Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 2042 c.c. – Carattere sussidiario dell’azione

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

L’azione di arricchimento non è proponibile quando il danneggiato può esercitare un’altra azione per farsi indennizzare del pregiudizio subito.

In sintesi

  • Sussidiarietà dell'azione: l'art. 2042 c.c. consente di ricorrere all'arricchimento senza causa solo se non è esperibile un'altra azione per ottenere l'indennizzo.
  • Azione residuale: se l'impoverito dispone di un rimedio contrattuale, aquiliano o legale, deve utilizzare quello e non può agire ex art. 2041 c.c.
  • Tutela del sistema: la norma impedisce che l'azione generale si trasformi in uno strumento per aggirare decadenze, prescrizioni o limitazioni di altri rimedi.
  • Interpretazione giurisprudenziale: la sussidiarietà vale anche quando l'azione alternativa sia già prescritta o preclusa per causa imputabile all'attore.
  • Apertura al Titolo IX: dopo l'art. 2042 c.c. il Codice introduce i fatti illeciti (artt. 2043-2059 c.c.), regime distinto e concorrente.
Indice dei contenuti

Il carattere sussidiario dell'azione di arricchimento

L'articolo 2042 del Codice Civile pone un limite fondamentale all'azione generale di arricchimento senza causa: essa non e' proponibile quando il danneggiato può esercitare un'altra azione per farsi indennizzare del pregiudizio subito. La norma attribuisce all'azione ex art. 2041 c.c. una natura residuale o, appunto, sussidiaria.

Ratio della sussidiarietà

La scelta del legislatore risponde a un'esigenza sistematica precisa: evitare che l'azione generale di arricchimento diventi una via di fuga rispetto a discipline speciali che prevedono termini di prescrizione più brevi, condizioni di ammissibilita' più rigorose o limitazioni quantitative dell'indennizzo. Se Tizio potesse sempre scegliere tra l'azione contrattuale e quella di arricchimento, le discipline specifiche perderebbero efficacia pratica.

Quando l'azione e' preclusa

L'azione di arricchimento e' inammissibile ogni volta che l'ordinamento mette a disposizione dell'impoverito un rimedio alternativo, indipendentemente dalla sua natura: contrattuale (azione di risoluzione, di adempimento, di annullamento), extracontrattuale (azione aquiliana ex art. 2043 c.c.), restitutoria (ripetizione dell'indebito ex art. 2033 c.c.) o legale (azione di responsabilità del mandatario, del depositario, ecc.).

Il caso dell'azione prescritta o preclusa

Il punto più discusso riguarda l'ipotesi in cui l'azione alternativa esista in astratto ma sia già prescritta o altrimenti preclusa per fatto imputabile all'attore. La Cassazione ha ritenuto che anche in questo caso l'azione di arricchimento sia inammissibile: la sussidiarietà si valuta in astratto, guardando alla possibilità giuridica di un altro rimedio, non alla sua concreta esperibilita' nel caso di specie. Chi lascia prescrivere l'azione contrattuale non può poi ricorrere all'art. 2041 c.c. come rimedio sostitutivo.

Sussidiarietà rispetto all'azione aquiliana

Un caso frequente nella pratica e' il rapporto tra l'azione di arricchimento e la responsabilità civile ex art. 2043 c.c. Se il comportamento del convenuto integra un illecito aquiliano, l'impoverito ha a disposizione l'azione risarcitoria e non può optare per quella di arricchimento. Le due azioni sono strutturalmente diverse: la prima richiede la colpa e risarcisce il danno pieno; la seconda prescinde dalla colpa ma indennizza solo nei limiti dell'arricchimento. La sussidiarietà impone di percorrere prima la via aquiliana.

Apertura del Titolo IX: i fatti illeciti

Dopo l'art. 2042 c.c. il Titolo VIII si chiude e il Codice Civile introduce il Titolo IX, dedicato ai fatti illeciti (artt. 2043-2059 c.c.). Si tratta di un regime giuridico distinto e, in larga misura, concorrente con quello dell'arricchimento: mentre l'arricchimento senza causa tutela l'impoverito indipendentemente dall'illiceita' del comportamento altrui, la responsabilità civile aquiliana presuppone un fatto ingiusto imputabile per dolo o colpa e richiede la prova del danno.

Interpretazione estensiva della sussidiarietà

La giurisprudenza tende ad applicare la sussidiarietà in modo rigoroso: anche quando l'altra azione offra una tutela inferiore (per esempio perché il risarcimento aquiliano e' ridotto in applicazione dell'art. 1227 c.c. per concorso colposo della vittima), l'azione di arricchimento resta preclusa. La norma non consente di scegliere il rimedio più favorevole: impone di percorrere l'unico rimedio effettivamente disponibile.

Domande frequenti

Quando non e' possibile proporre l'azione di arricchimento senza causa?

Non e' proponibile quando il soggetto impoverito può esercitare un'altra azione (contrattuale, aquiliana, restitutoria) per ottenere l'indennizzo del pregiudizio subito.

Se l'azione alternativa e' già prescritta, si può agire per arricchimento?

No: secondo la Cassazione la sussidiarietà si valuta in astratto. Chi ha lasciato prescrivere l'azione contrattuale o aquiliana non può recuperarla attraverso l'art. 2041 c.c.

L'azione di arricchimento esclude quella aquiliana ex art. 2043 c.c.?

È il contrario: se esiste un illecito aquiliano, l'impoverito deve agire ex art. 2043 c.c. L'azione di arricchimento e' residuale rispetto alla responsabilità civile.

Qual e' la differenza pratica tra l'arricchimento senza causa e i fatti illeciti?

L'arricchimento senza causa non richiede la colpa del convenuto ma indennizza solo nei limiti dell'arricchimento; la responsabilità aquiliana richiede la colpa o il dolo ma risarcisce il danno pieno.

Cosa si intende per 'altra azione' che preclude l'arricchimento?

Qualsiasi rimedio giuridico alternativo: azione di risoluzione, di adempimento, di risarcimento del danno, di ripetizione dell'indebito o altre azioni legali che consentano di ottenere un indennizzo.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.