In sintesi
- L'autorità locale di pubblica sicurezza può diffidare i congiunti tenuti per legge agli alimenti di un mendicante inabile al lavoro, affinché adempiano al loro obbligo alimentare.
- La diffida è rivolta ai parenti che siano sia obbligati per legge agli alimenti (art. 433 c.c.) sia in condizione di poterli prestare.
- Decorso il termine fissato nella diffida senza adempimento, il mendicante inabile è ammesso di diritto al gratuito patrocinio per agire in giudizio per il riconoscimento degli alimenti.
- La norma opera come meccanismo di attivazione coattiva della solidarietà familiare prima di ricorrere al ricovero pubblico di cui all'art. 154 TULPS.
- Oggi ha valore prevalentemente residuale: il gratuito patrocinio è disciplinato dal D.P.R. 115/2002, che ha criteri reddituali propri indipendenti da questa procedura.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 155 TULPS
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 — Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
I congiunti di un mendicante inabile al lavoro e privo di mezzi di sussistenza, tenuti per legge agli alimenti e in condizione di poterli prestare, sono diffidati dall'autorità locale di pubblica sicurezza ad adempiere al loro obbligo.
Decorso il termine all'uopo stabilito nella diffida, l'inabile al lavoro è ammesso di diritto al beneficio del gratuito patrocinio per promuovere il giudizio per gli alimenti.
44a
Stesso numero, altri codici
- Art. 155 Cod. Amb. — tariffa del servizio di fognatura e depurazione
- Art. 155 D.Lgs. 209/2005 — Accesso al Centro di informazione italiano
- Art. 155 D.Lgs. 42/2004 — Vigilanza
- Art. 155 c.c.: Provvedimenti riguardo ai figli
- Articolo 155 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 155 Codice della Strada: Limitazione dei rumori
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Funzione nell'architettura del TULPS
L'articolo 155 TULPS si colloca in stretta sequenza con l'art. 154: mentre quest'ultimo disciplina il ricovero degli inabili a carico della mano pubblica, l'art. 155 prevede un passaggio preventivo volto ad attivare la solidarietà familiare. Il legislatore del 1931 ha costruito un sistema a cascata: prima si tenta di coinvolgere i parenti obbligati agli alimenti, poi si ricorre al ricovero assistenziale pubblico. L'intervento dell'autorità di pubblica sicurezza assume qui una funzione di attivatore coattivo dell'obbligo alimentare civilistico, travalicando il perimetro tipico delle funzioni di polizia.
La diffida: natura e destinatari
La diffida è un atto amministrativo con cui l'autorità di pubblica sicurezza intima ai congiunti di adempiere all'obbligo alimentare entro un termine determinato. I destinatari sono coloro che rientrano nella cerchia degli obbligati agli alimenti individuata dall'art. 433 c.c.: coniuge, figli (anche adottivi), genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle, nell'ordine ivi previsto. La doppia condizione richiesta — essere obbligati e essere in condizione di poterli prestare — richiama l'art. 438 c.c., che già prevede il diritto agli alimenti solo in ragione del bisogno del richiedente e delle possibilità economiche dell'obbligato. L'autorità di pubblica sicurezza non si sostituisce al giudice civile nel quantificare l'obbligo alimentare, ma si limita a sollecitare formalmente il suo adempimento spontaneo.
Effetto della diffida: il gratuito patrocinio automatico
L'aspetto più significativo della norma è l'automatismo che si attiva in caso di inadempimento: decorso il termine fissato nella diffida, il mendicante inabile «è ammesso di diritto al beneficio del gratuito patrocinio». Questa formula — innovativa per l'epoca — riconosce al soggetto indigente l'accesso alla tutela giurisdizionale civile senza oneri economici, indipendentemente dalla verifica reddituale ordinaria. Il meccanismo aveva un chiaro razionale: il mendicante inabile, per definizione privo di mezzi, non potrebbe altrimenti accedere alla giustizia per ottenere ciò che i parenti sono tenuti a prestargli.
Coordinamento con il D.P.R. 115/2002 (Testo Unico spese di giustizia)
Oggi il gratuito patrocinio è disciplinato dal D.P.R. 115/2002, che prevede l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato per i soggetti con reddito imponibile non superiore a una soglia annualmente aggiornata (attualmente circa 12.838 euro). L'automatismo dell'art. 155 TULPS — ammissione «di diritto» a prescindere dalla verifica reddituale — è entrato in potenziale conflitto con il sistema codificato dal DPR 115/2002. Nella prassi, il meccanismo dell'art. 155 TULPS è caduto in desuetudine: i soggetti indigenti che intendono agire in giudizio per gli alimenti accedono al patrocinio a spese dello Stato seguendo la procedura ordinaria del DPR 115/2002, presentando istanza all'Ordine degli avvocati competente.
Rapporti con il diritto agli alimenti: diritto civile e pubblica sicurezza
La norma è una delle rarità del TULPS in cui il diritto di pubblica sicurezza interseca il diritto di famiglia. L'obbligo alimentare è un istituto di diritto privato (artt. 433-448 c.c.) fondato sulla solidarietà familiare; la sua esecuzione coattiva, in caso di inadempimento, avviene attraverso gli ordinari strumenti processuali civili (ricorso al Tribunale, pignoramento del reddito dell'obbligato). L'art. 155 TULPS vi aggiunge una fase amministrativa preventiva — la diffida — che non sostituisce il processo civile ma lo prepara, abbassando le barriere di accesso per il soggetto indigente.
