Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 73 Cod. Amb. – finalita

D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

1. Le disposizioni di cui alla presente sezione definiscono la disciplina generale per la tutela delle acque superficiali, marine e sotterranee perseguendo i seguenti obiettivi: a) prevenire e ridurre l’inquinamento e attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati; b) conseguire il miglioramento dello stato delle acque ed adeguate protezioni di quelle destinate a particolari usi; c) perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili; d) mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonché la capacità di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate; e) mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità contribuendo quindi a: 1) garantire una fornitura sufficiente di acque superficiali e sotterranee di buona qualità per un utilizzo idrico sostenibile, equilibrato ed equo; 2) ridurre in modo significativo l’inquinamento delle acque sotterranee; 3) proteggere le acque territoriali e marine e realizzare gli obiettivi degliaccordi internazionali in materia, compresi quelli miranti a impedire ed eliminare l’inquinamento dell’ambiente marino, allo scopo di arrestare o eliminare gradualmente gli scarichi, le emissioni e le perdite di sostanze pericolose prioritarie al fine ultimo di pervenire a concentrazioni, nell’ambiente marino, vicine ai valori del fondo naturale per le sostanze presenti in natura e vicine allo zero per le sostanze sintetiche antropogeniche; f) impedire un ulteriore deterioramento, proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici, degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici sotto il profilo del fabbisogno idrico.

2. Il raggiungimento degli obiettivi indicati al comma 1 si realizza attraverso i seguenti strumenti: a) l’individuazione di obiettivi di qualità ambientale e per specifica destinazione dei corpi idrici; b) la tutela integrata degli aspetti qualitativi e quantitativi nell’ambito di ciascun distretto idrografico ed un adeguato sistema di controlli e di sanzioni; c) il rispetto dei valori limite agli scarichi fissati dallo Stato, nonché la definizione di valori limite in relazione agli obiettivi di qualità del corpo recettore; d) l’adeguamento dei sistemi di fognatura, collettamento e depurazione degli scarichi idrici, nell’ambito del servizio idrico integrato; e) l’individuazione di misure per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento nelle zone vulnerabili e nelle aree sensibili; f) l’individuazione di misure tese alla conservazione, al risparmio, al riutilizzo ed al riciclo delle risorse idriche; g) l’adozione di misure per la graduale riduzione degli scarichi, delle emissioni e di ogni altra fonte di inquinamento diffuso contenente sostanze pericolose o per la graduale eliminazione degli stessi allorché contenenti sostanze pericolose prioritarie, contribuendo a raggiungere nell’ambiente marino concentrazioni vicine ai valori del fondo naturale per le sostanze presenti in natura e vicine allo zero per le sostanze sintetiche antropogeniche; h) l’adozione delle misure volte al controllo degli scarichi e delle emissioni nelle acque superficiali secondo un approccio combinato.

3. Il perseguimento delle finalità e l’utilizzo degli strumenti di cui ai commi 1 e 2, nell’ambito delle risorse finanziarie previste dalla legislazione vigente, contribuiscono a proteggere le acque territoriali e marine e a realizzare gli obiettivi degli accordi internazionali in materia.

In sintesi

  • L'articolo apre la Sezione II sulla tutela delle acque dall'inquinamento.
  • Persegue obiettivi di prevenzione, riduzione dell'inquinamento e raggiungimento del buono stato dei corpi idrici.
  • Garantisce un uso sostenibile della risorsa e la protezione di acque potabili e balneabili.
  • Combina strumenti regolatori, di pianificazione, economici e di sensibilizzazione.
  • È strumento di attuazione interna della direttiva quadro 2000/60/CE.
Indice dei contenuti

L'articolo apre la Sezione II dedicata alla tutela delle acque dall'inquinamento. Stabilisce gli obiettivi di prevenzione e riduzione dell'inquinamento, di risanamento dei corpi idrici, di miglioramento dello stato delle acque e di uso sostenibile della risorsa, in coerenza con la direttiva quadro 2000/60/CE.

