Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 168 Cod. Amb. – utilizzazione delle acque destinate ad uso idroelettrico

D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

1. Tenuto conto dei principi di cui alla parte terza del presente decreto e del piano energetico nazionale, nonché degli indirizzi per gli usi plurimi delle risorse idriche, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare , di concerto con il Ministro delle attività produttive, sentite le Autorità di bacino, nonché le regioni e le province autonome, disciplina, senza che ciò possa dare luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della pubblica amministrazione, fatta salva la corrispondente riduzione del canone di concessione: a)la produzione al fine della cessione di acqua dissalata conseguita nei cicli di produzione delle centrali elettriche costiere; b)l’utilizzazione dell’acqua invasata a scopi idroelettrici per fronteggiare situazioni di emergenza idrica; c)la difesa e la bonifica per la salvaguardia della quantità e della qualità delle acque dei serbatoi ad uso idroelettrico.

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In sintesi

  • L'art. 168 affida al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il compito di disciplinare alcuni usi delle acque destinate alla produzione idroelettrica.
  • Il Ministro agisce di concerto con il Ministro delle attività produttive, sentite le Autorità di bacino, le regioni e le province autonome.
  • La disciplina tiene conto dei principi della parte terza del decreto, del piano energetico nazionale e degli indirizzi per gli usi plurimi delle risorse idriche.
  • Riguarda tre materie: l'acqua dissalata prodotta dalle centrali elettriche costiere, l'uso dell'acqua invasata nelle emergenze idriche e la tutela dei serbatoi ad uso idroelettrico.
  • La disciplina non può dare luogo a indennizzi da parte della pubblica amministrazione, fatta salva la corrispondente riduzione del canone di concessione.
Indice dei contenuti

L'articolo 168 riguarda le acque destinate ad uso idroelettrico. Non stabilisce direttamente regole operative: indica chi deve dettarle, con quali criteri e su quali materie. Ha un solo comma.

Chi disciplina e con quali criteri

La competenza spetta al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che agisce «di concerto con il Ministro delle attività produttive». Prima deve sentire le Autorità di bacino, le regioni e le province autonome. Nel farlo deve tenere conto di tre riferimenti indicati dal testo: i principi della parte terza del decreto, il piano energetico nazionale e gli indirizzi per gli usi plurimi delle risorse idriche. La norma, quindi, collega la produzione di energia alla gestione complessiva dell'acqua, che può servire a più usi.

Le tre materie da disciplinare

La lettera a) riguarda la produzione, al fine della cessione, di acqua dissalata ottenuta nei cicli di produzione delle centrali elettriche costiere. La lettera b) riguarda l'utilizzazione dell'acqua invasata a scopi idroelettrici per fronteggiare situazioni di emergenza idrica. La lettera c) riguarda la difesa e la bonifica per la salvaguardia della quantità e della qualità delle acque dei serbatoi ad uso idroelettrico.

Esempio: Caio gestisce un invaso usato per produrre energia elettrica. In una situazione di emergenza idrica, l'utilizzo di quell'acqua per far fronte all'emergenza rientra tra le materie che, secondo la lettera b), il Ministro disciplina. Il contenuto concreto di queste regole non è indicato dall'articolo.

Niente indennizzi, salvo la riduzione del canone

Il testo precisa che la disciplina viene adottata «senza che ciò possa dare luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della pubblica amministrazione». Subito dopo aggiunge una riserva: «fatta salva la corrispondente riduzione del canone di concessione». Se Tizio è titolare di una concessione interessata da questa disciplina, la norma esclude che la pubblica amministrazione gli corrisponda indennizzi e fa salva la corrispondente riduzione del canone. L'articolo non specifica altro sul modo in cui questa riduzione viene determinata.

Domande frequenti

Chi disciplina l'utilizzo delle acque destinate ad uso idroelettrico secondo l'art. 168?

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle attività produttive, sentite le Autorità di bacino, le regioni e le province autonome.

Di quali criteri si deve tenere conto?

Dei principi della parte terza del decreto, del piano energetico nazionale e degli indirizzi per gli usi plurimi delle risorse idriche.

Quali materie riguarda la disciplina?

Tre materie: la produzione, al fine della cessione, di acqua dissalata ottenuta nei cicli di produzione delle centrali elettriche costiere; l'utilizzazione dell'acqua invasata a scopi idroelettrici per fronteggiare situazioni di emergenza idrica; la difesa e la bonifica per salvaguardare la quantità e la qualità delle acque dei serbatoi ad uso idroelettrico.

Il concessionario ha diritto a un indennizzo?

No. Il testo stabilisce che la disciplina non può dare luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della pubblica amministrazione, fatta salva la corrispondente riduzione del canone di concessione.

L'articolo indica il contenuto concreto delle regole?

No. L'art. 168 indica chi deve dettare la disciplina, con quali criteri e su quali materie, ma non ne stabilisce il contenuto.

Ultimo aggiornamento redazionale: 21 maggio 2026
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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