Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 68 D.Lgs. 150/2022 – Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231

D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

1 . All’ articolo 64, comma 1, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 , le parole «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «un anno». Note all’art. 68: – Si riporta il testo dell’ articolo 64 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’ articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300 ), come modificato dal presente decreto: “Art. 64 (Procedimento per decreto). –

1. Il pubblico ministero, quando ritiene che si debba applicare la sola sanzione pecuniaria, può presentare al giudice per le indagini preliminari, entro un anno dalla data dell’annotazione dell’illecito amministrativo nel registro di cui all’articolo 55 e previa trasmissione del fascicolo, richiesta motivata di emissione del decreto di applicazione della sanzione pecuniaria, indicandone la misura.

2. Il pubblico ministero può chiedere l’applicazione di una sanzione pecuniaria diminuita sino alla metà rispetto al minimo dell’importo applicabile.

3. Il giudice, quando non accoglie la richiesta, se non deve pronunciare sentenza di esclusione della responsabilità dell’ente, restituisce gli atti al pubblico ministero.

4. Si osservano le disposizioni del titolo V del libro sesto e dell’ articolo 557 del codice di procedura penale , in quanto compatibili.”.

In sintesi

  • Si modifica l'art. 64 del D.Lgs. 231/2001 sul procedimento per decreto contro gli enti.
  • Il termine per la richiesta di decreto sanzionatorio passa da sei mesi a un anno.
  • La modifica allinea i tempi all'attivita istruttoria nei procedimenti complessi contro enti.
  • Resta ferma la disciplina sostanziale del decreto sanzionatorio.
  • L'intervento è di coordinamento con la riforma del processo penale.
Indice dei contenuti

L'articolo 68 contiene una modifica chirurgica al sistema della responsabilita amministrativa degli enti (D.Lgs. 231/2001). L'intervento, apparentemente minimo, riflette le esigenze pratiche emerse in un ventennio di applicazione: il termine semestrale per la richiesta del decreto sanzionatorio si è dimostrato troppo stretto per le indagini complesse contro le persone giuridiche.

Il procedimento per decreto contro l'ente

L'art. 64 del D.Lgs. 231/2001 disciplina una forma semplificata di definizione del procedimento contro l'ente, applicabile quando il pubblico ministero ritiene sufficiente l'applicazione della sola sanzione pecuniaria. È l'analogo del decreto penale di condanna per la persona fisica: una procedura snella, su richiesta del PM, decisa dal GIP senza dibattimento, con sconto premiale (sanzione pecuniaria diminuita fino alla meta del minimo).

La modifica del termine

Il testo previgente prevedeva sei mesi dalla data di annotazione dell'illecito amministrativo nel registro ex art. 55 del D.Lgs. 231/2001. La nuova norma porta il termine a un anno. È un raddoppio del tempo disponibile, che riflette la complessita istruttoria tipica dei procedimenti 231: ricostruzione del modello organizzativo, verifica del rispetto degli obblighi di vigilanza, analisi del flusso decisionale interno all'ente.

Le ragioni dell'allungamento

Sei mesi spesso non bastavano: in tale arco temporale il PM doveva acquisire documenti societari, audire dipendenti e amministratori, completare gli accertamenti sul modello organizzativo. Il termine ravvicinato spingeva o a rinunciare alla procedura per decreto (perdendo i benefici di celerita e premialita) o a procedere prima di un'adeguata istruttoria. Il raddoppio del termine consente al PM di valutare con piu cura la convenienza del rito semplificato.

Coordinamento con la riforma Cartabia

La modifica si inserisce nel pacchetto Cartabia di razionalizzazione dei tempi processuali. È coerente con la filosofia generale della riforma: i tempi devono essere certi ma realistici, calibrati sulla complessita dei procedimenti. Per i procedimenti contro enti - tipicamente piu complessi di quelli individuali - il termine annuale appare un equilibrio ragionevole.

Impatto sui modelli 231

L'ampliamento del termine ha un risvolto operativo per le imprese: la pendenza dell'illecito amministrativo in fase pre-processuale si estende fino a un anno. Per le imprese sotto indagine, cio implica gestire piu a lungo l'incertezza, con riflessi su rating reputazionali, accesso a procedure pubbliche (esclusione ex art. 80 D.Lgs. 50/2016), rapporti con banche e investitori.

Implicazioni per la difesa

Il difensore dell'ente ha piu tempo per dialogare con la Procura, presentare memorie, proporre adeguamenti del modello organizzativo che possano configurare ravvedimento operoso. La maggior durata della fase pre-processuale, se gestita strategicamente, puo aprire spazi negoziali: tipicamente, un'efficace remediation puo orientare la Procura verso un'archiviazione o una procedura per decreto con sanzioni contenute.

Casi pratici

Caso 1: complessita istruttoria in un caso di corruzione

Una societa di costruzioni è indagata per illecito 231 connesso a un reato di corruzione presunto del proprio direttore. La Procura, per valutare l'effettiva idoneita del modello organizzativo all'epoca dei fatti, necessita di acquisire documentazione su procedure di gara, autorizzazioni interne, attivita dell'OdV. Con il termine annuale, la Procura completa l'istruttoria e propone al GIP la richiesta di decreto per la sola sanzione pecuniaria, applicando una riduzione del 40% rispetto al minimo edittale.

Caso 2: ravvedimento operoso e archiviazione

Una societa quotata, ricevuta informazione di garanzia per illecito 231, attiva immediatamente una review interna, aggiorna il modello, sostituisce un dirigente coinvolto, restituisce somme indebitamente percepite. Nei mesi seguenti il difensore deposita memorie articolate. La Procura, prima del termine annuale, archivia il procedimento per insussistenza dell'illecito amministrativo. Il termine raddoppiato ha consentito di concludere il dialogo difensivo prima della richiesta di decreto.

Domande frequenti

La modifica si applica anche ai procedimenti in corso?

Tipicamente le modifiche di natura processuale si applicano ai procedimenti in corso secondo il principio tempus regit actum, salvo norme transitorie specifiche. Il termine annuale opera sui procedimenti in cui il dies a quo (annotazione dell'illecito) cada nella nuova vigenza.

L'ente puo opporsi al decreto?

Si, secondo le regole generali del procedimento per decreto applicate, in quanto compatibili, agli enti. L'opposizione apre il giudizio ordinario contro l'ente.

L'allungamento del termine danneggia o avvantaggia l'ente?

Dipende dalla strategia. Per l'ente che vuole chiudere rapidamente, l'allungamento può essere uno svantaggio reputazionale. Per chi punta su archiviazione o remediation, è un'opportunita per costruire la difesa.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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