (≤ 6 mesi) / 20 gg (> 6 mesi) Esenzione per attività stagionali
    Diritto di precedenza Dopo 6 mesi nella stessa azienda Disciplina termini e modalità
    Le percentuali e le causali specifiche del settore sono fissate dal CCNL: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale vigente.

    Durata, causali e limiti

    La disciplina del contratto a termine, ridisegnata dal Decreto Dignità, poggia su alcuni paletti che il CCNL integra.

    Durata e causali

    La durata massima è di 24 mesi (sommando rinnovi e proroghe per mansioni di pari livello). Fino a 12 mesi il contratto può essere privo di causale; oltre i 12 mesi occorre una causale: sostituzione, esigenze tecnico-organizzative o le causali individuate dal contratto collettivo.

    Proroghe e rinnovi

    Sono ammesse al massimo 4 proroghe nei 24 mesi; il rinnovo richiede sempre la causale. Tra due contratti a termine vanno rispettati gli intervalli di 10 giorni (contratti fino a 6 mesi) o 20 giorni (oltre i 6 mesi).

    Conversione e precedenza

    Il superamento dei limiti di durata, del numero di proroghe o degli intervalli comporta la conversione del rapporto a tempo indeterminato. Dopo 6 mesi nella stessa azienda matura inoltre il diritto di precedenza nelle assunzioni stabili per mansioni equivalenti.

    Diritto di precedenza e conversione

    Due conseguenze meritano attenzione. La prima è il diritto di precedenza: il lavoratore che ha prestato attività a termine per più di sei mesi presso la stessa azienda ha titolo di preferenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per mansioni equivalenti effettuate nei mesi successivi, a condizione di manifestare la propria volontà nei termini. La seconda è la conversione: il superamento dei limiti di durata, del numero di proroghe o degli intervalli, e l’assenza della causale dove richiesta, determinano la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato fin dal momento della violazione.

    Casi pratici

    Tizio — quinta proroga
    Tizio ha già avuto quattro proroghe del contratto a termine. Una quinta proroga, pur restando entro i 24 mesi, supera il numero massimo consentito: dal momento della quinta proroga il rapporto si considera a tempo indeterminato.
    Caia — nuovo contratto senza rispettare l’intervallo
    Caia conclude un contratto a termine di 8 mesi e viene riassunta dopo soli 10 giorni. Per i contratti superiori a 6 mesi l’intervallo minimo è di 20 giorni: il mancato rispetto dello stop&go comporta la trasformazione del secondo contratto a tempo indeterminato.

    Domande frequenti

    Il contratto a termine deve indicare una causale?
    Non sempre: fino a 12 mesi può essere acausale. Oltre i 12 mesi, e per i rinnovi, serve una causale — esigenze di sostituzione, ragioni tecnico-organizzative o le causali individuate dal CCNL.
    Quante proroghe sono ammesse?
    Al massimo quattro nell’arco dei 24 mesi, a prescindere dal numero di contratti. La quinta proroga determina la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato.
    Che cosa sono gli intervalli di stop&go?
    Sono i giorni che devono intercorrere tra due contratti a termine con lo stesso lavoratore: 10 giorni se il primo contratto era fino a 6 mesi, 20 giorni se superiore. Le attività stagionali ne sono esenti.
    Quando il contratto a termine si trasforma a tempo indeterminato?
    Quando si superano i 24 mesi complessivi, le 4 proroghe, gli intervalli di stop&go, o manca la causale dove richiesta. In questi casi il rapporto si considera a tempo indeterminato fin dalla violazione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità congedi e tutele 2026 e tredicesima, PPVA e premi 2026.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 81/2015). Per causali, percentuali di contingentamento e casi di stagionalità si rinvia sempre al testo del CCNL vigente.

  • Art. 62 ter TUF – (Vigilanza sulle sedi di negoziazione all’ingrosso)

    Art. 62 ter TUF – (Vigilanza sulle sedi di negoziazione all’ingrosso)

    Art. 62 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Vigilanza sulle sedi di negoziazione all’ingrosso)

    1. Ferme restando le competenze e i poteri della Consob ai sensi del presente decreto, la Banca d’Italia vigila sulle sedi di negoziazione all’ingrosso di titoli di Stato e, fermi restando i poteri e le attribuzioni della Consob e della Banca d’Italia ai sensi della parte II del presente decreto, sui relativi gestori, avendo riguardo all’efficienza complessiva del mercato e all’ordinato svolgimento delle negoziazioni.

