Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 145 D.Lgs. 42/2004 – Coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione

    Art. 145 D.Lgs. 42/2004 – Coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. La individuazione, da parte del Ministero, delle linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale per quanto riguarda la tutela del paesaggio, con finalità di indirizzo della pianificazione, costituisce compito di rilievo nazionale, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di principi e criteri direttivi per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali.

    2. I piani paesaggistici possono prevedere misure di coordinamento con gli strumenti di pianificazione territoriale e di settore, nonché con i piani, programmi e progetti nazionali e regionali di sviluppo economico.

    3. Le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli articoli 143 e 156 non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico, sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, delle città metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici, stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa dell'adeguamento degli strumenti urbanistici e sono altresì vincolanti per gli interventi settoriali. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore, ivi compresi quelli degli enti gestori delle aree naturali protette.

    4. I comuni, le città metropolitane, le province e gli enti gestori delle aree naturali protette conformano o adeguano gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale alle previsioni dei piani paesaggistici, secondo le procedure previste dalla legge regionale, entro i termini stabiliti dai piani medesimi e comunque non oltre due anni dalla loro approvazione. I limiti alla proprietà derivanti da tali previsioni non sono oggetto di indennizzo.

    5. La regione disciplina il procedimento di conformazione ed adeguamento degli strumenti urbanistici alle previsioni della pianificazione paesaggistica, assicurando la partecipazione degli organi ministeriali al procedimento medesimo.

  • Art. 47 Imp. Reg. – enfiteusi – Testo aggiornato

    Art. 47 Imp. Reg. – enfiteusi – Testo aggiornato

    Art. 47 Imp. Reg. – Enfiteusi

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – testo aggiornato

    1. Per la costituzione di enfiteusi e per la devoluzione o la cessione del diritto dell’enfiteuta, la base imponibile è costituita dal ventuplo del canone annuo ovvero, se maggiore, dal valore del diritto dell’enfiteuta.

    2. Per l’affrancazione la base imponibile è costituita dalla somma dovuta dall’enfiteuta.

    3. Il valore del diritto del concedente è pari alla somma dovuta dall’enfiteuta per l’affrancazione. Il valore del diritto dell’enfiteuta è pari alla differenza tra il valore della piena proprietà e la somma dovuta per l’affrancazione.

  • Trasporto in ambulanza: la spesa è detraibile?

    In sintesi

    • In generale no: per l’Agenzia delle Entrate il costo del trasporto in ambulanza non è una spesa sanitaria detraibile (circolare 108/1996, richiamata dalla circolare 14/E del 2023).
    • Sì per le persone con disabilità: il trasporto in autoambulanza di una persona con disabilità è una spesa di accompagnamento, da indicare nel rigo E3 del 730, con detrazione del 19% sull’intero importo, senza franchigia.
    • Le prestazioni sanitarie durante il trasporto (medico, infermiere) si detraggono sempre come spese sanitarie nel rigo E1, con la franchigia di 129,11 euro, se risultano dal documento di spesa.
    • Trasporto del disabile con ONLUS o Comune: detraibile nel rigo E3 se c’è fattura o ricevuta del servizio.
    • Pagamento: conviene pagare con carta o bonifico; il contante è ammesso solo per le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al SSN.

    Il trasporto in ambulanza è detraibile?

    Chiamare un’ambulanza privata o farsi riportare a casa dopo una dimissione può costare anche alcune centinaia di euro. La risposta dell’Agenzia delle Entrate distingue due situazioni.

    Regola generale. Nella raccolta della prassi sulle spese detraibili (circolare 14/E del 19 giugno 2023) l’Agenzia ribadisce che «non rientrano tra le spese detraibili quelle sostenute per il trasporto in ambulanza, mentre lo sono le prestazioni di assistenza medica effettuate durante il trasporto» (circolare 108 del 3 maggio 1996, risposta 2.4.1). Quindi il solo servizio di trasporto non si detrae, mentre la parte che remunera prestazioni sanitarie (medico o infermiere a bordo) va nel rigo E1 insieme alle altre spese sanitarie.

    Persona con disabilità. Le istruzioni del 730/2026 elencano tra le spese per i mezzi di accompagnamento delle persone con disabilità «le spese sostenute in occasione del trasporto in autoambulanza della persona con disabilità». In questo caso l’intero costo del trasporto va nel rigo E3 e la detrazione del 19% spetta sull’intero importo, senza franchigia. Le prestazioni sanitarie fatte durante il trasporto restano spese sanitarie del rigo E1, con la franchigia di 129,11 euro.

    Trasporto in ambulanza nel 730/2026: cosa si detrae e dove
    Situazione Detraibile? Dove nel 730
    Trasporto in ambulanza di una persona senza disabilità riconosciuta No, per il costo del trasporto –
    Prestazioni di medico o infermiere durante il trasporto (indicate nel documento) Sì, 19% oltre la franchigia di 129,11 euro Rigo E1
    Trasporto in autoambulanza di una persona con disabilità Sì, 19% sull’intero importo Rigo E3
    Trasporto del disabile fatto da una ONLUS con fattura, o dal Comune Sì, 19% sull’intero importo Rigo E3
    Trasporto gratuito a carico del SSN Nessuna spesa da indicare –
    Spesa rimborsata da assicurazione o fondo sanitario No, per la parte rimborsata –

    Chi è persona con disabilità ai fini del rigo E3

    Per le istruzioni del 730 è persona con disabilità chi ha ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica della legge 104/1992 o da altre commissioni mediche pubbliche che certificano l’invalidità civile, di lavoro, di guerra. Rientrano quindi anche gli invalidi civili, per esempio l’anziano ultrasessantacinquenne con invalidità riconosciuta. Le condizioni si possono attestare anche con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. La spesa si detrae da chi la sostiene, per sé o per un familiare fiscalmente a carico. Sulle altre spese per persone con disabilità vedi la guida su spese sanitarie e ausili per disabili (detrazione 19% senza franchigia).

