← Torna a TUEL — Testo Unico Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)
Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Definisce le classi demografiche di riferimento per l'applicazione delle norme del TUEL.
  • Va da comuni sotto 500 abitanti fino a quelli sopra 250.000.
  • Le classi rilevano per fondi, trasferimenti, controlli e organizzazione.
  • La popolazione di riferimento è quella risultante dal penultimo censimento.
  • Costituisce parametro tecnico essenziale per la finanza locale.

Testo dell'articoloVigente

Art. 156 TUEL — Articolo 156

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato

1. 1. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni contenute nella parte seconda del presente testo unico valgono per i comuni, se non diversamente disciplinato, le seguenti classi demografiche: a) comuni con meno di 500 abitanti; b) comuni da 500 a 999 abitanti; c) comuni da 1.000 a 1.999 abitanti; d) comuni da 2.000 a 2.999 abitanti; e) comuni da 3.000 a 4.999 abitanti; f) comuni da 5.000 a 9.999 abitanti; g) comuni da 10.000 a 19.999 abitanti; h) comuni da 20.000 a 59.999 abitanti; i) comuni da 60.000 a 99.999 abitanti; l) comuni da 100.000 a 249.999 abitanti; m) comuni da 250.000 a 499.999 abitanti; n) comuni da 500.000 abitanti ed oltre.

2. Le disposizioni del presente testo unico e di altre leggi e regolamenti relative all’attribuzione di contributi erariali di qualsiasi natura, nonché all’inclusione nel sistema di tesoreria unica di cui alla legge 29 ottobre 1984, n. 720 , alla disciplina del dissesto finanziario ed alla disciplina dei revisori dei conti, che facciano riferimento alla popolazione, vanno interpretate, se non diversamente disciplinato, come concernenti la popolazione residente calcolata alla fine del penultimo anno precedente per le province ed i comuni secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica, ovvero secondo i dati dell’Uncem per le comunità montane. Per le comunità montane e i comuni di nuova istituzione si utilizza l’ultima popolazione disponibile.

Commento

L'articolo 156 fornisce un riferimento tecnico essenziale per l'applicazione delle disposizioni del TUEL, fissando le classi demografiche dei comuni utilizzate come parametro per molteplici disposizioni in materia di organizzazione, controllo, trasferimenti e fondi.

La struttura per classi

La norma articola i comuni in classi demografiche progressivamente crescenti: da quelli con meno di 500 abitanti fino a quelli con più di 250.000. Le classi intermedie corrispondono a soglie significative per l'applicazione di numerose disposizioni: 1.000, 2.000, 3.000, 5.000, 10.000, 20.000, 60.000, 100.000, 250.000. La pluralità delle soglie riflette la differenziazione del nostro sistema dei comuni, in linea generale caratterizzato da una significativa varietà dimensionale.

La popolazione di riferimento

La popolazione di riferimento è quella risultante dal penultimo censimento ufficiale della popolazione, dato stabile che evita oscillazioni indotte da variazioni anagrafiche infrannuali. La stabilità della popolazione di riferimento è essenziale per la programmazione finanziaria e per l'applicazione delle norme che ne dipendono.

Le ricadute applicative

Le classi demografiche rilevano per molteplici profili: organizzazione degli organi politici e dei loro emolumenti, applicabilità di alcuni controlli interni, soglie del controllo strategico, criteri di riparto di fondi e contributi, dimensionamento del segretariato comunale, requisiti per la nomina dei revisori. Si tratta, in linea generale, di un parametro trasversale che condiziona l'intera architettura organizzativa e finanziaria dell'ente.

La gradualità del sistema

L'uso delle classi demografiche riflette il principio di gradualità che permea il TUEL: gli adempimenti più complessi sono richiesti agli enti che dispongono delle risorse organizzative per affrontarli, mentre per i piccoli comuni il legislatore prevede modalità semplificate, anche in forma associata. È in questa logica che si comprende il dimensionamento differenziato di controlli, organi, procedimenti.

Sinergia con il sistema dei trasferimenti

Le classi demografiche giocano un ruolo cruciale anche nel sistema dei trasferimenti erariali e nei meccanismi di perequazione, dove vengono incrociate con le capacità fiscali standard e con i fabbisogni standard per determinare le assegnazioni dovute. Le elaborazioni del Ministero dell'economia, in raccordo con ANCI e con l'Osservatorio sulla finanza locale, in linea generale tengono conto di queste articolazioni demografiche per costruire formule di riparto equilibrate.

Domande frequenti

Come sono strutturate le classi demografiche dell'articolo 156?

Le classi vanno dai comuni con meno di 500 abitanti fino a quelli con più di 250.000, con soglie intermedie significative a 1.000, 2.000, 3.000, 5.000, 10.000, 20.000, 60.000 e 100.000 abitanti.

Qual è la popolazione di riferimento?

La popolazione di riferimento è quella risultante dal penultimo censimento ufficiale, scelta che garantisce stabilità e prevedibilità nell'applicazione delle norme che dipendono dalla soglia demografica.

Per cosa rilevano le classi demografiche?

Rilevano per organizzazione degli organi politici, applicabilità dei controlli interni, criteri di riparto di fondi e contributi, dimensionamento del segretariato e in generale per l'intera architettura organizzativa e finanziaria dell'ente.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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