Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 2425-ter c.c. – Rendiconto finanziario
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
Dal rendiconto finanziario risultano, per l’esercizio a cui è riferito il bilancio e per quello precedente, l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine dell’esercizio, ed i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese, con autonoma indicazione, le operazioni con i soci.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 2425-bis - Art. 2425 bis Codice Civile: Iscrizione dei ricavi, proventi, co→Cod. civ. art. 2426 - Art. 2426 c.c.: per la valutazione del patrimonio sociale.→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 2425 Codice Civile: Contenuto del conto economico→Art. 2424 bis Codice Civile: Disposizioni relative a singole voc→Articolo 2424 Codice Civile: Contenuto dello stato patrimoniale→Articolo 2427 Codice Civile: Contenuto della nota integrativa→Art. 2427 bis Codice Civile: Informazioni relative al «fair valu→Art. 2423 ter Codice Civile: Struttura dello stato patrimoniale→Art. 2423 bis Codice Civile: Principi di redazione del bilancio
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Ratio
L'art. 2425-ter c.c., introdotto dal D.Lgs. 139/2015 in attuazione della Direttiva 2013/34/UE, ha reso obbligatorio il rendiconto finanziario - in precedenza previsto solo dai principi contabili OIC come documento facoltativo - per tutte le società che redigono il bilancio in forma ordinaria. La ratio è duplice. Da un lato, il rendiconto colma una lacuna informativa strutturale del conto economico e dello stato patrimoniale: entrambi operano per competenza e non riflettono i tempi effettivi di incasso e pagamento. Dall'altro, il legislatore europeo ha inteso allineare la prassi contabile italiana agli standard internazionali (IAS 7), nei quali il prospetto dei flussi di cassa è un pilastro irrinunciabile dell'informativa di bilancio.
Il documento è essenziale per i creditori, che vogliono capire se l'impresa genera cassa sufficiente a onorare i propri debiti, e per gli investitori, che devono distinguere la redditività strutturale dall'autofinanziamento effettivo. Un'azienda con alti ammortamenti e basso capitale circolante può mostrare perdite contabili pur generando flussi positivi; al contrario, un'azienda in utile può trovarsi in difficoltà di tesoreria per via di crediti commerciali dilazionati o scorte eccessive.
Analisi
Il rendiconto finanziario si articola in tre sezioni, ognuna con segno algebrico che indica generazione (+) o assorbimento (−) di liquidità.
La prima sezione - attività operativa - raccoglie i flussi della gestione caratteristica: incassi da clienti, pagamenti a fornitori, retribuzioni, imposte correnti, interessi attivi e passivi (a meno che non siano classificati nelle altre aree per scelta di politica contabile). Il saldo di quest'area è il primo indicatore della sostenibilità del modello di business: se è sistematicamente negativo, la società finanzia la propria operatività attingendo a risorse di investimento o finanziamento, situazione insostenibile nel lungo periodo. Tizio gestisce un'impresa di distribuzione con ricavi annui di 800.000 euro; tuttavia, i clienti pagano a 90 giorni mentre i fornitori devono essere pagati a 30: il flusso operativo può risultare negativo anche in presenza di un utile contabile positivo, perché la liquidità è bloccata nei crediti commerciali.
La seconda sezione - attività di investimento - riguarda l'acquisto e la cessione di immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie, nonché partecipazioni in imprese collegate e controllate. Un flusso negativo segnala investimenti in espansione; un flusso positivo può derivare da dismissioni. Caio, amministratore di una SPA manifatturiera, acquista un impianto automatizzato per 500.000 euro: il flusso di investimento è negativo di pari importo nell'anno dell'acquisto, mentre il beneficio economico si distribuisce negli anni attraverso l'ammortamento.
La terza sezione - attività di finanziamento - include accensione e rimborso di mutui e finanziamenti, aumenti di capitale a pagamento, distribuzione di dividendi. Sempronio contrae un mutuo quinquennale di 200.000 euro: il flusso di finanziamento è positivo nell'anno dell'erogazione e poi negativo nelle rate annuali di rimborso.
Il rendiconto si chiude con la riconciliazione tra disponibilità liquide all'inizio e alla fine dell'esercizio. La variazione netta deve corrispondere alla somma algebrica dei tre flussi. Le disponibilità liquide comprendono, secondo l'OIC 10, la cassa e i depositi bancari a vista, oltre agli investimenti finanziari a breve termine prontamente convertibili con rischio trascurabile di variazione di valore (scadenza originaria non superiore a tre mesi).
Il rendiconto può essere redatto con il metodo diretto (esplicitazione degli incassi e pagamenti lordi) o con il metodo indiretto (rettifica dell'utile/perdita d'esercizio per le poste non monetarie). In Italia la prassi prevalente è il metodo indiretto, che parte dall'utile netto e aggiunge ammortamenti, svalutazioni, variazioni del capitale circolante netto.
Quando si applica
L'obbligo di redazione del rendiconto finanziario scatta per tutte le società che non rientrano nei regimi semplificati degli artt. 2435-bis e 2435-ter c.c. In pratica, sono tenute alla redazione le SPA, le SRL e le altre società di capitali che nel precedente esercizio abbiano superato almeno due dei tre limiti del bilancio abbreviato (attivo 5.500.000 euro, ricavi 11.000.000 euro, 50 dipendenti). Sono altresì tenute le società quotate e quelle che esercitano attività bancaria o assicurativa, indipendentemente dalle dimensioni.