    Trasporto con associazioni di volontariato, Croce Rossa e Comune

    Per la persona con disabilità è detraibile nel rigo E3 anche il trasporto effettuato da una ONLUS che ha rilasciato regolare fattura per il servizio, o da altri soggetti che hanno tra i propri fini istituzionali l’assistenza ai disabili, come il Comune (circolare 14/E del 2023). Se il trasporto riguarda una persona senza disabilità riconosciuta, il costo del servizio resta non detraibile anche quando lo effettua un’associazione: si detraggono solo le eventuali prestazioni sanitarie indicate nel documento.

    Pagamento in contanti: si può detrarre?

    Dal 2020 la detrazione del 19% spetta solo se la spesa è pagata con bonifico, carta, bancomat o altri sistemi tracciabili. Fanno eccezione i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale, che si possono pagare anche in contanti. Per il trasporto in ambulanza, che spesso è svolto da associazioni o ditte private, conviene pagare in modo tracciabile e farselo annotare sulla ricevuta.

    Esempio pratico

    • Tizio, invalido civile riconosciuto, viene accompagnato in autoambulanza a una visita specialistica da una cooperativa privata. La fattura è di 300 euro: 250 euro per il trasporto e 50 euro per l’assistenza infermieristica a bordo, pagata con carta. I 250 euro vanno nel rigo E3 (detrazione di 47,50 euro, il 19% dell’intero importo); i 50 euro vanno nel rigo E1 con le altre spese sanitarie, e il 19% si calcola sulla parte del totale del rigo E1 che supera 129,11 euro.

    Documenti necessari

    • Fattura o ricevuta del servizio di trasporto, con la distinzione delle eventuali prestazioni sanitarie
    • Prova del pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta del POS) o annotazione sulla ricevuta
    • Certificazione della disabilità (Commissione legge 104, invalidità civile) o dichiarazione sostitutiva, per il rigo E3
    • Eventuale documentazione di rimborsi da assicurazione o fondo sanitario

    Caso 1 – Tizio: dimissione in ambulanza senza disabilità

    Scenario. Tizio, 58 anni, senza disabilità riconosciuta, viene dimesso dall’ospedale e riportato a casa con un’ambulanza privata. Paga 180 euro con carta per il solo trasporto, senza prestazioni sanitarie indicate in fattura.

    Come si applica. Per l’Agenzia delle Entrate il costo del trasporto in ambulanza non è una spesa sanitaria: i 180 euro non si detraggono. Se la fattura avesse indicato a parte una prestazione infermieristica, quella parte sarebbe andata nel rigo E1.

    In pratica

    • Il solo trasporto non si detrae se il paziente non ha una disabilità riconosciuta.
    • Chiedi che la fattura distingua le prestazioni sanitarie eventualmente svolte a bordo.

    Caso 2 – Caio: trasporto del padre invalido a carico

    Scenario. Il padre di Caio, 84 anni, ha un’invalidità civile riconosciuta ed è fiscalmente a carico di Caio. Nel 2025 viene trasportato più volte in autoambulanza per le terapie, da un’associazione che rilascia regolare ricevuta: in tutto 400 euro, pagati da Caio con bonifico.

    Come si applica. Il trasporto in autoambulanza di una persona con disabilità è una spesa di accompagnamento: Caio indica 400 euro nel rigo E3 e ottiene una detrazione del 19% sull’intero importo, cioè 76 euro, senza franchigia.

    In pratica

    • Il documento di spesa può essere intestato al padre a carico; Caio conserva la prova di aver pagato.
    • Serve la certificazione dell’invalidità (o una dichiarazione sostitutiva).
    • Nel rigo E3 non si applica la franchigia di 129,11 euro.

    Quando rivolgersi a un professionista

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    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Il trasporto in ambulanza è detraibile nel 730?

    Solo per le persone con disabilità riconosciuta: in quel caso va nel rigo E3 con detrazione del 19% sull’intero importo. Per gli altri il costo del trasporto non è detraibile; si detraggono solo le prestazioni sanitarie svolte durante il trasporto, nel rigo E1.

    Le prestazioni dell’infermiere o del medico sull’ambulanza si detraggono?

    Sì, come spese sanitarie nel rigo E1, con la franchigia di 129,11 euro, purché risultino dal documento emesso da chi ha svolto il servizio.

    Il trasporto in ambulanza di un invalido ultrasessantacinquenne è detraibile?

    Sì, se l’invalidità è stata riconosciuta da una commissione medica pubblica (legge 104 o invalidità civile): la spesa va nel rigo E3, senza franchigia.

    Il trasporto fatto da un’associazione di volontariato è detraibile?

