- Entro 30 giorni dalla chiusura dell'esercizio il tesoriere rende il conto di cassa all'ente.
- L'ente trasmette il conto alla sezione giurisdizionale della Corte dei conti entro 60 giorni dall'approvazione del rendiconto.
- Il conto è redatto sul modello allegato n. 17 al D.Lgs. 118/2011.
- È accompagnato da documentazione di supporto: ordinativi, quietanze, eventuali allegati richiesti.
- È strumento del controllo giurisdizionale sulla gestione di cassa.
Testo dell'articoloVigente
Art. 226 TUEL — Articolo 226
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato
1. Entro il termine di 30 giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario, il tesoriere, ai sensi dell’articolo 93, rende all’ente locale il conto della propria gestione di cassa il quale lo trasmette alla competente sezione giurisdizionale della Corte dei conti entro 60 giorni dall’approvazione del rendiconto.
2. 2. Il conto del tesoriere è redatto su modello di cui all’allegato n. 17 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 . Il tesoriere allega al conto la seguente documentazione: a) LETTERA ABROGATA DAL D.L. 26 OTTOBRE 2019, N. 124 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 19 DICEMBRE 2019, N. 157 ; b) gli ordinativi di riscossione e di pagamento; c) la parte delle quietanze originali rilasciate a fronte degli ordinativi di riscossione e di pagamento o, in sostituzione, i documenti informatici contenenti gli estremi delle medesime. d) eventuali altri documenti richiesti dalla Corte dei conti.
Commento
L'articolo 226 TUEL disciplina il conto del tesoriere, documento centrale del controllo giurisdizionale sulla gestione di cassa degli enti locali. Si tratta dell'atto con cui il tesoriere rende conto della propria gestione all'ente e, indirettamente, alla Corte dei conti, chiudendo il ciclo di accountability annuale della tesoreria.
I tempi del conto
Il tesoriere è tenuto a rendere il conto entro 30 giorni dalla chiusura dell'esercizio finanziario. È un termine relativamente stringente che richiede al tesoriere di avere sistemi informativi consolidati e procedure di chiusura efficienti. Il rispetto del termine è essenziale per consentire all'ente di procedere alla redazione del proprio rendiconto, di cui il conto del tesoriere è documento di supporto.
La trasmissione alla Corte dei conti
L'ente, ricevuto il conto del tesoriere, lo trasmette alla competente sezione giurisdizionale della Corte dei conti entro 60 giorni dall'approvazione del rendiconto. È un atto formale che attiva il giudizio di conto, ossia il controllo giurisdizionale di legittimità sulla gestione di cassa. Si tratta di un istituto antico della contabilità pubblica, che ha conosciuto significative evoluzioni di disciplina.
Lo schema del conto
Il conto è redatto secondo lo schema dell'allegato n. 17 al D.Lgs. 118/2011, in coerenza con i principi dell'armonizzazione contabile. Lo schema standardizzato consente confronti omogenei tra enti e facilita l'esame della Corte dei conti. Il conto evidenzia incassi e pagamenti per categorie, saldi iniziali e finali, eventuali partite particolari (anticipazioni, utilizzo di entrate vincolate).
La documentazione di supporto
Al conto si allegano: gli allegati di legge ai sensi dell'art. 233 TUEL, gli ordinativi di incasso e di pagamento, le quietanze, eventuali ulteriori documenti richiesti dalla Corte dei conti. La completezza della documentazione è essenziale per la decidibilità del giudizio di conto. Nella gestione digitale, la documentazione è trasmessa in formato elettronico e firmata digitalmente.
Il giudizio di conto
Il conto del tesoriere è oggetto di giudizio davanti alla sezione giurisdizionale della Corte dei conti. Il giudizio si conclude con sentenza di discarico (se il conto è regolare), di condanna (se emergono ammanchi o irregolarità), di altre statuizioni. È un controllo di legittimità che presidia l'integrità della gestione di cassa pubblica e che, pur evolutosi nel tempo, mantiene la sua centralità nel sistema dei controlli. La Ragioneria generale dello Stato e il MEF intervengono con istruzioni periodiche su modalità e contenuti.
Domande frequenti
Quando il tesoriere deve rendere il conto?
Entro 30 giorni dalla chiusura dell'esercizio finanziario. È un termine relativamente stringente che richiede sistemi informativi consolidati e procedure di chiusura efficienti.
Quando il conto viene trasmesso alla Corte dei conti?
L'ente lo trasmette alla competente sezione giurisdizionale entro 60 giorni dall'approvazione del rendiconto. La trasmissione attiva il giudizio di conto, controllo giurisdizionale sulla gestione di cassa.
Quale schema deve avere il conto?
Quello dell'allegato n. 17 al D.Lgs. 118/2011 sull'armonizzazione contabile. Lo schema standardizzato evidenzia incassi e pagamenti per categorie, saldi iniziali e finali, partite particolari come anticipazioni e utilizzo di entrate vincolate.
Vedi anche