Testo dell'articoloVigente
Art. 172 Cod. Amb. – gestioni esistenti
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato
1. Gli enti di governo degli ambiti che non abbiano già provveduto alla redazione del Piano d’Ambito di cui all’articolo 149, ovvero non abbiano scelto la forma di gestione ed avviato la procedura di affidamento, sono tenuti, entro il termine perentorio del 30 settembre 2015, ad adottare i predetti provvedimenti disponendo l’affidamento del servizio al gestore unico con la conseguente decadenza degli affidamenti non conformi alla disciplina pro tempore vigente.
2. Al fine di garantire il rispetto del principio di unicità della gestione all’interno dell’ambito territoriale ottimale, il gestore del servizio idrico integrato subentra, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, agli ulteriori soggetti operanti all’interno del medesimo ambito territoriale. Qualora detti soggetti gestiscano il servizio in base ad un affidamento assentito in conformità alla normativa pro tempore vigente e non dichiarato cessato ex lege, il gestore del servizio idrico integrato subentra alla data di scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto.
3. In sede di prima applicazione, al fine di garantire il conseguimento del principio di unicità della gestione all’interno dell’ambito territoriale ottimale, l’ente di governo dell’ambito , nel rispetto della normativa vigente e fuori dai casi di cui al comma 1, dispone l’affidamento al gestore unico di ambito ai sensi dell’articolo 149-bis alla scadenza di una o più gestioni esistenti nell’ambito territoriale tra quelle di cui al comma 2, ultimo periodo, il cui bacino complessivo affidato sia almeno pari al 25 per cento della popolazione ricadente nell’ambito territoriale ottimale di riferimento.
Il gestore unico così individuato subentra agli ulteriori soggetti che gestiscano il servizio in base ad un affidamento assentito in conformità alla normativa pro tempore vigente e non dichiarato cessato ex lege alla data di scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto.
Al fine di addivenire, nel più breve tempo possibile, all’affidamento del servizio al gestore unico di ambito, nelle more del raggiungimento della percentuale di cui al primo periodo, l’ente competente, nel rispetto della normativa vigente, alla scadenza delle gestioni esistenti nell’ambito territoriale tra quelle di cui al comma 2, ultimo periodo, i cui bacini affidati siano complessivamente inferiori al 25 per cento della popolazione ricadente nell’ambito territoriale ottimale di riferimento, dispone l’affidamento del relativo servizio per una durata in ogni caso non superiore a quella necessaria al raggiungimento di detta soglia, ovvero per una durata non superiore alla durata residua delle menzionate gestioni esistenti, la cui scadenza sia cronologicamente antecedente alle altre, ed il cui bacino affidato, sommato a quello delle gestioni oggetto di affidamento, sia almeno pari al 25 per cento della popolazione ricadente nell’ambito territoriale ottimale di riferimento.
3-bis. Entro il 31 dicembre 2014 e, negli anni successivi, entro il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico presenta alle Camere una relazione sul rispetto delle prescrizioni stabilite dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 , in particolare: a) a carico delle regioni, per la costituzione degli enti di governo dell’ambito; b) a carico degli enti di governo dell’ambito, per l’affidamento del servizio idrico integrato; c) a carico degli enti locali, in relazione alla partecipazione agli enti di governo dell’ambito e in merito all’affidamento in concessione d’uso gratuito delle infrastrutture del servizio idrico integrato ai gestori affidatari del servizio.
4. Qualora l’ente di governo dell’ambito non provveda nei termini stabiliti agli adempimenti di cui ai commi 1,2 e 3 o, comunque, agli ulteriori adempimenti previsti dalla legge, il Presidente della regione esercita, dandone comunicazione al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, i poteri sostitutivi, ponendo le relative spese a carico dell’ente inadempiente, determinando le scadenze dei singoli adempimenti procedimentali e avviando entro trenta giorni le procedure di affidamento. In tali ipotesi, i costi di funzionamento dell’ente di governo riconosciuti in tariffa sono posti pari a zero per tutta la durata temporale dell’esercizio dei poteri sostitutivi.
Qualora il Presidente della regione non provveda nei termini così stabiliti, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, entro i successivi trenta giorni, segnala l’inadempienza al Presidente del Consiglio dei Ministri che nomina un commissario ad acta, le cui spese sono a carico dell’ente inadempiente. La violazione della presente disposizione comporta responsabilità erariale.
5. Alla scadenza del periodo di affidamento, o alla anticipata risoluzione delle concessioni in essere, i beni e gli impianti del gestore uscente relativi al servizio idrico integrato sono trasferiti direttamente all’ente locale concedente nei limiti e secondo le modalità previsti dalla convenzione.
6. Gli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione gestiti dai consorzi per le aree ed i nuclei di sviluppo industriale di cui all’articolo 50 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218 , da altri consorzi o enti pubblici, nel rispetto dell’unità di gestione, entro il 31 dicembre 2006 sono trasferiti in concessione d’uso al gestore del servizio idrico integrato dell’Ambito territoriale ottimale nel quale ricadono in tutto o per la maggior parte i territori serviti, secondo un piano adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le regioni, le province e gli enti interessati.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'art. 172 del Codice dell'ambiente regola il passaggio dalle gestioni esistenti del servizio idrico al gestore unico di ciascun ambito territoriale ottimale. Il principio che lo guida è quello che la norma chiama di «unicità della gestione all'interno dell'ambito territoriale ottimale».