    Per la persona con disabilità sì, nel rigo E3, se l’associazione (per esempio una ONLUS) rilascia fattura o ricevuta del servizio; lo stesso vale per il trasporto fatto dal Comune. Per chi non ha una disabilità riconosciuta il costo del trasporto non si detrae.

    Posso detrarre il trasporto in ambulanza pagato in contanti?

    Il contante è ammesso solo per medicinali, dispositivi medici e prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al SSN. Negli altri casi la detrazione del 19% richiede un pagamento tracciabile: conviene usare carta o bonifico.

    Il trasporto per dialisi o chemioterapia è detraibile?

    Se la persona trasportata ha una disabilità riconosciuta e il trasporto avviene in autoambulanza, la spesa va nel rigo E3. Altrimenti il costo del trasporto non è detraibile.

    Se il trasporto in ambulanza è gratuito a carico del SSN, cosa indico?

    Niente: se non hai pagato nulla non c’è spesa da indicare. Le spese rimborsate da assicurazioni o fondi sanitari non si detraggono per la parte rimborsata.

    Quanto tempo devo conservare la ricevuta dell’ambulanza?

    Fino a quando l’Agenzia delle Entrate può controllare la dichiarazione, cioè di norma fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione: fattura o ricevuta, prova del pagamento e certificazione della disabilità.

    Vedi anche: Detrazione spese mediche, Spese mediche all’estero, Spese mediche specialistiche, Franchigia spese sanitarie, Spese mediche oltre 15.493 euro e Spese mediche per patologie esenti.

  • Art. 46 Imp. Reg. – rendite e pensioni

    Art. 46 Imp. Reg. – rendite e pensioni

    Art. 46 Imp. Reg. – Rendite e pensioni

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – testo aggiornato

    1. Per la costituzione di rendite la base imponibile è costituita dalla somma pagata o dal valore dei beni ceduti dal beneficiario ovvero, se maggiore, dal valore della rendita; per la costituzione di pensioni la base imponibile è costituita dal valore della pensione.

    2. Il valore della rendita o pensione è costituito: a) da quaranta volte dell’annualità se si tratta di rendita perpetua o a tempo indeterminato; b) dal valore attuale dell’annualità, calcolato al saggio legale di interesse, […] se si tratta di rendita o pensione a tempo determinato; c) dall’ammontare che si ottiene moltiplicando l’annualità per il coefficiente indicato nel prospetto allegato al presente testo unico, applicabile in relazione all’età della persona alla cui morte deve cessare, se si tratta di rendita o pensione vitalizia.

    3. Il valore della rendita o pensione costituita congiuntamente a favore di più persone, che debba cessare con la morte di una qualsiasi di esse, è determinato a norma della lettera c) del comma 2 tenendo conto dell’età del meno giovane dei beneficiari. Se la rendita o pensione è costituita congiuntamente a favore di più persone con diritto di accrescimento tra loro, il valore è determinato tenendo conto dell’età del più giovane dei beneficiari.

    4. La rendita o pensione a tempo determinato, con clausola di cessazione per effetto della morte del beneficiario prima della scadenza, è valutata nei modi previsti dalla lettera b) del comma 2, ma il suo valore non può superare quello determinato nei modi previsti dalla successiva lettera c) con riferimento alla durata massima della rendita o pensione.

    5. Le disposizioni dei commi 3 e 4 si applicano con riferimento alla persona alla cui morte deve cessare la corresponsione della rendita o della pensione se tale persona è diversa dal beneficiario. 5 bis. Il prospetto dei coefficienti allegato al presente testo unico e il valore del multiplo dell’annualità indicato al comma 2, lettera a), sono variati in ragione della modificazione della misura del saggio legale degli interessi, con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, da pub- blicare nella Gazzetta Ufficiale non oltre il 31 dicembre dell’anno in cui detta modifica è intervenuta. Le variazioni di cui al primo periodo si applicano agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate e a quelle non autenticate presentate per la registrazione a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui è pubblicato il decreto di variazione. 5 ter. Ai fini della determinazione dei valori di cui ai commi 2 e 5-bis, non può essere assunto un saggio legale d’interesse inferiore al 2,5 per cento.

  • Art. 45 Imp. Reg. – Concessioni e atti con amministrazioni dello Stato

    Art. 45 Imp. Reg. – Concessioni e atti con amministrazioni dello Stato

    Art. 45 Imp. Reg. – Concessioni e atti con amministrazioni dello Stato

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – testo aggiornato

    1. Per gli atti concernenti le concessioni di cui all’art. 5 della parte prima della tariffa, nonché per gli atti portanti trasferimento di beni immobili o diritti reali immobiliari da o ad amministrazioni dello Stato, compresi gli organi dotati di personalità giuridica, con valore determinato dall’ufficio tecnico erariale in base a disposizioni di legge, la base imponibile è costituita rispettivamente dall’ammontare del canone ovvero da quello del corrispettivo pattuito.

  • Art. 44 Imp. Reg. – espropriazione forzata e trasferimenti

    Art. 44 Imp. Reg. – espropriazione forzata e trasferimenti

    Art. 44 Imp. Reg. – Espropriazione forzata e trasferimenti coattivi

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – testo aggiornato

    1. Per la vendita di beni mobili e immobili fatta in sede di espropriazione forzata ovvero all’asta pubblica e per i contratti stipulati o aggiudicati in seguito a pubblico incanto la base imponibile è costituita dal prezzo di aggiudicazione, diminuito, nell’ipotesi prevista dall’art. 587 del codice di procedura civile, della parte già assoggettata all’imposta.