    2. La Banca d’Italia vigila affinchè la regolamentazione del mercato regolamentato all’ingrosso di titoli di Stato e le regole delle altre sedi di negoziazione all’ingrosso di titoli di Stato, adottate dai relativi gestori, siano idonee ad assicurare una negoziazione corretta e ordinata e un’esecuzione efficiente degli ordini e può richiedere ai gestori delle sedi di negoziazione le opportune modifiche idonee a eliminare le disfunzioni riscontrate.

    3. In caso di necessità e urgenza, la Banca d’Italia adotta, nei confronti dei mercati regolamentati e per le finalità indicate al comma 1, i provvedimenti necessari, anche sostituendosi al gestore del mercato regolamentato.

    4. La Banca d’Italia e la Consob, al fine di coordinare l’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza e di ridurre al minimo gli oneri gravanti sulle sedi di negoziazione all’ingrosso, stipulano un protocollo d’intesa avente ad oggetto i compiti di ciascuna e le modalità della cooperazione e dello scambio di informazioni nello svolgimento delle rispettive competenze, anche con riferimento all’operatività in Italia di sedi di negoziazione di altri Stati membri che scambiano all’ingrosso titoli di Stato, nonché alle irregolarità rilevate e ai provvedimenti assunti nell’esercizio dell’attività di vigilanza. Il protocollo d’intesa è reso pubblico dalla Banca d’Italia e dalla Consob con le modalità da esse stabilite.

  • Art. 1214 Codice della Navigazione – Sanzioni amministrative accessorie

    Art. 1214 Codice della Navigazione – Sanzioni amministrative accessorie

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    La violazione degli articoli 1193, 1198, 1199, . . . 1207 e 1209 comporta l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione dai titoli o dalla professione. Delle contravvenzioni concernenti le disposizioni sulla sicurezza della navigazione

  • Art. 62 sexies TUF – (Vigilanza sulle sedi di negoziazione di strumenti finanziari sull’energia e il gas)

    Art. 62 sexies TUF – (Vigilanza sulle sedi di negoziazione di strumenti finanziari sull’energia e il gas)

    Art. 62 sexies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Vigilanza sulle sedi di negoziazione di strumenti finanziari sull’energia e il gas)

    1. Fatto salvo quanto previsto ai commi 2, 3 e 4, la Consob vigila sui mercati regolamentati per la negoziazione di strumenti finanziari derivati sull’energia elettrica e il gas e sulle società che organizzano e gestiscono tali mercati secondo le disposizioni del presente titolo. Restano ferme le competenze dell’Autorità di regolazione per l’energia reti e ambiente (ARERA) e del Gestore dei mercati energetici (GME) in materia di organizzazione e gestione del mercato elettrico e del gas.

    2. Nell’esercizio dei propri compiti di vigilanza, tenuto conto delle rispettive competenze, l’ARERA segnala alla Consob eventuali criticità relative ai mercati regolamentati per la negoziazione di strumenti finanziari derivati sull’energia elettrica e il gas.

    3. Nell’esercizio delle funzioni previste dal presente articolo, la Consob e l’ARERA si prestano reciproca assistenza e collaborano tra loro anche mediante scambio di informazioni, senza che sia opponibile il segreto d’ufficio. A tal fine la Consob e l’ARERA stipulano appositi protocolli di intesa.

    4. L’ARERA informa il Ministero delle imprese e del made in Italy sull’attività di vigilanza svolta e sulle irregolarità riscontrate relative ai mercati regolamentati per la negoziazione di strumenti finanziari derivati sull’energia elettrica e il gas che possono incidere sul funzionamento dei mercati fisici dei prodotti sottesi, nonché sulla sicurezza e sull’efficiente funzionamento delle reti nazionali di trasporto dell’energia elettrica e del gas.

  • Art. 62 septies TUF – (Vigilanza sui sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro)

    Art. 62 septies TUF – (Vigilanza sui sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro)

    Art. 62 septies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Vigilanza sui sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro)

    1. La Banca d’Italia vigila sull’efficienza e sul buon funzionamento dei sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro, nonché sui soggetti gestori, e può richiedere le opportune modifiche alle regole del sistema idonee a eliminare le disfunzioni riscontrate.