Adempimenti degli enti di governo e subentro del gestore
Il comma 1 riguarda gli enti di governo degli ambiti che non avevano ancora redatto il Piano d'Ambito previsto dall'articolo 149, oppure non avevano scelto la forma di gestione e avviato la procedura di affidamento. Questi enti dovevano adottare tali provvedimenti «entro il termine perentorio del 30 settembre 2015», affidando il servizio al gestore unico, con la conseguente decadenza degli affidamenti non conformi alla disciplina pro tempore vigente.
Il comma 2 stabilisce che il gestore del servizio idrico integrato subentra, alla data di entrata in vigore della disposizione, agli altri soggetti che operano nello stesso ambito. Fa eccezione chi gestisce il servizio con un affidamento assentito in conformità alla normativa pro tempore vigente e non dichiarato cessato ex lege: in questo caso il subentro avviene alla data di scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto. Per esempio, se Tizio gestisce il servizio in una parte dell'ambito con un affidamento di questo tipo, il gestore del servizio idrico integrato gli subentra alla scadenza indicata nel suo contratto di servizio.
La prima applicazione e la soglia del 25 per cento
Il comma 3 disciplina la prima applicazione, fuori dai casi del comma 1. L'ente di governo dell'ambito dispone l'affidamento al gestore unico ai sensi dell'articolo 149-bis alla scadenza di una o più gestioni esistenti, tra quelle del comma 2, ultimo periodo, il cui bacino complessivo affidato sia almeno pari al 25 per cento della popolazione dell'ambito. Il gestore unico così individuato subentra poi agli altri gestori conformi alla scadenza dei loro contratti. Finché la soglia non è raggiunta, l'ente competente affida i servizi in scadenza per una durata non superiore a quella necessaria per raggiungerla, oppure non superiore alla durata residua delle gestioni esistenti indicate dalla norma.
Il comma 3-bis prevede che l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico presenti alle Camere una relazione sul rispetto delle prescrizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152: entro il 31 dicembre 2014 e, negli anni successivi, entro il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno. La relazione riguarda in particolare le regioni, gli enti di governo dell'ambito e gli enti locali.
Poteri sostitutivi e destinazione dei beni
Per il comma 4, se l'ente di governo dell'ambito non provvede nei termini stabiliti, il Presidente della regione esercita i poteri sostitutivi: pone le spese a carico dell'ente inadempiente, determina le scadenze dei singoli adempimenti procedimentali e avvia entro trenta giorni le procedure di affidamento. Per tutta la durata dei poteri sostitutivi, i costi di funzionamento dell'ente di governo riconosciuti in tariffa sono posti pari a zero. Se il Presidente della regione non provvede, l'Autorità, entro i successivi trenta giorni, segnala l'inadempienza al Presidente del Consiglio dei Ministri, che nomina un commissario ad acta. La violazione della disposizione comporta responsabilità erariale.
Il comma 5 stabilisce che, alla scadenza del periodo di affidamento o alla anticipata risoluzione delle concessioni in essere, «i beni e gli impianti del gestore uscente relativi al servizio idrico integrato sono trasferiti direttamente all'ente locale concedente nei limiti e secondo le modalità previsti dalla convenzione». Il comma 6 prevede che gli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione gestiti dai consorzi e dagli enti indicati siano trasferiti in concessione d'uso al gestore del servizio idrico integrato entro il 31 dicembre 2006, secondo un piano adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Domande frequenti
Che cosa dovevano fare gli enti di governo degli ambiti entro il 30 settembre 2015?
Gli enti che non avevano ancora redatto il Piano d'Ambito, o non avevano scelto la forma di gestione e avviato la procedura di affidamento, dovevano adottare questi provvedimenti entro il termine perentorio del 30 settembre 2015. Dovevano anche disporre l'affidamento del servizio al gestore unico, con la conseguente decadenza degli affidamenti non conformi alla disciplina pro tempore vigente.
Quando il gestore del servizio idrico integrato subentra agli altri gestori dell'ambito?
In generale subentra alla data di entrata in vigore della disposizione. Se però l'altro soggetto gestisce il servizio con un affidamento assentito in conformità alla normativa pro tempore vigente e non dichiarato cessato ex lege, il subentro avviene alla data di scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto.
A cosa serve la soglia del 25 per cento prevista dal comma 3?
In prima applicazione, l'ente di governo dell'ambito dispone l'affidamento al gestore unico alla scadenza di una o più gestioni esistenti il cui bacino complessivo affidato sia almeno pari al 25 per cento della popolazione dell'ambito territoriale ottimale. Finché la soglia non è raggiunta, gli affidamenti dei servizi in scadenza hanno una durata limitata, secondo le regole indicate nello stesso comma.
Che cosa succede se l'ente di governo dell'ambito non provvede?
Il Presidente della regione esercita i poteri sostitutivi e ne dà comunicazione al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e all'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Le spese sono a carico dell'ente inadempiente, e per tutta la durata dei poteri sostitutivi i costi di funzionamento dell'ente di governo riconosciuti in tariffa sono posti pari a zero. Se il Presidente della regione non provvede, l'Autorità, entro i successivi trenta giorni, segnala l'inadempienza al Presidente del Consiglio dei Ministri, che nomina un commissario ad acta.
A chi vanno i beni e gli impianti del gestore uscente?
Alla scadenza del periodo di affidamento, o alla risoluzione anticipata delle concessioni in essere, i beni e gli impianti del gestore uscente relativi al servizio idrico integrato sono trasferiti direttamente all'ente locale concedente, nei limiti e secondo le modalità previsti dalla convenzione.