    2. Per l’espropriazione per pubblica utilità e per ogni altro atto della pubblica autorità traslativo o costitutivo della proprietà di beni mobili o immobili o di aziende e di diritti reali sugli stessi la base imponibile è costituita dall’ammontare definitivo dell’indennizzo. In caso di trasferimento volontario all’espropriante nell’ambito della procedura espropriativa la base imponibile è costituita dal prezzo.

  • CCNL Aziende Termali: tredicesima, quattordicesima e premi

    CCNL Aziende Termali

    Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Aziende Termali

    Il CCNL Aziende Termali garantisce ai lavoratori 14 mensilità: oltre alle 12 ordinarie, la tredicesima di Natale e la quattordicesima di giugno (art. 37 del testo CCNL). Il rinnovo 2024 ha rafforzato le tutele per la maturazione di queste mensilità in caso di assenza per maternità e paternità.

    In sintesi

    Il CCNL Terme prevede 14 mensilità: la tredicesima a Natale e la quattordicesima con la retribuzione di giugno (salvo diversa pattuizione aziendale), entrambe pari alla retribuzione mensile di fatto (173,33 ore). Maturano in dodicesimi, per mesi interi di servizio: la frazione di mese oltre 15 giorni vale come mese intero. Il rinnovo 2024 prevede l’integrazione fino al 100% della retribuzione ai fini della quattordicesima durante il congedo obbligatorio di maternità e il congedo di paternità.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federterme Confindustria · Filcams-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
    Mensilità aggiuntive
    14ª (giugno) + 13ª (Natale)
    Maturazione
    1/12 per ogni mese (frazioni >15 gg = mese intero)
    Novità 2024
    integrazione fino al 100% ai fini della 14ª in congedo obbligatorio di maternità e in congedo di paternità

    Tabella riepilogativa

    Mensilità aggiuntive nel CCNL Aziende Termali
    Mensilità Periodo erogazione Base di calcolo Maturazione
    Tredicesima Natale (di norma con la retribuzione di dicembre) Retribuzione mensile di fatto (173,33 ore) 1/12 per ogni mese intero di servizio nell’anno (gen-dic)
    Quattordicesima Giugno (con la retribuzione di giugno, salvo diversa pattuizione aziendale) Retribuzione mensile di fatto (173,33 ore) 1/12 per ogni mese intero di servizio nell’anno (art. 37)

    La base di calcolo è la retribuzione mensile di fatto percepita dal lavoratore (173,33 ore), non il solo minimo tabellare: tiene conto di ciò che il lavoratore prende davvero ogni mese, ad esempio scatti di anzianità e superminimi. L’art. 37 non elenca le singole voci; per un superminimo assorbibile conta quanto scritto nella lettera di assunzione o negli accordi aziendali.

    La tredicesima: come funziona

    La tredicesima mensilità (o gratifica natalizia) è erogata dal datore di lavoro «in occasione del Natale» e vale la retribuzione mensile di fatto percepita dal lavoratore (173,33 ore). Chi ha lavorato tutto l’anno la riceve intera; in caso di inizio o cessazione del rapporto in corso d’anno spettano tanti dodicesimi quanti sono i mesi interi di servizio.

    Per i lavoratori a tempo determinato la frazione di mese non si arrotonda: l’art. 37 prevede che la retribuzione differita (13ª e 14ª) spettante in frazione di mese si paghi a quote giornaliere (26esimi) rapportate alla presenza effettiva. Per i periodi di assenza non retribuita l’art. 37 non dice nulla di esplicito: la lettura prudente è che i mesi non lavorati non generino rateo, ma conviene chiederlo per iscritto all’ufficio paghe.

    La quattordicesima: la specificità del termale

    La quattordicesima mensilità è erogata con la retribuzione di giugno, «salvo diversa pattuizione a livello aziendale», e vale anch’essa la retribuzione mensile di fatto (173,33 ore). Non è quindi una mensilità di luglio: se in busta paga la trovi a luglio, controlla se esiste un accordo aziendale che la sposta.

    La quattordicesima matura in dodicesimi, come la tredicesima: in caso di inizio o cessazione del rapporto in corso d’anno spettano tanti dodicesimi quanti sono i mesi interi di servizio, con la frazione oltre i 15 giorni computata come mese intero. L’art. 37 non indica un periodo di maturazione diverso dall’anno: per un assunto a metà anno il calcolo esatto dei dodicesimi va chiesto all’ufficio paghe.

    Novità del rinnovo 2024 (accordo dell’8 ottobre 2024): per la quattordicesima maturata durante il congedo obbligatorio di maternità e il congedo di paternità (obbligatorio e facoltativo) è prevista l’integrazione fino al 100% della retribuzione. Durante il congedo parentale maturano i ratei di ferie, ex festività e tredicesima; per la quattordicesima in congedo parentale la decorrenza indicata dalle sintesi del rinnovo è il 1° dicembre 2027 (sintesi del rinnovo). Il testo integrale del 2024 non è consultabile liberamente: per il caso concreto fa fede il contratto depositato.

