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Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il Ministro competente in materia ambientale esercita poteri di indirizzo e di adozione di atti generali.
  • Adotta decreti tecnici, standard di qualità e linee guida applicabili sull'intero territorio nazionale.
  • Coordina l'attività delle Autorità di bacino e vigila su ISPRA e SNPA.
  • Definisce i criteri di riparto dei fondi nazionali per la difesa del suolo.
  • Esercita poteri sostitutivi in caso di inerzia regionale.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 57 Cod. Amb. — Presidente del Consiglio dei Ministri, Comitato dei Ministri per gli interventi nel settore della difesa del suolo

D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — testo aggiornato

1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, approva con proprio decreto: a) su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare: 1) le deliberazioni concernenti i metodi ed i criteri, anche tecnici, per lo svolgimento delle attività di cui agli articoli 55 e 56, nonché per la verifica ed il controllo dei piani di bacino e dei programmi di intervento; 2) i piani di bacino, sentita la Conferenza Stato-regioni che si pronuncia entro trenta giorni dalla richiesta di parere, decorsi i quali si procede anche in mancanza del parere; 3) gli atti volti a provvedere in via sostitutiva, previa diffida, in caso di persistente inattività dei soggetti ai quali sono demandate le funzioni previste dalla presente sezione; 4) ogni altro atto di indirizzo e coordinamento nel settore disciplinato dalla presente sezione; b) su proposta del Comitato dei Ministri di cui al comma 2, previo parere della Conferenza unificata di cui all’ articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 : 1) il programma nazionale di intervento; 2) i criteri e le modalità per stabilire le priorità che le amministrazioni dello Stato sono tenute a osservare nell’assegnazione di risorse destinate agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, tenendo conto di quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato in attuazione dell’ articolo 10, comma 11, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 , convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116 ; 3) i criteri e le modalità per il monitoraggio e la revoca delle risorse statali destinate agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico ove, in assenza di cause di impossibilità oggettiva sopravvenute o di forza maggiore, le somme assegnate non siano impegnate e pagate dai competenti soggetti attuatori nei termini previsti.

1-bis. In caso di revoca ai sensi del comma 1, lettera b), numero 3), le risorse sono comunque riassegnate all’autorità di bacino distrettuale territorialmente competente per essere impiegate nell’ambito del medesimo territorio e con la medesima destinazione. All’impiego delle risorse assegnate ai sensi del periodo precedente provvede il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale interessata con i medesimi poteri e deroghe previsti per il commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico di cui all’articolo 10, comma 1, del citato decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 , senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica .

2. Il Comitato dei Ministri per gli interventi nel settore della difesa del suolo opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Comitato presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, su sua delega, dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, è composto da quest’ultimo e dai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, delle attività produttive, delle politiche agricole e forestali, per gli affari regionali e per i beni e le attività culturali, nonché dal delegato del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di protezione civile.

3. Il Comitato dei Ministri ha funzioni di alta vigilanza ed adotta gli atti di indirizzo e di coordinamento delle attività. Propone al Presidente del Consiglio dei Ministri lo schema di programma nazionale di intervento, che coordina con quelli delle regioni e degli altri enti pubblici a carattere nazionale, verificandone l’attuazione.

4. Al fine di assicurare il necessario coordinamento tra le diverse amministrazioni interessate, il Comitato dei Ministri propone gli indirizzi delle politiche settoriali direttamente o indirettamente connesse con gli obiettivi e i contenuti della pianificazione di distretto e ne verifica la coerenza nella fase di approvazione dei relativi atti.

5. Per lo svolgimento delle funzioni di segreteria tecnica, il Comitato dei Ministri si avvale delle strutture delle Amministrazioni statali competenti.

6. I principi degli atti di indirizzo e coordinamento di cui al presente articolo sono definiti sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

In sintesi

  • Il Ministro competente in materia ambientale esercita poteri di indirizzo e di adozione di atti generali.
  • Adotta decreti tecnici, standard di qualità e linee guida applicabili sull'intero territorio nazionale.
  • Coordina l'attività delle Autorità di bacino e vigila su ISPRA e SNPA.
  • Definisce i criteri di riparto dei fondi nazionali per la difesa del suolo.
  • Esercita poteri sostitutivi in caso di inerzia regionale.
Indice dei contenuti

L'articolo distribuisce competenze di indirizzo politico e amministrativo al Ministero competente in materia ambientale (oggi MASE), individuandone i poteri di proposta normativa, di adozione di atti generali e di coordinamento con le altre amministrazioni statali e regionali.

