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Testo dell'articoloVigente
Art. 93 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Definizione di controllo
In vigore dal 01/07/1998
1. Nella presenta parte sono considerate imprese controllate, oltre a quelle indicate nell’ articolo 2359, primo comma, numeri 1 e 2, del codice civile , anche: a) le imprese, italiane o estere, su cui un soggetto ha il diritto, in virtù di un contratto o di una clausola statutaria, di esercitare un’influenza dominante, quando la legge applicabile consenta tali contratti o clausole; b) le imprese, italiane o estere, su cui un socio, in base ad accordi con altri soci, dispone da solo di voti sufficienti a esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria.
2. Ai fini del comma 1 si considerano anche i diritti spettanti a società controllate o esercitati per il tramite di fiduciari o di interposte persone; non si considerano quelli spettanti per conto di terzi.
In sintesi
Indice dei contenuti
Una nozione estesa di controllo per la disciplina degli emittenti
L’art. 93 TUF introduce, ai fini della Parte IV del TUF (emittenti quotati), una nozione di controllo più ampia di quella civilistica di cui all’art. 2359, commi 1-2, del codice civile. Mentre il codice civile si focalizza sul controllo di diritto (maggioranza dei diritti di voto) e di fatto (influenza dominante nell’assemblea ordinaria), il TUF estende la nozione ad altri meccanismi di controllo tipici delle strutture societarie moderne.
Il controllo contrattuale
La lettera a) del comma 1 qualifica come controllate le imprese su cui un soggetto ha il diritto, in virtù di un contratto o di una clausola statutaria, di esercitare un’influenza dominante, quando la legge applicabile consenta tali contratti o clausole. Questa fattispecie, tipica degli ordinamenti tedeschi e nordeuropei con i Beherrschungsverträge (contratti di dominio), non trovava piena copertura nell’art. 2359 cc. La sua inclusione nella nozione TUF risponde alla necessità di catturare realtà di controllo che, pur non manifestandosi attraverso la detenzione della maggioranza azionaria, producono gli stessi effetti di dipendenza della controllata dalla controllante.
Il controllo da accordi tra soci
La lettera b) qualifica come controllate le imprese in cui un socio, in base ad accordi con altri soci, dispone da solo della maggioranza dei diritti di voto. Questa fattispecie, spesso denominata «controllo contrattuale da patto parasociale», cattura le situazioni in cui la maggioranza assembleare è garantita non dalla detenzione della maggioranza delle azioni, ma da accordi di voto con altri soci (sindacati di voto). Dal punto di vista della dipendenza effettiva della società, questa situazione è equivalente al controllo di diritto.
Rilevanza pratica nella disciplina OPA e partecipazioni rilevanti
La nozione estesa di controllo dell’art. 93 TUF rileva in numerosi contesti della Parte IV: nella disciplina delle OPA obbligatorie (art. 106 TUF, dove il calcolo della partecipazione del 30% tiene conto anche del controllo indiretto), nella comunicazione delle partecipazioni rilevanti (art. 120 TUF), e nella disciplina dei patti parasociali (art. 122 TUF). Tizio, ad esempio, che detiene il 25% di Delta Quotata ma controlla altri soci con cui ha un accordo di voto che gli garantisce il 51%, sarà considerato «controllante» ai fini del TUF.
Prassi dell'Agenzia delle Entrate
Regolamento
Casi pratici
Caso 1: Controllo per influenza dominante contrattuale
La Alfa S.p.A., quotata su Euronext Milan, sottoscrive con la Beta S.r.l. un contratto pluriennale di fornitura esclusiva che assegna ad Alfa il diritto di approvare il piano industriale di Beta, nominare il direttore commerciale e imporre obiettivi di produzione vincolanti. Tizio, presidente di Alfa, è convinto che, non possedendo Alfa partecipazioni in Beta, non vi siano obblighi di consolidamento e di disclosure verso il mercato.
Soluzione: l'art. 93, comma 1, lett. a), TUF qualifica come controllata l'impresa su cui un soggetto, in virtù di un contratto o di una clausola statutaria, ha il diritto di esercitare un'influenza dominante, ove la legge applicabile lo consenta. Alfa dovrà quindi includere Beta nel perimetro di consolidamento ai fini Parte IV TUF, con conseguenti obblighi informativi e di trasparenza nei confronti del mercato e della Consob.
Caso 2: Patto parasociale che attribuisce influenza dominante
Tizio detiene il 30% della Gamma S.p.A., quotata; Caio detiene il 25%. I due sottoscrivono un patto parasociale con cui Caio si obbliga a votare nell'assemblea ordinaria conformemente alle indicazioni di Tizio per cinque anni. La somma dei diritti di voto consente a Tizio di nominare la maggioranza del consiglio di amministrazione. Tizio ritiene di non dover effettuare alcuna comunicazione ulteriore oltre a quella prevista per il patto.
Soluzione: l'art. 93, comma 1, lett. b), TUF qualifica come controllata l'impresa in cui un socio, in base ad accordi con altri soci, dispone da solo di voti sufficienti a esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria. Tizio è quindi titolare di controllo ai sensi del TUF, con conseguenti obblighi di disclosure (artt. 120 e ss.), eventuali soglie OPA (art. 106) e applicazione delle regole sulle operazioni con parti correlate.
Caso 3: Diritti esercitati tramite fiduciaria
Sempronio detiene formalmente solo il 15% della Delta S.p.A., quotata; un ulteriore 40% è intestato a una società fiduciaria che esercita i diritti di voto secondo le istruzioni di Sempronio in forza di un mandato fiduciario. Sempronio sostiene di non dover essere considerato controllante, perché le azioni in fiduciaria non sono formalmente sue.
Soluzione: l'art. 93, comma 2, TUF prevede che, ai fini della nozione di controllo, si considerino anche i diritti esercitati per il tramite di fiduciari o interposte persone. La somma delle partecipazioni qualifica Sempronio come controllante e impone l'applicazione degli obblighi di trasparenza e, ricorrendo i presupposti, dell'OPA totalitaria ex art. 106 TUF.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra la definizione di controllo del codice civile e quella dell’art. 93 TUF?
Il codice civile (art. 2359) considera il controllo di diritto (maggioranza dei voti) e di fatto (influenza dominante in assemblea). L’art. 93 TUF aggiunge il controllo contrattuale (basato su contratti o clausole statutarie) e il controllo da accordi di voto con altri soci.
Un patto parasociale che garantisce la maggioranza dei voti in assemblea configura «controllo» ai sensi del TUF?
Sì. L’art. 93, comma 1, lett. b) TUF qualifica come controllata la società in cui un socio, in base ad accordi con altri soci, dispone da solo della maggioranza dei diritti di voto. Il patto parasociale che produce questo effetto rientra nella definizione.
La nozione estesa di controllo dell’art. 93 TUF si applica anche per il calcolo della soglia OPA?
Sì, la nozione di controllo dell’art. 93 TUF rileva nell’intera Parte IV, compresa la disciplina delle OPA obbligatorie. Le partecipazioni e i diritti di voto detenuti indirettamente attraverso società controllate si sommano a quelli diretti per il calcolo delle soglie rilevanti.