    Premi di risultato: contrattazione di secondo livello

    Il CCNL Aziende Termali non fissa un importo nazionale di premio di risultato: l’art. 39 rinvia a una contrattazione aziendale a contenuto economico, con erogazioni correlate a risultati concordati (produttività, qualità, competitività, redditività) e non utili ai fini di alcun istituto legale o contrattuale. Possono essere legati a indicatori come:

    • Presenze dei curisti e tasso di occupazione della struttura;
    • Fatturato o margine operativo dell’azienda termale;
    • Soddisfazione dei clienti (rilevata con questionari);
    • Riduzione delle assenze e degli infortuni.

    I premi di risultato introdotti tramite contrattazione aziendale possono beneficiare dell’imposta sostitutiva agevolata: per il 2026 e il 2027 la legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 8-9) la porta all’1% sui premi fino a 5.000 euro annui, per i lavoratori con reddito da lavoro dipendente fino a 80.000 euro nell’anno precedente (sintesi della norma). Per i soli lavoratori a termine assunti per la stagione termale l’art. 38 del CCNL prevede inoltre un premio di fine stagione, pagato con il TFR: 8,52 euro per ogni mese di rapporto ai livelli 1°, 2° e 3°; 5,68 euro per ogni mese ai livelli 4° S, 4°, 5° e 6° (frazioni di mese a 26esimi sulla presenza effettiva). Non è utile per gli istituti legali e contrattuali né per il TFR e viene assorbito fino a concorrenza dai benefici di analoga natura previsti da accordi aziendali.

    Casi pratici

    Tizio — Stagionale, rateo quattordicesima
    Tizio è assunto a termine dal 1° aprile al 31 ottobre (7 mesi interi). Alla cessazione ha diritto a 7/12 della tredicesima e a 7/12 della quattordicesima, ciascuna calcolata sulla retribuzione mensile di fatto (173,33 ore). Se il contratto finisse il 20 ottobre, i 20 giorni di ottobre si pagherebbero a 26esimi sulla presenza effettiva (art. 37, lavoratori a termine). Se la quattordicesima gli viene già pagata a giugno in quota, a ottobre si conguagliano i dodicesimi mancanti: l’art. 37 non dice come, quindi il cedolino va confrontato con l’ufficio paghe.
    Caia — Tredicesima ridotta per assenza non retribuita
    Caia è a tempo indeterminato ma ha preso 3 mesi di aspettativa non retribuita (luglio-settembre). La sua tredicesima di dicembre sarà verosimilmente ridotta a 9/12 (12 mesi – 3 non retribuiti): l’art. 37 conta i mesi interi di servizio prestato e non regola espressamente l’aspettativa, quindi la riduzione va confermata con l’azienda.
    Sempronio — Premio aziendale in struttura con accordo
    Sempronio lavora in uno stabilimento termale che ha siglato un accordo aziendale con le rappresentanze sindacali. L’accordo prevede un premio annuale fino a 800 euro se il fatturato supera una soglia stabilita. Se rispetta i requisiti di legge (reddito da lavoro dipendente fino a 80.000 euro nell’anno precedente), nel 2026 il premio è tassato con l’imposta sostitutiva dell’1% anziché con l’IRPEF ordinaria.

    Domande frequenti

    Quando viene pagata la quattordicesima nel CCNL Terme?
    Con la retribuzione di giugno, salvo diversa pattuizione aziendale (art. 37). È pari alla retribuzione mensile di fatto (173,33 ore) e matura in dodicesimi.
    Come si calcola il rateo di tredicesima per un lavoratore stagionale?
    1/12 della tredicesima per ogni mese intero di servizio, con la frazione oltre i 15 giorni computata come mese intero; per i contratti a termine le frazioni di mese si pagano a 26esimi sulla presenza effettiva. I ratei maturati vengono liquidati alla cessazione del contratto.
    La quattordicesima si perde se si è in malattia a luglio?
    L’art. 37 non prevede riduzioni per la malattia. Durante il periodo di conservazione del posto (10 mesi in un biennio, art. 44) l’anzianità è riconosciuta a tutti gli effetti, quindi i ratei maturati non si perdono; per il rateo del mese in cui si è assenti conviene verificare con l’ufficio paghe.
    Cosa sono i premi di risultato nel settore termale?
    Sono erogazioni variabili introdotte dalla contrattazione di secondo livello (aziendale), non dal CCNL nazionale. La loro misura dipende dagli obiettivi concordati: fatturato, presenze, qualità. Possono beneficiare dell’imposta sostitutiva agevolata (1% nel 2026 e 2027, entro 5.000 euro).
    La quattordicesima deve essere pagata anche ai lavoratori part-time?
    Sì, proporzionalmente all’orario ridotto. Si calcola sulla retribuzione mensile effettiva del contratto part-time.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, congedi e tutele parentali e malattia, comporto e infortunio.

