- Norma introdotta per coprire le spese di difesa di chi agisce in legittima difesa.
- Si applica a archiviazione, non luogo a procedere o proscioglimento per legittima difesa.
- Onorario e spese liquidati dal magistrato secondo gli articoli 82 e 83.
- Lo Stato recupera le somme se interviene successiva condanna irrevocabile.
- Tutela rafforzata per chi si è difeso nelle situazioni dell'art. 52 c.p.
Testo dell'articoloVigente
Art. 115-bis D.P.R. 115/2002
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — T.U. spese di giustizia
(( (Liquidazione dell'onorario e delle spese per la difesa di persona nei cui confronti è emesso provvedimento di archiviazione o sentenza di non luogo a procedere o di proscioglimento nel caso di legittima difesa). )) ((1. L'onorario e le spese spettanti al difensore, all'ausiliario del magistrato e al consulente tecnico di parte di persona nei cui confronti è emesso provvedimento di archiviazione motivato dalla sussistenza delle condizioni di cui all' articolo 52, commi secondo , terzo e quarto, del codice penale o sentenza di non luogo a procedere o di proscioglimento perché il fatto non costituisce reato in quanto commesso in presenza delle condizioni di cui all' articolo 52, commi secondo , terzo e quarto, del codice penale nonché all'articolo 55, secondo comma, del medesimo codice, sono liquidati dal magistrato nella misura e con le modalità previste dagli articoli 82 e 83 ed è ammessa opposizione ai sensi dell'articolo
84. Nel caso in cui il difensore sia iscritto nell'albo degli avvocati di un distretto di corte d'appello diverso da quello dell'autorità giudiziaria procedente, in deroga all'articolo 82, comma 2, sono sempre dovute le spese documentate e le indennità di trasferta nella misura minima consentita.
2. Nel caso in cui, a seguito della riapertura delle indagini, della revoca o della impugnazione della sentenza di non luogo a procedere o della impugnazione della sentenza di proscioglimento, sia pronunciata sentenza irrevocabile di condanna, lo Stato ha diritto di ripetere le somme anticipate nei confronti della persona condannata)) .
Commento
L'articolo 115-bis è stato inserito per dare attuazione alla riforma della legittima difesa: lo Stato si fa carico delle spese di difesa di chi è prosciolto perché ha agito nelle condizioni dell'articolo 52 del codice penale, riconoscendo che la persecuzione penale ha gravato indebitamente su chi ha esercitato un diritto.
L'ambito oggettivo
La copertura opera in tre ipotesi: archiviazione motivata dalla sussistenza delle condizioni dell'articolo 52, commi secondo, terzo e quarto, c.p.; sentenza di non luogo a procedere; sentenza di proscioglimento perché il fatto non costituisce reato, sempre per le stesse condizioni. È richiamato anche l'articolo 55, secondo comma, c.p., sull'eccesso colposo nelle ipotesi di legittima difesa domiciliare.
L'ambito soggettivo
Le spese coperte non sono soltanto quelle del difensore. Il comma 1 include anche l'ausiliario del magistrato e il consulente tecnico di parte. La copertura è quindi piena, riconoscendo che la difesa tecnica si articola in più contributi professionali.
I criteri di liquidazione
L'onorario è liquidato dal magistrato secondo gli articoli 82 e 83 ed è ammessa opposizione ai sensi dell'articolo 84. Vale la regola della riduzione dei parametri forensi fino al valore minimo, con possibile aumento motivato per particolare complessità. Si applica anche qui la deroga per le spese di trasferta se il difensore è di altro distretto.
Il diritto di recupero in caso di condanna successiva
Il comma 2 disciplina l'ipotesi patologica: revoca o annullamento dell'archiviazione, riapertura delle indagini, impugnazione della sentenza di non luogo a procedere o di proscioglimento, con esito di condanna irrevocabile. In tal caso lo Stato ha diritto di ripetere le somme anticipate verso la persona condannata. La copertura è quindi condizionata alla definitività dell'assoluzione.
Cross-reference
L'articolo 115-bis si legge con l'articolo 52 c.p. (legittima difesa, anche domiciliare riformata dalla legge 36/2019), l'articolo 55 c.p. (eccesso colposo), gli articoli 82-84 (liquidazione e opposizione) e l'articolo 116 (compenso al difensore d'ufficio). Va coordinato con il codice di procedura penale, in particolare con gli articoli 408 ss. (archiviazione) e 425 (non luogo a procedere). La giurisprudenza ha chiarito che la riapertura delle indagini, autonoma rispetto alla revoca dell'archiviazione, è anch'essa causa di rivalsa: lo Stato non resta esposto al rischio di anticipare somme che si rivelano successivamente indebite per condanna sopravvenuta. La Cassazione ha inoltre escluso che la copertura si estenda alle ipotesi di sentenza di proscioglimento per altre cause (per esempio difetto di prove): l'articolo 115-bis ha portata tassativa e riguarda solo le ipotesi espressamente richiamate ai commi 2-4 dell'articolo 52 c.p. Sul piano operativo, il consulente tecnico di parte deve dimostrare la pertinenza della propria attività ai fini della valutazione della legittima difesa, mentre l'ausiliario del magistrato è ammesso al rimborso per le sole attività riferibili al procedimento conclusosi con esito favorevole all'imputato.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1 — Archiviazione per legittima difesa domiciliare
Caso 2: Caso 2 — Recupero dopo condanna in appello
Domande frequenti
In quali casi opera la copertura?
Archiviazione, sentenza di non luogo a procedere o proscioglimento perché il fatto non costituisce reato, sempre motivati dalla legittima difesa ex articolo 52 c.p.
Chi è ammesso al rimborso?
Difensore, ausiliario del magistrato e consulente tecnico di parte. La copertura è ampia per garantire la piena tutela tecnica.
E se in seguito si arriva alla condanna?
Lo Stato recupera le somme anticipate verso la persona condannata. La copertura presuppone la stabilità dell'assoluzione.
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