Stato attuale e rilevanza pratica
L'art. 155 TULPS è pressoché inapplicato nella prassi contemporanea. Le autorità di pubblica sicurezza raramente emettono diffide ai sensi di questa norma; l'accesso al gratuito patrocinio per azioni alimentari segue il percorso del DPR 115/2002. La norma mantiene tuttavia un interesse storico-sistematico come testimonianza della concezione integrata di ordine pubblico, assistenza sociale e solidarietà familiare che caratterizzava il TULPS del 1931.
Casi pratici
Caso 1: Diffida ai figli del mendicante inabile e successiva azione per gli alimenti
Tizio, 80 anni, inabile al lavoro e privo di mezzi di sussistenza, è stato trovato a mendicare nel centro della città. L'autorità locale di pubblica sicurezza accerta che Tizio ha due figli adulti — Caia e Sempronio — entrambi lavoratori con reddito sufficiente. Li diffida formalmente, fissando un termine di trenta giorni per adempiere all'obbligo alimentare nei confronti del padre. Caia e Sempronio ignorano la diffida. Decorso il termine, Tizio è ammesso di diritto al gratuito patrocinio e il suo avvocato deposita ricorso al Tribunale competente per ottenere la condanna dei figli alla prestazione degli alimenti ai sensi degli artt. 433 e 438 c.c.
Caso 2: Congiunto non in condizione di prestare gli alimenti: diffida non emessa
Caia, inabile al lavoro e indigente, viene segnalata come mendicante. L'autorità di pubblica sicurezza accerta che l'unico parente in vita è il fratello Sempronio, il quale risulta però percettore di un reddito minimo inferiore alla soglia di sussistenza, con un nucleo familiare proprio a carico. Poiché manca la condizione della «capacità di prestare» gli alimenti, l'autorità non emette la diffida nei confronti di Sempronio. La procedura si sposta direttamente verso il meccanismo dell'art. 154 TULPS per la proposta di ricovero in istituto di assistenza, previo accertamento degli ulteriori presupposti.
Caso 3: Accesso al gratuito patrocinio per azione alimentare: procedura moderna
Tizio, anziano indigente, vorrebbe agire in giudizio contro il figlio Sempronio per ottenere il mantenimento, ma non ha risorse per pagare un avvocato. Il suo assistente sociale gli spiega che, pur esistendo la previsione dell'art. 155 TULPS, nella prassi moderna non si ricorre alla diffida prefettizia. Tizio presenta invece domanda di ammissione al patrocinio a spese dello Stato ai sensi del D.P.R. 115/2002 al Consiglio dell'Ordine degli avvocati, documentando il reddito inferiore alla soglia vigente. Ammesso al beneficio, ottiene la nomina di un avvocato d'ufficio e propone l'azione alimentare davanti al Tribunale competente.
Domande frequenti
Chi può essere diffidato ai sensi dell'art. 155 TULPS?
I congiunti del mendicante inabile che siano contemporaneamente: (a) obbligati per legge agli alimenti ai sensi dell'art. 433 c.c. (coniuge, figli, genitori, fratelli, generi/nuore, suoceri); (b) in condizione economica di poterli effettivamente prestare.
Cosa succede se i congiunti non adempiono alla diffida?
Decorso il termine fissato nella diffida, il mendicante inabile è ammesso di diritto al gratuito patrocinio per promuovere il giudizio civile per gli alimenti davanti al tribunale competente.
La procedura della diffida ex art. 155 TULPS è ancora usata nella pratica?
No, è pressoché caduta in desuetudine. I soggetti indigenti che vogliono agire per gli alimenti accedono ordinariamente al patrocinio a spese dello Stato secondo la procedura del D.P.R. 115/2002, senza passare per la diffida prefettizia.
L'art. 155 TULPS riguarda solo la mendicità?
Sì, in senso stretto. La norma presuppone che il soggetto sia un mendicante inabile al lavoro e privo di mezzi di sussistenza. È una disposizione speciale che opera nell'ambito del sistema di controllo della mendicità del TULPS, non un meccanismo generale di tutela degli alimenti.
Il gratuito patrocinio ex art. 155 TULPS è diverso da quello ordinario del D.P.R. 115/2002?
Sì, in teoria: l'art. 155 TULPS prevede l'ammissione automatica, di diritto, senza verifica reddituale. Il D.P.R. 115/2002 richiede invece la verifica del reddito imponibile e la decisione del Consiglio dell'Ordine. Nella pratica, si usa solo la procedura del DPR 115/2002.
L'art. 155 TULPS si applica prima o dopo l'art. 154?
Si applica prima, in sequenza logica: l'autorità di pubblica sicurezza tenta prima di attivare la solidarietà familiare (art. 155) e solo in caso di impossibilità o inerzia dei congiunti passa alla procedura di ricovero assistenziale pubblico (art. 154).