    Guida a finalità divulgativa, aggiornata al rinnovo del CCNL Aziende Termali dell’8 ottobre 2024 (vigenza 1° ottobre 2024 – 31 dicembre 2027). Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, le sigle sindacali (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 43 Imp. Reg. – base imponibile

    Art. 43 Imp. Reg. – base imponibile

    Art. 43 Imp. Reg. – Base imponibile

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – testo aggiornato

    1. La base imponibile, salvo quanto disposto negli articoli seguenti, è costituita: a) per i contratti a titolo oneroso traslativi o costitutivi di diritti reali dal valore del bene o del diritto alla data dell’atto ovvero, per gli atti sottoposti a condizione sospensiva, ad approvazione o ad omologazione, alla data in cui si producono i relativi effetti traslativi o costitutivi. b) per le permute, salvo il disposto del comma 2 dell’art. 40, dal valore del bene che dà luogo all’applicazione della maggiore imposta; c) per i contratti che importano l’assunzione di una obbligazione di fare in corrispettivo della cessione di un bene o dell’assunzione di altra obbligazione di fare, dal valore del bene ceduto o della prestazione che dà luogo all’applicazione della maggiore imposta, salvo il disposto del comma 2 dell’art. 40; d) per le cessioni di contratto, dal corrispettivo pattuito per la cessione e dal valore delle prestazioni ancora da eseguire; e) per gli atti portanti assunzione di una obbligazione che non costituisce corrispettivo di altra prestazione o portanti estinzione di una precedente obbligazione, dall’ammontare dell’obbligazione assunta o estinta e, se questa ha per oggetto un bene diverso dal denaro, dal valore del bene alla data dell’atto; f) per gli atti con i quali viene prestata garanzia reale o personale, dalla somma garantita; se la garanzia è prestata in denaro o in titoli, dalla somma di denaro o dal valore dei titoli, se inferiore alla somma garantita; g) (lettera abrogata) h) per i contratti diversi da quelli indicati nelle lettere precedenti, aventi per oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale, dall’ammontare dei corrispettivi in denaro pattuiti per l’intera durata del contratto; i) per i contratti relativi ad operazioni soggette e ad operazioni non soggette all’imposta sul valore aggiunto, dal valore delle cessioni e delle prestazioni non soggette a tale imposta.

    2. I debiti o gli altri oneri accollati e le obbligazioni estinte per effetto dell’atto concorrono a formare la base imponibile.

    3. I prezzi o i corrispettivi in valuta estera o in valuta oro sono ragguagliati al cambio del giorno della stipulazione dell’atto, sempreché le parti non abbiano stabilito nei loro rapporti altra data di ragguaglio.

    4. Le disposizioni del comma 1 valgono anche per gli atti dell’autorità giudiziaria, di cui all’art. 37, relativi agli atti indicati nel comma stesso e produttivi degli stessi effetti. 4 bis. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano per le cessioni aventi ad oggetto immobili a uso abitativo e relative pertinenze, la cui base imponibile è determinata ai sensi dell’articolo 1, comma 497, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

  • Art. 121 L. 689/1981 – Modifica dell’ articolo 33 del codice penale in materia di condanna per delitto colposo

    Art. 121 L. 689/1981 – Modifica dell’ articolo 33 del codice penale in materia di condanna per delitto colposo

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    Il primo comma dell'articolo 33 del codice penale è sostituito dal seguente: "Le disposizioni dell'articolo 29 e del secondo capoverso dell'articolo 32 non si applicano nel caso di condanna per delitto colposo".

  • Art. 42 Imp. Reg. – Imposta principale, suppletiva e complementare

    Art. 42 Imp. Reg. – Imposta principale, suppletiva e complementare

    Art. 42 Imp. Reg. – Imposta principale, suppletiva e complementare

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – testo aggiornato

    1. È principale l’imposta applicata al momento della registrazione e quella richiesta dall’ufficio se diretta a correggere errori od omissioni effettuati in sede di autoliquidazione […]; è suppletiva l’imposta applicata successivamente se diretta a correggere errori od omissioni dell’ufficio; è complementare l’imposta applicata in ogni altro caso.

    2. L’imposta applicabile, ai sensi degli articoli precedenti, sugli atti non presentati per la registrazione o in aggiunta a quella assolta all’atto della registrazione è riscossa dall’ufficio nei modi e nei termini indicati nel titolo quinto.

  • CCNL Lapidei ed Escavazione: tredicesima e premi di risultato

    CCNL Lapidei ed Escavazione (Marmo)

    CCNL Lapidei ed Escavazione: tredicesima, premi di risultato e mensilità aggiuntive

    La tredicesima mensilità è il diritto più conosciuto dei lavoratori dipendenti italiani, ma spesso le regole di calcolo per chi è assunto a metà anno o cessa prima di dicembre non sono chiare. Questa guida illustra come si calcola la tredicesima nel CCNL Lapidei Industria e come funzionano i premi di risultato nel settore.

    In sintesi

    Il CCNL Lapidei Industria prevede la tredicesima mensilità, erogata entro il 20 dicembre, pari a una mensilità della retribuzione globale di fatto. Il premio di risultato è demandato alla contrattazione aziendale di secondo livello. Non è prevista una quattordicesima generalizzata. La componente welfare una tantum 2025 (1.000 €) non concorre al TFR né alla tredicesima.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie (datoriali)
    Confindustria Marmomacchine · Anepla
    Parti firmatarie (sindacali)
    Fillea-CGIL · Filca-CISL · Feneal-UIL
    Vigenza
    1° aprile 2025 – 31 marzo 2028
    Erogazione tredicesima
    Entro il 20 dicembre di ogni anno
    Premio di risultato
    Demandato alla contrattazione aziendale

    La tredicesima mensilità: base di calcolo e scadenza

    Il CCNL Lapidei Industria prevede l’erogazione della tredicesima mensilità entro il 20 dicembre di ogni anno. La base di calcolo è la retribuzione globale di fatto, composta dalle voci fisse della busta paga:

    • Paga base tabellare;
    • Indennità di contingenza;
    • EDR (Elemento Distinto della Retribuzione: 10,33 € mensili);
    • Scatti biennali di anzianità maturati;
    • Superminimi contrattuali e individuali (ove non assorbibili).

