Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 143 Cod. Amb. – proprietà delle infrastrutture

D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

1. Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture idriche di proprietà pubblica, fino al punto di consegna e/o misurazione, fanno parte del demanio ai sensi degli articoli 822 e seguenti del codice civile e sono inalienabili se non nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge.

2. Spetta anche all’ente di governo dell’ambito la tutela dei beni di cui al comma 1, ai sensi dell’ articolo 823, secondo comma, del codice civile .

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In sintesi

  • Acquedotti, fognature, impianti di depurazione e altre infrastrutture idriche di proprietà pubblica fanno parte del demanio.
  • Rientrano nel demanio fino al punto di consegna e/o misurazione.
  • Il richiamo è agli articoli 822 e seguenti del codice civile.
  • Questi beni sono inalienabili, salvo nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge.
  • La tutela di questi beni spetta anche all'ente di governo dell'ambito, ai sensi dell'articolo 823, secondo comma, del codice civile.
Indice dei contenuti

L'articolo 143 del Codice dell'ambiente stabilisce il regime giuridico delle infrastrutture del servizio idrico di proprietà pubblica. Ha due commi: il primo dice quali beni sono demaniali e che cosa ne deriva, il secondo indica chi ne cura la tutela.

Quali infrastrutture fanno parte del demanio

Il comma 1 elenca «gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture idriche di proprietà pubblica». L'elenco è aperto: oltre alle tre categorie nominate, sono comprese «le altre infrastrutture idriche», purché di proprietà pubblica. La norma fissa anche un limite fisico: questi beni rientrano nel demanio «fino al punto di consegna e/o misurazione». Per i beni che hanno questi requisiti, il testo dice che «fanno parte del demanio ai sensi degli articoli 822 e seguenti del codice civile». La qualificazione deriva quindi direttamente dalla legge.

L'inalienabilità

Lo stesso comma 1 aggiunge che questi beni «sono inalienabili se non nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge». La regola è quindi l'inalienabilità; un trasferimento è possibile soltanto nei modi e nei limiti che la legge stabilisce. Un esempio: Tizio vorrebbe acquistare un tratto di acquedotto pubblico che passa vicino al suo terreno. In base all'articolo 143, quel tratto, se si trova prima del punto di consegna e/o misurazione, fa parte del demanio ed è inalienabile, salvo quanto previsto dalla legge nei modi e nei limiti che essa stabilisce.

La tutela affidata anche all'ente di governo dell'ambito

Il comma 2, nella formulazione modificata, prevede che spetti «anche» all'ente di governo dell'ambito la tutela dei beni indicati nel comma 1, «ai sensi dell'articolo 823, secondo comma, del codice civile». La parola «anche» indica che questo ente si aggiunge ad altri soggetti, che la norma non nomina. Per esempio, se Caio scopre che una fognatura pubblica è oggetto di interventi abusivi, l'ente di governo dell'ambito è tra i soggetti a cui il comma 2 attribuisce la tutela di quel bene. L'articolo non specifica con quali strumenti debba essere esercitata: rinvia all'articolo 823, secondo comma, del codice civile.

Domande frequenti

Quali beni riguarda l'art. 143 del Codice dell'ambiente?

Riguarda gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture idriche di proprietà pubblica, fino al punto di consegna e/o misurazione.

Le infrastrutture idriche pubbliche fanno parte del demanio?

Sì. Il comma 1 stabilisce che fanno parte del demanio ai sensi degli articoli 822 e seguenti del codice civile.

Un acquedotto pubblico si può vendere?

Secondo il comma 1, questi beni sono inalienabili se non nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge.

Fino a che punto l'infrastruttura idrica rientra nel demanio?

La norma indica che vi rientra «fino al punto di consegna e/o misurazione».

Chi tutela questi beni?

Il comma 2 stabilisce che la tutela spetta anche all'ente di governo dell'ambito, ai sensi dell'articolo 823, secondo comma, del codice civile.

Ultimo aggiornamento redazionale: 21 maggio 2026
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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