Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 69 Cost. – Sezione I: Le Camere

In vigore dal 1° gennaio 1948

I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge.

In sintesi

  • Ogni membro del Parlamento ha diritto a un'indennità parlamentare.
  • L'importo e le modalità sono stabiliti dalla legge ordinaria.
  • La norma tutela l'indipendenza economica dei rappresentanti del popolo.
Indice dei contenuti

I parlamentari italiani ricevono un'indennità economica fissata dalla legge, a garanzia della loro autonomia.

Ratio

L'articolo 69 della Costituzione disciplina il diritto dei parlamentari a ricevere un'indennità per le funzioni esercitate. La disposizione riconosce che il parlamentarismo rappresentativo presuppone un compenso economico, garantendo che la partecipazione alla vita parlamentare non sia prerrogativa esclusiva di chi dispone di proprie risorse economiche significative. L'indennità rappresenta un riconoscimento economico della funzione pubblica svolta, nonché un meccanismo di accesso democratico alla carica parlamentare.

Analisi

La norma attribuisce alla legge ordinaria il compito di stabilire l'ammontare e le modalità dell'indennità parlamentare. Questo significa che i deputati e i senatori non hanno diritto a un importo predeterminato costituzionalmente, ma a un diritto di ricevere un compenso secondo le modalità definite dalla legge vigente. Nel corso della storia italiana, la legislazione ha previsto indennità base, gettoni di presenza in commissioni, rimborsi spese, e altri benefici accessori. La scelta costituzionale di delegare a legge ordinaria la determinazione dell'ammontare riflette la necessità di adattare gli importi alle situazioni economiche nel tempo, senza dover ricorrere a modificazioni costituzionali. L'indennità non ha natura di stipendio vero e proprio, ma di compenso per l'esercizio della funzione, e deve essere considerata un elemento essenziale del diritto del cittadino di accedere al Parlamento.

Quando si applica

La disposizione si applica a tutti i deputati e senatori in carica, indipendentemente dal numero di presenze effettive in aula o in commissione. L'indennità è corrisposta mensilmente o secondo altri periodi stabiliti da legge, durante l'intero periodo del mandato parlamentare. Qualora un parlamentare interrompa il suo mandato per elezione ad altra carica (per esempio, ministro) o per decadenza, l'indennità cessa dall'esecuzione della nuova funzione o dalla decadenza.

Connessioni

L'articolo 69 Cost. si connette all'articolo 68, che disciplina le immunità parlamentari e costituisce il complemento della protezione accordata ai parlamentari. Si relaziona inoltre agli articoli 58 e 60, che disciplinano l'eleggibilità e la durata delle Camere. Infine, interagisce con la legislazione ordinaria che, nel corso del tempo, ha definito in dettaglio la natura e l'ammontare delle indennità.

Pronunce della Corte Costituzionale

Corte Cost., sent. n. 237/2022

INAMMISSIBILITÀ

La Corte ha affermato che l'art. 69 Cost. riserva alla legge la determinazione dell'indennità parlamentare, a tutela dell'autonomia del mandato e della parità di accesso alle funzioni pubbliche. Anche i vitalizi, in quanto forma di previdenza connessa al mandato, richiedono disciplina legislativa e non possono essere regolati esclusivamente da regolamenti parlamentari interni.

Casi pratici

Caso 1: Il deputato lavoratore dipendente


Tizio, operaio metalmeccanico, viene eletto alla Camera. Grazie all'indennità prevista dall'art. 69, può lasciare temporaneamente il lavoro e dedicarsi a tempo pieno all'attività parlamentare senza subire un impoverimento che ne comprometterebbe l'autonomia di giudizio.

Caso 2: La senatrice e il conflitto di interessi percepito


Caia è senatrice e professionista affermata. Un disegno di legge propone di ridurre l'indennità parlamentare. Caia sostiene che la riduzione non deve scendere sotto una soglia di dignitosa sussistenza, richiamando la ratio dell'art. 69: garantire indipendenza a tutti i parlamentari, non solo ai benestanti.

Caso 3: La riforma dell'indennità


Sempronio, studioso di diritto costituzionale, analizza una proposta di legge che vorrebbe agganciare l'indennità al reddito mediano degli italiani. Conclude che la riforma è costituzionalmente legittima, poiché l'art. 69 rimette alla legge la quantificazione, purché l'importo non vanifichi la garanzia di indipendenza sottesa alla norma.

Domande frequenti

Cosa stabilisce l'art. 69 della Costituzione italiana?

Stabilisce che tutti i membri del Parlamento, deputati e senatori, hanno diritto a ricevere un'indennità economica il cui importo è determinato dalla legge ordinaria, a garanzia della loro indipendenza nell'esercizio del mandato.

Chi stabilisce l'importo dell'indennità parlamentare?

La Costituzione rinvia alla legge ordinaria. In Italia la materia è disciplinata principalmente dalla legge n. 1261 del 1965 e dai regolamenti delle Camere, che hanno nel tempo aggiornato importi e modalità di erogazione.

Perché i parlamentari ricevono un'indennità?

Per garantire che chiunque, indipendentemente dal proprio reddito personale, possa esercitare il mandato parlamentare in piena autonomia, senza dipendere da terzi o da altri interessi economici che potrebbero condizionarne le scelte.

L'indennità parlamentare è tassabile?

Sì, l'indennità parlamentare è soggetta a imposizione fiscale. Le Camere applicano autonomamente le ritenute, ma il trattamento fiscale segue le regole generali dell'IRPEF con alcune specificità legate alla natura del compenso.

È possibile ridurre o eliminare l'indennità parlamentare per legge?

Una riduzione è costituzionalmente ammissibile poiché la quantificazione spetta alla legge. Un'eliminazione totale sarebbe però problematica, in quanto svuoterebbe la garanzia costituzionale di indipendenza economica che l'art. 69 intende assicurare.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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