    Sono escluse dalla base di calcolo della tredicesima: le maggiorazioni per straordinario, le indennità variabili di turno (salvo accordo integrativo), l’indennità sostitutiva del preavviso e la componente welfare una tantum introdotta dal rinnovo 2025.

    Maturazione proporzionale e calcolo per assunzioni o cessazioni nel corso dell’anno

    La tredicesima matura mensilmente: per ogni mese di effettivo servizio (o frazione superiore a 15 giorni) matura 1/12 del valore annuo. Il calcolo è automatico per il datore e deve essere riportato nella busta paga di dicembre. Esempi:

    • Un lavoratore assunto il 1° luglio e presente fino al 31 dicembre matura 6/12 della tredicesima;
    • Un lavoratore che cessa il rapporto il 30 settembre riceve nella liquidazione finale 9/12 della tredicesima maturata dall’1 gennaio;
    • Un lavoratore con l’intero anno di servizio riceve la tredicesima intera entro il 20 dicembre.

    Le assenze che non interrompono la maturazione (equiparate a servizio effettivo) comprendono: ferie, malattia nei limiti del comporto, maternità obbligatoria, infortunio sul lavoro, congedo di paternità obbligatorio, ROL e permessi retribuiti. Le assenze non retribuite prolungate (es. aspettativa non retribuita) sospendono la maturazione.

    La quattordicesima: esiste nel CCNL Lapidei Industria?

    A differenza di alcuni CCNL del settore commercio, turismo e artigianato, il CCNL Lapidei Industria non prevede una quattordicesima mensilità contrattuale generalizzata. I lavoratori del settore percepiscono pertanto 13 mensilità complessive (le 12 mensili ordinarie più la tredicesima di dicembre).

    Fanno eccezione le aziende che, in forza di contrattazione aziendale di secondo livello o di uso aziendale consolidato, riconoscono una quattordicesima o un premio individuale di giugno. In questi casi l’istituto è fonte contrattuale aziendale, non CCNL di categoria, e pertanto non è generalizzabile a tutto il settore.

    Il premio di risultato (PDR) e la contrattazione di secondo livello

    Il CCNL Lapidei Industria demanda la disciplina del premio di risultato (PDR) alla contrattazione collettiva aziendale o territoriale di secondo livello. Il PDR è parametrato a indicatori di produttività, redditività, qualità o efficienza concordati tra le parti aziendali. Nelle imprese prive di RSU/RSA, le organizzazioni sindacali territoriali (Fillea-CGIL, Filca-CISL, Feneal-UIL) possono negoziare accordi territoriali di settore.

    Il rinnovo del giugno-luglio 2025 ha confermato il rinvio alla contrattazione aziendale per il PDR e ha introdotto la componente welfare una tantum di 1.000 € (quattro rate da 250 € in luglio 2025, novembre 2025, luglio 2026, novembre 2026), non computabile nella base TFR e non soggetta a contribuzione previdenziale nei limiti di legge.

    Detassazione dei premi di risultato

    I premi di risultato corrisposti in esecuzione di contratti collettivi aziendali o territoriali depositati telematicamente al Ministero del Lavoro beneficiano, nel 2026 e nel 2027, di imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 € l’anno (in luogo dell’IRPEF ordinaria). Il beneficio si applica a condizione che:

    • Il reddito da lavoro dipendente del lavoratore nell’anno precedente non superi 80.000 € lordi;
    • Il PDR non ecceda i 5.000 € lordi annui nel 2026 e nel 2027 (art. 1, c. 182, l. 208/2015, come modificato dalla legge di bilancio 2026);
    • Il contratto aziendale/territoriale sia depositato prima dell’erogazione del premio.

    Il lavoratore può rinunciare per iscritto all’imposta sostitutiva e chiedere la tassazione ordinaria, ma con l’aliquota dell’1% non conviene quasi mai.

    Tabella riepilogativa

    Tredicesima, premi e mensilità aggiuntive – CCNL Lapidei Industria
    Istituto Fonte Importo / modalità Scadenza/note
    Tredicesima mensilità CCNL 1 mensilità retrib. globale di fatto (matura 1/12 al mese) Entro 20 dicembre; proporzionale per assunzioni/cessazioni
    Quattordicesima Contrattazione aziendale (ove presente) Variabile (accordo aziendale o uso) Non prevista dal CCNL nazionale
    Premio di risultato (PDR) Contrattazione aziendale/territoriale Parametrico a produttività/qualità Imposta sostitutiva 1% fino a 5.000 € nel 2026-2027 (l. 208/2015)
    Una tantum welfare 2025-2026 Rinnovo CCNL giugno 2025 1.000 € in 4 rate da 250 € Luglio 2025, nov. 2025, lug. 2026, nov. 2026; non base TFR

    La tredicesima concorre alla base di calcolo del TFR (art. 2120 c.c.), mentre la componente welfare una tantum 2025 ne è esclusa. I superminimi individuali non assorbibili rientrano nella base di calcolo della tredicesima salvo diverso accordo.