Il documento deve essere presentato in comparativa: accanto ai dati dell'esercizio corrente devono figurare quelli dell'esercizio precedente. Nel primo esercizio di applicazione dell'obbligo (società neo-costituita o che ha appena superato le soglie dimensionali) il dato comparativo può mancare, con opportuna informativa in nota integrativa.
Connessioni
L'art. 2425-ter si inserisce nel sistema del bilancio d'esercizio definito dagli artt. 2423 ss. c.c.: si affianca allo stato patrimoniale (art. 2424 c.c.), al conto economico (art. 2425 c.c.) e alla nota integrativa (art. 2427 c.c.), completando il quadro informativo. Il principio contabile nazionale di riferimento è l'OIC 10, che fornisce la guida operativa per la classificazione dei flussi e la scelta tra metodo diretto e indiretto. Per i soggetti che adottano gli IFRS, il riferimento è lo IAS 7. Il rendiconto interagisce con la relazione sulla gestione (art. 2428 c.c.), che deve commentare i principali indicatori di performance finanziaria, compresa la dinamica dei flussi di cassa. In ambito di revisione legale, il revisore esprime il proprio giudizio sull'intero bilancio, rendiconto compreso, secondo gli ISA Italia applicabili.
Casi pratici
Caso 1: Utile contabile positivo, flusso operativo negativo
Tizio è amministratore di una SRL di consulenza con ricavi 2024 pari a 600.000 euro e utile netto di 80.000 euro. Tuttavia, i clienti istituzionali pagano con 120 giorni di ritardo: a fine anno i crediti commerciali sono aumentati di 150.000 euro rispetto all'anno precedente. Il rendiconto finanziario mostra un flusso operativo di −70.000 euro, nonostante l'utile positivo. Caio, revisore legale, segnala in nota che la società finanzia la propria operatività mediante l'utilizzo della linea di credito bancaria, e raccomanda agli amministratori di monitorare i tempi di incasso.
Caso 2: Lettura del rendiconto in sede di affidamento bancario
Sempronio, direttore di filiale bancaria, analizza il dossier di credito di una SPA manifatturiera. Il conto economico mostra un EBITDA di 400.000 euro. Il rendiconto finanziario, invece, rivela un flusso operativo di soli 50.000 euro per via di un consistente aumento delle rimanenze di magazzino e dei crediti verso clienti. Il flusso di investimento è negativo di 600.000 euro per l'acquisto di nuovi macchinari. Sempronio subordina l'erogazione del mutuo richiesto alla presentazione di un piano di riduzione del capitale circolante, ritenendo che i flussi correnti non siano sufficienti a coprire le rate di rimborso nei primi due anni.
Domande frequenti
Il rendiconto finanziario è obbligatorio per tutte le società?
No. L'obbligo riguarda le società che redigono il bilancio in forma ordinaria. Le società che adottano il bilancio abbreviato (art. 2435-bis c.c.) e le micro-imprese (art. 2435-ter c.c.) sono esonerate. Rimane invece obbligatorio per le società di maggiori dimensioni, quelle quotate e quelle che redigono il bilancio consolidato.
Qual è la differenza tra flusso di cassa e utile d'esercizio?
L'utile misura il risultato economico per competenza, includendo ricavi e costi maturati anche se non ancora incassati o pagati. Il flusso di cassa misura i movimenti effettivi di denaro. Un'azienda può essere in utile e avere liquidità scarsa (es. crediti insoluti, scorte elevate) oppure mostrare perdite pur generando cassa (es. per elevati ammortamenti su investimenti già pagati).
Cosa si intende per disponibilità liquide ai fini del rendiconto?
Secondo l'OIC 10, le disponibilità liquide comprendono la cassa, i depositi bancari e postali a vista e gli investimenti finanziari a breve termine prontamente convertibili, con rischio di variazione di valore trascurabile e scadenza originaria non superiore a tre mesi. Non vi rientrano le disponibilità vincolate o i titoli con scadenza superiore.
Perché le operazioni con i soci devono essere indicate separatamente?
La norma impone l'esposizione autonoma delle operazioni con i soci nell'area di finanziamento per garantire trasparenza: il lettore del bilancio deve poter distinguere le risorse generate internamente dalla gestione da quelle apportate o prelevate dai soci (versamenti, rimborsi di capitale, distribuzione di dividendi). Questo è particolarmente rilevante per i creditori, che valutano se la società si autofinanzia o dipende da continui apporti esterni.
Metodo diretto o indiretto: qual è la differenza pratica?
Con il metodo diretto si espongono gli incassi e i pagamenti lordi (es. 'incassato da clienti 500.000, pagato a fornitori 300.000'). Con il metodo indiretto si parte dall'utile netto e si rettifica per le poste non monetarie (ammortamenti, svalutazioni) e le variazioni del capitale circolante. L'OIC 10 ammette entrambi; in Italia è prevalente il metodo indiretto per la sua semplicità applicativa.
Fonti consultate: 1 fonte verificate