    2. La Banca d’Italia, con le modalità e nei termini da essa stabiliti, può richiedere la comunicazione anche periodica di dati, notizie, atti e documenti ai soggetti gestori dei sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro e agli operatori che vi partecipano. La Banca d’Italia può eseguire ispezioni presso i medesimi soggetti gestori e richiedere l’esibizione di documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari. Gli stessi poteri possono essere esercitati anche nei confronti di altri soggetti coinvolti nell’attività del soggetto gestore. A tale fine, la Banca d’Italia può procedere anche ad audizioni personali. La Banca d’Italia può autorizzare i revisori dei conti o gli esperti a procedere a verifiche presso i soggetti gestori; le relative spese sono poste a carico del soggetto ispezionato.

    3. La Banca d’Italia con proprio provvedimento individua gli obblighi informativi e di comunicazione dei gestori nei propri confronti, indicando anche contenuto, termini e modalità di comunicazione.

    4. Agli scambi previsti dal comma 1 non si applicano le disposizioni dettate nella presente parte per i sistemi multilaterali di negoziazione.

  • Art. 1216 Codice della Navigazione – Navigazione senza abilitazione

    Art. 1216 Codice della Navigazione – Navigazione senza abilitazione

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    L'armatore, che impiega una nave o un galleggiante non abilitati alla navigazione ovvero senza che siano stati rilasciati i documenti comprovanti l'esistenza dei requisiti di navigabilità, è punito con l'arresto fino a un anno ovvero con l'ammenda fino a lire diecimila. Alla stessa pena soggiace l'esercente, che impiega un aeromobile non abilitato alla navigazione ovvero con certificato di navigabilità . . . che non sia in vigore. La stessa disposizione si applica al comandante della nave o dell'aeromobile, ma la pena è diminuita in misura non eccedente un terzo.

  • Malattia e comporto del dirigente del terziario: CCNL Manageritalia 2026

    CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia)

    In sintesi

    Il CCNL Manageritalia garantisce al dirigente la conservazione del posto per un periodo di comporto di 12 mesi (anche non continuativi in un triennio). Durante la malattia la retribuzione e integralmente a carico del datore. Superato il comporto, il datore puo recedere con preavviso o indennita sostitutiva, senza obbligo di corrispondere l’indennita supplementare.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confcommercio · Manageritalia
    Ultimo rinnovo
    5 novembre 2025 (Confcommercio-Manageritalia, vigenza 2026-2028)
    Vigenza
    1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2028
    Platea
    Dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi

    Tabella riepilogativa

    Malattia e comporto – Dirigente del terziario
    Aspetto Disciplina CCNL Manageritalia
    Periodo di comporto (conservazione posto) 12 mesi per eventi anche non continuativi nel triennio
    Retribuzione durante malattia Intera RGA a carico del datore (nessuna riduzione)
    Integrazione INPS Non applicabile (INPS non eroga indennita di malattia ai dirigenti)
    Certificazione medica Obbligatoria dal primo giorno (via SSN telematico o medico privato)
    Visite fiscali Ammesse nelle fasce orarie di reperibilita (10-12 e 17-19)
    Recesso per superamento comporto Con preavviso o indennita sostitutiva; senza indennita supplementare
    Malattia durante preavviso Il preavviso e sospeso per la durata della malattia

    Periodo di comporto: durata e calcolo

    Il CCNL Manageritalia prevede un periodo di comporto di 12 mesi: per tale periodo il datore di lavoro non puo licenziare il dirigente per malattia. Il periodo si calcola su base mobile (triennio precedente), sommando i giorni di assenza per malattia anche non consecutivi.

    Al superamento dei 12 mesi di assenza per malattia nel triennio, il datore acquista il diritto di recedere dal rapporto, dandone comunicazione scritta con il preavviso contrattuale ovvero pagando l’indennita sostitutiva del preavviso. In questo caso non e dovuta l’indennita supplementare, trattandosi di recesso giustificato dal superamento del comporto.

    Le assenze per infortunio sul lavoro o per malattia professionale non si computano nel periodo di comporto.

    Retribuzione durante la malattia

    A differenza dei lavoratori impiegati e operai, i dirigenti non percepiscono l’indennita di malattia dall’INPS: il Fondo INPS per i dirigenti (ex INPDAI) e stato soppresso. La retribuzione durante la malattia e integralmente a carico del datore di lavoro, per l’intera durata del comporto.

    Il datore non puo operare riduzioni sulla RGA durante i periodi di malattia, salvo accordi integrativi aziendali che prevedano criteri diversi per le componenti variabili (MBO, bonus) condizionati alla presenza effettiva.

    Il dirigente e tenuto a presentare il certificato medico telematico (via SSN) fin dal primo giorno di assenza e a comunicare tempestivamente all’azienda il proprio stato di malattia.