Obiettivi della Sezione II

La tutela delle acque dall'inquinamento è strutturata attorno a cinque obiettivi: prevenire il deterioramento dei corpi idrici, conseguire il "buono stato" entro i termini fissati, ridurre la presenza di sostanze pericolose, garantire un uso sostenibile e proteggere acque destinate al consumo umano e alla balneazione. Tali obiettivi devono essere raggiunti con strumenti di pianificazione, misure regolatorie e azioni economiche.

Strumenti operativi

Si combinano misure di comando-e-controllo (autorizzazioni allo scarico, limiti tabellari) e misure di pianificazione (piano di gestione del distretto, piano di tutela regionale). Si aggiungono strumenti economici (tariffa idrica, canoni di concessione, contributi di bonifica) e azioni di sensibilizzazione.

Principi guida

I principi che orientano la disciplina sono quelli ambientali generali: precauzione, prevenzione, chi inquina paga, recupero alla fonte. Si aggiungono i principi di accesso equo alla risorsa idrica e di solidarietà tra usi diversi, soprattutto in contesti di scarsità.

Articolazione delle competenze

L'attuazione è ripartita tra Stato (indirizzi generali, standard di qualità, sanzioni penali), regioni (pianificazione di dettaglio, concessioni, autorizzazioni allo scarico), Autorità di bacino (pianificazione del distretto), enti locali e gestori del servizio idrico integrato. Le ARPA forniscono supporto tecnico.

Effetti per i destinatari delle norme

Le imprese che effettuano scarichi devono rispettare i limiti delle Tabelle 3 e 4 dell'Allegato 5 (oltre alle prescrizioni del provvedimento autorizzativo); i gestori del servizio idrico devono raggiungere gli standard di depurazione previsti dalla direttiva 91/271/CEE; i cittadini hanno diritto a un'acqua potabile conforme e a corpi idrici balneabili sicuri.

Strumenti economici e tariffari

La direttiva 2000/60/CE valorizza gli strumenti economici, in particolare il principio del recupero dei costi (full cost recovery) del servizio idrico. In Italia ARERA fissa il metodo tariffario integrato che deve coprire costi operativi, ammortamenti, oneri ambientali e della risorsa, oltre a remunerare il capitale investito. La tariffa diventa così leva di sostenibilità anche ambientale.

Servizio idrico integrato e tutela

Il raggiungimento degli obiettivi di tutela dipende in misura crescente dall'efficacia del servizio idrico integrato: collettamento, depurazione, riduzione delle perdite di rete e riuso sono direttamente collegati allo stato chimico ed ecologico dei corpi idrici. La pianificazione d'ambito e il piano di gestione del distretto devono dialogare costantemente.

Casi pratici

Caso 1: Tizio inquadra il proprio progetto nella Parte Terza

Tizio è un consulente ambientale che assiste un'impresa nella verifica di compatibilità di un nuovo impianto con la disciplina di tutela delle acque. Inquadra il progetto nella Parte Terza, individua le autorizzazioni necessarie (scarico, derivazione, eventuale AIA) e raccorda gli adempimenti in un cronoprogramma unitario.

Caso 2: Caio reagisce a una sanzione amministrativa

Caio gestisce uno stabilimento e riceve un verbale di accertamento per superamento dei limiti di scarico. In sede di scritti difensivi richiama la disciplina di settore, contesta i metodi di campionamento utilizzati e chiede l'audizione personale; può poi impugnare l'ordinanza-ingiunzione davanti al giudice ordinario.

Domande frequenti

Quali sono gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE?

Prevenire il deterioramento dei corpi idrici, raggiungere e mantenere lo stato "buono", ridurre la presenza di sostanze pericolose, garantire un uso sostenibile della risorsa, proteggere acque destinate al consumo umano e alla balneazione.

Cosa significa "buono stato" di un corpo idrico?

Per le acque superficiali è la combinazione di stato ecologico almeno buono e stato chimico buono; per le acque sotterranee è la combinazione di stato quantitativo buono e stato chimico buono.

Quali principi guidano la disciplina?

Precauzione, prevenzione, correzione alla fonte, chi inquina paga, sussidiarietà, leale collaborazione, accesso equo alla risorsa, solidarietà tra usi diversi.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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