Testo dell'articoloVigente
Art. 59 Cod. Amb. – competenze della Conferenza Stato-regioni
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato
1. La Conferenza Stato-regioni formula pareri, proposte ed osservazioni, anche ai fini dell’esercizio delle funzioni di indirizzo e coordinamento di cui all’articolo 57, in ordine alle attività ed alle finalità di cui alla presente sezione, ed ogni qualvolta ne è richiesta dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare . In particolare: a) formula proposte per l’adozione degli indirizzi, dei metodi e dei criteri di cui al predetto articolo 57; b) formula proposte per il costante adeguamento scientifico ed organizzativo del Servizio geologico d’Italia – Dipartimento difesa del suolo dell’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA ) e per il suo coordinamento con i servizi, gli istituti, gli uffici e gli enti pubblici e privati che svolgono attività di rilevazione, studio e ricerca in materie riguardanti, direttamente o indirettamente, il settore della difesa del suolo; c) formula osservazioni sui piani di bacino, ai fini della loro conformità agli indirizzi e ai criteri di cui all’articolo 57; d) esprime pareri sulla ripartizione degli stanziamenti autorizzati da ciascun programma triennale tra i soggetti preposti all’attuazione delle opere e degli interventi individuati dai piani di bacino; e) esprime pareri sui programmi di intervento di competenza statale.
In sintesi
Indice dei contenuti
La norma definisce il riparto delle competenze regionali nel settore della difesa del suolo, in attuazione del principio di sussidiarietà e dell'articolo 117 della Costituzione. Le regioni esercitano funzioni di pianificazione di dettaglio, gestione operativa e vigilanza sui propri territori.
Ruolo costituzionale
L'articolo 117 della Costituzione riserva alla legislazione concorrente la "protezione civile", al governo del territorio e alla valorizzazione dei beni ambientali, mentre la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema è materia esclusiva statale. Le regioni operano quindi nel quadro dei principi fondamentali dettati dal Codice dell'Ambiente, esercitando funzioni di pianificazione di dettaglio e di amministrazione attiva.
Pianificazione regionale
Le regioni adottano i piani di tutela delle acque (PTA), articolazione regionale del piano di gestione delle acque del distretto. Definiscono il programma di interventi sui corpi idrici regionali, le aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano, le misure di tutela per le acque destinate alla balneazione, alla molluschicoltura e alla vita dei pesci.
Concessioni e autorizzazioni
Spetta alle regioni il rilascio delle concessioni di derivazione di acqua pubblica, delle autorizzazioni allo scarico industriale e di una parte rilevante delle autorizzazioni ambientali integrate. Esse fissano canoni demaniali, modalità di misurazione delle portate e prescrizioni sui rilasci.
Vigilanza e sanzioni
Le regioni vigilano sull'attività dei gestori del servizio idrico integrato e sull'attuazione delle norme di tutela delle acque, anche tramite le ARPA. Irrogano le sanzioni amministrative per scarichi non autorizzati o non conformi, secondo le tabelle previste dal Codice.
Coordinamento con il distretto
Le regioni partecipano alle Conferenze istituzionali delle Autorità di bacino e contribuiscono alla redazione dei piani distrettuali. La pianificazione regionale deve essere coerente con quella distrettuale: in caso di contrasto, prevalgono le prescrizioni del piano di bacino e del piano di gestione delle acque.
Ruolo della Conferenza Stato-Regioni
La Conferenza Stato-Regioni è sede istituzionale di coordinamento tra Stato e Regioni nelle materie di interesse comune. In materia di difesa del suolo e tutela delle acque esprime intese, pareri e accordi su atti generali, schemi di decreto e riparti finanziari. La sua intesa è spesso condizione di efficacia di atti statali in materia concorrente.
Decisioni rilevanti
Tra le decisioni assunte in Conferenza rilevano gli schemi tipo di disciplinare di concessione di derivazione, i criteri di classificazione di corpi idrici, le linee guida per la tariffa del servizio idrico, le quote di riparto di fondi statali. Le intese hanno valore politico-istituzionale e orientano l'attuazione amministrativa.
Rilevanza per le politiche di settore
Le decisioni assunte in Conferenza orientano l'azione delle regioni e creano standard operativi uniformi su scala nazionale. La giurisprudenza costituzionale ha ribadito che le intese in Conferenza sono strumento essenziale di leale collaborazione, soprattutto nelle materie concorrenti ex art. 117 Cost., come quella di governo del territorio.
Casi pratici
Caso 1: Tizio chiede l'autorizzazione allo scarico
Tizio è un'impresa manifatturiera che chiede alla regione l'autorizzazione allo scarico industriale in un corpo idrico superficiale. L'istruttoria coinvolge ARPA per la verifica della compatibilità con il corpo idrico ricettore e si chiude con un provvedimento che fissa limiti di emissione, frequenze di campionamento e prescrizioni dinamiche.
Caso 2: Caio chiede di rinnovare una concessione
Caio è titolare di una concessione di derivazione di acqua pubblica in scadenza. Chiede il rinnovo alla regione, che verifica la compatibilità con il piano di gestione del distretto e il rispetto del deflusso ecologico. La concessione può essere rinnovata con prescrizioni più stringenti o assentita per periodi più brevi.
Domande frequenti
Devo chiedere alla regione l'autorizzazione allo scarico industriale?
Per gli scarichi industriali in acque superficiali la competenza è tipicamente regionale, salvo delega ad altri enti. Per gli scarichi in pubblica fognatura la competenza è di norma del gestore o dell'EGATO.
Cosa è il PTA?
Il Piano di tutela delle acque è lo strumento regionale che declina, sul territorio di competenza, le previsioni del piano di gestione del distretto idrografico, individuando le misure operative per il raggiungimento del buono stato.
Cosa succede se la regione non adotta il PTA nei termini?
È possibile l'attivazione di poteri sostitutivi statali e l'eventuale apertura di procedure di infrazione UE per mancata attuazione delle direttive 2000/60/CE.