    Infortunio e malattia professionale

    In caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, si applica la disciplina INAIL. Il dirigente del settore terziario e assicurato INAIL per gli infortuni in itinere e sul lavoro.

    L’indennita INAIL (giornata intera dal 4° giorno, 60% fino al 90° giorno poi 75% della retribuzione di riferimento) integra o sostituisce la retribuzione a seconda del caso. Il CCNL Manageritalia prevede in ogni caso la conservazione del posto per la durata della prognosi INAIL, senza computo nel periodo di comporto per malattia comune.

    Il Fasdac (fondo sanitario integrativo) eroga rimborsi per prestazioni sanitarie durante il periodo di malattia/ricovero, riducendo l’esborso diretto del dirigente per cure non rimborsate dal SSN.

    Casi pratici

    Tizio – Calcolo del comporto su base mobile
    Tizio ha avuto: 4 mesi di malattia nel 2024, 3 mesi nel 2025, 6 mesi nel 2026. Il triennio mobile al 31 dicembre 2026 comprende il periodo 2024-2026: totale 13 mesi di assenza. Il comporto di 12 mesi e stato superato. Il datore puo recedere con il preavviso contrattuale. Il recesso per superamento del comporto non implica indennita supplementare, ma Tizio ha diritto all’intera indennita di preavviso e al TFR maturato.
    Caia – Malattia durante il preavviso di dimissioni
    Caia si dimette con preavviso di 6 mesi. Durante il preavviso si ammala per 45 giorni. Il preavviso e sospeso per la durata della malattia: la data di cessazione viene posticipata di 45 giorni. L’azienda deve corrispondere la RGA integrale durante la malattia nel periodo di preavviso sospeso.
    Sempronio – Infortunio in itinere e comporto
    Sempronio subisce un infortunio in itinere e rimane assente per 90 giorni. L’INAIL eroga l’indennita giornaliera. L’azienda integra fino alla RGA piena. I 90 giorni di assenza per infortunio non si computano nel periodo di comporto per malattia comune: il contatore del triennio di Sempronio non include questi giorni.

    Domande frequenti

    L'INPS paga qualcosa al dirigente malato?
    No. I dirigenti del terziario non percepiscono indennita di malattia INPS. L’onere e interamente a carico del datore di lavoro per tutta la durata del comporto contrattuale di 12 mesi.
    Cosa succede se la malattia si protrae oltre i 12 mesi?
    Il datore acquista il diritto di recedere con il preavviso contrattuale. Non e dovuta l’indennita supplementare. E dovuto il TFR maturato e l’eventuale indennita sostitutiva del preavviso se il datore preferisce non far decorrere il preavviso.
    L'infortunio sul lavoro interrompe il comporto?
    No: le assenze per infortunio sul lavoro e malattia professionale non si sommano al comporto per malattia comune. Sono contate separatamente. La conservazione del posto per infortunio dura per tutta la prognosi INAIL.
    Il dirigente e soggetto alle fasce di reperibilita durante la malattia?
    Si. Il D.M. 18 settembre 2008 stabilisce le fasce di reperibilita per visite fiscali INPS (10-12 e 17-19). Anche se i dirigenti non percepiscono indennita INPS, l’azienda puo disporre visite di controllo medico nelle medesime fasce.
    Il Fasdac rimborsa le spese mediche durante la malattia?
    Si. Il Fasdac rimborsa spese specialistiche, diagnostiche e di ricovero non coperte dal SSN, secondo il nomenclatore delle prestazioni rimborsabili. E il fondo sanitario integrativo obbligatorio del CCNL Manageritalia.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimo contrattuale, indennita supplementare, CCNL Manageritalia 2026, CCNL Manageritalia, calcolo, destinazione e anticipo e guida per il dirigente del terziario.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 62 quinquies TUF – (Vigilanza sul rispetto di disposizioni dell’Unione europea direttamente applicabili)

    Art. 62 quinquies TUF – (Vigilanza sul rispetto di disposizioni dell’Unione europea direttamente applicabili)

    Art. 62 quinquies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Vigilanza sul rispetto di disposizioni dell’Unione europea direttamente applicabili)

    1. La Consob e la Banca d’Italia vigilano, ciascuna per quanto di competenza, ai sensi della presente parte, sul rispetto delle disposizioni dettate dal regolamento (UE) n. 600/2014 nonché dagli atti delegati, dalle norme tecniche di regolamentazione e di attuazione del citato regolamento e della direttiva 2014/65/UE.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.