Funzioni di indirizzo politico

Al Ministro spetta la titolarità dell'indirizzo politico in materia di difesa del suolo e tutela delle acque, esercitato attraverso direttive generali, atti di programmazione e proposta di provvedimenti normativi al Governo. Il riferimento istituzionale è oggi il MASE, Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, esito della riorganizzazione del 2022.

Atti generali e linee guida

Il Ministro adotta linee guida tecniche, decreti attuativi, criteri di classificazione dei corpi idrici e standard di qualità. Sono atti di rilievo nazionale che fissano i parametri uniformi sull'intero territorio italiano e garantiscono coerenza con le direttive europee. Spesso sono adottati di concerto con altri ministeri (Salute, Infrastrutture, Politiche agricole).

Coordinamento e vigilanza

Il Ministro coordina l'attività delle Autorità di bacino distrettuale e ne controlla l'andamento, anche attraverso poteri sostitutivi in caso di inerzia. Ha poteri di vigilanza su ISPRA e sul Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, oltre che funzioni di rappresentanza italiana presso la Commissione europea per le materie di competenza.

Rapporti con regioni ed enti locali

Il Ministro stipula accordi di programma con le regioni, indirizza la spesa per la difesa del suolo e definisce i criteri di ripartizione dei fondi nazionali. Esercita tali funzioni nel rispetto delle competenze concorrenti previste dall'articolo 117 della Costituzione, evitando di invadere ambiti riservati.

Casi tipici di rilievo applicativo

Le imprese percepiscono l'azione ministeriale soprattutto tramite i decreti tecnici (es. parametri scarichi industriali, classificazione sostanze prioritarie) e gli atti di ripartizione di fondi PNRR e FSC per opere idrauliche. I cittadini ne sentono gli effetti nelle norme su balneazione, qualità dell'acqua potabile e gestione del servizio idrico integrato.

Coordinamento europeo

Il Ministro rappresenta l'Italia presso il Consiglio Ambiente dell'Unione europea ed è interlocutore primario della Commissione per le procedure di infrazione in materia di acque. Le politiche nazionali, soprattutto in tema di acque reflue urbane, sostanze prioritarie e nitrati, sono fortemente influenzate dal dialogo con le istituzioni europee.

Raccordo con ARERA

In materia di tariffa idrica e regolazione del servizio idrico integrato il Ministro opera in raccordo con ARERA, che esercita poteri regolatori indipendenti. Il riparto è bilanciato: indirizzi politici e standard ambientali al MASE, metodo tariffario e regolazione economica ad ARERA.

Ruolo del MASE nel PNRR

Il MASE è amministrazione titolare di importanti misure del PNRR in materia di acque, depurazione, riduzione delle perdite di rete, dissesto idrogeologico. La capacità di programmare, monitorare e rendicontare la spesa è oggi fattore critico di tutela ambientale, oltre che di rispetto degli impegni assunti in sede europea.

Domande frequenti

Quali atti adotta il Ministro in materia di acque?

Tipicamente decreti tecnici (standard di qualità, classificazione di sostanze, criteri di monitoraggio), atti di programmazione finanziaria, linee guida e direttive alle Autorità di bacino e alle agenzie ambientali.

Il Ministro può sostituirsi a una regione inadempiente?

Sì, nei casi previsti dalla normativa generale e di settore (artt. 117 e 120 Cost., d.lgs. 152/2006, leggi sulla protezione civile), attraverso commissari ad acta o poteri sostitutivi specifici.

Come si ottiene un finanziamento ministeriale per opere idrauliche?

Tipicamente attraverso bandi o riparti di fondi nazionali (FSC, PNRR, fondi specifici per il dissesto), su istanza degli enti territoriali competenti e previa validazione del progetto.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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