In sintesi
- Disciplina l'indennità del custode di beni sottoposti a sequestro penale o civile.
- Spetta al custode diverso dal proprietario o dall'avente diritto.
- Copre attività di custodia e di conservazione del bene.
- Importi e modalità seguono tabelle ministeriali e, in via residuale, gli usi locali.
- Sono rimborsabili anche le spese documentate indispensabili alla conservazione specifica del bene.
Testo dell'articoloVigente
Art. 58 D.P.R. 115/2002
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — T.U. spese di giustizia
1. Al custode, diverso dal proprietario o avente diritto, di beni sottoposti a sequestro penale probatorio e preventivo, e, nei soli casi previsti dal codice di procedura civile , al custode di beni sottoposti a sequestro penale conservativo e a sequestro giudiziario e conservativo, spetta un'indennità per la custodia e la conservazione.
2. L'indennità è determinata sulla base delle tariffe contenute in tabelle, approvate ai sensi dell'articolo 59, e, in via residuale, secondo gli usi locali.
3. Sono rimborsabili eventuali spese documentate se indispensabili per la specifica conservazione del bene.
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Commento
L'articolo regola il compenso del custode di beni sottoposti a sequestro. La figura del custode è centrale nel processo penale e civile per la conservazione di cose sottratte alla disponibilità del titolare in funzione di esigenze probatorie, cautelari o di garanzia. Il T.U. ne disciplina il trattamento economico bilanciando l'esigenza di garantire un compenso adeguato con quella di contenere gli oneri a carico della giustizia.
L'ambito soggettivo
La norma si applica al custode diverso dal proprietario o dall'avente diritto sul bene. La distinzione è fondamentale: chi è già titolare del bene, anche se nominato custode, non ha diritto a indennità separata, perché la conservazione rientra nella naturale custodia dovuta dal proprietario. Solo quando il bene è affidato a un terzo (per esempio un'impresa di rimorchi per il sequestro di un veicolo, una banca per il sequestro di valori, un'autorimessa per il sequestro di mezzi pesanti) scatta il diritto al compenso.
I tipi di sequestro coperti
L'articolo elenca quattro ipotesi: sequestro penale probatorio, sequestro penale preventivo, sequestro penale conservativo (solo nei casi previsti dal codice di procedura civile per il custode non proprietario), sequestro giudiziario e conservativo civile. La menzione separata di queste fattispecie circoscrive l'ambito applicativo. Il sequestro probatorio e quello preventivo penale sono quelli più frequenti nella prassi (veicoli, materiali, prodotti) e generano il maggior carico di custodia per la giustizia.
Le due voci di compenso
Il comma 1 distingue tra custodia e conservazione. La custodia è l'attività di mera detenzione e sorveglianza, finalizzata a impedire dispersione o sottrazione del bene. La conservazione è l'attività rivolta a mantenere il bene nelle sue caratteristiche fisiche o funzionali (per esempio l'alimentazione di animali, la manutenzione di un veicolo, la climatizzazione di un magazzino). Entrambe le voci sono coperte dall'indennità prevista dall'articolo.
Il rinvio tabellare
Il comma 2 stabilisce che l'indennità è determinata sulla base di tabelle approvate ai sensi dell'articolo 59 (con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il MEF). In via residuale, quando manchi una tabella, si applicano gli usi locali. Il riferimento agli usi è significativo: in molti distretti esistono prassi consolidate per la custodia di tipologie di beni specifici (veicoli, derrate alimentari, materiali edili), che orientano la quantificazione.
Il rimborso delle spese di conservazione
Il comma 3 prevede il rimborso delle spese documentate indispensabili per la specifica conservazione del bene. Si tratta di una voce ulteriore rispetto all'indennità di custodia. Esempi tipici sono le spese veterinarie per animali sequestrati, le spese di alimentazione per stock di prodotti deperibili, le spese di manutenzione tecnica per macchinari complessi. Il criterio dell'indispensabilità impone al magistrato di verificare la necessità delle spese sostenute, escludendo quelle voluttuarie o sproporzionate. Il custode deve documentare ogni voce con fatture o ricevute.
Casi pratici
Caso 1: Custodia di veicolo sequestrato
Caso 2: Custodia di animali
Domande frequenti
Quando spetta l'indennità di custodia ai sensi dell'articolo 58?
Quando il custode è diverso dal proprietario o dall'avente diritto sul bene sequestrato. Il proprietario nominato custode non ha diritto a compenso separato.
Quali tipi di sequestro generano il diritto all'indennità?
Sequestro penale probatorio e preventivo, sequestro penale conservativo nei casi previsti dal c.p.c., sequestro giudiziario e conservativo civile.
Sono rimborsabili le spese di conservazione del bene?
Sì, se documentate e indispensabili alla conservazione specifica del bene. Il rimborso si aggiunge all'indennità di custodia.
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