← Torna a TUEL — Testo Unico Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)
Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Lo stato patrimoniale rappresenta i risultati della gestione patrimoniale.
  • Indica la consistenza del patrimonio al termine dell'esercizio.
  • I beni del demanio sono inclusi con specifica distinzione contabile.
  • La valutazione segue il principio applicato della contabilità economico-patrimoniale.
  • È strumento di lettura complessiva della consistenza patrimoniale dell'ente.

Testo dell'articoloVigente

Art. 230 TUEL — Articolo 230

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato

1. Lo stato patrimoniale rappresenta i risultati della gestione patrimoniale e la consistenza del patrimonio al termine dell’esercizio ed è predisposto nel rispetto del principio contabile generale n. 17 e dei principi applicati della contabilità economico-patrimoniale di cui all’allegato n. 1 e n. 4/3 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni.

2. Il patrimonio degli enti locali è costituito dal complesso dei beni e dei rapporti giuridici, attivi e passivi, di pertinenza di ciascun ente. Attraverso la rappresentazione contabile del patrimonio è determinata la consistenza netta della dotazione patrimoniale.

3. Gli enti locali includono nello stato patrimoniale i beni del demanio, con specifica distinzione, ferme restando le caratteristiche proprie, in relazione alle disposizioni del codice civile .

4. 4. Gli enti locali valutano i beni del demanio e del patrimonio, comprensivi delle relative manutenzioni straordinarie, secondo le modalità previste dal principio applicato della contabilità economico-patrimoniale di cui all’allegato n. 4/3 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni. a) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; b) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; c) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; d) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; e) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; f) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; g) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; h) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ;

5. Lo stato patrimoniale comprende anche i crediti inesigibili, stralciati dal conto del bilancio, sino al compimento dei termini di prescrizione. Al rendiconto della gestione è allegato l’elenco di tali crediti distintamente rispetto a quello dei residui attivi.

6. Il regolamento di contabilità può prevedere la compilazione di conti patrimoniali di inizio e fine mandato degli amministratori.

7. Gli enti locali provvedono annualmente all’aggiornamento degli inventari.

8. Il regolamento di contabilità definisce le categorie di beni mobili non inventariabili in ragione della natura di beni di facile consumo o del modico valore.

9. Lo stato patrimoniale è redatto secondo lo schema di cui all’allegato n. 4/3 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni e integrazioni.

9-bis. Nell’apposita sezione dedicata ai bilanci del sito internet degli enti locali è pubblicato il rendiconto della gestione, il conto del bilancio articolato per capitoli, e il rendiconto semplificato per il cittadino di cui all’ art. 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni e integrazioni.

Commento

L'articolo 230 TUEL disciplina lo stato patrimoniale, terzo documento che compone il rendiconto della gestione. Lo stato patrimoniale fotografa al termine dell'esercizio l'insieme delle attività e delle passività dell'ente, evidenziando il valore complessivo del patrimonio. È documento di sintesi che, integrato con conto del bilancio e conto economico, completa la rappresentazione tridimensionale della gestione armonizzata.

La funzione rappresentativa

Lo stato patrimoniale rappresenta i risultati della gestione patrimoniale, indicando la consistenza del patrimonio al 31 dicembre. È il quadro statico che si affianca al quadro dinamico fornito dai conti del bilancio e economico. Le sue voci attive (immobilizzazioni materiali e immateriali, immobilizzazioni finanziarie, attivo circolante, ratei e risconti) e passive (patrimonio netto, fondi, debiti, ratei e risconti) tracciano l'identità patrimoniale dell'ente.

I beni del demanio

I beni del demanio sono inclusi nello stato patrimoniale con specifica distinzione contabile. Si tratta di beni che hanno natura giuridica particolare (inalienabilità, imprescrittibilità) e che, pur essendo di proprietà dell'ente, sono destinati all'uso pubblico secondo le regole dei beni demaniali. La rappresentazione contabile distinta consente di evidenziare la specificità di questi beni rispetto al patrimonio disponibile.

I criteri di valutazione

La valutazione delle poste patrimoniali segue il principio applicato della contabilità economico-patrimoniale (allegato 4/3 al D.Lgs. 118/2011). Il principio detta criteri specifici per ciascuna categoria di beni: costo di acquisizione, valore catastale, fair value, costo ammortizzato. La corretta applicazione dei criteri è essenziale per la veridicità della rappresentazione patrimoniale, ed è oggetto di particolare attenzione da parte degli organi di revisione.

Le immobilizzazioni

Le immobilizzazioni costituiscono in genere la parte più rilevante dell'attivo patrimoniale di un ente locale: edifici comunali, scuole, impianti sportivi, reti stradali, opere idriche, opere igieniche. La loro corretta rilevazione richiede inventari aggiornati, valutazioni periodiche, applicazione di ammortamenti coerenti con la vita utile dei beni. La gestione dell'inventario è uno degli aspetti operativi più impegnativi della contabilità economico-patrimoniale.

Il patrimonio netto e i fondi

Il patrimonio netto rappresenta il valore residuo delle attività al netto delle passività ed è espressione della consistenza propria dell'ente. I fondi (rischi, oneri, accantonamenti per il TFR, fondi vincolati) rappresentano accantonamenti specifici per fronteggiare obbligazioni o rischi futuri. La corretta dotazione dei fondi è un presidio di prudenza patrimoniale e contribuisce alla rappresentazione veritiera e corretta del patrimonio.

Domande frequenti

Cosa rappresenta lo stato patrimoniale?

I risultati della gestione patrimoniale: la consistenza del patrimonio dell'ente al 31 dicembre, con il quadro delle attività (immobilizzazioni, circolante) e delle passività (patrimonio netto, fondi, debiti).

I beni demaniali sono inclusi?

Sì, con specifica distinzione contabile. La rappresentazione separata riconosce la peculiarità giuridica dei beni demaniali (inalienabilità, imprescrittibilità) rispetto al patrimonio disponibile dell'ente.

Quali criteri si usano per la valutazione?

Quelli del principio applicato della contabilità economico-patrimoniale (allegato 4/3 al D.Lgs. 118/2011), che detta criteri specifici per ciascuna categoria di beni: costo di acquisizione, valore catastale, fair value, costo ammortizzato.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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