    Casi pratici

    Tizio – Operaio di cave con 5 scatti di anzianità
    Tizio (livello C, paga base + contingenza + EDR = 2.111,34 €) ha maturato 5 scatti biennali da 8,82 € = 44,10 € di scatti. La sua retribuzione globale di fatto è 2.111,34 + 44,10 = 2.155,44 €. La tredicesima annua è esattamente 2.155,44 € lordi, erogata entro il 20 dicembre. Ai fini del TFR, il calcolo comprende anche questa voce: retribuzione annua = (2.155,44 × 12) + 2.155,44 = 25.865,28 + 2.155,44 = 28.020,72 €, diviso 13,5 = quota TFR annua di circa 2.075 €.
    Caia – Assunta ad aprile, calcolo tredicesima proporzionale
    Caia è stata assunta il 2 aprile 2025 (livello B, retribuzione globale di fatto 2.277,09 €). Lavora fino al 31 dicembre 2025 = 9 mesi interi. La sua tredicesima 2025 è: 2.277,09 × 9/12 = 1.707,82 € lordi, erogata nella busta paga di dicembre. Nell’ipotesi in cui Caia riceva anche la rata di una tantum welfare di novembre (250 €), questa non è sommata alla tredicesima e non entra nella base TFR.
    Sempronio – Premio di risultato aziendale in azienda con accordo
    Sempronio lavora in un’azienda di lavorazione del granito (livello A, reddito da lavoro dell’anno precedente 38.000 €) che ha depositato al Ministero del Lavoro un accordo aziendale PDR entro la scadenza prevista. Il PDR concordato è pari al 4% della retribuzione fissa per obiettivi di produzione raggiunti. Sempronio percepisce 2.679,37 × 12 × 4% = circa 1.286 € di PDR. L’intero importo (inferiore a 5.000 €) beneficia dell’imposta sostitutiva dell’1%: circa 13 € invece dell’IRPEF ordinaria.

    Domande frequenti

    Quando viene pagata la tredicesima nel CCNL Lapidei?
    La tredicesima deve essere erogata entro il 20 dicembre di ogni anno. È pari a una mensilità della retribuzione globale di fatto (paga base + contingenza + EDR + scatti biennali).
    Come si calcola la tredicesima se sono stato assunto a luglio?
    Matura 1/12 per ogni mese di servizio (o frazione > 15 giorni). Un assunto il 1° luglio matura 6/12 della tredicesima = metà del valore annuo, ricevuti nella busta paga di dicembre.
    Esiste la quattordicesima nel CCNL Lapidei Industria?
    No, il CCNL nazionale Lapidei Industria non prevede una quattordicesima generalizzata. Può esistere in alcune aziende per uso aziendale o accordo integrativo, ma non è un diritto universale di categoria.
    Il premio di risultato è tassato meno della busta paga ordinaria?
    Sì, se corrisposto in attuazione di un contratto aziendale o territoriale depositato al Ministero del Lavoro, nel 2026 e nel 2027 il PDR beneficia dell’imposta sostitutiva dell’1% (fino a 5.000 € per redditi fino a 80.000 €/anno).
    L’una tantum welfare 2025 si somma alla tredicesima?
    No. Le 4 rate da 250 € di welfare una tantum (luglio 2025, novembre 2025, luglio 2026, novembre 2026) sono voci distinte, non monetizzabili in busta paga ordinaria e non rientrano nella base di calcolo della tredicesima né del TFR.

    Fonti: Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e malattia e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Lapidei ed Escavazione Industria (rinnovo luglio 2025) e alle disposizioni di legge vigenti (art. 2120 c.c., l. 208/2015). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Fillea-CGIL, Filca-CISL, Feneal-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 41 Imp. Reg. – liquidazione dell’imposta

    Art. 41 Imp. Reg. – liquidazione dell’imposta

    Art. 41 Imp. Reg. – Liquidazione dell’imposta

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – testo aggiornato

    1. L’imposta, per gli atti diversi da quelli giudiziari di cui all’articolo 37 nonchè da quelli per i quali opera l’istituto della registrazione a debito di cui all’articolo 59, è liquidata dai soggetti obbligati al pagamento mediante l’applicazione dell’aliquota indicata nella tariffa alla base imponibile, determinata secondo le disposizioni del titolo IV, con arrotondamento all’unità di euro per difetto se la frazione è inferiore a 50 centesimi e per eccesso se non inferiore.

    2. L’ammontare dell’imposta principale non può essere in nessun caso inferiore alla misura fissa indicata nell’articolo 11 della tariffa, parte prima, salvo quanto disposto dagli articoli 5 e 7 della tariffa stessa. 2 bis. L’ufficio, per gli atti per i quali non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3-ter del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 463, anche avvalendosi di procedure automatizzate, controlla, sulla base degli elementi desumibili dall’atto, la regolarità dell’autoliquidazione delle imposte e tasse effettuata dal contribuente nonchè la regolarità dei versamenti. Nel caso in cui risulti dovuta una maggiore imposta, l’ufficio notifica apposito avviso di liquidazione al contribuente con l’invito a effettuare, entro il termine di sessanta giorni, il pagamento per l’integrazione dell’imposta versata nonchè della sanzione amministrativa di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e degli interessi di mora decorrenti dalla data in cui l’imposta medesima avrebbe dovuto essere pagata. Se il pagamento è effettuato entro il termine indicato, l’ammontare della sanzione amministrativa dovuta è ridotto a un terzo.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.