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  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 1846 c.c. – Disponibilità delle cose date in pegno

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Nell’anticipazione bancaria su pegno di titoli o di merci, la banca non può disporre delle cose ricevute in pegno, se ha rilasciato un documento nel quale le cose stesse sono individuate. Il patto contrario deve essere provato per iscritto.

In sintesi

  • Regola generale: nell'anticipazione bancaria su pegno di titoli o merci, la banca non può disporre delle cose ricevute in pegno se ha rilasciato un documento di individuazione.
  • Eccezione convenzionale: è ammesso un patto contrario che attribuisca alla banca la disponibilità delle cose, ma tale patto deve essere provato per iscritto.
  • Documento di individuazione: il rilascio del documento, che identifica specificamente i beni, vincola la banca alla conservazione e all'inalienabilità dei beni stessi.
  • Distinzione tra anticipazione 'regolare' e 'irregolare': senza patto scritto l'anticipazione è 'regolare' (beni individuati e indisponibili); con patto scritto diventa 'irregolare' (banca acquista la disponibilità).
  • Tutela del contraente: la norma protegge il debitore garantendo che i beni specifici da lui conferiti siano conservati e restituiti alla scadenza.
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L'anticipazione bancaria: inquadramento

L'anticipazione bancaria (artt. 1846-1851 c.c.) e' il contratto con cui la banca anticipa al cliente una somma di danaro contro il pegno di titoli o merci. Si distingue dall'apertura di credito semplice perché la concessione del credito e' direttamente correlata e garantita dalla consegna dei beni. L'art. 1846 c.c. disciplina uno dei profili fondamentali di questa figura: la disponibilita' delle cose da parte della banca.

L'anticipazione regolare: beni individuati e indisponibili

Quando la banca rilascia all'atto della ricezione dei beni un documento nel quale le cose sono individuate, cioè descritte in modo specifico e identificabile (numero seriale dei titoli, qualità e quantita' delle merci, etc.), essa non può disporne. Non può venderli, prestarli a terzi, né usarli come garanzia per operazioni proprie. I beni rimangono vincolati esclusivamente a garanzia del credito del cliente. Si tratta della cosiddetta anticipazione 'regolare', analoga nel regime al pegno ordinario.

L'anticipazione irregolare: il patto scritto

Se le parti vogliono che la banca possa disporre delle cose ricevute in pegno, modalità tipica per i titoli fungibili, come le obbligazioni standardizzate, devono pattuirlo espressamente e per iscritto. In questo caso si parla di anticipazione 'irregolare': la banca acquista la proprietà dei beni, potendo trasferirli o utilizzarli liberamente, con obbligo di restituire beni della stessa specie e qualità alla scadenza. La forma scritta e' richiesta ad probationem, non ad substantiam: il contratto e' valido anche se concluso oralmente, ma il patto di disponibilita' deve poter essere provato documentalmente.

Differenze pratiche e profili di rischio

La distinzione tra anticipazione regolare e irregolare ha conseguenze pratiche rilevanti. Nell'anticipazione regolare, se la banca dovesse essere sottoposta a procedura concorsuale, i beni individuati non entrano nell'attivo fallimentare e il cliente può rivendicarli. Nell'anticipazione irregolare, invece, avendo la banca acquistato la proprietà, il cliente diventa creditore della banca per la restituzione di beni equivalenti e concorre con gli altri creditori in caso di insolvenza. Si pensi a Tizio che conferisce in pegno 1000 azioni FIAT: se il documento le individua per numero progressivo, la banca non può venderle; se il patto scritto attribuisce la disponibilita', la banca può venderle e all'atto del rimborso restituisce 1000 azioni FIAT equivalenti.

Coordinamento con la disciplina del pegno

L'art. 1846 c.c. va letto in combinato con gli artt. 2784 ss. c.c. in materia di pegno. In particolare, l'art. 2792 c.c. stabilisce che il creditore pignoratizio non può usare la cosa ricevuta in pegno senza il consenso del debitore: l'art. 1846 specifica questa regola nel contesto bancario, richiedendo che il consenso sia dato per iscritto. La disciplina del codice civile e' stata poi integrata dal d.lgs. 170/2004 sui contratti di garanzia finanziaria, che per i titoli ammette forme più flessibili di trasferimento della garanzia.

Implicazioni per la prassi bancaria

Nella pratica bancaria moderna, le anticipazioni su titoli dematerializzati sono gestite tramite sistemi di deposito centralizzato (Monte Titoli S.p.A.), rendendo l'individuazione dei titoli tecnicamente più complessa. Tuttavia il principio dell'art. 1846 rimane applicabile: se la banca ha rilasciato un documento di individuazione (ad es. estratto conto titoli vincolati), non può disporre dei valori senza patto scritto. Per le merci, il documento di individuazione e' spesso la polizza di carico o la ricevuta di magazzino generale.

Domande frequenti

Cos'e' l'anticipazione bancaria su pegno?

È il contratto con cui la banca anticipa una somma di denaro al cliente garantita da titoli o merci consegnate in pegno. Il credito concesso e' proporzionato al valore dei beni conferiti, che rimangono vincolati fino al rimborso dell'anticipazione.

Quando la banca può vendere i titoli dati in pegno?

Solo se esiste un patto scritto che le attribuisce la disponibilita' delle cose (anticipazione irregolare). In assenza di tale patto, se la banca ha rilasciato un documento di individuazione dei beni, non può disporne ne' venderli ne' usarli per operazioni proprie.

Cosa si intende per 'documento di individuazione' dei beni?

È un documento rilasciato dalla banca che descrive in modo specifico i beni ricevuti in pegno (es. numero seriale dei titoli, quantita' e qualità delle merci). Il suo rilascio vincola la banca alla conservazione dei beni e impedisce qualsiasi atto di disposizione.

Qual e' la differenza tra anticipazione regolare e irregolare?

Nell'anticipazione regolare i beni sono individuati e la banca non può disporne; il cliente mantiene la proprietà e ha diritto alla restituzione dei medesimi beni. Nell'anticipazione irregolare (con patto scritto) la banca acquista la proprietà e restituisce beni equivalenti, con maggior rischio per il cliente in caso di insolvenza della banca.

La forma scritta del patto di disponibilita' e' richiesta a pena di nullita'?

No, e' richiesta ad probationem: il contratto e' valido anche se concluso oralmente, ma il patto di disponibilita' deve essere provato documentalmente. In assenza di prova scritta, si presume che la banca non abbia il diritto di disporre dei beni.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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